lunedì 16 dicembre 2019

Durante la settimana della cucina italiana nel mondo, a Parigi è stata presentata "Le Jardin de Léonard", la prima edizione del Villaggio italiano di gastronomia che si è svolto dal 12 al 16 dicembre 2019 su Place du Palais Royal a Parigi. 
Un evento, supportato dall'ambasciata italiana e dal consolato italiano a Parigi che ha riunito moltissimi stand di produttori, artigiani e chef italiani, tra cui il nostro ambasciatore della cucina pugliese nel mondo: lo chef Donato Carra, in rappresentanza della Divella S.p.a l'unica azienda italiana di pasta presente, per promuovere i loro prodotti e il loro know-how. Perché la ricchezza della cucina italiana è immensa, così come i suoi terroir e le persone che lo raccontano, lo Chef Donato Carra ha mostrato la varietà infinita della sua Puglia cucinando prelibati piatti della sua terra utilizzando proprio pasta Divella Per 5 giorni, Place du Palais Royal è diventata piattaforma culturale, commerciale e sociale Made in Italy, ma grazie allo Chef Carra, soprattutto made in Puglia. 
Produttori e consorzi hanno avuto l'opportunità di raccontare le loro storie, di portare i loro prodotti, di organizzare spettacoli di cucina. Incontri culturali, laboratori di cucina, corsi e degustazioni di enogastronomia, mostre di arte e artigianato locale. Per dare sostanza al tema delle infinite connessioni e condivisioni, sono stati allestiti diversi tavoli nel centro del Villaggio italiano. 
Il fenomeno Puglia è ormai trend a Parigi, infatti il nostro Chef commenta: "Il trend gastronomico Puglia non solo non accenna a rallentare ma, anzi, si accentua la proliferazione di insegne italiane che inseriscono prodotti pugliesi nel loro menù e mai come di questi tempi la presenza della nostra cucina è forte e diffusa nella capitale, a tutti i livelli, dalla pizzeria al ristorante stellato".

giovedì 14 novembre 2019

Vi presentiamo oggi una ricetta, a cura del corporate chef della Divella, Donato Carra, riguardante le fave secche decorticate. Ecco gli ingredienti e la preparazione.
Per gli ingredienti: 600 g cicoria, 300 g fave secche decorticate, 3 pz fette di pane casareccia, peperoncino fresco (a piacere), olio extravergine di oliva, sale e se siete golosi della cipolla rossa di Acquaviva soffritta.
Questa la preparazione: fate reidratare le fave in una ciotola piena di acqua fredda per almeno 8 ore. Potete metterle in ammollo alla sera per averle pronte da cucinare al mattino dopo. Sgocciolatele e lessatele per circa 1 ora in acqua bollente poco salata. Scolatele e trasferitele in una ciotola. Conditele con olio e sale. Schiacciatele con una forchetta più o meno grossolanamente, secondo il vostro gusto. Mondate la cicoria eliminando le parti più coriacee e lessatela in acqua salata per 2 minuti dal bollore. Scolatela e strizzatela delicatamente. Conditela con olio, sale e qualche rondella di peperoncino fresco (a piacere). Le fette di pane in tocchetti abbrustolitele in una padella rovente senza aggiungere condimenti. Distribuite le fave nei piatti, unite la cicoria e i tocchetti di pane. Condite con un filo di olio poco prima di servire. Se siete ancora più golosi tagliate a julienne una cipolla rossa di Acquaviva e soffrigetela con poco olio evo e adagiatela sopra i crostini. 

venerdì 1 novembre 2019

SALERNO. Sempre più dinamico il comparto agroalimentare in Puglia. Le imprese agricole sono 78.708 e le industrie dell’alimentare 5.929 (dati Ismea 2018).
È quanto emerge dal Rapporto sulla Competitività dell’Agroalimentare nel Mezzogiorno, presentato da ISMEA, Fiere di Parma e Federalimentare presso l’Università degli Studi di Salerno.
Lo studio evidenzia come i recenti mutamenti dello scenario globale abbiano sostenuto una crescita senza precedenti delle esportazioni del Made in Italy alimentare, grazie a una ritrovata coerenza del modello di specializzazione agroalimentare italiano con le tendenze della domanda mondiale, che ha spinto l’export agroalimentare del Sud a toccare la cifra di 7 miliardi di euro nel 2018.
Nel Mezzogiorno, nonostante il consistente e duraturo impatto della crisi economica iniziata nel 2008, il permanere di un tessuto imprenditoriale caratterizzato da imprese medio-piccole e, più in generale, la conferma di alcuni storici limiti allo sviluppo economico, il settore agroalimentare è cresciuto, nell’ultimo triennio, in termini di valore aggiunto - che supera i 19 miliardi di euro -, di numero di imprese - 344 mila imprese agricole e 34 mila imprese dell’industria alimentare - e di occupati, che si attestano a circa 668 mila unità, pari al 10% del totale occupati al Sud.
Anche il confronto con il Centro-Nord mette in evidenza come, nello stesso periodo, il fatturato dell’industria alimentare sia cresciuto più al Sud (+5,4%) che nel resto del Paese (+4,4%).
La specifica composizione settoriale, l’elevata incidenza delle medie imprese – che si sono rivelate quelle più dinamiche e in grado di adattarsi ai mutati scenari – oltre che il determinante contributo delle imprese di più recente costituzione, hanno consentito all’agroalimentare del Mezzogiorno di ottenere performance di tutto rispetto e, in taluni casi, superiori a quelle dei corrispondenti settori del Centro-Nord.
Performance positive hanno riguardato soprattutto alcune filiere come caffè, cioccolato e confetteria (+14%), prodotti da forno (+18%), olio (+21%); in generale, un rinnovamento generazionale e la presenza di imprese più giovani hanno determinato maggiore dinamicità e capacità di rispondere alle esigenze del mercato.
Tra gli elementi più critici, soprattutto pensando alla necessità di agganciare il treno dell’innovazione, preoccupano i bassi livelli di immobilizzazioni nelle imprese del Mezzogiorno e il fatto che esse siano sostanzialmente tecniche con poca attenzione a quelle immateriali.
"Lo studio di ISMEA descrive il sistema agroalimentare meridionale come una realtà in forte espansione" ha detto Elda Ghiretti, Cibus and Food Global Coordinator, Fiere di Parma "Un dato confermato anche dall’aumento della partecipazione delle aziende del Sud a Cibus, passata negli ultimi 5 anni dal 17% al 36%. Cibus è la fiera alimentare di riferimento all’estero e vede la partecipazione di migliaia di buyer internazionali. La cresciuta partecipazione delle imprese meridionali a Cibus ha contribuito – ha riferito Ghiretti – all’aumento dell’export dei prodotti agroalimentari del Meridione che nel 2018 aveva toccato la quota di 7 miliardi e 110 milioni di euro, con un aumento del 6,1% nel quadriennio 2015/2018. Un dinamismo sostenuto anche dalla creazione di nuove forme di aggregazione private, come consorzi e associazioni, che consentono anche ad imprese di medie dimensioni di interloquire con importatori e distributori esteri".
"Un trend positivo quello del nostro settore nel Mezzogiorno sia in termini occupazionali  che in termini di fatturato – ha aggiunto il direttore di Federalimentare, Nicola Calzolaro – con grandi margini di crescita su diversi fronti. Uno su tutti, l’export. L’agroalimentare del Sud, infatti, è ancora molto orientato al mercato italiano e poco alle esportazioni che rappresentano meno del 20% di quelle totali del Paese. Una porzione davvero troppo piccola se si pensa alla potenzialità del nostro sud e all’importanza strategica dell’export per l’Italia. È necessario, dunque, l’impegno di tutti per farlo crescere e questo può avvenire attraverso l’innovazione, ma soprattutto attraverso un potenziamento della rete infrastrutturale senza la quale non si potranno mai sfruttare appieno le grandi possibilità dell’alimentare nel Mezzogiorno".
"L'agroalimentare nel Mezzogiorno riveste un ruolo sempre più rilevante, con primati in molti settori e una buona tenuta economica, segnali positivi che vanno letti con attenzione – ha dichiarato Fabio Del Bravo; occorre rafforzare adeguatamente la fase agricola e la sua integrazione con la parte a valle della filiera, favorire gli investimenti – soprattutto in innovazione – e prendere atto dei limiti, per esempio strutturali, individuando percorsi che già nel breve possano portare benefici: una maglia produttiva di dimensioni piccole è certamente un problema su molti fronti, ma lo è molto di più per le produzioni standardizzate che fronteggiano concorrenza di prezzo, piuttosto che per i prodotti differenziati del made in Italy. Incentivare forme di aggregazione e l’orientamento a produzioni tipiche che in quest’area hanno ancora molte potenzialità inespresse, può rivelarsi una leva strategica importante e può avviare un percorso di successo realmente attuabile".

