venerdì 18 ottobre 2019

Italia e pasta: un binomio per tanti inscindibile, ma com’è percepita oggi la pasta dagli italiani? In occasione del World Pasta Day, che si celebra Il 25 ottobre TheFork, tra le principali app per la prenotazione di ristoranti nel mondo, ha collaborato con BVA Doxa, società di ricerche di mercato internazionale, per uno studio su questo tema.  
Per il 60% del campione intervistato la pasta evoca una sensazione di piacere. Altre sensazioni positive evocate sono la felicità e l’energia (34% e 26%). Per circa un terzo dei Millennials, mangiare pasta è invece associato a un’abitudine.
Per quanto riguarda le forme di pasta più amate, al primo posto troviamo a pari merito penne e spaghetti (70% del campione). In particolare le penne sono preferite dagli uomini e dagli under 55 (circa il 70% del campione), mentre per i Baby Boomers (55 – 64 anni) lo spaghetto è il più amato (77%). Le farfalle sono gradite soprattutto dalle donne (31%) e dagli under 55 (26%).
Parlando infine di ricette di pasta preferite, il 33% degli italiani mette sul gradino più alto del podio la carbonara. Al secondo posto si posiziona il ragù (25%), apprezzato specialmente al Sud e nelle Isole. Medaglia di bronzo per un grande classico come il sugo pomodoro e basilico, preferito dai Baby Boomers. L’amatriciana, il pesto e la cacio e pepe, fanno registrare un minor numero di preferenze, probabilmente per le connotazioni più regionali. 
Ecco una selezione dei migliori ristoranti raccomandati da TheFork in base alle recensioni dagli utenti in cui gustare un buon piatto di pasta:

Ristorante Nabucco , Milano per una pasta fresca pomodoro e basilico
Sotto La Mole, Torino per un piatto di Tajarin con ragù di coniglio e fave
Casa Prati, Roma per dei rigatoni alla carbonara come vuole la tradizione
Au Café, Genova per un piatto di trofiette al pesto genovese
Salotto Nunziata, Napoli per dei paccheri di Gragnano, aglio, olio e chili a filetti, mantecati al caciocavallo podolico
La Locanda del Gusto, Palermo per un piatto di Busiati ai profumi di Pantelleria con pomodoro secco, capperi, olive e mandorle tostate
Mavì Cafè Bistrot, Bari per dei tipici spaghetti all’Assassina 
I Carracci, Bologna per un piatto di tagliatelle al ragù a punta di coltello
Hostaria Osottoosopra, Venezia per degli gnocchi di patate, baccalà e patè d’olive
Il Ricettario, Firenze per provare dei pici all’etrusca

Per quel che riguarda TheFork, brand di TripAdvisor, è la piattaforma leader in Europa per le prenotazioni online di ristoranti, con un network di 65.000  ristoranti a livello globale e 27 milioni di visite al mese. La piattaforma opera come "LaFourchette" in Francia e Svizzera, "ElTenedor" in Spagna, "TheFork" Italia, Olanda, Belgio, Portogallo, Brasile, Svezia, Danimarca, Australia, Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Perù e Uruguay. Inoltre, è attiva anche in inglese come "TheFork.com“. TheFork mette in contatto utenti e ristoranti, permettendo ai primi di cercare e prenotare il tavolo online e ai secondi di aumentare le prenotazioni e la fedeltà dei clienti. Attraverso TheFork (sito e app), così come su TripAdvisor, gli utenti possono facilmente selezionare un ristorante in base alle loro preferenze (per esempio localizzazione, tipo di cucina e prezzo medio), consultare le recensioni degli utenti, controllare la disponibilità in tempo reale e prenotare all’istante online. Per i ristoranti, TheFork fornisce un software, TheFork Manager, che consente di ottimizzare le prenotazioni e le operazioni, e di migliorare servizio e ricavi. 

