giovedì 18 ottobre 2018

L’industria pastaria Divella è considerata il portabandiera per eccellenza del "made in Puglia" nel mondo, vantando una tradizione produttiva ultrasecolare. Ecco quindi che ad affiancarla, come ambasciatore della cucina pugliese nel mondo, uno Chef di tutto rispetto: Donato Carra. 
Lui stile sobrio ma accattivante, con una cucina misuratamente creativa, capace di esaltare le materie prime, grazie ad un forte legame con il territorio. Nei suoi piatti risalta il patrimonio gastronomico del suo territorio: la Puglia, da cui attinge sapori dalla assoluta pienezza e dall’uso sapiente di tecnica e passione. Forte del connubio vincente tra tradizione e modernità, tecnica e passione, nelle ricette dello chef Donato Carra, barese verace oggi Corporate Chef della Divella s.p.a, si può evincere la tradizionalità, la genuinità e la passione per il suo territorio. Uno Chef che predica in giro per il mondo la valorizzazione del suo territorio come il vangelo della buona tavola elaborando i prodotti della sua terra con semplicità, esaltando i sapori più naturali, rispettando l'equilibrio fra gli ingredienti ed esaltando anche la storia dei piatti legata alle tradizioni di una civiltà prevalentemente contadina. Una cucina che arriva prima per i colori, poi per gli odori ed infine per i sapori. La cucina tipica pugliese è umile e povera ma molto nutriente e ricca di sapori, specchio delle tante dominazioni che si sono avvicendate in queste terre lasciando tracce indelebili nell'arte culinaria. Abbiamo raggiunto lo Chef in una sua consulenza:

D. Chef una grande passione, la sua, portare la Puglia nel mondo in tavola?

R. Più che una passione la definirei una missione. La cucina pugliese è fatta di amore e passione, di tradizione e sapienza tramandata di bocca in bocca, di madre in figlia. Un sapere prezioso coltivato con dedizione e cura, con minuzia e bellezza. Il cibo pugliese è il vero protagonista di una storia lunga una vita. 

D. A volte si parla di grano importato, a riguardo qual'è la sua opinione? 

R. I pugliesi non sono gli inventori della pasta ma per la pasta hanno fatto una rivoluzione. Era il 1647, quando i padroni della regione erano gli spagnoli, che non sapendo più come spremere soldi ai pugliesi pensarono bene di mettere una tassa sulla farina. I baresi non gradirono questo sopruso e si ribellarono ingaggiando furiose risse con i soldati. Per otto giorni le strade furono teatro di disordini. Alla fine gli spagnoli rinunciarono al balzello. La terra pugliese produce in abbondanza grano ma non abbastanza, infatti solo la metà del fabbisogno; il resto del grano duro è di importazione. Solo che in molti non lo capiscono e a volte ci si ritrova a combattere con "false ideologie". 

D. Perché false? 

R. Perché nessuno e dico nessuno può sostenere che uno spaghetto 100% italiano sia migliore rispetto a uno spaghetto ottenuto miscelando grano italiano o francese. Pagare il 10% in più la pasta "Made in Italy" non vuol dire comprare sicuramente un prodotto di qualità superiore!

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