giovedì 24 ottobre 2019

"Cucinare è come amare. Ho sempre amato mettere a disposizione degli altri il mio sapere e la cucina è stata il mio principale interesse". Lo Chef Donato Carra comincia così il suo nuovo libro "Gastronomia la Grande Evoluzione".  
La fama del suo nome e della sua cucina hanno superato già da tempo i confini regionali, trasformando lo chef barese in un marchio tra i più conosciuti a livello mondiale in qualità di Ambasciatore della cucina pugliese nel mondo.
Complici anche le sue innumerevoli collaborazioni, con la F. Divella S.p.A., e consulenze all'estero, lo Chef Carra è diventato sinonimo nell’immaginario collettivo di piatti gustosi e originali che richiamano la tradizione della cucina pugliese. Nelle sue ricette, ogni opera culinaria è spiegata con la semplicità e concretezza che da sempre lo caratterizzano.
"Vorrei che chi leggerà questo libro a sua volta riportasse verso gli altri, conoscenti, amici e parenti il piacere e l’amore che la cucina fa vivere quando ci accingiamo a celebrare un momento della vita e, col cibo, a nobilitarlo" commenta Carra. Venerdì 25 ottobre, alle ore 19:30, presso il Circolo Tennis di Bari, in occasione del World Pasta Day (giornata mondiale della pasta) lo Chef presenterà il suo libro dal titolo "Gastronomia la Grande Evoluzione".  L'evento, patrocinato dal Comune di Bari, si preannuncia interessantissimo con varie tematiche, la summa del lavoro culinario cresciuto nei secoli che viene raccontato attraverso un libro compatto e completo.  
A presentare il libro: la giornalista Marina Basile, interverranno il Presidente della Commissione Politiche Culturali e Turistiche del Comune di Bari Dott. Giuseppe Cascella e il Dott. Fabio Divella (responsabile divisione pasta della F. Divella S.p.A.) in qualità di relatori. Con inimitabile chiarezza, lo chef spiega ogni passaggio e preparazione dietro la ricetta e la sua storia.  
La gastronomia e le vicende della cucina sono sempre state legate alla storia dell’umanità, dei popoli e dei luoghi in cui sono accaduti i grandi e piccoli avvenimenti storici. In questo libro viene raccontata la gastronomia, intesa come insieme di usi e consuetudini legati al mondo del cibo e al relativo consumo ai fini della nutrizione, la quale ha sempre svolto un ruolo molto importante nella vita quotidiana delle persone.  Si legge, inoltre, delle tendenze alimentari le quali costituiscono l’elemento centrale di un analisi che lo Chef  racconta. 
"È solo a partire dall’analisi delle tendenze che si iniziano a scorgere oggi, magari anche solo come segnali deboli, gli sviluppi futuri e dunque individuare percorsi positivi che, partendo dall’oggi, portino a un futuro preferibile e sostenibile" prosegue lo Chef.  

Quindi come si concilierà il senso di frenesia che caratterizza l’epoca attuale con il bisogno di ritorno alla convivialità? 

"Sono cambiate le regole e i modi della condivisione del cibo. È, infatti, sempre più frequente che le persone mangino da sole, in luoghi diversi da quelli tradizionali, per lo più alimenti su misura, ritagliati su specifiche esigenze nutritive. Si sta diffondendo sempre di più anche a tavola il fenomeno dell’individualismo, definito  come una delle cause della dissoluzione dell’identità collettiva. In futuro, quindi, le persone dovranno recuperare il valore della convivialità ed elaborare nuove soluzioni per trovare spazi e momenti da dedicare ai pasti da consumare in compagnia. Questi pasti non dovranno necessariamente rispettare ogni giorno i rituali dello slow food, ma saranno principalmente finalizzati a sfruttare il momento deputato all’alimentazione per relazionarsi e comunicare con gli altri".

Come coesisterà la ricerca del piacere, intesa come "gusto", con la crescente attenzione al benessere? 

"Spesso l’attenzione alla salvaguardia della salute tramite l’alimentazione viene percepita come contrapposta alla ricerca del piacere. In alcuni casi, però, tale contrapposizione costituisce una sorta di 'mito da sfatare'. In futuro l’attenzione nei confronti della salute e l’assunzione di alimenti capaci di fornire benefici fisici aggiuntivi non dovranno precludere la soddisfazione derivante dai piaceri sensoriali: in tal senso, la già citata idea di 'ciò che piace fa bene” coinciderà con quella di “ciò che fa bene piace'. In questo contesto il piacere consisterà anche nella variazione degli alimenti all’interno della dieta, nell’evitare la monotonia – conseguenza della velocità – e nella capacità di selezionare alimenti che siano allo stesso tempo sani e gratificanti".

Quindi cosa fare oggi per arrivare pronti al prossimo futuro? 

"Il tema 'chiave'  - continua lo Chef Carra - nello scenario prossimo venturo è concreto, quindi le domande invece sono :  che cosa devono fare gli attori del sistema agroalimentare per attuare la 'transizione' e dare vita alla realtà desiderata?; e ancora, quali sono le linee da seguire e le azioni da attuare per incontrare le possibilità e le aspettative delle persone? Secondo il mio parere  le principali categorie di attori cui si farà riferimento sono le istituzioni, le imprese del settore alimentare, il settore della distribuzione e quello della ristorazione. Come già ampiamente esposto, la società post-moderna è caratterizzata da incertezza, dovuta molto spesso alla sovrabbondanza di informazioni anche a causa della proliferazione dei canali di comunicazione. In questo contesto, le istituzioni avranno il compito di favorire una maggiore chiarezza dei messaggi, perché il consumatore sia informato ed "educato" anche attraverso iniziative intraprese da loro stesse in prima persona.  Le istituzioni avranno inoltre il compito di indirizzare le scelte collettive coerentemente con lo scenario delineato, perché l’alimentazione torni ad assumere il giusto peso nei comportamenti delle persone".

venerdì 18 ottobre 2019

Italia e pasta: un binomio per tanti inscindibile, ma com’è percepita oggi la pasta dagli italiani? In occasione del World Pasta Day, che si celebra Il 25 ottobre TheFork, tra le principali app per la prenotazione di ristoranti nel mondo, ha collaborato con BVA Doxa, società di ricerche di mercato internazionale, per uno studio su questo tema.  
Per il 60% del campione intervistato la pasta evoca una sensazione di piacere. Altre sensazioni positive evocate sono la felicità e l’energia (34% e 26%). Per circa un terzo dei Millennials, mangiare pasta è invece associato a un’abitudine.
Per quanto riguarda le forme di pasta più amate, al primo posto troviamo a pari merito penne e spaghetti (70% del campione). In particolare le penne sono preferite dagli uomini e dagli under 55 (circa il 70% del campione), mentre per i Baby Boomers (55 – 64 anni) lo spaghetto è il più amato (77%). Le farfalle sono gradite soprattutto dalle donne (31%) e dagli under 55 (26%).
Parlando infine di ricette di pasta preferite, il 33% degli italiani mette sul gradino più alto del podio la carbonara. Al secondo posto si posiziona il ragù (25%), apprezzato specialmente al Sud e nelle Isole. Medaglia di bronzo per un grande classico come il sugo pomodoro e basilico, preferito dai Baby Boomers. L’amatriciana, il pesto e la cacio e pepe, fanno registrare un minor numero di preferenze, probabilmente per le connotazioni più regionali. 
Ecco una selezione dei migliori ristoranti raccomandati da TheFork in base alle recensioni dagli utenti in cui gustare un buon piatto di pasta:

Ristorante Nabucco , Milano per una pasta fresca pomodoro e basilico
Sotto La Mole, Torino per un piatto di Tajarin con ragù di coniglio e fave
Casa Prati, Roma per dei rigatoni alla carbonara come vuole la tradizione
Au Café, Genova per un piatto di trofiette al pesto genovese
Salotto Nunziata, Napoli per dei paccheri di Gragnano, aglio, olio e chili a filetti, mantecati al caciocavallo podolico
La Locanda del Gusto, Palermo per un piatto di Busiati ai profumi di Pantelleria con pomodoro secco, capperi, olive e mandorle tostate
Mavì Cafè Bistrot, Bari per dei tipici spaghetti all’Assassina 
I Carracci, Bologna per un piatto di tagliatelle al ragù a punta di coltello
Hostaria Osottoosopra, Venezia per degli gnocchi di patate, baccalà e patè d’olive
Il Ricettario, Firenze per provare dei pici all’etrusca

Per quel che riguarda TheFork, brand di TripAdvisor, è la piattaforma leader in Europa per le prenotazioni online di ristoranti, con un network di 65.000  ristoranti a livello globale e 27 milioni di visite al mese. La piattaforma opera come "LaFourchette" in Francia e Svizzera, "ElTenedor" in Spagna, "TheFork" Italia, Olanda, Belgio, Portogallo, Brasile, Svezia, Danimarca, Australia, Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Perù e Uruguay. Inoltre, è attiva anche in inglese come "TheFork.com“. TheFork mette in contatto utenti e ristoranti, permettendo ai primi di cercare e prenotare il tavolo online e ai secondi di aumentare le prenotazioni e la fedeltà dei clienti. Attraverso TheFork (sito e app), così come su TripAdvisor, gli utenti possono facilmente selezionare un ristorante in base alle loro preferenze (per esempio localizzazione, tipo di cucina e prezzo medio), consultare le recensioni degli utenti, controllare la disponibilità in tempo reale e prenotare all’istante online. Per i ristoranti, TheFork fornisce un software, TheFork Manager, che consente di ottimizzare le prenotazioni e le operazioni, e di migliorare servizio e ricavi. 

