venerdì 31 luglio 2020

"Mangiare genuino e divertirsi in modo sano: Grana Padano e Gardaland rinnovano la loro sinergia per continuare a proporre ai più giovani, alle famiglie e, più in generale, alla collettività, un modello di vita che tenga in massima considerazione la qualità del cibo e dei momenti di svago".

Con queste parole Stefano Berni, Direttore Generale del Consorzio Tutela Grana Padano, ha annunciato il rinnovo della partnership inaugurata lo scorso anno fra queste due eccellenze italiane: Grana Padano, il prodotto DOP più consumato al mondo, e Gardaland, il parco divertimenti numero uno in Italia. Per tutta la stagione 2020, Grana Padano sarà presente all’interno di Gardaland nei menù dei quattro punti ristoro del parco (Aladino Self, la Focacceria, il Chiosco Jungle e la pizzeria Saloon) e dei cinque ristoranti (Trattoria di Capitan Hook, Locanda del Corsaro, Ristorante Aladino, Gardaland Adventure Hotel e Gardaland Hotel). Sarà possibile gustarlo, nel rispetto delle normative del momento, in monoporzioni (barrette e buste monodose di grattugiato) o servito al tavolo. Inoltre, Grana Padano diventerà protagonista di una delle attrazioni più iconiche del parco: DO RE MI FARM, la fattoria musicale posizionata al centro del parco tra le più amate dalle famiglie con bambini. Qui, all’ingresso e all’interno dell’attrazione, sono stati allestiti messaggi informativi e divertenti profilati per i più piccoli per ricordare che Grana Padano può essere una sana merenda. Ad accompagnare i visitatori, dall’ingresso e per tutto il parco, il ledwall e la cartellonistica con il claim: "Il divertimento ha un sapore meraviglioso" e i messaggi audio diffusi prima e dopo gli spettacoli al Buffalo Stage e in Piazza Ramses.
"Dopo il difficile periodo che abbiamo vissuto a causa del Covid-19 – prosegue Stefano Berni – sono felice che i bambini e le loro famiglie possano ritrovare un po' di serenità e leggerezza nel varcare i cancelli di Gardaland e concedersi del tempo libero di qualità mangiando e divertendosi in modo sicuro e genuino. L’attenzione ai bisogni delle persone fa da sempre parte della nostra filosofia e con questa rinnovata collaborazione vogliamo porre ancora una volta l’accento su quanto sia importante per noi garantire al consumatore un prodotto buono, sicuro e certificato, grazie a una filiera caratterizzata da controlli costanti e piena tracciabilità. Un alimento che gli italiani considerano rassicurante, come di recente è stato definito dall’Accademia dei Georgofili, certezza di genuinità, di ricchezza di proprietà nutritive e di bontà, fatto da gente che crede nel proprio lavoro e nella lealtà verso chi gli dà fiducia. Lavoreremo ogni giorno ancora di più per affermare questi valori, accenderemo fiducia, garantiremo sicurezza e li esporteremo in tutto il mondo".
"Ci fa davvero piacere comunicare il rinnovo di questa collaborazione – dichiara Aldo Maria Vigevani, CEO Gardaland - L’obiettivo di Gardaland è quello di offrire sempre il massimo della qualità ai nostri ospiti, sia nel divertimento proposto che nella ristorazione con l’utilizzo di materie prime e prodotti di qualità ed eccellenza. Il nostro Parco è stato il primo in Italia a riaprire a seguito dell’emergenza sanitaria facendo da apripista per tutta l’industria del divertimento e siamo contenti di vedere che i nostri visitatori stanno tornando a scegliere Gardaland per trascorrere giornate di serenità e divertimento in sicurezza".

giovedì 30 luglio 2020

Cerchi un contorno fresco, buono, ogni giorno diverso e che possa accontentare i gusti di tutta la tua famiglia? Le Family Salad sono un aiuto prezioso per i pasti in casa e in famiglia per chi, come te, non ha tanto tempo, presa tra lavoro e commissioni, ma non vuole rinunciare a un pranzo fresco e genuino.

Le Family Salad, infatti, oltre a poter essere gustate come un contorno già pronto e ricco di gusto, sono la base perfetta per un’insalatona da arricchire ulteriormente con fantasia. Una festa per tutta la famiglia.
La nuova linea è composta da un letto di insalate (lattughino, mista tenera o mista croccante) arricchito da pomodorini datterini, olive denocciolate e carote julienne. 3 varianti in comodi i formati: vaschette da 250g e da 370g, a seconda del tipo di insalata, che corrispondono a 3/4 porzioni.
DimmidiSì ha scelto una confezione originale e green: nella vaschetta le foglie di insalata si mantengono più fresche, belle e asciutte. Impilabile, richiudibile e riutilizzabile, la confezione è inoltre composta da almeno il 30% di plastica riciclata, va messa poi nella raccolta differenziata della plastica.
Trovi le Family Salad DimmidiSì nel reparto ortofutta di iper e supermercati.

mercoledì 29 luglio 2020

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Chef Marco Visciola propone una cucina ligure contemporanea che armonizza gli elementi del piatto in composizioni originali, realizzata con tutto il pescato del Golfo per il quale si affida alla Cooperativa Pescatori di Camogli, una piccola realtà che fa del rapporto sostenibile con il mare una ragione di vita e che possiede l’unica “tonnarella” rimasta in Liguria e una delle poche in attività nel Mediterraneo.

Il menu è un’estrazione di Liguria, piatti freschi di pensiero e acidità, solari, mediterranei e attuali, composti di pochi elementi e tante idee, che inquadrano le specialità regionali con lateralità disarmante. Una proposta incentrata sul territorio e sulla città che lo chef riesce a vestire di leggerezza e avanguardia, mettendo nei piatti la sua personalità creativa, vivace e contemporanea, ma allo stesso tempo calma, equilibrata, tradizionale.
Il menu à la carte, Liguria Contemporanea, prevede 4 antipasti, 3 primi, 4 secondi più dei fuori carta a seconda del pescato disponibile, per terminare con un viaggio nell’Italia dei dolci, mentre sono due i menu degustazione:
"E a’ste panse veue cose che daià cose da beive, cose da mangiä", un omaggio al cantautore Fabrizio de André, 8 assaggi a mano libera dello chef, a 80€ e Fuoco, 6 portate a 65€, accomunate dalla cottura con il fuoco in svariate declinazioni, dall’affumicatura alla brace, dal carbone alla fiamma, dalla cenere alla tostatura.
Inoltre è possibile comporre due menu personalizzati: tre piatti e il dolce a 55€ o quattro piatti e il dolce a 65€, proposte che assecondano il grande desiderio dello Chef di condividere la sua visione della cucina con il più vasto pubblico possibile.
Gli antipasti spaziano dallo Sgombro, dove tenere zucchine trombetta incontrano la dolcezza della pesca e l’aperol alla Seppia, marinata come lardo accompagnata da una fresca insalata di finocchio; dal Capponmagro 2.0, un classico ligure rielaborato che incontra le fermentazioni alla coreana, a Sotto i mari...20.000 Leghe, variazioni di crudo in 6 assaggi.
Tra i primi troviamo i Tortelli, ripieni al pesto alla genovese, cremoso di patate e freschi fagiolini, con un’ esplosione di sapori classici dove il pesto è protagonista assoluto; Spaghetto Martini, spaghetti "cocktail" al burro con un’ emulsione di olive verdi, ottimo caviale italiano e un tocco finale di gin "taggiasco", e Riso Anne Sophie, con squisiti frutti di mare, aromatizzati ai fiori di sambuco.
E infine, i secondi: La Finanziera dal Mare, quinto quarto e verdure all’agro, con una base di salsa di mare ottenuta recuperando gli scarti di lavorazione dei pesci, cozze e ricci; Fritto, in tempura crostacei, molluschi, alghe e verdure, in farina la paranza e totani; Polpo, tentacolo in...salata e testa croccante insaporita con timo e maggiorana e Pescado asado, cottura tipica dell’Argentina, con lattuga romana arricchita con pistacchi croccanti.
Il menu degustazione "Fuoco" si ispira alle diverse tecniche di cottura con il fuoco, un menu appositamente ideato in omaggio ai profumi e aromi delle grigliate estive che nell’immaginario collettivo evocano la libertà, la compagnia, l’estate.
Fumo: un sugarello al fumo di pigna con deliziose ciliegie e taccole; Carbone: qui il sapore di mare è dato dal calamaro che si unisce alla freschezza delle verdure al nero; Cenere: teneri gnocchi di patate al cartoccio insaporiti con gambero biondo, croccanti pinoli e maggiorana; Fiamma: pescado asado accompagnato da lattuga romana e dolci pistacchi; Brace: spiedino di quinto quarto di coniglio incontra l’acidità dello yogurt e il profumo dei friggitelli e infine Tostato: semi toast-ati con dolci fragole e pesche e moscato.
Per terminare, I Dolci Viaggi: con una cartolina cartacea, lo chef Marco Visciola, vuole lasciare il ricordo di un viaggio gastronomico alla scoperta di quattro città e delle loro “tipiche” proposte culinarie. Genova: una focaccia con olive taggiasche e fresco basilico; Cortina: dove i frutti di bosco incontrano l’aroma di fiori ed erbe di campo; Capri: in onore della caprese, pomodori accompagnati da una tenera bufala e olio extravergine e infine Noto: croccanti mandorle si uniscono alla dolcezza del cioccolato.
"Il mare è il nostro punto di partenza. Il territorio ci regala i profumi, i colori e i sapori. L’istinto e la passione creano l’idea...".

martedì 28 luglio 2020

Il nostro paese è forse l’unico al mondo che abbia una cultura alimentare importante e cosi di diversa da regione a regione che influisce molto sulle scelte alimentari degli Italiani.