mercoledì 11 settembre 2019

CASTELLANA GROTTE (BA). Cicorie selvatiche, purea di fave bianche, olio extravergine di olive serviti su una base di pan crostini Divella. Tutto servito con ortaggi della nostra terra preparati come da tradizione. Stiamo parlando della ricetta dell’impanata. F. Divella S.p.A e il suo Corporate Chef Donato Carra, ambasciatore della cucina pugliese nel mondo, rivisitano un piatto tipico di Castellana Grotte in occasione della Sagra dell’Impanata in programma sabato 14 e domenica 15 settembre nelle vie storiche e principali di Castellana Grotte. 
Un appuntamento storico per la cittadina barese che quest’anno presenta qualche novità. Tra le tante, una videoricetta realizzata dalla F. Divella S.p.A durante la quale lo chef Carra mostra passo dopo passo il piatto tipico castellanese per consentire a chiunque di realizzarlo. Lo stesso Chef sarà presente sabato 14 settembre, giorno dell’inaugurazione della sagra, come ospite d’eccezione della serata per suggerire preziosi consigli agli appassionati di cucina e dei sapori nostrani. 
L’evento è organizzato dall’associazione "Castellana Conviene", con il patrocinio del comune di Castellana Grotte, di Grotte Castellana Srl, della Città dell’Olio, della Regione Puglia – Assessorato Industria Tecnica e Culturale per la gestione e la valorizzazione dei beni culturali, della Città Metropolitana di Bari, di Puglia Promozione e il riconoscimento della Denominazione Comunale di Origine DE.CO del Comune di Castellana Grotte. La presenza della F. Divella S.p.A coincide quest’anno con un evento molto importante per la manifestazione. Il piatto tipico dell’impanata, infatti, quest’anno compie ben 36 anni dal suo primo riconoscimento ufficializzato in una sagra ad essa dedicata nel lontano 23 giugno 1984. La partecipazione alla sagra di F. Divella S.p.A ha come obiettivo di riscoprire le tradizioni del passato proiettandole verso il futuro. Ne è un esempio l’utilizzo del pan crostino che sostituisce l’antico pane raffermo per dare un’immagine nuova alla tipica ricetta dell’impanata castellanese.