mercoledì 11 settembre 2019

CASTELLANA GROTTE (BA). Cicorie selvatiche, purea di fave bianche, olio extravergine di olive serviti su una base di pan crostini Divella. Tutto servito con ortaggi della nostra terra preparati come da tradizione. Stiamo parlando della ricetta dell’impanata. F. Divella S.p.A e il suo Corporate Chef Donato Carra, ambasciatore della cucina pugliese nel mondo, rivisitano un piatto tipico di Castellana Grotte in occasione della Sagra dell’Impanata in programma sabato 14 e domenica 15 settembre nelle vie storiche e principali di Castellana Grotte. 
Un appuntamento storico per la cittadina barese che quest’anno presenta qualche novità. Tra le tante, una videoricetta realizzata dalla F. Divella S.p.A durante la quale lo chef Carra mostra passo dopo passo il piatto tipico castellanese per consentire a chiunque di realizzarlo. Lo stesso Chef sarà presente sabato 14 settembre, giorno dell’inaugurazione della sagra, come ospite d’eccezione della serata per suggerire preziosi consigli agli appassionati di cucina e dei sapori nostrani. 
L’evento è organizzato dall’associazione "Castellana Conviene", con il patrocinio del comune di Castellana Grotte, di Grotte Castellana Srl, della Città dell’Olio, della Regione Puglia – Assessorato Industria Tecnica e Culturale per la gestione e la valorizzazione dei beni culturali, della Città Metropolitana di Bari, di Puglia Promozione e il riconoscimento della Denominazione Comunale di Origine DE.CO del Comune di Castellana Grotte. La presenza della F. Divella S.p.A coincide quest’anno con un evento molto importante per la manifestazione. Il piatto tipico dell’impanata, infatti, quest’anno compie ben 36 anni dal suo primo riconoscimento ufficializzato in una sagra ad essa dedicata nel lontano 23 giugno 1984. La partecipazione alla sagra di F. Divella S.p.A ha come obiettivo di riscoprire le tradizioni del passato proiettandole verso il futuro. Ne è un esempio l’utilizzo del pan crostino che sostituisce l’antico pane raffermo per dare un’immagine nuova alla tipica ricetta dell’impanata castellanese.

giovedì 5 settembre 2019

Nel 2018 in Italia sono 7.412 i ristoranti che hanno avviato l’attività e 13.742 i ristoranti che l’hanno cessata, con una perdita secca di 6.330 imprese di ristorazione. Un dato peggiore del 2017, quando il saldo negativo tra imprese aperte e chiuse nella ristorazione è stato di 6.051 unità. A registrare questi dati la FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi.
Un trend negativo negli anni dunque, che vede sempre meno ristoranti nel nostro paese, con un tasso di turnover pari a -3,4% che indica che il settore sta perdendo 3,4 imprese ogni 100 attive.
Ma come mai tutte queste chiusure visto che il settore, in realtà, è uno dei pochi in cui la crisi non ha influito molto?
I dati ci dicono anche infatti che il cliente italiano continua a mangiar fuori, con una spesa fuori casa annua molto simile a quella del periodo pre - crisi.
"Le chiusure in Italia sono dovute essenzialmente ad una scarsa capacità imprenditoriale da parte dei ristoratori italiani, con particolare riferimento a carenze su capacità e conoscenze di Management e Marketing" ci dice Alex Bartolocci, esperto di Marketing della Ristorazione, creatore di Professione Ristoratore, Scuola di Management e Marketing per i Ristoratori e autore del testo "La Bibbia del Ristoratore di Successo".
"McDonald's, Autogrill, e le più grandi catene di ristorazione adottano con sapienza strategie in grado di portare clienti nei loro locali. Sistemi di marketing che anche i più piccoli ristoratori oggi devono imparare ad implementare nelle loro attività se vogliono rimanere in piedi e prosperare. In dettaglio per i ristoranti oggi è necessario mettere in piedi un processo di marketing scientifico, un funnel marketing, in grado di garantire numeri certi al ristorante" spiega Alex Bartolocci.
Ma cos'è esattamente un funnel marketing?
La parola funnel significa letteralmente "imbuto", oggetto utilizzato spesso in cucina e che ha due caratteristiche principali:
- Ciò che ci finisce dentro fatica ad uscirne.
- Ciò che ci finisce dentro viene spinto verso una direzione ben precisa.
Nel marketing riuscire a realizzare un funnel significa creare una strategia che ha come obiettivi principali quello di acquisire nuovi clienti, veicolandoli verso scelte ben precise.
Basti pensare a tutte le volte che ognuno di noi è caduto in un funnel di marketing senza neanche rendersene conto.
McDonald's, Autogrill, Ryanair, Ikea, Amazon o più semplicemente le più grandi aziende adottano continuamente tale strategia.
Omaggi (tecnicamente si parla di lead magnet e front end), percorsi prestabiliti, domande specifiche, colori e immagini hanno come fine quello di farvi spendere di più lasciandovi l'impressione di aver effettuato una scelta assolutamente libera.
"Di certo nella vostra vita avrete fatto una sosta all'Autogrill in cui una gentile cassiera vi avrà chiesto se il vostro cappuccino lo preferivate piccolo, medio o grande per passare poi al suggerimento di aggiungere una spremuta di arancia in modo da avere un menù completo che vi permette di usufruire di un piccolo sconto.
Prima di lasciarvi non dimenticherà certo di dirvi che dei cioccolatini sono in offerta e di chiedervi se volete acquistare anche un gratta e vinci.
Nel raggiungere l'uscita sarete stati costretti a seguire un lungo labirinto pieno zeppo di oggetti da acquistare. Questo è un funnel, cioè un imbuto, un percorso prestabilito che il cliente si trova a percorrere per arrivare all'uscita, e che scientificamente crea profitto all'Autogrill, perché in questo percorso c'è una certa percentuale di persone che compra" spiega ancora Alex Bartolocci.
"I colori rosso e giallo del McDonald's non sono casuali ma utilizzati per agitare il cervello umano che di conseguenza vi obbligherà a mangiare velocemente e liberare quanto prima il tavolo.
Tecniche e strategie che nella loro semplicità aumentano e non di poco lo scontrino medio della clientela e di conseguenza gli utili dell'azienda, tecniche e strategie che hanno alla base una filosofia di marketing che prende appunto il nome di funnel" ci dice ancora l'esperto.
E cosa c'entra in tutto questo la ristorazione?
C'entra eccome perché il ristorante è uno dei luoghi che più si presta a poter mettere in atto tale strategia di marketing.
Affinché il sistema funzioni il ristoratore, che ricordiamo essere a tutti gli effetti un imprenditore, deve acquisire competenze riguardanti Controllo di Gestione, Leadership e Marketing.
Da qui si capisce che un ristorante può ottenere grandi risultati solo se curato sotto ogni suo aspetto.
Non parliamo solo di cibo, di servizio e di ambiente quindi, elementi certamente fondamentali per il successo di un locale ma soprattutto di capacità imprenditoriali del ristoratore che oggi più che mai deve trasformarsi nel professionista capace di guidare con consapevolezza la propria attività.
IL MARKETING NECESSARIO PER I RISTORATORI
Lo stesso Alex Bartolocci per aiutare i ristoratori italiani a  risolvere queste lacune ha ideato il primo sistema di funnel marketing in Italia creato per il mondo della ristorazione, ovvero il "Restaurant Funnel System™".
Si tratta di un sistema che si prefigge di far raggiungere ai ristoratori 3 obiettivi principali:
- acquisire nuovi clienti
- fidelizzarli
- massimizzare l'utile
Attraverso il Restaurant Funnel System ogni ristoratore ha in mano una mappa chiara ed efficace fatta di azioni concrete da poter mettere in atto immediatamente.
"Un ristorante, come qualsiasi altra azienda, per sopravvivere ha bisogno continuamente di nuovi clienti in target, della capacità di farli acquistare il più spesso possibile e di massimizzare gli utili.
I ristoratori italiani, bravissimi nel creare un'offerta qualitativamente eccellente, mancano spesso della capacità di vendere tale offerta, nonostante il settore, come già detto, veda in aumento gli acquisti fuori casa da parte dei clienti del nostro paese”  racconta Bartolocci.
“Le soluzioni offerte ai ristoratori per ottenere risultati migliori sono spesso incomplete, prediligendo questo o quello strumento.
Ciò che attraverso questo sistema si è cercato di fare è creare un metodo che possa essere valido per qualsiasi tipo di realtà ristorativa e che possa utilizzare vari canali e strumenti di comunicazione al cliente in base alle caratteristiche del locale. Un metodo con il quale intercettare i potenziali clienti e trasformarli passo dopo passo in fan sfegatati" conclude l’esperto di marketing per ristoranti.
Il Restaurant Funnel System ha un approccio scientifico quindi, che permette di analizzare ogni fase di avvicinamento del potenziale cliente al brand e le successive fasi di acquisto, individuando le azioni più efficaci da mettere in atto e la migliore progettazione di ogni singolo touchpoint che il cliente incontra nella sua via.
Ogni cliente deve essere visto nella complessità della sua customer lifetime, dandogli un valore che va molto oltre a quello corrispondente al singolo acquisto e per questo risulta necessario prevedere ogni comportamento lungo il suo customer journey, in modo da progettare e ingegnerizzare la sua esperienza con l'obiettivo di renderla certamente migliore ma anche più profittevole per il ristoratore.
Per aiutare i ristoratori ad apprendere e applicare tale metodo e acquisire le competenze necessarie al ristoratore moderno “Professione Ristoratore” organizza in tutta Italia delle vere e proprie giornate di formazione.
Il prossimo appuntamento si terrà il 21, presso Stelle Hotel, in Corso Meridionale 60/62 per il “Restaurant Funnel System Live”, l’unico evento in Italia in cui poter acquisire e implementare fin da subito il primo sistema di Funnel Marketing applicato al mondo della ristorazione.
Per conoscere tutti i dettagli sull’evento è possibile visitare il sito www.professioneristoratore.it, scrivere una mail a professioneristoratore@gmail.com o chiamare il 3475323864.