Ogni qual volta ci rechiamo in un negozio, sia che si tratti di piccole realtà che catene della GDO, veniamo investiti non solo da grandi quantità di prodotti in vendita. Ma anche di molteplici tipologie dello stesso prodotto.
La selezione per l’acquisto di un alimento deve essere effettuata avendo una buona capacità oggettiva di analisi nel leggere le informazioni sulle confezioni e o sulle etichette e non facendosi guidare da slogan televisivi pubblicitari. Che talvolta nascondono informazioni appositamente fuorvianti.
Le scelte alimentari degli italiani possono essere dovute a vari fattori. Soprattutto dopo lo stato di crisi e pandemia che stiamo vivendo. Vediamo di analizzare quelli che sono i fattori più considerati durante gli acquisti e la scelta degli alimenti da parte degli Italiani.
Non ci limiteremo a descrivere i fattori più significativi. Ma faremo anche delle considerazioni sulle grandi fuffe che spesso si nascondono dietro a determinati prodotti ed alle informazioni correlate ad essi.

I fattori che influenzano le scelte alimentari degli Italiani

Primo posto troviamo la provenienza. Si potrebbero fare mille discorsi. Ma l’istinto, soprattutto nei periodi di difficoltà, di dire prima gli italiani è forte. Infatti spesso le scelte alimentari degli italiani sono influenzate nel pensare che tutto ciò che sia in Italia sia migliore, che sia più sicuro e che assolutamente non vi siano frodi.
Ovviamente soprattutto quando si acquistano dei prodotti locali, e o di IGT, la provenienza geografica sia fondamentale. Ma è stupido dare importanza alla provenienza quando sulle etichette troviamo Curry 100% Italia!!Le scelte alimentari degli Italiani
La sensazione e o percezione di sapere la provenienza di un alimento ci da un senso di sicurezza. Ma da fare attenzione perché dietro ai 100% Italia ed alle bandierine spesso si nascondono vere e proprie truffe. In quanto vengono identificati prodotti a questo modo per influenzare le scelte alimentari degli Italiani ma i prodotti non sono realmente Italiani. In questo siamo bravissimi.
A sostegno di ciò ed a tutela dei consumatori ci sono tutta una serie di normative obbligatorie come per esempio i latticini, pasta, riso, salumi ed altri. Indicazioni di ingrediente primaro. Regolamenti obbligatori per le organizzazioni produttrici di prodotti IGP. E norme volontarie coma la Iso 22005 che definisce una trasparenza su tutta la filiera.
La marca. Inutile dire che non sia importante. La marca, il Brand ha la capacità di influenzare le scelte alimentari del consumatore. E non solo. Al contrario di quanto in molti pensano. Senza i grandi gruppi dell’agroalimentare non ci sarebbe stata la ricerca.
Frutti della ricerca che vengono utilizzati nello studio dei processi e o nell’evoluzione delle attrezzature e dei materiali. Fondamentali anche ai piccoli produttori.
I rischi chimici. C’è stata una notevole crescita culturale. Che ha portato alla ribalta i pericoli più impattanti negli alimenti. Ovvero quelli chimici, derivanti dai contaminanti, metalli, residui di sostanze fitosanitarie e zootecniche o di scissione dai materiali di confezionamento.
Questo è uno dei motivi per i quali le produzioni biologiche trovano molto appeal nelle scelte alimentari degli Italiani. Perché si presuppone che tali pericoli siano accettabili in aziende che si siano dotate di certificazioni bio. Come se, pensiero comune, le produzioni convenzionali siano pericolose...Fantasie...
Anche qui c’è un ma...Il consumatore evoluto si affida solamente a realtà biologiche nella totalità e non a quelle che fanno dei prodotti bio solamente una mera opportunità commerciale. Approfondendo anche la provenienza di questi prodotti. Scartando quelle realtà che pur essendo certificate biologiche si trovano in aree altamente inquinate.
Pericoli biologici. Sembrerà strano, ma questa tipologia di pericoli non viene più così tanto considerata durante la scelta alimentare degli italiani. In quanto i processi che abbattono e controllano questi pericoli sono ormai molto efficaci. Soprattutto su taluni prodotti.
Quindi non è un fattore che viene così tanto considerato alla parità di altri come quelli che abbiamo visto sopra, o nei confronti della composizione organolettica.
I fattori ovvi. Volutamente tra i fattori che influenzano le scelte alimentari degli italiani ci sono sia il prezzo che la qualità organolettica e salutistica. Sono fattori soggettivi guidati molte volte dalla capacità economica del consumatore.

Imparare a fare scelte alimentari consapevoli

Essendo consulenti che operano molto in ambito food consigliamo ai consumatori di effettuare scelte consapevoli. Di non fermarsi ai classici fattori che possono influenzare le scelte alimentari dei italiani relativi al siamo i MEJIO.
Ma di approfondire leggendo bene le etichette e o le informazioni sulle confezioni. Nonché verificare, quando si può, che le stesse siano reali. Per esempio la moda di scrivere che in azienda ci sono dei rigidi protocolli di qualità.
Che poi che cosa voglia dire non si sa, ma se si va a verificare queste aziende non sono non hanno certificazioni a standard alimentari, verificabili per esempio sulla Directory BRC, ma neppure di semplici certificazioni a sistemi di gestione qualità Iso 9001 e Iso 22000 riscontrabili presso la banca dati Accredia.
Andare oltre a quello che ci vogliono far vedere ed aver cura di quello che si acquista perché siamo soprattutto ciò che si mangia. Questo senza andar dietro alle mode ed alle fantasie commerciali volte a confonderci.
Come per esempio eccellenza, territorio, privo di…, salvo poi trovare ‘eccellenze’ a prezzi stracciati, impossibile, ricette del territorio con materie prime che provengono da tutto il mondo, ed alimenti privi di...ma con presenza di tracce, frasi inutili assurde e pericolose.

lunedì 27 luglio 2020

Restyling per lo yogurt da bere Despar Vital. In linea con l’attenzione che l’Insegna riserva alla sostenibilità ambientale, il nuovo pack si presenta in versione ecofriendly da 200g con una pratica cannuccia.

Interamente riciclabile, utilizza il 70% in meno di plastica rispetto alla confezione precedente. È prodotto con latte 100% italiano raccolto ogni giorno da mucche allevate nelle Alpi dell’Alto Adige secondo l’antica tradizione alpina. Parzialmente scremato e con il fermento BB-12® Bifidobacterium, il nuovo yogurt contiene fibre che facilitano la digestione e solo aromi naturali.
Disponibile nei gusti banana, fragola, frutti di bosco e pesca, la nuova formula del prodotto presenta il 10% in meno di zuccheri rispetto alla precedente ricetta (da 21.8g a 20g).
Despar Italia è il consorzio che riunisce sotto il marchio Despar 7 aziende della distribuzione alimentare e negozianti affiliati. Despar è presente sul territorio nazionale in 16 regioni italiane con 1.393 punti vendita a insegna Despar, Eurospar e Interspar. Il fatturato 2019 di 3,615 miliardi di euro colloca Despar tra le prime dieci insegne della GDO italiana. Il cuore dell’attività di Despar è la presenza di un gran numero di negozi di vicinato, affiancati da ipermercati e nuovi format che offrono nuove soluzioni alle esigenze dei consumatori. Le sette aziende associate a Despar Italia sono Aspiag Service, Ergon, Fiorino, Maiora, L’Alco, SCS e Centro 3 A. Despar Italia è parte di SPAR International presente in 48 paesi nel mondo.

domenica 26 luglio 2020

La DOC delle Venezie (o «Beneških okolišev») ottiene la protezione ufficiale del nome e la conseguente iscrizione nel registro eAmbrosia da parte della Commissione Europea, aprendo alla possibilità di richiedere il riconoscimento del Consorzio da parte del Ministero delle Politiche Agricole per affrontare, nella pienezza delle sue funzioni di tutela e promozione, la difficile stagione del rilancio nel 2021.