giovedì 5 settembre 2019

Nel 2018 in Italia sono 7.412 i ristoranti che hanno avviato l’attività e 13.742 i ristoranti che l’hanno cessata, con una perdita secca di 6.330 imprese di ristorazione. Un dato peggiore del 2017, quando il saldo negativo tra imprese aperte e chiuse nella ristorazione è stato di 6.051 unità. A registrare questi dati la FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi.
Un trend negativo negli anni dunque, che vede sempre meno ristoranti nel nostro paese, con un tasso di turnover pari a -3,4% che indica che il settore sta perdendo 3,4 imprese ogni 100 attive.
Ma come mai tutte queste chiusure visto che il settore, in realtà, è uno dei pochi in cui la crisi non ha influito molto?
I dati ci dicono anche infatti che il cliente italiano continua a mangiar fuori, con una spesa fuori casa annua molto simile a quella del periodo pre - crisi.
"Le chiusure in Italia sono dovute essenzialmente ad una scarsa capacità imprenditoriale da parte dei ristoratori italiani, con particolare riferimento a carenze su capacità e conoscenze di Management e Marketing" ci dice Alex Bartolocci, esperto di Marketing della Ristorazione, creatore di Professione Ristoratore, Scuola di Management e Marketing per i Ristoratori e autore del testo "La Bibbia del Ristoratore di Successo".
"McDonald's, Autogrill, e le più grandi catene di ristorazione adottano con sapienza strategie in grado di portare clienti nei loro locali. Sistemi di marketing che anche i più piccoli ristoratori oggi devono imparare ad implementare nelle loro attività se vogliono rimanere in piedi e prosperare. In dettaglio per i ristoranti oggi è necessario mettere in piedi un processo di marketing scientifico, un funnel marketing, in grado di garantire numeri certi al ristorante" spiega Alex Bartolocci.
Ma cos'è esattamente un funnel marketing?
La parola funnel significa letteralmente "imbuto", oggetto utilizzato spesso in cucina e che ha due caratteristiche principali:
- Ciò che ci finisce dentro fatica ad uscirne.
- Ciò che ci finisce dentro viene spinto verso una direzione ben precisa.
Nel marketing riuscire a realizzare un funnel significa creare una strategia che ha come obiettivi principali quello di acquisire nuovi clienti, veicolandoli verso scelte ben precise.
Basti pensare a tutte le volte che ognuno di noi è caduto in un funnel di marketing senza neanche rendersene conto.
McDonald's, Autogrill, Ryanair, Ikea, Amazon o più semplicemente le più grandi aziende adottano continuamente tale strategia.
Omaggi (tecnicamente si parla di lead magnet e front end), percorsi prestabiliti, domande specifiche, colori e immagini hanno come fine quello di farvi spendere di più lasciandovi l'impressione di aver effettuato una scelta assolutamente libera.
"Di certo nella vostra vita avrete fatto una sosta all'Autogrill in cui una gentile cassiera vi avrà chiesto se il vostro cappuccino lo preferivate piccolo, medio o grande per passare poi al suggerimento di aggiungere una spremuta di arancia in modo da avere un menù completo che vi permette di usufruire di un piccolo sconto.
Prima di lasciarvi non dimenticherà certo di dirvi che dei cioccolatini sono in offerta e di chiedervi se volete acquistare anche un gratta e vinci.
Nel raggiungere l'uscita sarete stati costretti a seguire un lungo labirinto pieno zeppo di oggetti da acquistare. Questo è un funnel, cioè un imbuto, un percorso prestabilito che il cliente si trova a percorrere per arrivare all'uscita, e che scientificamente crea profitto all'Autogrill, perché in questo percorso c'è una certa percentuale di persone che compra" spiega ancora Alex Bartolocci.
"I colori rosso e giallo del McDonald's non sono casuali ma utilizzati per agitare il cervello umano che di conseguenza vi obbligherà a mangiare velocemente e liberare quanto prima il tavolo.
Tecniche e strategie che nella loro semplicità aumentano e non di poco lo scontrino medio della clientela e di conseguenza gli utili dell'azienda, tecniche e strategie che hanno alla base una filosofia di marketing che prende appunto il nome di funnel" ci dice ancora l'esperto.
E cosa c'entra in tutto questo la ristorazione?
C'entra eccome perché il ristorante è uno dei luoghi che più si presta a poter mettere in atto tale strategia di marketing.
Affinché il sistema funzioni il ristoratore, che ricordiamo essere a tutti gli effetti un imprenditore, deve acquisire competenze riguardanti Controllo di Gestione, Leadership e Marketing.
Da qui si capisce che un ristorante può ottenere grandi risultati solo se curato sotto ogni suo aspetto.
Non parliamo solo di cibo, di servizio e di ambiente quindi, elementi certamente fondamentali per il successo di un locale ma soprattutto di capacità imprenditoriali del ristoratore che oggi più che mai deve trasformarsi nel professionista capace di guidare con consapevolezza la propria attività.
IL MARKETING NECESSARIO PER I RISTORATORI
Lo stesso Alex Bartolocci per aiutare i ristoratori italiani a  risolvere queste lacune ha ideato il primo sistema di funnel marketing in Italia creato per il mondo della ristorazione, ovvero il "Restaurant Funnel System™".
Si tratta di un sistema che si prefigge di far raggiungere ai ristoratori 3 obiettivi principali:
- acquisire nuovi clienti
- fidelizzarli
- massimizzare l'utile
Attraverso il Restaurant Funnel System ogni ristoratore ha in mano una mappa chiara ed efficace fatta di azioni concrete da poter mettere in atto immediatamente.
"Un ristorante, come qualsiasi altra azienda, per sopravvivere ha bisogno continuamente di nuovi clienti in target, della capacità di farli acquistare il più spesso possibile e di massimizzare gli utili.
I ristoratori italiani, bravissimi nel creare un'offerta qualitativamente eccellente, mancano spesso della capacità di vendere tale offerta, nonostante il settore, come già detto, veda in aumento gli acquisti fuori casa da parte dei clienti del nostro paese”  racconta Bartolocci.
“Le soluzioni offerte ai ristoratori per ottenere risultati migliori sono spesso incomplete, prediligendo questo o quello strumento.
Ciò che attraverso questo sistema si è cercato di fare è creare un metodo che possa essere valido per qualsiasi tipo di realtà ristorativa e che possa utilizzare vari canali e strumenti di comunicazione al cliente in base alle caratteristiche del locale. Un metodo con il quale intercettare i potenziali clienti e trasformarli passo dopo passo in fan sfegatati" conclude l’esperto di marketing per ristoranti.
Il Restaurant Funnel System ha un approccio scientifico quindi, che permette di analizzare ogni fase di avvicinamento del potenziale cliente al brand e le successive fasi di acquisto, individuando le azioni più efficaci da mettere in atto e la migliore progettazione di ogni singolo touchpoint che il cliente incontra nella sua via.
Ogni cliente deve essere visto nella complessità della sua customer lifetime, dandogli un valore che va molto oltre a quello corrispondente al singolo acquisto e per questo risulta necessario prevedere ogni comportamento lungo il suo customer journey, in modo da progettare e ingegnerizzare la sua esperienza con l'obiettivo di renderla certamente migliore ma anche più profittevole per il ristoratore.
Per aiutare i ristoratori ad apprendere e applicare tale metodo e acquisire le competenze necessarie al ristoratore moderno “Professione Ristoratore” organizza in tutta Italia delle vere e proprie giornate di formazione.
Il prossimo appuntamento si terrà il 21, presso Stelle Hotel, in Corso Meridionale 60/62 per il “Restaurant Funnel System Live”, l’unico evento in Italia in cui poter acquisire e implementare fin da subito il primo sistema di Funnel Marketing applicato al mondo della ristorazione.
Per conoscere tutti i dettagli sull’evento è possibile visitare il sito www.professioneristoratore.it, scrivere una mail a professioneristoratore@gmail.com o chiamare il 3475323864.