mercoledì 21 agosto 2019

Lo chef Donato Carra è un punto di riferimento. Non solo chef, non solo Corporate Chef della Divella s.p.a, non solo ambasciatore della cucina pugliese nel mondo, Donato Carra è molto di più, è l’ideatore di piatti favolistici, che traghettano oltre un elegante tavolo da ristorante, è un instancabile ricercatore di sapori e nuovi ingredienti della sua amata terra: la Puglia. 
Già autore di diversi testi ed eBook, Carra ritorna a parlare della storia gastronomica descrivendo i piatti storici e le avventure della gastronomia in una fantastica opera letteraria denominata: "Gastronomia la grande evoluzione". 
Un testo che, più che articolarsi nelle solite ricette, si articola nel come la gastronomia si è evoluta nel tempo: c’è un prima, c’è un durante e c’è un poi. Un opera che riesce a stimolare la creatività del lettore giocando con la semplicità degli ingredienti in cucina. Il disegno della gastronomia odierna spiegato da Carra  racconta di un’evoluzione travolgente ed evolutiva della cucina e del cibo negli ultimi anni. 
Un’evoluzione che ha liberato il prodotto alimentare dal suo confinamento tra le vecchie mura della tradizione  per portarlo sul palcoscenico più ampio del territorio da cui nasce. 
"Il filo conduttore" commenta lo Chef Carra "soprattutto nel nostro Paese, resta la cultura. Uno studio del territorio, un rigido rispetto delle caratteristiche organolettiche, della stagionalità e del corretto impiego delle tecniche professionali, in poche parole il rispetto delle materie prime basato, in primo luogo, su di una loro approfondita conoscenza".  
A breve tutte le info sull'uscita di questa meravigliosa opera letteraria.

sabato 3 agosto 2019

Quest’anno la sagra "da far nedd", in programma il prossimo 11 agosto a Castellaneta, vive un piacevole restyling. 
Stiamo parlando principalmente della presenza dello chef internazionale, maestro dell’ospitalità e dell’enogastronomia internazionale, nonché Ambasciatore indiscusso  della gastronomia pugliese nel mondo: il Corporate chef di casa Divella, Donato Carra. 
18 candeline da spegnere, quindi, per una sagra che diventa maggiorenne. Castellaneta si prepara per l’evento più importante dell’estate dedicata alla valorizzazione della farina di ceci, prodotto tipico della zona e di numerose prelibatezze gastronomiche locali.  
A patrocinare la sagra, l’assessorato comunale alla cultura. Prevista la presenza di migliaia di turisti che si delizieranno nella degustazione di buon cibo accompagnato da musica e visite culturali tra vicoli, chiese e palazzi storici di Castellaneta. 
In rappresentanza della F. Divella S.p.A., come già  anticipato, ci sarà il nostro Ambasciatore della cucina pugliese nel mondo e Corporate Chef di casa Divella, Donato Carra. 
"La presenza del nostro corporate chef Donato Carra" spiega Domenico Divella, coordinatore biscottificio e pasta fresca F. Divella S.p.A "sottolinea che l’azienda, giunta oggi alla quarta generazione, guarda al futuro senza dimenticare le tradizioni popolari tipiche della nostra terra. Rappresenta per certi aspetti il percorso che la nostra famiglia ha compiuto nel tempo per giungere oggi a risultati importanti soprattutto nella ricerca di elevati standard qualitativi. Oggi lo stabilimento è in grado di macinare quotidianamente 1200 tonnellate di grano duro, 400 di grano tenero e 1000 tonnellate di pasta secca, 35 di fresca e 90 tonnellate di biscotti. Risultati di tutto rispetto considerato che si tratta del connubio perfetto tra tradizione e innovazione". 
Questa sagra è considerata dal cuore verde, ovvero ecosostenibile: saranno, infatti, utilizzati piatti, bicchieri e posate in pura cellulosa. Una scelta oculata e rispettosa che Unicomart ha deciso di prendere nonostante l’impegno di spesa. 

mercoledì 10 luglio 2019

Tra prodotti da forno e pasta fresca il fatturato del 2018 ammonta 50 milioni di euro. Dati decisamente positivi che, secondo le stime, potrebbero crescere rispettivamente del 5% e del 3% a fine 2019. 
La F. Divella S.p.A si conferma una delle aziende più affidabili e competitive del settore agroalimentare italiano. Nello specifico, ecco i numeri che hanno portato a questi grandi risultati. Per quanto riguarda la pasta fresca (inclusi ripieni e gnocchi) la produzione ha preso il via nell’ottobre 2008. Attualmente risultano in organico 14 collaboratori: 4 pastai, 6 confezionatori, 2 carrellisti per un totale di 12 operatori di linea. 
A questi si aggiungono altre due unità: il responsabile del controllo qualità, il dottor Biagio Curione e il responsabile di produzione, il dottor Christian Renna. Due le linee di produzione all’attivo: quella della pasta corta di semola e semola integrale e la linea di pasta lunga, lasagna semola, semola integrale e all’uovo. Una produzione che prevede alcune nuove iniziative tra cui il restyling del packaging e il potenziamento delle linee di produzione. 
"Sono numeri che evidenziano chiaramente" spiega il dottor Renna "la solida realtà nella quale ogni giorno operiamo, ormai conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Tutto questo è reso possibile grazie ad un team di professionisti che quotidianamente contribuiscono a garantire la qualità del prodotto finito". 
Fin qui i numeri relativi alla pasta fresca. Altrettanto significativi i dati relativi al biscottificio. In quindici anni sono stati compiuti passi da gigante tanto che lo scorso anno il fatturato ha sfiorato i 30 milioni di euro. Attualmente risultano in organico 20 collaboratori: tre preparatori materie prime, 9 pasticcieri, 3 macchinisti, 3 fornai, 9 confezionatori ai quali si aggiungono il responsabile del confezionamento Nico Galizia, il responsabile del controllo qualità, il dottor Oronzo Renna e il responsabile del biscottificio, il dottor Ottavio Dattolo. Tra i prodotti spicca l’ormai noto "Ottimino", frollino per la colazione dal sapore unico e inimitabile. 
"Fare un buon biscotto è un lavoro minuzioso e articolato –spiega il dottor Dattolo - vuol dire cercare un equilibrio tra gli ingredienti con il preciso obiettivo di stupire i consumatori con ricette sempre nuove, gustose ma allo stesso tempo equilibrate. Lo stabilimento che in questi giorni compie quindici anni, è stato disegnato per rispettare degli standard elevati, fruendo di tutto il meglio che la tecnologia disponibile potesse offrire!".