"Si chiude oggi un capitolo importante della storia della viticoltura italiana ed europea con la conclusione dell’iter di riconoscimento della Doc delle Venezie avviato nel 2014 – ha commentato il Presidente del Consorzio di Tutela Albino Armani – un progetto inedito e ambizioso che è stato capace di costruire un concetto allargato di identità territoriale e porsi come punto di riferimento della produzione nazionale e globale di Pinot grigio. Il riconoscimento comunitario rappresenta la meta di un percorso intrapreso con coscienza da tutti i protagonisti della scena vinicola di Friuli, Trentino e Veneto, che hanno saputo accantonare campanilismi e fare squadra a beneficio di un patrimonio comune, il Pinot grigio del Nordest, mettendo in piedi un Consorzio impegnato da oltre tre anni nella tutela del valore del nostro vino e che, ora più che mai, deve ottenere presto il riconoscimento Ministeriale per entrare nella pienezza delle sue funzioni".
Il riconoscimento europeo ottenuto in questi giorni costituisce un’ulteriore legittimazione del lavoro e del percorso di crescita nel segno della continuità, promosso da un team di filiera interregionale che ha creduto e crede fortemente nella valorizzazione di un prodotto-territorio - il Pinot grigio del Triveneto - che rappresenta l’85% del pinot grigio italiano e il 43% di quello mondiale e che ha ancora molto da raccontare ai consumatori internazionali.
"Con la protezione europea si chiude un percorso non facile, durato tre anni, che ha visto il coinvolgimento e la collaborazione di tre regioni diverse" sostiene l’Assessore all’Agricoltura di Regione Veneto Giuseppe Pan "Abbiamo messo da parte gli interessi dei singoli e i particolarismi per trovare un denominatore comune che portasse alla valorizzazione del Pinot grigio e alla sua messa in sicurezza in tutta Europa. Oggi possiamo orgogliosamente parlare della più grande doc italiana, con 27 mila ettari, di cui oltre la metà in Veneto. Una filiera importante che il Consorzio di tutela, con al timone Albino Armani, saprà guidare verso la strada giusta per vincere le sfide del futuro".
"Sono convinta che questa rappresenti un'importante ed unica esperienza attraverso la quale l'attenzione e l'impegno delle amministrazioni regionali di Veneto e Friuli Venezia Giulia e della Provincia autonoma di Trento hanno saputo accompagnare i rispettivi produttori in un processo di sistema a tutela e garanzia della più grande denominazione vitivinicola italiana mantenendo e coniugando al contempo le singole specificità territoriali. Unicum che consegniamo ora alla responsabilità dei produttori che, sono certa, sapranno prestare attenzione per bene amministrare questo prezioso riconoscimento territoriale di sicura soddisfazione per i nostri produttori e di grande e valido esempio per tutta la comunità vitivinicola nazionale", dichiara l’Assessore all’Agricoltura della Provincia Autonoma di Trento Giulia Zanotelli.
"L’iscrizione al registro europeo della DOC delle Venezie premia il grande lavoro svolto in modo sinergico e coordinato dalle regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto e dalla Provincia Autonoma di Trento, al fine di accrescere il valore della nostra filiera vitivinicola, uno dei motori dell’economia regionale e nazionale" commenta Maurizio Urizio, Vicedirettore Centrale delle Risorse Agroalimentari, Forestali e Ittiche di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e conclude "Un’aggregazione ampia creata in modo intelligente che ha portato e che, ora più che mai, porterà a ulteriori miglioramenti per l’intero sistema Pinot grigio del nostro territorio, che sarà nelle condizioni di affermarsi in maniera decisa sui mercati internazionali".
E dopo l’iscrizione della DOP nel registro europeo, adesso diventa urgente ottenere dal Ministero delle Politiche Agricole il riconoscimento e l’attribuzione ufficiale dell'incarico a svolgere le legittime funzioni di tutela, promozione, valorizzazione ed informazione.
"Il nostro obiettivo immediato, adesso, è ottenere il riconoscimento ministeriale del Consorzio entro la fine della vendemmia, così da diventare finalmente e ufficialmente soggetti attivi anche nell’ambito dei finanziamenti della promozione e ripartire nel 2021 con un’offensiva decisa sui mercati internazionali" sottolinea Armani.
Per l’anno prossimo il Consorzio punta non solo a recuperare e rafforzare le posizioni acquisite sui principali mercati di riferimento – tra cui UK e USA, animati da turbolenze legate ai temi Brexit e dazi che preoccupano molto la filiera – ma intende aprire una strada anche verso Paesi nuovi, dove il Pinot grigio delle Venezie è assente o marginalmente presente.
"Con il riconoscimento ministeriale, il nostro CdA sarà ulteriormente chiamato a tutelare e rafforzare il valore del Pinot grigio delle Venezie, che continua ad essere minacciato, ancora in queste settimane, da tendenze speculative al ribasso sui prezzi che dobbiamo contrastare anche con un lavoro comune di tavoli di filiera a livello territoriale e nazionale” conclude il Presidente. “Solo così riusciremo a portare a compimento il progetto consortile di cui oggi celebriamo un nuovo grande successo e che vorrei dedicare alla memoria di chi ne posto le basi, Bepi Catarin, che ha diretto il Consorzio fino al suo ultimo giorno con impegno illuminato e grande dedizione".

sabato 25 luglio 2020

La tradizione che una famiglia si tramanda di generazione in generazione dal 1822, con la stessa immutata passione per la coltivazione di un prezioso cereale, il riso.
Siamo nel pavese, e precisamente a Landriano, dove da oltre 200 anni sorge la Cascina Cirano attorno alla quale si estendono le risaie della famiglia Pozzi.
Qui, per la precisione il 25 maggio 1822, venne eretta la prima pila da riso e oggi, sempre in questi luoghi, si continua la coltivazione del riso Carnaroli nel rispetto dei processi di lavorazione che permettono di ottenere un prodotto naturale e in purezza.
Il rispetto della natura e dei principi di sostenibilità, da sempre impone l’utilizzo di concimi naturali: la terra accoglie il riso e con l’acqua ne garantisce una buona crescita grazie al necessario apporto nutritivo.
Tra settembre e ottobre il riso è maturo per essere raccolto e, ancora grezzo e non ancora pilato, viene trasportato in cascina dove la lavorazione è ridotta al minimo: ciò permette di mantenere intatte le caratteristiche nutritive e gustative del riso.
Si ottiene così un Carnaroli autentico di altissima qualità proveniente dalle migliori sementi certificate 100% Carnaroli dall’Ente Nazionale Risi (che svolge un’intensa attività per tutelare il settore risicolo e controllare il prodotto commercializzato in Italia), che si distingue per il suo colore ambrato caldo e per la sua consistenza, e che viene confezionato nel medesimo anno solare di produzione (e potendosi così definire “giovane”).

Ben si può affermare che il Carnaroli è una varietà storica della risicoltura italiana ed è considerato il “principe” dei risi. Quello prodotto da Pozzi ben ne interpreta le caratteristiche in primis quella della tenuta di cottura – non scuoce! – rendendolo ideale per i risotti. Trattiene inoltre al meglio anche profumi e sapori esaltando al massimo qualsiasi ingrediente.
L’Azienda Pozzi ha dunque optato per una scelta di qualità anche in questo senso: il ciclo vegetativo di questo riso è infatti tra i più lunghi (circa 165 giorni) e i rischi di produzione notevoli in quanto questa varietà di pianta molto alta (circa 175 cm.) - caratterizzata da un baffo molto particolare, sinonimo di purezza - va incontro più facilmente a rischi di caduta o perdita della posizione eretta a causa di vento e piogge o addirittura di mancata maturazione a causa del freddo.
Riso Pozzi rispetta infine tutti i requisiti di tracciabilità varietale - attraverso un sistema riconosciuto anche nell’Unione Europea - così da potersi definire “classico”: tali requisiti identificano il prodotto dalla semina alla commercializzazione per dare al consumatore finale la garanzia di un prodotto di altissima qualità.
Ecco perché gustare Riso Pozzi sulle tavole dei più famosi chef - uno per tutti Davide Figliolini - o su quelle di tutti gli appassionati gourmet significa apprezzare un ingrediente che è stato recentemente selezionato da alcuni punti vendita COOP e IPERCOOP del nord Italia in rappresentanza di alcune tra le migliori eccellenze del nostro territorio.

venerdì 24 luglio 2020

(Ansa)
Alto contenuto di servizio, riduzione degli sprechi alimentari rispetto all’equivalente fresco, ma anche varietà, versatilità e disponibilità del prodotto in ogni periodo dell’anno.
Anche il CREA promuove i surgelati come un alimento che entra a far parte a tutti gli effetti della nuova dieta mediterranea.

Dai primi piatti alle pizze, dai vegetali fino al pesce, dalle patate al pane: un mix di alimenti eccellenti per qualità e sicurezza, alleati della salute e del benessere, accessibili ma con elevati valori nutrizionali, come spiega il nutrizionista e tecnologo alimentare Giorgio Donegani.
Infine, una proposta di menu mediterraneo a base di surgelati ideato dalla blogger Nunzia Bellomo.
Quest’anno ricorrono 10 anni dalla dichiarazione Unesco della Dieta Mediterranea come "patrimonio immateriale dell’Umanità". Uno stile di vita alimentare vario, equilibrato e gustoso, riconosciuto dal Crea nelle linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana come "un modello che fa parte di uno stile di vita sano e in grado di mantenere l’organismo in salute". E amico dell’ambiente: oltre 4 mila studi scientifici dimostrano che seguire la Dieta Mediterranea è la risposta migliore anche per tutelare il benessere del pianeta attraverso stili di vita sostenibili.
Tuttavia, ancora oggi – come rivela l’European Journal of Public Health - solo 4 italiani su 10 seguono la Dieta Mediterranea, soprattutto per il poco tempo a disposizione che si ha nel preparare i cibi. E mangiamo ancora troppo poco pesce – meno di 30 kg a testa l’anno a persona – e verdure di quanto consigliato dai nutrizionisti. Per invertire questo trend e allargare il numero di persone che aderiscono alle indicazioni della Dieta Mediterranea, un aiuto arriva dai prodotti surgelati. Proprio il CREA infatti ha sottolineato nelle sue linee guida come i surgelati rappresentano una corretta alternativa nutrizionale che entra a far parte di diritto della nuova dieta mediterranea.

giovedì 23 luglio 2020

E’ in arrivo il nuovo Yogurt intero extra cremoso di Latte Fieno, con strato di frutta o crema al caffè nel formato da 150g.
Yogurt extra cremoso: un’esplosione di gusto e genuinità da assaporare cucchiaio dopo cucchiaio. Realizzato con il Latte Fieno STG 100% dell’Alto Adige, lo Yogurt intero extra cremoso proviene da mucche che si nutrono di erba fresca, fieno d’alpeggio ed erbe aromatiche, allevate secondo i metodi alpini tradizionali.

I 580 soci contadini di Latteria Merano raccolgono tutti i giorni il latte dai masi di montagna situati intorno a Merano (Alto Adige) ad un’altitudine media di 1.350 metri. Ogni stalla ospita in media 9 mucche, che hanno tutte un nome; il numero ridotto permette ai contadini di prendersi cura di loro al meglio e farle vivere in condizioni ottimali, nel pieno rispetto del benessere animale.
Latte fieno significa anche sostenibilità e armonia con la natura, perché promuove la biodiversità dei prati e l’ottima salute e longevità delle mucche.
Per tutte queste ragioni, il latte fieno è riconosciuto dall’UE come STG ossia specialità tradizionale garantita.
Questo nuovo yogurt è inoltre ecofriendly, perché il vasetto è realizzato in carta ed è quindi 100% riciclabile, una scelta che rispecchia la filosofia "meno plastica e meno sprechi" di Latteria Sociale Merano. Basterà solo lavarlo bene, schiacciarlo e gettarlo nel contenitore della carta.
Naturalmente senza OGM, senza conservanti, senza aromi e senza dolcificanti aggiunti, lo Yogurt intero extra cremoso di Latte Fieno STG con strato di frutta o crema al caffè è disponibile in cinque varianti di gusto: Bianco con crema al caffè; Bianco con mango e maracuja - Bianco con fragola; Bianco con frutti di bosco; Bianco naturale.

mercoledì 22 luglio 2020

Un video per raccontare al grande pubblico la storia, il territorio, la tradizione e il gusto dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, in contemporanea in Italia, Germania e Francia, al centro della nuova campagna lanciata su YouTube dal Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP e finanziata dal PSR della Regione Emilia-Romagna.