mercoledì 21 agosto 2019

Lo chef Donato Carra è un punto di riferimento. Non solo chef, non solo Corporate Chef della Divella s.p.a, non solo ambasciatore della cucina pugliese nel mondo, Donato Carra è molto di più, è l’ideatore di piatti favolistici, che traghettano oltre un elegante tavolo da ristorante, è un instancabile ricercatore di sapori e nuovi ingredienti della sua amata terra: la Puglia. 
Già autore di diversi testi ed eBook, Carra ritorna a parlare della storia gastronomica descrivendo i piatti storici e le avventure della gastronomia in una fantastica opera letteraria denominata: "Gastronomia la grande evoluzione". 
Un testo che, più che articolarsi nelle solite ricette, si articola nel come la gastronomia si è evoluta nel tempo: c’è un prima, c’è un durante e c’è un poi. Un opera che riesce a stimolare la creatività del lettore giocando con la semplicità degli ingredienti in cucina. Il disegno della gastronomia odierna spiegato da Carra  racconta di un’evoluzione travolgente ed evolutiva della cucina e del cibo negli ultimi anni. 
Un’evoluzione che ha liberato il prodotto alimentare dal suo confinamento tra le vecchie mura della tradizione  per portarlo sul palcoscenico più ampio del territorio da cui nasce. 
"Il filo conduttore" commenta lo Chef Carra "soprattutto nel nostro Paese, resta la cultura. Uno studio del territorio, un rigido rispetto delle caratteristiche organolettiche, della stagionalità e del corretto impiego delle tecniche professionali, in poche parole il rispetto delle materie prime basato, in primo luogo, su di una loro approfondita conoscenza".  
A breve tutte le info sull'uscita di questa meravigliosa opera letteraria.