sabato 18 maggio 2019

Un altro appuntamento importante per il nostro ambasciatore della cucina pugliese nel mondo di casa Divella, Donato Carra. 
In occasione della Festa della Repubblica Italiana, infatti, il prossimo 2 giugno, Carra, sarà  presente in Catalogna per "L'Authentic Italian Table" che vedrà la ristorazione italiana protagonista per la diffusione della cultura gastronomica di qualità.  
Lo Chef Carra proporrà piatti tradizionali pugliesi attraverso i quali esaltare la tradizione culinaria del nostro Paese. Un tour che esalterà i valori e l’importanza del consumo autentico e responsabile attraverso workshop, masterclass e showcookings con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere i prodotti italiani di qualità.  
Questa attività comune a 23 CCIE nel mondo, vedrà la partecipazione di stampa nazionale, estera e food blogger. L’obiettivo della manifestazione, realizzata nell’ambito del progetto True Italian Taste, è favorire, attraverso la ristorazione, una migliore conoscenza del prodotto made in Italy e dell’importanza del suo legame con il territorio, proponendo un modello di ristorazione legata alla tradizione italiana ma altresì declinata secondo le esigenze locali, mantenendo sempre al centro l’utilizzo di prodotti italiani. Ad organizzare il grande evento la Camera di Commercio italiana e il Consolato Generale d’Italia a Barcellona. 
Lo Chef Donato Carra guiderà, infatti, due importanti masterclass dimostrative della durata di 1h per condividere i segreti di alcuni dei piatti tipici di una delle regioni più apprezzate del Sud dell'Italia: la Puglia. 
Le masterclass saranno realizzate in collaborazione con il pastificio Divella di cui Carra è il loro Corporate Chef. L'evento sarà parte di una densa agenda di attività gratuite che avranno luogo in La Festa! The Authentic Italian Table che si terrà il 2 e 3 di Giugno nel Terminal Grimaldi del Porto di Barcellona.  
Spagna, dunque, Finlandia, Francia, Italia, Inghilterra e tante altre sono le tappe in cui lo Chef Donato Carra ha svolto e continua a svolgere attività di formazione e informazione della vera tradizione gastronomica italiana diventando l’ambasciatore, indiscusso, della cucina pugliese nel mondo e non solo. 
"Ho sempre avuto una passione per la cucina, sin da piccolo" racconta lo Chef Carra "Devo ammettere, però, che è stato il periodo trascorso in Francia quello che ha provocato la scintilla e influito sulla mia passione verso la cucina. In quegli anni, ho avuto la possibilità di provare la cucina di grandissimi chef. Nelle vicinanze di Grenoble erano attivi personaggi mitici come Paul Bocuse. Da quel momento, un po’ per curiosità un po’ per necessità di crescita professionale, ho iniziato a girare il mondo. Oggi la cucina italiana si è imposta in tutto il mondo con punte di eccellenza altissime e veramente non teme rivali, anche se non dobbiamo mai abbassare la guardia". Difendere le tradizioni quindi? "Assolutamente! difendere le tradizioni rispetto ad eccessi di sperimentazione. Mi spiego  meglio: scontato che l’innovazione, soprattutto nelle tecnologie di cottura, è fondamentale per mantenere una leadership duramente conquistata negli anni, hanno ancora senso alcune sperimentazioni ardite o non è meglio invece innovare i piatti partendo da una tradizione che è riconosciuta in tutto il mondo e che per il sistema Italia è fattore di sviluppo?".

martedì 7 maggio 2019

Chiudete gli occhi e pensate a un posto incantato. Sempre con gli occhi chiusi immaginate un ristorante con una vista mozzafiato tra mare e monte e per finire "sentite" sapori e profumi di un cibo che vi regala un brivido, ma che resta un’emozione permanente. Solo un sogno? No. 
Siete invece al Tuttofood Milan World Food Exhibition, nello stand di Gradita dove il nostro ambasciatore della cucina  pugliese nel mondo di casa Divella, Donato Carra, ha stupito ancora una volta le centinaia di visitatori che si sono affacciati per conoscerlo e degustare le sue  prelibatezze. 
In scena il nuovo arrivato in casa Divella, sua maestà lo spaghettone che lo Chef ha realizzato dalle sue sapienti mani con ricette dal gusto mediterraneo.

sabato 30 marzo 2019

Parliamo oggi di un dolce: il salame di cioccolato. La sua caratteristica forma lo rende perfetto per essere tagliato a piccole fettine che faranno cedere alla tentazione grandi e piccoli.

INGREDIENTI
Cioccolato fondente 200 g 
Biscotti secchi 175 g 
Burro a temperatura ambiente 150 g 
Zucchero 150 g 
Uova (2 medie) a temperatura ambiente 100 g 
Rum 10 g


PER DECORARE
Zucchero a velo q.b.

PREPARAZIONE
Per realizzare il salame di cioccolato per prima cosa tritate al coltello il cioccolato. Scioglietelo a bagnomaria e, una volta che sarà completamente fuso, lasciatelo intiepidire.
Intanto ponete in una ciotola il burro a temperatura ambiente a pezzetti (deve essere ancora plastico) e montatelo con lo zucchero usando delle fruste elettriche. Aromatizzate con il rum.
Versate una alla volta le uova leggermente sbattute, continuando sempre a sbattere con le fruste elettriche fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. A questo punto versate il cioccolato fuso ormai a temperatura ambiente.
Continuate a mescolare fino a quando il cioccolato non si sarà ben incorporato. Ora prendete i biscotti e sminuzzateli grossolanamente con le mani in una ciotola, aggiungeteli al cioccolato e mescolate per amalgamare il composto. Trasferite l’impasto su un foglio di carta da forno, con la spatola distribuite l’impasto in modo da creare un salsiccioto.
Sollevate una delle due estremità del foglio, portatela verso il centro e arrotolate il salame fino ad avvolgerlo completamente con la carta da forno.
Ripiegate i due lembi di carta laterali in modo che il salame sia ben chiuso. Appoggiate il salame su un vassoio e lasciatelo in frigo a rassodare per una notte intera. Una volta che il salame al cioccolato si sarà rassodato, potete legarlo con lo spago e cospargerlo di zucchero a velo.
Conservate il salame di cioccolato, chiuso in un contenitore ermetico e posto in frigorifero, per 2-3 giorni al massimo. In alternativa si può congelare per 1 mese al massimo. 

venerdì 29 marzo 2019

Parliamo oggi di un secondo piatto: il pollo alle mandorle. Simbolo indiscusso della tradizione culinaria cinese, almeno qui in Italia, questo piatto porta con sé i tipici sapori e profumi del paese del dragone: la salsa di soia che con la sua sapidità garantisce sapore al piatto, lo zenzero che sprigiona tutta la sua freschezza e le immancabili mandorle, che conferiscono la nota tostata che contraddistingue questi succulenti bocconcini, da accompagnare con l’inseparabile riso bianco. 


INGREDIENTI
Petto di pollo 500 g 
Mandorle pelate 130 g 
Zenzero fresco da grattugiare 15 g 
Farina 00 q.b. 
Sale fino q.b. 
Cipolle 60 g 
Olio di semi 25 g 
Salsa di soia 60 g 
Aglio 1 spicchio 
Acqua 20 g

PREPARAZIONE
Per preparare il pollo alle mandorle, iniziate preparando gli aromi; sbucciate lo spicchio di aglio e affettatelo sottilmente, poi pelate lo zenzero e grattugiatelo infine sbucciate e affettate la cipolla.
Private i petti di pollo delle le parti di grasso più evidenti con un coltellino. Quindi tagliate il petto a bocconcini di 1-2 centimetri. Ponete un colino sopra una ciotola, versate all'interno i bocconcini di pollo e infarinateli, scuotete il colino per eliminare la farina in eccesso. In una padella Wok, o una padella antiaderente dai bordi alti, riscaldate l'olio di semi, poi  aggiungete l'aglio, lo zenzero grattugiato e la cipolla affettata.
Lasciate dorare gli ingredienti per alcuni minuti a fuoco medio, mescolando spesso. Aggiungete al soffritto i bocconcini di pollo infarinati, quindi fate dorare anch'essi mescolando spesso. Solo quando presenteranno una leggera crosticina, versate la salsa di soia e mescolate. Nella stessa brocchetta che avete usato per la soia, versate 20 g di acqua, per irrorare il pollo e mescolate con un cucchiaio per amalgamare il tutto. Se il pollo tendesse ad attaccarsi, abbassate in fuoco e aggiungete ancora un po’ di acqua calda.
Cuocete il pollo per circa 10 minuti, a fine cottura salate il pollo quanto basta, tenendo in considerazione che la salsa di soia è già piuttosto sapida. Mentre il pollo cuoce, ponete in una padella antiaderente le mandorle pelate e tostatele per 2-3 minuti. In alternativa potete tostare le mandorle in forno: distribuitele su una teglia rivestita con carta da forno e tostatele per pochi minuti a 180° per dorarle.
A questo punto, unite le mandorle tostate al pollo e amalgamate delicatamente con un cucchiaio di legno per alcuni istanti. Spegnete quindi il fuoco e il vostro pollo alle mandorle sarà pronto per essere servito ben caldo.
Il pollo alle mandorle può essere conservato in frigo per 1-2 giorni in un contenitore ermetico o ricoperto di pellicola trasparente. Si sconsiglia la congelazione.

giovedì 28 marzo 2019

Parliamo oggi di un primo piatto: la pasta con tonno e limone. Si realizza in poco tempo ed è un piatto perfetto da servire sia caldo che freddo.