In un momento in cui le persone tornano a muoversi dopo i lunghi mesi di lockdown, il video dal titolo "Alla scoperta dell’Aceto Balsamico di Modena" ha come principale obiettivo il trasmettere al consumatore il patrimonio di valori che caratterizzano l’Aceto Balsamico di Modena IGP, guidandolo attraverso Modena e il suo territorio, percorrendo lo stesso percorso dalla vigna all’acetaia che portano i dolci mosti d’uva a diventare il famoso condimento.
Un percorso lento, lontano dalla frenetica vita quotidiana, incardinando le fondamenta del messaggio nella Storia, il Territorio, la Tradizione e il Gusto, ovvero tutti gli elementi che rendono questo prodotto unico ed inimitabile. Il tema conduttore del filmato è la metafora del viaggio: i protagonisti, in bicicletta, accompagnano il pubblico alla scoperta di questo prodotto attraversando e scoprendo, poco alla volta, luoghi, volti e tradizioni che contribuiscono al “gusto” tipico dell’Aceto Balsamico di Modena.
"Dopo i mesi difficili che abbiamo attraversato per l’emergenza Covid 19 – spiega il Direttore del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP Federico Desimoni – abbiamo finalmente ripreso in mano alcuni dei più importanti progetti di comunicazione istituzionale a livello internazionale. Trasmettere i valori dell’Aceto Balsamico di Modena continua ad essere la nostra principale mission, insieme alla tutela del prodotto e, soprattutto in questo momento in cui le piccole realtà produttive sono messe a dura prova dai postumi del lockdown, diventa più che mai importante e strategicamente rilevante far acquisire ai consumatori la reale consapevolezza di quanto lavoro e quanta storia si nasconde dietro a questa eccellenza. Informare dunque non solo per combattere frodi e contraffazioni, ma anche per promuovere gli elementi di qualità ed autenticità del prodotto originale, rappresenta la nostra priorità. Che lo si faccia attraverso un cortometraggio dal linguaggio semplice ed immediato o attraverso progetti più strutturati non fa differenza – aggiunge Desimoni – purché l’obiettivo rimanga sempre la tutela del consumatore e del lavoro dei produttori".
Con il medesimo intento, rimanendo nel campo della promozione internazionale, è ripartito il Progetto "Balsamic Vinegar of Modena. The Original", rivolto agli Stati Uniti e finanziato dall’Unione Europea anche per il triennio 2020-2022. Anche in questa fase, come in passato, sono previsti – rigorosamente nel pieno rispetto delle prescrizioni di sicurezza al fine di contenere l’epidemia di Covid 19 - in particolare a New York, in Florida ed in California, incontri, eventi ed appuntamenti tematici, ma non solo.
"L’attuale situazione negli Stati Uniti ci ha portati ad effettuare alcune modifiche al progetto, almeno nella prima annualità – così Desimoni – dovute all’impossibilità di recarsi oltre oceano in prima persona. In questa prima fase focalizzeremo quindi le nostre attività sul digitale, concentrandoci maggiormente sulle attività di pubbliche relazioni e sui social media, che già sono potenziate in questo secondo progetto triennale in quello che il primo mercato per il nostro prodotto".
Obiettivo del progetto triennale è la promozione dell’Aceto Balsamico di Modena, in termini di autenticità, sicurezza, tracciabilità e garanzie per il consumatore. Al contempo, con il medesimo progetto si intende promuovere l’incremento della cultura e della conoscenza, nonché della competitività del prodotto autentico, in un mercato che da solo vale oltre il 25% del totale.

martedì 21 luglio 2020

Viene lanciata in questi giorni una nuova campagna di comunicazione e promozione delle carni bianche dell'Unione Europea. Con il claim "Le nostre carni bianche. Pollo e tacchino di alta qualità, dai nostri territori con le garanzie dell’Europa", il suo obiettivo è rafforzare la fiducia dei consumatori sulla qualità delle carni bianche dell'UE. La campagna si concentra sull'importanza degli elevati standard UE, tra i più rigorosi al mondo, che sono garanzia di benessere animale, sostenibilità e sicurezza alimentare nella produzione di carni bianche. Una campagna che punterà molto anche sul coinvolgimento attivo e l’intrattenimento del consumatore stesso: molte delle attività pianificate si concentreranno infatti sui benefici nutrizionali e proporranno tanti modi diversi e divertenti per cimentarsi in cucina nella preparazione di ricette a base di carne di pollo e tacchino.

Questa iniziativa vede riunite le 5 organizzazioni nazionali di rappresentanza delle filiere delle carni avicole di Italia, Francia, Germania, Polonia e Paesi Bassi e la loro associazione europea AVEC, con sede in Belgio, nell'ambito di un programma di due anni, sostenuto dalla Commissione europea. L’Italia è presente attraverso Unaitalia, l’associazione di categoria che rappresenta oltre il 90% della filiera avicunicola nazionale, un comparto totalmente Made in Italy e altamente strategico per l’industria agroalimentare italiana.

Cosa c’è da sapere sulle carni avicole europee

In media, ogni cittadino dell'UE consuma 25,3 chili di carne avicola all'anno. "I nostri prodotti sono molto apprezzati dai cittadini europei e il loro gradimento continua a crescere. La nostra idea è di informare sui miglioramenti che il settore ha realizzato negli ultimi anni" spiega Birthe Steenberg, segretario generale dell'organizzazione europea del settore AVEC.
In effetti, gli standard nell'Unione europea sono tra i più alti al mondo. Ciò è possibile grazie alle rigide normative UE, ma anche per gli sforzi del settore nel migliorare continuamente le condizioni di produzione, in termini di conservazione delle risorse naturali e benessere degli animali.
La campagna mira inoltre a sensibilizzare sulla versatilità delle carni bianche, incoraggiando i consumatori a conoscere meglio le diverse tipologie e parti di pollo e tacchino, offrendo ispirazione per la loro preparazione.

Un variegato mix di misure comunicative

I messaggi chiave della campagna di comunicazione saranno diffusi attraverso vari canali di informazione in tutti e sei i Paesi. Questi includono un nuovo sito web eu-poultry.eu, un opuscolo informativo e un’attività di comunicazione su canali social (Twitter e Facebook) di Viva il Pollo @vivailpollo, già seguiti da una numerosa community di appassionati di pollo e carni bianche italiane. Sarà inoltre lanciata una campagna media e realizzati una serie di eventi dedicati. Testimonial d’eccezione della campagna di comunicazione italiana sarà Sonia Peronaci, fondatrice di Giallozafferano.it e autrice di molti libri di cucina oltre che di diverse produzioni televisive. Sonia accompagnerà la campagna attraverso la realizzazione di ricette semplici ma originali pensate ad hoc per tutta la famiglia e sarà parte di un divertente show cooking in occasione del "Pollo Arrosto Day" che si celebra il 2 ottobre, in concomitanza con la festa dei nonni. Altra occasione per conoscere meglio le carni bianche andrà in scena durante il Food&Science Festival che si svolgerà on line e off line a Mantova, dal 2 al 4 ottobre. 

Il settore avicolo europeo: in prima linea durante l’emergenza Covid per garantire cibo sulle tavole in piena sicurezza

Durante l’emergenza Covid i cittadini europei sono diventati ancor più consapevoli del ruolo fondamentale svolto dall’agricoltura e dall’industria agroalimentare. Nonostante le numerose sfide logistiche, il settore avicolo europeo ha dimostrato la propria capacità di resistere alla crisi, garantendo costantemente la fornitura di carni bianche a tutti i cittadini dell'UE e operando nel rispetto delle norme di sicurezza, a garanzia di lavoratori e consumatori.
Lanciando il loro programma di promozione a più voci, i partner cercano di comunicare come la produzione di carni avicole nell'UE sia supportata da una legislazione forte che garantisce l'alta qualità dei propri prodotti. I consumatori possono essere certi di acquistare e consumare carni bianche sane e di qualità, prodotti alimentari che rispondono fedelmente al motto: "Enjoy, it’s from Europe!".
Vorresti saperne di più sul benessere e la sostenibilità degli animali nella produzione di carni bianche nell'UE, sui relativi benefici nutrizionali o sui molti modi per cucinarle? Saremo lieti di inviarti la cartella stampa in formato digitale.

lunedì 20 luglio 2020

Il Gruppo Restalia, 800 punti vendita nel mondo, dei quali 36 nel nostro paese, scommette sulla ripresa del settore e annuncia una serie di misure straordinarie dedicate al mercato italiano.