sabato 3 agosto 2019

Quest’anno la sagra "da far nedd", in programma il prossimo 11 agosto a Castellaneta, vive un piacevole restyling. 
Stiamo parlando principalmente della presenza dello chef internazionale, maestro dell’ospitalità e dell’enogastronomia internazionale, nonché Ambasciatore indiscusso  della gastronomia pugliese nel mondo: il Corporate chef di casa Divella, Donato Carra. 
18 candeline da spegnere, quindi, per una sagra che diventa maggiorenne. Castellaneta si prepara per l’evento più importante dell’estate dedicata alla valorizzazione della farina di ceci, prodotto tipico della zona e di numerose prelibatezze gastronomiche locali.  
A patrocinare la sagra, l’assessorato comunale alla cultura. Prevista la presenza di migliaia di turisti che si delizieranno nella degustazione di buon cibo accompagnato da musica e visite culturali tra vicoli, chiese e palazzi storici di Castellaneta. 
In rappresentanza della F. Divella S.p.A., come già  anticipato, ci sarà il nostro Ambasciatore della cucina pugliese nel mondo e Corporate Chef di casa Divella, Donato Carra. 
"La presenza del nostro corporate chef Donato Carra" spiega Domenico Divella, coordinatore biscottificio e pasta fresca F. Divella S.p.A "sottolinea che l’azienda, giunta oggi alla quarta generazione, guarda al futuro senza dimenticare le tradizioni popolari tipiche della nostra terra. Rappresenta per certi aspetti il percorso che la nostra famiglia ha compiuto nel tempo per giungere oggi a risultati importanti soprattutto nella ricerca di elevati standard qualitativi. Oggi lo stabilimento è in grado di macinare quotidianamente 1200 tonnellate di grano duro, 400 di grano tenero e 1000 tonnellate di pasta secca, 35 di fresca e 90 tonnellate di biscotti. Risultati di tutto rispetto considerato che si tratta del connubio perfetto tra tradizione e innovazione". 
Questa sagra è considerata dal cuore verde, ovvero ecosostenibile: saranno, infatti, utilizzati piatti, bicchieri e posate in pura cellulosa. Una scelta oculata e rispettosa che Unicomart ha deciso di prendere nonostante l’impegno di spesa. 

mercoledì 10 luglio 2019

Tra prodotti da forno e pasta fresca il fatturato del 2018 ammonta 50 milioni di euro. Dati decisamente positivi che, secondo le stime, potrebbero crescere rispettivamente del 5% e del 3% a fine 2019. 
La F. Divella S.p.A si conferma una delle aziende più affidabili e competitive del settore agroalimentare italiano. Nello specifico, ecco i numeri che hanno portato a questi grandi risultati. Per quanto riguarda la pasta fresca (inclusi ripieni e gnocchi) la produzione ha preso il via nell’ottobre 2008. Attualmente risultano in organico 14 collaboratori: 4 pastai, 6 confezionatori, 2 carrellisti per un totale di 12 operatori di linea. 
A questi si aggiungono altre due unità: il responsabile del controllo qualità, il dottor Biagio Curione e il responsabile di produzione, il dottor Christian Renna. Due le linee di produzione all’attivo: quella della pasta corta di semola e semola integrale e la linea di pasta lunga, lasagna semola, semola integrale e all’uovo. Una produzione che prevede alcune nuove iniziative tra cui il restyling del packaging e il potenziamento delle linee di produzione. 
"Sono numeri che evidenziano chiaramente" spiega il dottor Renna "la solida realtà nella quale ogni giorno operiamo, ormai conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Tutto questo è reso possibile grazie ad un team di professionisti che quotidianamente contribuiscono a garantire la qualità del prodotto finito". 
Fin qui i numeri relativi alla pasta fresca. Altrettanto significativi i dati relativi al biscottificio. In quindici anni sono stati compiuti passi da gigante tanto che lo scorso anno il fatturato ha sfiorato i 30 milioni di euro. Attualmente risultano in organico 20 collaboratori: tre preparatori materie prime, 9 pasticcieri, 3 macchinisti, 3 fornai, 9 confezionatori ai quali si aggiungono il responsabile del confezionamento Nico Galizia, il responsabile del controllo qualità, il dottor Oronzo Renna e il responsabile del biscottificio, il dottor Ottavio Dattolo. Tra i prodotti spicca l’ormai noto "Ottimino", frollino per la colazione dal sapore unico e inimitabile. 
"Fare un buon biscotto è un lavoro minuzioso e articolato –spiega il dottor Dattolo - vuol dire cercare un equilibrio tra gli ingredienti con il preciso obiettivo di stupire i consumatori con ricette sempre nuove, gustose ma allo stesso tempo equilibrate. Lo stabilimento che in questi giorni compie quindici anni, è stato disegnato per rispettare degli standard elevati, fruendo di tutto il meglio che la tecnologia disponibile potesse offrire!".