INGREDIENTI
Farfalle 320 g 
Succo di limone 25 g 
Scorza di limone 1 
Tonno sott'olio 320 g 
Peperoncino fresco 1 
Sale fino q.b. 
Pepe nero q.b. 
Scalogno 30 g


PREPARAZIONE
Per preparare la pasta tonno e limone iniziate a scolate il tonno dall'olio di conservazione. A questo punto ponete sul fuoco un tegame colmo d'acqua salata a piacere, per la cottura della pasta e nel frattempo occupatevi del limone: lavatelo, asciugatelo, grattugiatene la scorza e tenetela da parte. Quindi dividetelo a metà e spremetelo, in modo da ricavare 25 g di succo.
Tagliate a fette sottili lo scalogno, trasferitele in un tegame con l'olio e lasciatele appassire a fuoco dolce. Aggiungete un mestolo di acqua bollente e cuocete per circa 5 minuti.
Private il peperoncino dei semi, tagliatelo a listarelle e aggiungetele in padella. Unite anche la scorza del limone e versate ancora un mestolo di acqua.
Unite il tonno sgocciolato, alzate la fiamma e aggiungete il succo del limone. Continuate la cottura per un paio di minuti quindi spegnete la fiamma e lasciate insaporire gli ingredienti insieme. Nel frattempo cuocete la pasta, scolatela al dente e versatela direttamente in padella. Riaccendete il fuoco qualche istante se volete gustare calda la pasta, saltate il tutto brevemente e impiattate la vostra pasta con tonno e limone.
La pasta tonno e limone può essere conservata per 1 giorno in frigorifero chiusa in un contenitore ermetico.

mercoledì 27 marzo 2019

Parliamo oggi di un antipasto: le zucchine ripiene. Come tradizione vuole, delle zucchine non si butta via proprio nulla e questa ricetta lo dimostra: la polpa, una volta estratta, viene usata per insaporire il ripieno di carne, la zucchina stessa fa da piccolo recipiente contenitivo che custodisce la saporita farcitura. Per finire, la calotta usata per richiudere le zucchine in modo simpatico conferendogli una forma che ricorda un po’ quelle delle zuccheriere barocche. Simpatiche ma soprattutto buone, le zucchine ripiene sono un classico della nostra cucina casalinga al quale non si può rinunciare.

INGREDIENTI (per 4 zucchine ripiene)
Zucchine tonde (da 250 gr l'una) 4 
Carne di suino trita 100 g 
Salsiccia di maiale 100 g 
Uova medie 1 
Parmigiano reggiano grattugiato 30 g 
Prezzemolo tritato 1 cucchiaio 
Pepe nero q.b. 
Pane mollica tritata 20 g 
Sale fino q.b. 
Olio extravergine d'oliva 1 cucchiaio

PREPARAZIONE
Per preparare le zucchine ripiene, lavate le zucchine sotto acqua corrente, tamponatele con un panno pulito e tagliate la calotta per formare il cappello.
Incidete il perimetro interno con un coltellino, praticate una croce nella polpa ed estraetene uno spicchio alla volta; poi scavate all'interno con uno scavino o un cucchiaino e lasciando 1 cm circa di spessore. Avrete così pronti sia le calotte che i gusci da farcire. Salate l'interno delle zucchine poi capovolgetele su un vassoio foderato con carta da cucina perché perdano il liquido di vegetazione. Intanto dedicatevi al ripieno: in una ciotola versate la carne trita e aggiungete la salsiccia privata del budello, unite anche il Parmigiano grattugiato, la polpa delle zucchine tritata, le uova leggermente sbattute e la mollica di pane tritata. Unite il prezzemolo tritato, salate, pepate quindi amalgamate il composto fino ad ottenere un impasto omogeneo. Ungete una teglia profonda con un filo d'olio. Riprendete le zucchine ben scolate e riempite ciascuna fino all'orlo con il ripieno di carne.
Distribuite le zucchine ripiene all'interno della teglia con le loro calotte; cuocete il tutto in forno statico preriscaldato a 160° per circa 60 minuti (se forno ventilato 140° per circa 50 minuti); potete togliere prima dei 60 minuti previsti le calotte, se si saranno ammorbidite e avranno preso colore, mentre le zucchine ripiene dovranno diventare dorate e croccanti in superficie. Quindi sfornatele e servite le zucchine ripiene calde o a temperatura ambeinte insieme alle calotte.
Conservate le zucchine ripiene in frigorifero in un contenitore ermetico per 1-2 giorni al massimo. Potete congelarle se avete utilizzato ingredienti freschi, non decongelati.

martedì 26 marzo 2019

Parliamo oggi di un dolce: la crostata alla frutta. E' composta da uno scrigno di pasta frolla che raccoglie uno strato di crema pasticcera e tanta frutta. Una torta colorata, fresca e profumata, ideale da gustare per una merenda pomeridiana o al termine di una cena, perfetta da proporre per un compleanno.

INGREDIENTI (per la pasta frolla - per uno stampo da 24 cm)
Tuorli 2 
Farina 00 250 g 
Baccello di vaniglia 1 
Zucchero a velo 100 g 
Burro freddo 150 g

PER LA CREMA PASTICCERA
Scorza di limone mezza 
Zucchero 120 g 
Tuorli 4 
Latte intero 500 g 
Amido di mais (maizena) 40 g 
Farina 00 20 g

PER LA RICOPERTURA
Fragole 50 g 
Kiwi 1 
Arance 1 
Mirtilli 20 g 
Carambola 2

PER LUCIDARE
Confettura di albicocche 50 g 
Acqua 10 g

PREPARAZIONE
Per preparare la crostata alla frutta iniziate a realizzare la pasta frolla mettendo nella tazza di un mixer munito di lame: la farina, lo zucchero a velo, i semini interni di una bacca di vaniglia (che avrete inciso con un coltellino raschiandone via il contenuto) e il burro freddo di frigorifero tagliato a dadini. Frullate fino a rendere il burro fine come la sabbia, poi unite i tuorli d’uovo e frullate nuovamente fino a che si formeranno delle grosse briciole. Se non avete il mixer potete usare una planetaria munita di foglia oppure potete impastare semplicemente a mano, avendo cura di lavorare velocemente l'impasto per non scaldarlo troppo. Trasferite il tutto su di un piano di lavoro e impastate velocemente fino ad ottenere un composto omogeneo a cui darete la forma di un panetto. Avvolgetelo con la pellicola trasparente e fate riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
e frullate nuovamente fino a che si formeranno delle grosse briciole. Se non avete il mixer potete usare una planetaria munita di foglia oppure potete impastare semplicemente a mano, avendo cura di lavorare velocemente l'impasto per non scaldarlo troppo. Trasferite il tutto su di un piano di lavoro e impastate velocemente fino ad ottenere un composto omogeneo a cui darete la forma di un panetto. Avvolgetelo con la pellicola trasparente e fate riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Quando il latte sfiorerà il bollore eliminate la scorza di limone e versatene un pò nel composto di tuorli, mescolando rapidamente per stemperarlo. A questo punto versate nuovamente nel pentolino con il latte, mescolate e riportate sul fuoco. Lasciate addensare la vostra crema pasticcera, mescolando di continuo; la crema sarà pronta quando affioreranno le bolle in superficie.
Versate la crema in un contenitore basso e largo, copritela con della pellicola trasparente e lasciatela raffreddare completamente a temperatura ambiente; poi mettetela in frigorifero a rassodare. Nel frattempo prendete la pasta frolla, stendetela su una spianatoia leggermente infarinata e ricavatene un cerchio dello spessore di 4 mm circa; con l’aiuto del matterello sollevate la frolla già stesa, e ponetela sulla tortiera circolare del diametro di 24 cm.
Fate aderire bene la frolla allo stampo e tagliate con un coltellino la pasta in eccesso che fuoriesce dai bordi. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta così che durante la cottura non si creino delle bolle e la pasta non si gonfierà. Procedete con la cottura alla cieca, ovvero coprite la frolla con un disco di carta forno e poi rovesciateci dentro delle sfere di ceramica (o dei ceci secchi) che terranno la pasta schiacciata e in forma durante la cottura.
Cuocete in forno statico preriscaldato a 170° per circa 15 minuti (se utilizzate il forno ventilato cuocete a 160° per circa 12 minuti) durante i quali la pasta deve cuocersi senza colorarsi eccessivamente. Sfornate la base di frolla, eliminate le sfere e la carta e infornatela di nuovo per 15 minuti, in modo che si colorisca e si asciughi anche il fondo, dopodiché estraetela definitivamente e lasciatela raffreddare su di una gratella. Prendete la crema pasticcera, ormai fredda, e rendetela di nuovo vellutata sbattendola con uno sbattitore per qualche minuto.
Ponetela dentro ad una tasca da pasticcere usa e getta (o di tela) e utilizzatela per ricoprire il fondo della crostata, quindi livellate la crema, con una spatola.
Dedicatevi al taglio della frutta, dopo averla lavata accuratamente. Tagliate le arance a fettine, sbucciate i kiwi e tagliate anche questi a fette. In ultimo tagliate a fettine anche le fragole e la carambola. Disponete la frutta a raggiera, iniziando a posizionare prima le fette di arance e poi quelle di kiwi.
Completate la crostata con i mirtilli, le fragole e le carambole posizionandoli secondo il vostro gusto. Stemperate la confettura di albicocca con l'acqua e con un pennello da cucina, spennellate la superficie della vostra crostata con il composto ottenuto, ponete la crostata di frutta in frigorifero per almeno 2 ore prima di servirla.
Conservate la vostra crostata alla frutta per 1-2 giorni al massimo in frigorifero, coperta da una campana di vetro. La sola pasta frolla può essere congelata da cruda, mentre si sconsiglia la congelazione della crostata finita.

lunedì 25 marzo 2019

Parliamo oggi di un secondo piatto: la cotoletta alla bolognese. Si tratta di un secondo piatto molto saporito con una base di carrè di vitello impanato e guarnito con prosciutto crudo e formaggio grattugiato. Un'ulteriore nota di gusto è data dal brodo di carne con cui viene sfumata la cotoletta e che viene poi trasformato in una deliziosa riduzione, come salsa di accompagnamento.