L’obiettivo del Gruppo è quello di aprire 10 nuovi ristoranti in Italia entro la fine del 2021, generando più di 100 posti di lavoro.
Attenzione alla sicurezza e rafforzamento del delivery per i marchi 100 Montaditos e The Good Burger.
Il settore della ristorazione è stato duramente colpito dal COVID-19 e l’Italia registra una significativa riduzione delle attività di bar ristoranti e pizzerie. Eppure non mancano segnali di ottimismo. Per la riattivazione del settore, il Gruppo Restalia ha lanciato un programma pensato per tutti quegli imprenditori che vogliano far parte di un’azienda leader, con condizioni uniche e durante un tempo limitato.
L’obiettivo è la generazione di nuovi posti di lavoro, sulla scia della creazione di nuove opportunità di business. Restalia, presente in Italia con i brand 100 Montaditos e TGB (The Good Burger), non ha mai smesso in questi mesi di supportare i propri franchisee, grazie a un pacchetto di misure straordinarie per sostenerli durante la crisi generata dal Covid.
"Durante i mesi di lockdown - dichiara Enrique Lasso de la Vega, Direttore Sviluppo Internazionale del Gruppo Restalia - i nostri franchisee hanno potuto beneficiare di un abbuono del 100% delle royalties e di un servizio di assistenza 24 ore su 24. Oggi siamo pronti a fare di più. Siamo sicuri che l’Italia riprenderà presto le sue attività per il tempo libero e il settore della ristorazione tornerà ad essere trainante per l’economia del paese; è responsabilità delle aziende favorire la ripresa del settore. Per questa nuova fase, con una nuova campagna fino al 30 settembre, Restalia fa la sua parte per la ripresa dell'economia e del business e stabilisce condizioni speciali per gli imprenditori lanciando Self Employment: fee d’ingresso ridotte 29.000€ una tantum per facilitare l’ingresso, royalties fisse a partire da 1.500€ (per poter aiutare nelle fasi di lancio con costi fissi ridotti), investimento per l’adeguamento dei locali a partire da 150.000€. In più accordi quadro per finanziare macchinari e arredi. I nostri brand, 100 Montaditos e TGB, sono forti e molto amati in Italia, paese nel quale da sempre è apprezzata la qualità al giusto prezzo proposta dalle nostre insegne; con questa nuova campagna puntiamo ad aprire 10 nuovi punti vendita in Italia entro il 2021 generando quindi oltre 100 posti di lavoro".
Ripartire in sicurezza è la mission del gruppo ed in questo senso il format "Zero Contatti" che caratterizza il modello di business di Restalia si rivela vincente. Nei locali TGB e 100M i contatti sono molto limitati: non c'è servizio al tavolo, la maggior parte dei prodotti viene consumata senza bisogno di posate, i clienti vengono chiamati tramite il sistema di comunicazione al pubblico, molti prodotti non vengono manipolati nei locali perché preparati alla fonte, eliminando così qualsiasi tipo di agente patogeno, c'è un'alta rotazione dei tavoli che elimina le code nei locali; inoltre sono previste zone dedicate per la consegna dei prodotti senza contatto.
In questa fase delicata il format "Zero Contatti" è stato rafforzato con una serie di altre misure: piani di emergenza, misure di informazione e attrezzature di disinfezione, controlli sanitari e formazione per il personale, controlli di capacità e di distanza sociale, strumenti digitali, una zona a contatto zero da asporto, oltre all’aumento delle misure di pulizia e disinfezione ordinarie.
Una delle azioni che Restalia si prepara a intraprendere in Italia per sostenere i suoi franchisee è il rafforzamento del delivery, settore che si è rivelato strategico durante il lockdown e che ormai rappresenta una modalità di consumo complementare a quella dei pasti nei locali. Il gruppo sta lavorando per intensificare la presenza in questo canale di vendita e distribuzione, anche attraverso lanci di nuovi prodotti dedicati al delivery.

domenica 19 luglio 2020

Il packaging della bottiglia, che ha contribuito nel tempo alla notorietà del prodotto, è caratterizzato dall'affascinante tonalità oro rosa, la sfumatura romantica del re del metallo. Un esclusivo processo di metallizzazione permette al colore rosa di diventare parte integrante della superficie esterna del vetro della bottiglia. Distintivo e originale, questo spumante è diventato un’icona del gusto, apprezzata in Italia nel mondo come espressione del miglior Made in Italy.

Il percorso di certificazione Vegan garantisce la totale assenza di prodotti di origine animale quali, ad esempio, albumina o caseina. L’azienda Bottega, cantina e distilleria di Bibano di Godega (TV), manifesta in questo modo la propria attenzione verso alcune fasce di consumatori con particolari esigenze come chi sceglie un’alimentazione vegan.
L’iter produttivo di Bottega Rose Gold è caratterizzato quindi dalla completa assenza di sostanze di origine animale nell’intera filiera che va dalla vigna alla bottiglia.
Questo vino spumante viene prodotto con una selezione di uve Pinot Nero raccolte in Oltrepò Pavese. Questa zona della Lombardia è largamente apprezzata dai viticoltori. I vigneti si estendono principalmente sulle colline (100-300 metri sul livello del mare), dove il suolo è caratterizzato da sedimentaria marina con argilla fine.
Le uve vengono raccolte a mano e vinificate a temperatura controllata. Le bucce rimangono a contatto con il mosto per 24 ore. Mosto e bucce vengono poi separate con una pressatura soffice. La fermentazione avviene a temperatura controllata di 18° C. Successivamente il vino ottenuto passa attraverso la presa di spuma. La seconda fermentazione si determina in recipienti di acciaio, secondo il metodo Charmat, a una temperatura controllata di 14° C e dura 60-90 giorni.
Bottega Rose Gold, che si caratterizza per l’inconfondibile color pesca, appare brillante, con un perlage fine e persistente. Il profumo è spiccatamente floreale, con sentori di frutti di bosco, soprattutto ribes e fragoline di bosco. Il sapore è fresco, con una buona acidità, armonico, delicato e persistente.
A tavola può essere definito come un vino da tutto pasto, che si abbina particolarmente bene con insalate, piatti vegetariani, sushi, pesce e formaggi. È anche piacevole, se consumato dopo cena.

sabato 18 luglio 2020

(foto Cecilia Roma credits Serena Eller)
Forse i nutrizionisti, e anche la maggior parte delle Cesarine, non sarebbero d’accordo con Epicuro che diceva "Non bisogna preoccuparsi di ciò che si mangia, ma con chi si mangia". Ma dopo questo lungo periodo di lockdown dove il cibo, quello della tradizione preparato con amore tra le mura domestiche, è tornato a riempire le nostre vite e soprattutto i nostri social, è giusto dare spazio anche alla "convivialità", una delle cose più preziose che abbiamo - e che più ci è mancata durante i mesi di confinamento. Parliamo delle cene tra amici, delle chiacchiere attorno a un tavolo condividendo cibo e un buon bicchiere di vino.

Ma anche adesso che siamo tornati quasi alla normalità pre-Covid, adesso che bar e ristoranti hanno aperto, siamo tutti pronti per tornare nei locali? Nonostante i numeri siano fortunatamente in calo, il virus sembra essere ancora in giro e certamente occorre fare molta attenzione. Non a caso, nelle ultime settimane si è parlato spesso di sindrome della capanna, un modo colloquiale per indicare una difficoltà a tornare a vivere, dopo l’isolamento forzato. Stare rinchiusi in casa in una condizione innaturale, per un periodo così lungo, ha indebolito, dal punto di vista psicologico, molte persone. È una tendenza legata a volte al timore del contagio, altre alla difficoltà di tornare a vivere. Ma anche quando non si presenta questa sindrome, molti sono ancora un po’ restii a tornare alla vita precedente, spesso vissuta in luoghi affollati e caotici: basti pensare che Corriere della Sera e Ipsos attraverso un sondaggio hanno scoperto che almeno il 36% degli intervistati non se la sente di tornare alla socialità.
Come fare allora? Come godere della convivialità, ma in sicurezza? Sarà questa l’estate delle cene in casa? O ancora meglio in giardino e in balcone? Sicuramente sì. Basta rispettare (o far rispettare, se siamo noi ad aprire la casa agli ospiti) alcune semplici regole. Per qualcuno per cui uscire a mangiare era un’abitudine o un appuntamento fisso settimanale, organizzare una cena in casa può sembrare complicato. Non per chi lo fa "da sempre". Le Cesarine, le cuoche casalinghe della più importante rete di Home Restaurant d'Italia che aprono le porte della propria casa a viaggiatori provenienti da tutto il mondo, offrendo esperienze immersive in location suggestive, sanno già come gestire al meglio e in sicurezza la situazione contingente, perché anche loro hanno ormai riaperto le loro case, balconi e giardini ai tanti appassionati della cucina italiana per cene tra amici, in famiglia o anche per divertenti cooking class di gruppo.
Ecco allora gli otto suggerimenti + 1 per chi vuole organizzare cene in casa:
- mettere a disposizione degli ospiti subito all’ingresso della casa gel disinfettante e salviette monouso, e piccoli asciugamani in bagno;
- chiedere agli ospiti di disinfettare le scarpe con apposito prodotto all’arrivo in casa;
- dove sia possibile allestire una cena all’aperto: balcone, terrazzo o giardino, in soccorso ci viene la bella stagione;
- apparecchiare la tavola lasciando un metro tra ogni ospite (a meno che non si tratti di congiunti);
- niente buffet e finger food. Meglio servire a tavola il cibo già impiattato, evitando piatti comuni da cui servirsi, utilizzando posate di servizio, che toccherebbero tutti;
- servire il pane già tagliato (o usare piccoli panini) in piattini singoli per ogni commensale;
- scegliere una persona incaricata di servire acqua e vino, così che sia sempre la stessa mano a toccare le bottiglie;
- se ci si trova in un ambiente chiuso, evitare di puntare il condizionatore direttamente verso la tavola.
Con questi accorgimenti, organizzare cene a casa sarà più facile e sicuro. E anche chi non se la sente di frequentare i locali pubblici, potrà tornare a mangiare in compagnia. E il nono consiglio? Non ce ne voglia Epicuro ma quando si invitano gli amici è anche importante "preoccuparsi di ciò che si mangia", scegliere prodotti locali, stagionali, cucinarli con amore e con serietà, magari mettendo in pratica quelle tante ricette sperimentate durante il lockdown.
Cesarine è una rete di cuoche e cuochi domestici dislocata su tutto il territorio nazionale e selezionate da Home Food, un’associazione fondata nel 2004 - con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e con la collaborazione dell’Università di Bologna-. Ad oggi sono più di 1.500 le Cesarine – che un tempo era il nome comune dato alle massaie romagnole- che organizzano nelle loro case, in più di 140 località italiane, piccoli e grandi eventi culinari per deliziare il palato di coloro che sono alla ricerca di tradizioni cucinarie spesso dimenticate. Vere e proprie custodi di un patrimonio enogastronomico sommerso, le Cesarine mettono la loro esperienza a disposizione degli ospiti per regalare un’esperienza autentica, all’insegna della qualità e del gusto.

venerdì 17 luglio 2020

Gusto, leggerezza e versatilità in cucina: sono questi i tratti distintivi del Pangrattato Sarchio, dal 1982 punto di riferimento di un’alimentazione sana e naturale. Biologico e naturalmente privo di lattosio, il nuovo preparato è ottimo per chi desidera ottenere delle panature che coniugano gusto e leggerezza, inoltre è formulato specificamente per chi deve seguire un’alimentazione senza glutine.

Si tratta di un prodotto naturale, a base di pochi e semplici ingredienti come mais e olio di semi di girasole, che dona ai piatti una tostatura gustosa e leggera.
Il Pangrattato Sarchio è ideale per panature super croccanti e dorate preparazioni gratinate al forno, oppure può essere utilizzato come addensante nella farcitura di torte salate. La sua versatilità lo rende un ingrediente prezioso in cucina e un ottimo alleato per friggere o cuocere al forno.
Sulla confezione da 250g, totalmente riciclabile nella carta, è presente il suggerimento per la preparazione di una ricetta che può essere personalizzata dando spazio alla propria creatività.
Dal 1982 Sarchio produce e commercializza prodotti biologici, senza glutine e vegani, frutto di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, che non usa sostanze di sintesi. Il forte legame con la terra è richiamato nel nome dell’azienda che rimanda a un attrezzo agricolo della tradizione contadina.
La qualità e la sicurezza delle referenze Sarchio sono garantite da specifiche certificazioni e molteplici analisi. Attualmente l’offerta dell’azienda comprende oltre 160 prodotti biologici all’interno dei quali vi sono anche la gamma senza glutine (circa 90 referenze) e vegan: una linea completa ideale per chiunque voglia fare di un’alimentazione più sana e leggera un vero e proprio stile di vita.

giovedì 16 luglio 2020

Stop alla crescita dei vigneti a denominazione nel territorio del Primitivo di Manduria per riequilibrare il mercato con una gestione della superficie vitata e della capacità produttiva. La Regione Puglia ha dato l’ok alla richiesta del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria per il blocco totale della rivendicazione delle uve destinate a produrre Primitivo di Manduria dop nel prossimo triennio. Si tratta di un provvedimento storico, chiesto per la prima volta da un Consorzio pugliese, che segna una svolta nella tutela e nella valorizzazione del Primitivo di Manduria dop.

"Una richiesta - dichiara Mauro di Maggio, presidente del Consorzio di Tutela - che abbiamo voluto per riequilibrare il mercato attraverso un maggiore controllo".
Il blocco dell’iscrizione di nuovi vigneti è previsto per tre anni a partire dal 31 luglio 2020.
La denominazione Primitivo di Manduria dop è passato nelle ultime 4 campagne vitivinicole (2016, 2017, 2018 e 2019) da 3460 ettari a 4592 ettari con un aumento di oltre 30%.
"Avendo ricevuto l’incarico Erga Omnes con le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione – conclude di Maggio - abbiamo deciso di non aumentare la superficie coltivata per mantenere stabilità sia dei prezzi sia degli standard qualitativi. La situazione di mercato attualmente non è critica, i prezzi sono stabili, tuttavia, in prospettiva, l’aumento dell'offerta va gestito per tutelare la remuneratività della filiera".

mercoledì 15 luglio 2020

La chiusura del bilancio 2019 con una produzione totale di 1.559.039 forme, giacenze al minimo, l’incremento dei consumi in Italia in crescita del +1,6% a volume e del +4,9% a valore e un nuovo disciplinare di produzione all’insegna della naturalità, sostenibilità e del benessere animale per il 2020: sono questi i principali dati presentati nel corso dell’Assemblea dei soci del Consorzio Tutela Formaggio Asiago realizzata lo scorso 9 luglio in videoconferenza.

Nel 2019 il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha festeggiato i suoi 40 anni di attività con l’aumento dei consumi in Italia, in controtendenza rispetto al calo delle vendite nazionali dei formaggi semiduri sia in volume (-4,6%) che a valore (-3,5%). Il risultato positivo premia il piano di valorizzazione della produzione Asiago DOP e delle sue qualità distintive. Proprio questi elementi sono oggi il punto di partenza del nuovo disciplinare di produzione che nasce da una ferma scelta di tutta la compagine sociale di percorre la strada di una decisa innovazione e valorizzazione del legame tra prodotto e territorio con modifiche che trovano perfetta corrispondenza con le esigenze del mercato e le nuove sensibilità dei consumatori. Seguendo un percorso virtuoso che andrà dalla scelta di non utilizzare nell’alimentazione delle bovine materie prime esogene come il cotone, all’eliminazione dell’utilizzo del lisozima, il nuovo disciplinare di produzione sarà sempre più vicino ai temi del rispetto dei cicli naturali e del legame con le origini. A conferma della strada intrapresa, i soci hanno votato all’unanimità la scelta d’aderire alla valutazione volontaria sul benessere animale CReNBA (Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale), ulteriore passo verso una sempre maggiore attenzione al rispetto e protezione degli animali.
Nel corso dell’assemblea è stata illustrata anche l’attività del Consorzio di Tutela all’estero. USA, Svizzera e Francia sono oggi i tre paesi a maggiore diffusione dell’Asiago DOP. Di particolare importanza, tra le attività di promozione, nello scorso anno, i risultati raggiunti anche grazie al progetto triennale europeo "Uncommon Flavors of Europe" e all’entrata in vigore degli accordi europei. L’Asiago DOP ha segnato, solo in USA e Canada, un aumento complessivo del +16,8% a volume rispetto al 2018. Contemporaneamente, il Consorzio ha proseguito nell’azione di tutela attiva e di promozione internazionale con risultati che, in Messico, hanno portato ad un aumento della diffusione del prodotto del 300% a volume e un +352% a valore. Sono invece solo rimandati al 2021 i due piani triennali di promozione del prodotto co-finanziati dalla UE presentati nel 2019 e denominati "Asia Enjoy European Quality Food in Giappone, Cina, Corea del Sud e Vietnam" e "European Lifestyle: Taste Wonderfood in Italia, Germania, Regno Unito e Repubblica Ceca", dal valore complessivo di 8,4 milioni di euro.
"In questi mesi difficili abbiamo tutti riscoperto il significato e valore della coesione – afferma Fiorenzo Rigoni, Presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago. – Insieme abbiamo reagito con determinazione e senso di responsabilità per affrontare una grande sfida che ha cambiato il nostro modo di vivere, di pensare e consumare. I soci del Consorzio di Tutela hanno scelto di farsi interpreti del cambiamento percorrendo una strada nella quale tradizione e innovazione trovano perfetta sintesi in un prodotto unico, capace di preservare la grande storicità di questo formaggio patrimonio italiano ed europeo e, nel contempo, d’offrire nuove soluzioni di utilizzo e di valorizzazione delle sue innegabili qualità".

martedì 14 luglio 2020

Da gustare al lavoro o nei momenti di svago all’aperto. Despar presenta una selezione di nove insalate della linea Enjoy che rispondono alle esigenze di coloro che hanno la necessità di consumare il pasto fuori casa, in maniera veloce e pratica, senza rinunciare al gusto.
Fresche e subito pronte, le insalate Enjoy sono la risposta ideale per chi vuole coniugare gusto e leggerezza.
Le nove varietà, tutte disponibili con condimenti e posate incluse nella confezione, vanno dalla più tradizionale "insalata, carote e olive taggiasche" a proposte più ricche e variegate. L’insalata "Fantasia", per esempio, è composta da una base di misticanza, carote, pomodorini secchi, tonno e olive taggiasche, mentre la "Gustosa" unisce
all’insalata la croccantezza del pane tostato, le noci Lara e scaglie di grana.

La linea di insalate Despar Enjoy comprende anche due versioni bio: un’insalata con carote e olive taggiasche e un’alternativa con misticanza e pomodorini.
All’interno della gamma dedicata al consumo fuori casa, nei prossimi mesi saranno disponibili ulteriori referenze, tra cui appetitosi tramezzini in svariati gusti, proposti nelle versioni "Classica" o "Veneziana", e una linea di succhi estratti a freddo. In particolare, questi ultimi conterranno esclusivamente frutta e verdura fresca spremuta a freddo, senza dunque alcuna aggiunta di basi, puree o concentrati. Tra i gusti disponibili dalla "mela, pesca e lampone" e "arancia e mango", fino a sapori più esotici e ricercati come "mela, ananas, zenzero e lime", "mela carota e curcuma" e "mela, spinaci, sedano e limone".
Per quel che riguarda Despar Italia, è il consorzio che riunisce sotto il marchio Despar 7 aziende della distribuzione alimentare e negozianti affiliati. Despar è presente sul territorio nazionale in 16 regioni italiane con 1.393 punti vendita a insegna Despar, Eurospar e Interspar. Il fatturato 2019 di 3,615 miliardi di euro colloca Despar tra le prime dieci insegne della GDO italiana. Il cuore dell’attività di Despar è la presenza di un gran numero di negozi di vicinato, affiancati da ipermercati e nuovi format che offrono nuove soluzioni alle esigenze dei consumatori. Le sette aziende associate a Despar Italia sono Aspiag Service, Ergon, Fiorino, Maiora, L’Alco, SCS e Centro 3 A. Despar Italia è parte di SPAR International presente in 48 paesi nel mondo.

lunedì 13 luglio 2020

La multinazionale belga lancia sul mercato italiano la Focaccia Originale Bio e la Pizza margherita Bio a marchio Lanterna, due innovative referenze che permettono a qualsiasi reparto panetteria di servire prodotti biologici cotti sul punto vendita senza rischio di contaminazione e senza bisogno di certificazioni
Due nuove referenze bio a marchio Lanterna che, grazie all’innovativo packaging, possono essere servite in ogni reparto panetteria senza il rischio contaminazione durante la cottura.