INGREDIENTI (per la carne)
Carrè di vitello (4 fette da 200 g l'una) 800 g 
Pangrattato 200 g 
Farina 00 100 g 
Uova (medie) 2 
Burro 50 g 
Prosciutto crudo 300 g 
Parmigiano reggiano (da grattugiare) 170 g 
Brodo di carne 250 g

PER IL CONDIMENTO
Passata di pomodoro 100 g

PREPARAZIONE
Per preparare la cotoletta alla bolognese, preparate il brodo di carne (oppure brodo vegetale anche se il condimento risulterà a quel punto più leggero); poi iniziate a battere le fettine di carne con un batticarne per renderle più sottili (potete anche utilizzare un foglio di carta da forno da stendere sopra la carne in modo da non rischiare di rompere le fibre); poi preparate tre contenitori bassi e larghi: in uno sbattete le uova; nell'altro ponete la farina setacciata e nel terzo il pangrattato. Passate le fette di carne una alla volta, prima nella farina girandola da entrambi i lati per infarinarla accuratamente. Quindi nell'uovo, infine passatele nel pangrattato, assicurandovi che siano completamente ricoperte. Per la cottura dovrete regolarvi in base alla grandezza delle fettine o della padella; vi consigliamo di cuocere 1 o 2 fettine alla volta se utilizzate una padella non molto grande, per non rischiare di riutilizzare troppe volte il burro. Quindi in una padella  sciogliete il burro e una volta sciolto adagiate le  fettine.
Fate dorare da un lato, quindi girate dall'altro. Una volta che saranno ben dorate da entrambi i lati, adagiate le fette di prosciutto e cospargete con parmigiano grattugiato.
Una volta condite, irrorate le fettine con brodo di carne (un mestolo per ogni cotoletta) e lasciate cuocere con il coperchio per 5-6 minuti; quando saranno pronte filtrate il fondo di cottura della padella in cui avete cotto la cotoletta e trasferitelo in un pentolino. Quindi aggiungete 20 g di parmigiano e fate addensare a fuoco vivo.
Ora siete pronti per impiattare: se lo desiderate potete guarnire il piatto da portata con della semplice salsa di pomodoro, poi adagiate la cotoletta e condite con la riduzione al brodo. La vostra cotoletta alla bolognese è pronta per essere servita.
E' preferibile consumare la cotoletta alla bolognese appena cotta, altrimenti potete conservarla in frigorifero in un contenitore a chiusura ermetica per 1 giorno. Si può congelare appena impanata e ancora cruda se si sono utilizzati ingredienti freschi non decongelati. Si sconsiglia la congelazione da cotta per non perdere l'integrità e il gusto del piatto.

sabato 23 marzo 2019

Parliamo oggi di un primo piatto: il risotto alla salsiccia. Questo è uno di quei piatti che fanno fiutare il profumo già dalla porta di casa. E' una di quelle ricette che richiama il bis fino a quando non si è completamente sazi e felici. 







INGREDIENTI
Riso Carnaroli 320 g 
Salsiccia (o luganega) 300 g 
Brodo di carne q.b. 
Zafferano in polvere 3 g 
Vino bianco mezzo bicchiere 
Scalogno 1 
Pepe nero q.b. 
Olio extravergine d'oliva q.b. 
Burro freddo di frigo 40 g 
Parmigiano reggiano 50 g

PREPARAZIONE
Per preparare il risotto alla salsiccia, preparate il brodo di carne. Poi passate a pulire lo scalogno, tritatelo finemente. Poi passate alle salsicce: incidetele ed eliminate il budello, quindi con il dorso della lama schiacciate la carne.
Spostatevi ai fornelli. Mettete sul fuoco una casseruola e versate un giro d’olio. Lasciate scaldare qualche istante prima di aggiungere lo scalogno. Fate insaporire a fiamma medio bassa, basteranno pochi minuti perché appassisca. Dopodiché aggiungete la salsiccia e lasciatela rosolare per 4-5 minuti, mescolando spesso. Aggiungete il riso, quindi fate tostare e insaporire mescolando e poi sfumate con il vino bianco. Non appena l’alcol sarà evaporato cominciate la cottura del riso bagnandolo con il brodo caldo: versatelo a mestolate di tanto in tanto. Quindi aggiungetelo non appena la mestolata precedentemente è stata assorbita.
Poi versate lo zafferano e mescolate per amalgamarlo. Quando il riso è pronto togliete dal fuoco e mantecate aggiungendo il burro e il Parmigiano.
Amalgamate accuratamente. Ecco pronto il vostro risotto alla salsiccia, non vi resta che gustarlo.
Il risotto alla salsiccia si può conservare in frigorifero per un paio di giorni, tenente conto che la consistenza cambierà. Si sconsiglia la congelazione.

venerdì 22 marzo 2019

Parliamo oggi di un antipasto: l'insalata di arance. In questa ricetta, gli spicchi di arancia vengono abbinati alle note saporite delle olive nere e a quelle pungenti della cipolla rossa con l’aggiunta di qualche foglia di basilico fresco, dando vita a un contorno originale ed elegante. L’insalata di arance è ottima per accompagnare secondi piatti saporiti sia di carne che di pesce, o come intermezzo.



INGREDIENTI
Arance tarocco 1,2 kg 
Cipolle rosse 80 g 
Olive 110 g 
Basilico 3 foglie 
Olio extravergine d'oliva 40 g 
Pepe nero q.b. 
Sale fino q.b.

PREPARAZIONE
Per preparare l’insalata di arance, per prima cosa pulite la cipolla rossa: dividetela a metà per il lungo e rimuovete il germoglio verde al centro, se presente; tagliate la cipolla a julienne, poi mettetela in ammollo in acqua fredda per almeno 10-15 minuti per addolcirne il sapore.
Nel frattempo pelate le arance a vivo: iniziate eliminando l’estremità superiore e inferiore dell’arancia, poi appoggiate la base su un tagliere e tagliate la buccia con un coltello dall’alto verso il basso, facendo attenzione a rimuovere anche la parte bianca che ha un sapore amarognolo. Una volta eliminata tutta la buccia, separate i singoli spicchi praticando dei tagli con la lama del coltello fra la polpa e la pellicina che divide gli spicchi stessi.
Infine prendete le olive nere e rimuovete il nocciolo usando l’apposito strumento; se non avete il denocciolatore potete procurarvi delle olive già denocciolate. Ora che tutti gli ingredienti sono pronti, potete passare al condimento: versate l’olio extravergine di oliva in una ciotolina, salate e pepate a piacere ed emulsionate con una frusta a molla piatta o una forchetta.
Adesso potete assemblare la vostra insalata: prendete una ciotola capiente e aggiungete gli spicchi di arancia pelati a vivo, le fettine di cipolla, che avrete scolato e asciugato bene, e le olive denocciolate; versate il condimento nella ciotola e mescolate bene. In ultimo, guarnite con le foglie di basilico spezzettate grossolanamente con le mani e servite la vostra squisita insalata di arance.
L’insalata di arance può essere conservata in frigorifero per un giorno in un contenitore chiuso ermeticamente. Si sconsiglia la congelazione.

giovedì 21 marzo 2019

Parliamo oggi di un dolce: la crema al caffé. Questa si può accompagnare con dei biscotti e si prepara con pochi ingredienti e in poche semplici mosse.

INGREDIENTI
Caffè della moka 70 g 
Zucchero 40 g 
Panna fresca liquida 300 g

PREPARAZIONE
Per preparare la crema al caffè come prima cosa preparate il caffè con la moka, ne serviranno 70 g. Poi versate lo zucchero all'interno e mescolate per farlo sciogliere. Lasciate raffreddare il caffè e nel frattempo versate la panna fresca liquida all'interno di una ciotola ben fredda.
Iniziate a montarla con uno sbattitore elettrico e non appena sarà semimontata (ovvero non appena inizierà ad avere una consistenza più cremosa) aggiungete il caffè zuccherato in precedenza e oramai raffreddato, versandolo a filo sulla panna continuando a far andare le fruste elettriche. 
Continuate a lavorare il composto fino a montare il tutto completamente. Poi coprite con la pellicola e riponete in frigorifero per almeno un'ora prima di servire la vostra crema al caffè. Potete servirla in bicchierini e accompagnarla con dei chicchi caffè ricoperti di cioccolato.
La crema al caffè si può conservare per un giorno in frigorifero. Si sconsiglia la congelazione.

mercoledì 20 marzo 2019

ROMA. È stato grande il successo per l'Italian Show Cooking Contest 2019, edizione che ha visto trionfare il talento e la tecnica del giovanissimo Andrea Melchiorre.
Sguardo attento, ritmo nella preparazione e tecnica impeccabile, Andrea Melchiorre ha condotto una gara con grande impegno, conquistando sin dai primi momenti della manche l’attenzione dei giurati che hanno dovuto valutare prove di grande abilità.