Fulcro di questa "rivoluzione bio" è l’innovativo packaging sviluppato da Vandemoortele: la Focaccia Originale Bio (presentata nel formato da 125 grammi) e la Pizza Margherita Bio (190 grammi) vengono fornite all’interno di una confezione unica che permette l’introduzione dei prodotti biologici nel reparto panetteria senza bisogno di certificazioni da parte del punto vendita. Lo speciale sacchetto in cui sono contenuti i prodotti può essere messo in forno e poi esposto direttamente a scaffale. Ogni confezione è già dotata di peso garantito e codice ean per la vendita. L’operatore deve solo aprire il cartone, cuocere il prodotto ed esporlo sullo scaffale senza mai estrarlo dal sacchetto.
Fragranti, profumate e gustose, la Focaccia Originale Bio e la Pizza Margherita Bio Lanterna, sono entrambe prodotte nello stabilimento di Genova, struttura che può vantare la certificazione biologica lungo tutto il processo produttivo e garantire, così, la totale tracciabilità del prodotto, dalle materie prime, selezionatissime e di alta qualità, fino al cliente. Un investimento importante per Vandemoortele che assume un’ulteriore valenza di natura sociale ora che la salubrità dei prodotti è sempre di più in cima alle agende dei consumatori. In questa direzione va anche la scelta di utilizzare per le due referenze esclusivamente olio extravergine di oliva biologico di alta qualità.
Garantite in termini di qualità e gusto dal marchio Lanterna, brand di riferimento del gruppo Vandemoortele anche per tutte le focacce e le pizze sinonimo di semplicità, sapienza e passione secolare nel made in italy, la Focaccia Originale Bio e la Pizza Margherita Bio sono pronte a portare il biologico in tutti i reparti panetteria dei supermercati d’Italia.

domenica 12 luglio 2020

Quali vini bere d’estate? A questa domanda risponde, tra gli altri, il Washington Post, selezionando cinque vini da tutto il mondo, due dei quali italiani: il Grechetto Colli Martani 2018 di Terre de la Custodia e la Falanghina Beneventano 2018 Le Origini. Nella rubrica settimanale ospitata sull’autorevole quotidiano della capitale statunitense, Dave McIntyre, critico enogastronomico e co-fondatore del sito di informazione "Drink Local Wine", aperto alla scoperta dei vini di tutto il mondo, segnala "cinque deliziosi vini a prezzi convenienti", inferiori ai 20 dollari. Scrive McIntyre: "se non hai ancora scoperto la straordinaria varietà di vini bianchi italiani, inizia con questo elettrizzante grechetto e con un'elegante falanghina".

A proposito del Grechetto Colli Martani 2018 di Terre de la Custodia, McIntyre precisa: "Questo delizioso vino bianco presenta aromi e sapori di fiori bianchi e nocciole tostate”. Il valore aggiunto è una "sensazione generale di mineralità", "come se stessi assaporando pura acqua di sorgente che zampilla dalle pietre". Conclude il critico del Washington Post: "davvero, un vino delizioso. Godetevelo con frutti di mare o anche da solo".
"L’apprezzamento degli esperti d’oltreoceano è per noi un motivo di grande orgoglio", assicura Giampaolo Farchioni, manager dell’azienda. "Siamo lieti di essere ambasciatori del gusto italiano nel mondo: portare in America un prodotto italiano, proveniente dai vigneti di famiglia, ci riempie di soddisfazione e conferma che questa piccola ma meravigliosa terra che è l’Umbria è capace di offrire prodotti straordinari, capaci di sedurre anche i palati più raffinati a livello globale".
Conclude Farchioni: "Questa per noi è una spinta a fare sempre meglio: non a caso abbiamo puntato molto sul Grechetto. Un’uva che ci piace tantissimo, che rappresenta bene la nostra terra e che adesso proponiamo anche in un apposito cru, grazie alla consulenza dell’enologo Pierpaolo Chiasso, con la supervisione di Riccardo Cotarella".
Proprio il Grechetto sarà - insieme con il Sagrantino - uno dei principali protagonisti della degustazione, riservata a giornalisti e blogger, che Terre de la Custodia realizzerà la sera del 14 luglio p.v. nella suggestiva sede della Villa dei Cesari, in via Ardeatina a Roma.
Accanto al Grechetto e alla Falanghina, il Washington Post segnala anche Alyssa Red Blend 2019 e Miss Anaïs Chardonnay Viognier 2019, due bottiglie di un'alleanza di aziende vinicole cooperative nella regione francese della Languedoc, e Domaine de l'Hémonière Sauvignon Touraine 2019, versione matura di un Sauvignon blanc della Loira.

sabato 11 luglio 2020

Quella di quest’anno, la tredicesima, sarà una edizione veramente speciale. Per due ragioni. La prima perché è dedicata a Pellegrino Artusi (1820-1911), di cui ricorre quest’anno il 200mo anniversario della nascita. Non a caso l’evento è organizzato con Casa Artusi (http://www.casartusi.it/it/) e il piatto ufficiale della Giornata sono i "Cappelletti all’uso di Romagna" che come tradizione ormai, saranno inseriti nel menu delle centinaia di ristoranti che aderiranno all’iniziativa. La ricetta è tratta dal best seller di Artusi, la "Scienza in cucina e l’Arte di Mangiare bene", il libro "che ha fatto per l’unificazione nazionale più di quanto non siano riusciti a fare i Promessi Sposi", come scrisse il grande antropologo Piero Camporesi.

Artusi, ritenuto il nume tutelare della cucina italiana di casa, per proprietà transitiva lo è anche della cucina italiana nel mondo. Quale cucina infatti portarono gli emigranti italiani con loro se non quella di casa? Proprio quella cucina "regionale" che Artusi aveva recuperato nella sua ‘Scienza’ fatta di tortellini alla bolognese, anolini alla parmigiana, tagliatelle all'uso di Romagna, risotto alla milanese, maccheroni alla napoletana, ravioli alla genovese, polpette e tanti altri piatti simili che poi riempirono i menù dei ristoranti italiani di tutto il mondo.
Ma l’edizione della Giornata IDIC di quest’anno è speciale anche perché cade nel momento in cui la ristorazione italiana mondiale sta cercando di uscire dalla sua più grave crisi di tutti i tempi. Per i ristoranti italiani autentici nel mondo e per i cuochi di cucina italiana, l’adesione alla Giornata diventa così una occasione unica per riaffermare la loro identità. L’obiettivo principale della Giornata IDIC, ora come alla sua istituzione nell’ambito delle attività del network itchefs-GVCI, rimane quello di salvaguardare il diritto dei consumatori ad una cucina italiana autentica e di qualità quando vanno in ristoranti che si presentano come italiani.
La cucina italiana autentica è un patrimonio intangibile dell’umanità intera. La sua celebrazione non è contraria alla creatività cucina né all’innovazione. È invece in favore di alcuni principi di base: se si usa un nome della tradizione italiana per un piatto lo stesso deve essere preparato secondo le ricette autentiche e con ingredienti originali. In questo spirito la IDIC ha celebrato negli anni scorsi piatti come le Tagliatelle al ragù bolognese, il Pesto alla Genovese, il Risotto alla Milanese e altri. Negli ultimi due anni invece la Giornata è stata dedicata a piatti d’autore e identitari: rispettivamente a una ricetta del compianto Maestro Gualtiero Marchesi (Insieme Armonico) e al piatto preferito da Leonardo da Vinci (La zuppa di ceci), in occasione delle celebrazioni il 500mo anniversario.
Ristoratori e cuochi possono unirsi alla IDIC 2020 inserendo nel loro menu, il 4 agosto, i Cappelletti all’Uso di Romagna secondo la ricetta di Pellegrino Artusi.

venerdì 10 luglio 2020

Dall’inconfondibile cifra stilistica di Gianni Tessari nasce Scalette, un vino con cui il viticoltore di Roncà (VR) punta alla massima esaltazione dell’identità e della tradizione della DOC Soave. Scalette è un Soave Classico DOC prodotto nel Cru Tenda, una delle 23 Unità Geografiche Aggiuntive che rientrano tra le zone storiche della denominazione. In questo Cru collinare e a suolo prevalentemente calcareo vengono condotti i vigneti di Garganega e Trebbiano di Soave. Ne deriva un vino in cui, grazie anche alla fermentazione e all’affinamento in acciaio, è immediatamente percepibile la delicatezza dei profumi e sapori floreali e minerali tipici del Soave Classico.

Gianni Tessari prosegue quindi sulla strada della massima valorizzazione del territorio attraverso il rispetto dell’identità che lo caratterizza. Scalette arriva infatti dopo il lancio a inizio anno del Perinato, un Soave Classico DOC prodotto nel Cru Pigno e affinato in legno, capace in questo caso di esprimere al meglio l’anima vulcanica del terroir.
L’esaltazione dell’identità del territorio, che Tessari riserva a tutte le tre DOC (Soave, Colli Berici e Monti Lessini) coperte dai vitigni dell’azienda, riecheggia anche nel nome scelto per il vino: "Scalette – spiega Gianni Tessari – si ispira alla scalinata che dal centro di Soave porta al Castello Scaligero. Un percorso immerso nella storia e cultura del paese che rimanda simbolicamente al nostro ultimo vino, un Soave Classico molto tradizionale che facciamo uscire in annata per esaltare al meglio le sue caratteristiche". Scalette viene prodotto in 20 mila bottiglie, vendute in enoteca.

giovedì 9 luglio 2020

Tutta l'assoluta concretezza del mare e i suoi sapori. Finalmente arriva in centro storico a Palermo una trattoria di pesce dal gusto contemporaneo che dialoga con il mare. Un racconto vero e autentico, fatto di storie, luoghi e persone. Molo Sant'Erasmo aprirà il 10 luglio sul nuovo water front cittadino, da quel porticciolo dove resiste ancora una piccola comunità di pescatori e dove la foce del fiume Oreto incontra il Mediterraneo. In un momento di difficile ripartenza, l'apertura di un nuovo luogo in cui riappropriarsi della bellezza del mare significa ripensare Palermo con occhi diversi, offrendo uno sguardo diverso sulla città.

Un gesto coraggioso che i palermitani e le palermitane hanno già compreso e apprezzato, partecipando con grande energia alla campagna di ricerca del personale. In pochi giorni sono arrivate oltre cinque mila candidature, per i 25 posti di lavoro a disposizione, segno della necessità collettiva di rialzarsi e ripartire dal lavoro.
Il water front di Sant'Erasmo fortemente voluto dall’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale è protagonista nel progetto dell'intero ristorante. Il vetro e la ceramica bianca e blu sono gli attori principali di un nuovo modo di concepire il dialogo con i mare, fatto di una sinestesia profonda tra colori, sapori, profumi e sguardi all'orizzonte.
"Riportare il mare e i suoi sapori in centro città, questo è quello che mi ha spinto a credere in questa sfida - racconta il ristoratore, già founder e ideatore del brand Bioesserì insieme al fratello Vittorio. Molo Sant'Erasmo sarà un luogo per tutti, una trattoria dal gusto contemporaneo, fuori dai soliti stereotipi a cui siamo abituati. Una cucina sincera, senza orpelli o dettagli pretenziosi, ma gustosa. Abbiamo realizzato dei piatti che sanno leggere le esigenze della ristorazione contemporanea, ma rimangono legati alla concretezza della tradizione".
Nel menù trovano spazio tacos di gambero rosso, crostoni al guacamole, tartare e fish and chips, ma anche il più classico sautè di cozze, il tonnarello alle vongole, la parmigiana di melanzane, le polpette di pesce azzurro.
Molo Sant'Erasmo è una trattoria di mare con al centro la qualità e il rispetto degli ingredienti, dove la materia prima è protagonista di intriganti interpretazioni che guardano saldamente alla tradizione andando dritti all'essenziale. Una cucina di pesce contemporanea, fresca, mediterranea che attraverso sapori autentici e diretti saprà ristabilire quel legame tra mare e città di cui ci eravamo dimenticati.

mercoledì 8 luglio 2020

L’attesa del nuovo Prosecco Rosé, che sarà disponibile sul mercato italiano a partire dal prossimo ottobre, rischia di essere offuscata dalla corsa al ribasso del prezzo praticato da alcuni operatori del settore. Si tratta di una politica miope con cui l’intero comparto del Prosecco fa i conti ormai da anni e che non dovrebbe essere applicata anche all’ultimo nato della denominazione. Al contrario può essere l’occasione per invertire la tendenza, partendo da un prodotto di nicchia, e per fare una scelta di qualità nell’ambito della quale il prezzo è solo una, e non la principale, argomentazione per la vendita.

L’azienda Bottega, cantina e distilleria di Bibano di Godega (TV), sarà sul mercato con il proprio nuovo Prosecco Doc Rosé che verrà prodotto con un uvaggio di Glera (85%) e di Pinot Nero (15%). Le uve del noto vitigno internazionale contribuiranno a regalare a questo vino spumante il caratteristico colore rosato e una maggiore complessità aromatica e gustativa.
Sandro Bottega, presidente di Bottega S.p.A., a questo proposito dichiara: "Il Prosecco Rosé è un’occasione importante per praticare una politica di qualità e per applicare un equo prezzo di vendita che rispecchi la durata doppia del periodo di fermentazione, la progressiva riduzione della resa per ettaro nella denominazione e il valore aggiunto dato dalle uve di Pinot Nero. In questo modo verranno valorizzati tanto il lavoro dei contadini, quanto l’immagine del Prosecco. Nello specifico abbiamo deciso di puntare su un prodotto premium con un prezzo al pubblico di 10 euro a bottiglia, in virtù delle modalità produttive elencate e della scelta di uve di Pinot Nero coltivate in piccoli appezzamenti che ne esaltano le caratteristiche. Di massima ritengo quindi che, anche traendo spunto dall’esperienza dello Champagne, il Prosecco Rosé, caratterizzato talvolta da maggiori costi di produzione rispetto allo spumante d’oltralpe, debba posizionarsi a un prezzo superiore del Prosecco tradizionale: tra il 10% e il 30% in più a seconda del livello qualitativo".
Bottega aggiunge: "Riteniamo in questo modo di essere in linea con la volontà dei produttori storici che rifuggono la cultura industriale, orientata al massimo risultato con il minimo sforzo, ma puntano alla qualità elevata e alla corretta valorizzazione del prodotto. Sul versante opposto i soliti noti, tra cui alcune cantine sociali, continueranno a vendere anche il Prosecco Rosé a prezzi da discount, allontanandosi in questo modo dalla ristorazione qualificata, dalla clientela premium e dai veri intenditori. L’obiettivo dovrà invece essere quello di far diventare il Prosecco Rosé una delle eccellenze enogastronomiche italiane".
L’imprenditore conclude infine il ragionamento, allargando il tiro: "Una responsabilità particolare, per la reputazione del Prosecco, grava sui produttori che non hanno una propria identità legata al territorio della denominazione. A ciò si aggiunge la perdita di italianità, attraverso l’utilizzo di marchi stranieri".

martedì 7 luglio 2020

Creazioni gastronomiche che prendono vita seguendo le leggi dell’armonia. Dell’essere, del divenire, del calibrato dosaggio degli ingredienti e della miscela che porta alla perfezione. Un percorso che è ancora più vero nel caso di Dennis Franch, chef (ma lui preferisce essere chiamato cuoco) del Grand Hotel Imperial di Levico Terme (TN). 

Che prima di diventare celebre nell’arte culinaria si è laureato a Padova in filosofia con una tesi su Aristotele. Un curriculum insolito per un professionista fuori dagli schemi, che predilige la definizione di artigianato a quella di arte in cucina. E stupisce con i suoi piatti originali, nei quali la bellezza e la bontà procedono di pari passo, e ogni prodotto viene valorizzato al meglio attraverso le differenti tecniche di cottura e accostamento. Abbinamenti inediti creano nuove geometrie ed equilibri tra i sapori base di acido, amaro, speziato e dolce, arrivando al palato con sorprendenti emozioni. L’intensità dell’entusiasmo di Franch lo porta a ideare di frequente nuove ricette, proponendo inusuali pietanze, dal gusto unico. Aderente alla tradizione è la scelta delle materie prime, selezionatissime, e in gran parte provenienti da produzioni locali: formaggi, uova e salumi sono rigorosamente trentini. Il rigore e la perfetta calibratura di aromi e consistenze deriva dal fatto che ogni piatto viene ideato da Franch in un processo creativo che inizia nel pensiero, l’abilità manuale riesce a trasformarlo in profumata e accattivante realtà. Una sorta di incantesimo che è però estremamente concreto, frutto di un sapiente studio dei prodotti e delle loro caratteristiche e di un occhio artistico che individua la migliore presentazione per ogni piatto. E chi ama il dessert si innamora della pasticceria di Franch, che gioca con le consistenze oltre che con il sapore, in un’alternanza di liquido, morbido e croccante, da lasciare senza parole.

lunedì 6 luglio 2020

Il 2019 ha rappresentato un anno positivo per il settore alimentare, che registra performance di crescita pari al 3,1%, contro un PIL italiano cresciuto dello 0,3%. Le performance di lungo periodo (2014-2018) rivelano che i comparti a crescita maggiore per ricavi sono stati farine, caffè, vino, food equipment, acqua, packaging e latte. I distillati registrano le performance di redditività commerciale (ROS) maggiori, con un valore oltre il 13%. Buone performance di crescita anche per acque minerali (11,9%), food equipment (11,7%), birra (9,6%), dolci (7,8%), caffè (6,5%). Registrano invece valori sotto la media di settore (6,5%), in merito alla marginalità commerciale, i comparti dell’olio, salumi, farine e latte.

Nel 2020, anche il food risentirà dell’impatto del Coronavirus, con un calo nella crescita del 5% circa: un dato però contenuto in relazione alle previsioni del PIL (-9,5%). Il 2021 sarà l’anno della ripresa, con un tasso del 7,7% per il comparto. La marginalità commerciale sarà influenzata relativamente, il ROS scenderà dal 6,2 al 5,9% nel 2020, per risalire al 6% nel 2021. Anche il tasso di indebitamento salirà dal 2,2 del 2019 al 2,7 nel 2020, per poi riabbassarsi a 2,4 nel 2021.
Nonostante la situazione economica, le esportazioni del settore food cresceranno mediamente dell’11% nel biennio 2020-2021. Meglio degli altri comparti, faranno nell’export distillati, farine, food equipment, dolci, acqua, caffè e latte. I comparti del vino, del packaging, della birra e dei salumi esporteranno con valori vicini alla media del settore. I comparti delle conserve e della pasta registreranno la progressione più limitata nella crescita dell’export.
Il Food Industry Monitor, quest’anno alla sesta edizione, è l’osservatorio di riferimento sul settore food, realizzato dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo in collaborazione con Ceresio Investors. Analizza le performance delle aziende italiane del comprato, l’evoluzione dei modelli di business e le tendenze di mercato nazionali e internazionali. L’edizione 2020 è dedicata al rapporto tra cibo, salute e innovazione.

Cosa cercano i consumatori, in Italia e all’estero

Le tendenze di mercato - analizzate su oltre 900 media specializzati nel periodo 2015-2019 – vedono in testa il tema degli alimenti salutari, che ha avuto il maggiore incremento di citazioni. Mentre i media internazionali hanno mostrato crescente attenzione ai temi della sicurezza alimentare e dei processi di trasformazione del cibo, l’interesse italiano è concentrato sulle caratteristiche nutrizionali e sui temi della tradizione.
"Questi dati si riferiscono ai media prima dell’emergenza Coronavirus, ma ci aspettiamo che le tendenze emerse abbiano un ulteriore rafforzamento dopo la pandemia", spiega Carmine Garzia, relatore della ricerca, coordinatore scientifico dell’Osservatorio e docente di Management all’Università di Scienza Gastronomiche di Pollenzo (UNISG).

Salute e Ambiente sempre più qualità vincenti

Anche l’analisi dei modelli di business evidenzia che l’offerta è costituita per il 40% da alimenti salutari, cioè fatti con materie prime di origine biologica, oppure ottenuti con processi di trasformazione poco invasivi, senza additivi e conservanti artificiali, con benefici di tipo funzionale, ovvero cibi salutari negli effetti. Tuttavia, solo il 7% delle aziende enfatizza nella propria comunicazione il tema della salute: e solo chi lo fa, vince. "Le aziende che hanno saputo enfatizzare il tema salute hanno avuto tassi di crescita e redditività commerciale più elevate. Il differenziale è significativo: l’incremento di ROIC è del 25% superiore rispetto alle aziende che non fanno questo tipo di comunicazione", precisa Alessandro Santini, Head of Corporate Advisory di Ceresio Investors.
"Ugualmente notevole il tema della sostenibilità ambientale, utilizzato dal 50% del campione. Ad esempio, oltre il 68% delle aziende utilizza packaging a basso impatto ambientale. Centrale il tema della tradizione, utilizzato in modo intensivo dall’80% delle aziende", aggiunge Gabriele Corte, Direttore Generale di Ceresio Investors.

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