ITALIAN SHOW COOKING CONTEST 2019: IN SCENA LA CUCINA ITALIANA - L'evento, che è andato in scena mercoledì 13 Marzo all’interno delle Sale Ponente e Levante di Fico Eataly World di Bologna, organizzato da Panorama Chef (www.panoramachef.it), in collaborazione con Top Target, Eden Viaggi, Fico e Accademia Italiana Chef, non è stato un semplice contest culinario, ma una competizione straordinaria. Gli Chef in gara, di nazionalità ed età differenti, hanno dimostrato tutti un altissimo livello di competenza, ed hanno saputo onorare al meglio l’eccellenza del Gusto Italiano. Immersi in un’atmosfera sana di confronto e competizione, avvolti da profumi deliziosi, sotto l’attento sguardo dei Giurati, 15 Chef selezionati, provenienti da tutta Italia hanno dato spettacolo, mettendosi in gioco con tecnica e passione, determinati nell’ambire al Titolo e guadagnarsi il podio. In premio per i primi Tre Classificati infatti, il contratto di lavoro sottoscritto dall’Agenzia Internazionale Top Target per uno degli esclusivi Eden Village nel mondo.
Panorama Chef ha organizzato l’evento, per il terzo anno con il grande supporto dell’Accademia Italiana Chef, sempre sensibile ai due pilastri del contest: "Qualità del professionista Chef" e "Qualità della materia prima utilizzata".
A condurre lo svolgimento dell’intero Contest, il talento di Fabio Marchica. Non un semplice presentatore, ma un grande conduttore che, con simpatia e professionalità, ha interagito con gli Chef, riuscendo a metterli a proprio agio anche nei momenti più caldi della competizione.

I CRITERI DELLA GARA - Gli Chef si sono misurati secondo una serie di criteri di qualità messi appunto dopo il sondaggio effettuato su 7 dei maggiori tour operator nazionali con villaggi ed hotel all’estero. Un bravo Chef italiano, per lavorare bene al di fuori del panorama nazionale, dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: conoscere bene i fondamenti della nostra cucina e le ricette classiche, avere capacità organizzative dei propri strumenti e timing professionale, essere in grado di dare spettacolo mentre prepara, saper relazionarsi in lingua inglese o spagnola. Sulla base di questi elementi gli Chef, suddivisi in due batterie, hanno dovuto preparare in 30 minuti un classico della cucina italiana. Alla prima batteria è stata assegnata la preparazione della Pasta alla Puttanesca, gli Chef della seconda batteria invece hanno dovuto cimentarsi nella preparazione della Pasta alla Norma.

UNA GIURIA DI ESPERTI
– Presidente di Giuria Dr. Simone Branca, Direttore Editoriale di Panorama Chef.
– Dott.ssa Giulia Rossi, Capo Redattore di Panorama Chef.
– Dott.ssa Irene Papini, esperta gastronoma e redattrice di Panorama Chef.
– Dott. Loris Massè, Responsabile Ufficio Villaggi Eden Viaggi.
– Dott.ssa Valeria Trapani, Antropologa della Ristorazione.
– Dott.ssa Simona Ricchetti, Responsabile di Top Target.
– Riccardo Lenzi, esperto di Slow Food e Rappresentante di Fico.
– Ornella Magnani, esperta di Slow Food e Rappresentante di Fico.
– Executive Chef Claudio Olivieri, Premio “Stella della Ristorazione” e docente dell’Accademia Italiana Chef.
– Chef Massimiliano Gorri, Premio “Stella della Ristorazione” e Docente Accademia Italiana Chef.
– Chef Simone Pasquariello, Premio “Stella della Ristorazione” e Docente Accademia Italiana Chef.
– Roberto Minganti, da “I Viaggi di Riz”, Rappresentate Categoria Agenti di Viaggio.

MISTERY BOX E DUE BATTERIE DI PROFESSIONISTI A CONFRONTO - I concorrenti sono stati suddivisi in due batterie per dare l’opportunità ai giudici di valutare in modo idoneo le performance.
Solo una volta raggiunta la loro postazione, i Professionisti in gara hanno potuto scoprire il titolo della ricetta da preparare. Difronte a loro una mistery box, con all’interno gli ingredienti della ricetta classica e qualche intruso, aggiunto appositamente dall’organizzazione per testare la conoscenza della versione classica del piatto assegnato.

Prima Batteria
- Basilio Gerald
- Cozzoli Andrea
- Di Mella Jean Carlos
- Juinio Lance
- Lakbich Souad
- Malerba Vincenzo
- Melchiorre Andrea
- Quercioli Claudio

Seconda Batteria
- Andrea Candy Inga Tarachea
- D’Acunto Martina
- De Nisi Daniele
- Gramasi Benedetto
- Guzzi Michela
- Le Rose Carlo
- Taranto Valerio

ITALIAN SHOW COOKING CONTEST | TRE TALENTI SUL PODIO

Primo Classificato, Andrea Melchiorre
Giovanissimo studente dell’ultimo anno dell’Istituto Alberghiero, si è distinto per una tecnica veramente curata nella preparazione dei suoi Spaghetti alla Puttanesca. L’armonia dei sapori pieni, ma allo stesso tempo raffinati del piatto hanno conquistato ed entusiasmato la Giuria .

Secondo Classificato, Benedetto Gramasi
Chef Diplomato all’Accademia Italiana Chef, Benedetto ha simpaticamente interagito con i giurati durante la sua preparazione, senza distrarsi dal lavoro. Con disinvoltura ha presentato in lingua la sua Pasta alla Norma con quelle di ricotta. Gusto decisamente impeccabile e sfizioso.

Terzo Classificato, Carlo le Rose
Un bronzo di assoluto rispetto per Carlo, Chef Diplomato anche lui all’Accademia Italiana Chef. Si è qualificato in terza posizione presentando la sua versione di Pasta alla Norma. Ottime la consistenze di questo piatto che si è distinto per il strutturato e persistente.

A VINCENZO MALERBA IL PREMIO STRAORDINARIO - Vincenzo Malerba Chef Diplomato presso l’Accademia Italiana Chef è stato il Vincitore del Premio Straordinario messo in Palio dalla Categoria "Agenti di Viaggio" e consegnato dal suo rappresentante Roberto Minganti dei “Viaggi di Riz” di Bologna. Vincenzo ha colpito per la compostezza, la precisione e l’armonia che lo hanno accompagnato durante il tempo di preparazione dei suoi deliziosi spaghetti alla Puttanesca, il cui sapore ha affascinato l’intera Commissione.

Italian Show Cooking Contest 2019, un’esperienza di successo che continua - L’evento ha riscosso un grande successo, grazie all’impegno e alla sinergia delle più influenti icone del panorama Culinario e Turistico nazionale e internazionale, che con la massima professionalità hanno collaborato con l’obiettivo comune di onorare e portare la vera cucina italiana nel Mondo: Panorama Chef, magazine specializzato, dedicato al Professionista della Ristorazione; Accademia Italiana Chef, Scuola di Cucina Professionale; FICO Eataly World, Parco Agroalimentare più grande del mondo; Top Target Agenzia Internazionale specializzata nella selezione delle Risorse Umane per le grandi realtà ricettive e ristorative del mondo; Eden Viaggi, Tour Operator Internazionale noto per l’estrema Qualità delle sue proposte turistiche.

martedì 19 marzo 2019

Parliamo oggi di un secondo piatto: la cicoria in padella. Si tratta di un contorno povero caratterizzato da una piacevole nota amarognola, ideale da accompagnare a una classica teglia di salsicce e patate oppure a secondi di pesce dalla consistenza burrosa, come per esempio il salmone, un abbinamento già testato con successo nella nostra ricetta delle penne con salmone affumicato e cicoria scottata. 






INGREDIENTI
Cicoria 1 kg 
Aglio 2 spicchi 
Peperoncino fresco 1 
Olio extravergine d'oliva 4 cucchiai 
Sale fino q.b.

PREPARAZIONE
Per preparare la cicoria in padella, per prima cosa mettete a bollire una pentola con abbondante acqua che vi servirà per lessare la cicoria, poi passate alla pulizia: eliminate la base del cespo insieme alla parte finale dei gambi ed eventuali le foglie rovinate, poi sciacquatela accuratamente sotto l’acqua corrente. Quando l’acqua sarà arrivata a bollore, aggiungete la cicoria e sbollentatela per 5 minuti.
Trascorso questo tempo, prelevate una tazzina dell’acqua di cottura della cicoria e tenetela da parte, poi scolatela e posizionate il colino sopra una ciotola in modo da raccogliere l’acqua in eccesso. Nel frattempo dividete il peperoncino a metà, eliminate i semi interni e tagliatelo a striscioline.
Ora versate l’olio in una padella, aggiungete gli spicchi di aglio in camicia leggermente schiacciati insieme a parte del peperoncino e lasciate soffriggere a fiamma moderata per pochi minuti mescolando di tanto in tanto, poi unite la cicoria lessata e scolata, salate e mescolate. Versate poi poca acqua di cottura della cicoria che avevate tenuto da parte e continuate a cuocere a fiamma dolce per una decina di minuti, mescolando spesso. Una volta pronta, spegnete il fuoco, rimuovete gli spicchi di aglio e aggiungete il restante peperoncino fresco tritato. La vostra cicoria in padella è pronta per essere servita ben calda.
La cicoria in padella si può conservare in frigorifero fino a un massimo di 4 giorni. Se desiderate si può congelare.

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