sabato 18 maggio 2019

Un altro appuntamento importante per il nostro ambasciatore della cucina pugliese nel mondo di casa Divella, Donato Carra. 
In occasione della Festa della Repubblica Italiana, infatti, il prossimo 2 giugno, Carra, sarà  presente in Catalogna per "L'Authentic Italian Table" che vedrà la ristorazione italiana protagonista per la diffusione della cultura gastronomica di qualità.  
Lo Chef Carra proporrà piatti tradizionali pugliesi attraverso i quali esaltare la tradizione culinaria del nostro Paese. Un tour che esalterà i valori e l’importanza del consumo autentico e responsabile attraverso workshop, masterclass e showcookings con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere i prodotti italiani di qualità.  
Questa attività comune a 23 CCIE nel mondo, vedrà la partecipazione di stampa nazionale, estera e food blogger. L’obiettivo della manifestazione, realizzata nell’ambito del progetto True Italian Taste, è favorire, attraverso la ristorazione, una migliore conoscenza del prodotto made in Italy e dell’importanza del suo legame con il territorio, proponendo un modello di ristorazione legata alla tradizione italiana ma altresì declinata secondo le esigenze locali, mantenendo sempre al centro l’utilizzo di prodotti italiani. Ad organizzare il grande evento la Camera di Commercio italiana e il Consolato Generale d’Italia a Barcellona. 
Lo Chef Donato Carra guiderà, infatti, due importanti masterclass dimostrative della durata di 1h per condividere i segreti di alcuni dei piatti tipici di una delle regioni più apprezzate del Sud dell'Italia: la Puglia. 
Le masterclass saranno realizzate in collaborazione con il pastificio Divella di cui Carra è il loro Corporate Chef. L'evento sarà parte di una densa agenda di attività gratuite che avranno luogo in La Festa! The Authentic Italian Table che si terrà il 2 e 3 di Giugno nel Terminal Grimaldi del Porto di Barcellona.  
Spagna, dunque, Finlandia, Francia, Italia, Inghilterra e tante altre sono le tappe in cui lo Chef Donato Carra ha svolto e continua a svolgere attività di formazione e informazione della vera tradizione gastronomica italiana diventando l’ambasciatore, indiscusso, della cucina pugliese nel mondo e non solo. 
"Ho sempre avuto una passione per la cucina, sin da piccolo" racconta lo Chef Carra "Devo ammettere, però, che è stato il periodo trascorso in Francia quello che ha provocato la scintilla e influito sulla mia passione verso la cucina. In quegli anni, ho avuto la possibilità di provare la cucina di grandissimi chef. Nelle vicinanze di Grenoble erano attivi personaggi mitici come Paul Bocuse. Da quel momento, un po’ per curiosità un po’ per necessità di crescita professionale, ho iniziato a girare il mondo. Oggi la cucina italiana si è imposta in tutto il mondo con punte di eccellenza altissime e veramente non teme rivali, anche se non dobbiamo mai abbassare la guardia". Difendere le tradizioni quindi? "Assolutamente! difendere le tradizioni rispetto ad eccessi di sperimentazione. Mi spiego  meglio: scontato che l’innovazione, soprattutto nelle tecnologie di cottura, è fondamentale per mantenere una leadership duramente conquistata negli anni, hanno ancora senso alcune sperimentazioni ardite o non è meglio invece innovare i piatti partendo da una tradizione che è riconosciuta in tutto il mondo e che per il sistema Italia è fattore di sviluppo?".

martedì 7 maggio 2019

Chiudete gli occhi e pensate a un posto incantato. Sempre con gli occhi chiusi immaginate un ristorante con una vista mozzafiato tra mare e monte e per finire "sentite" sapori e profumi di un cibo che vi regala un brivido, ma che resta un’emozione permanente. Solo un sogno? No. 
Siete invece al Tuttofood Milan World Food Exhibition, nello stand di Gradita dove il nostro ambasciatore della cucina  pugliese nel mondo di casa Divella, Donato Carra, ha stupito ancora una volta le centinaia di visitatori che si sono affacciati per conoscerlo e degustare le sue  prelibatezze. 
In scena il nuovo arrivato in casa Divella, sua maestà lo spaghettone che lo Chef ha realizzato dalle sue sapienti mani con ricette dal gusto mediterraneo.

sabato 30 marzo 2019

Parliamo oggi di un dolce: il salame di cioccolato. La sua caratteristica forma lo rende perfetto per essere tagliato a piccole fettine che faranno cedere alla tentazione grandi e piccoli.

INGREDIENTI
Cioccolato fondente 200 g 
Biscotti secchi 175 g 
Burro a temperatura ambiente 150 g 
Zucchero 150 g 
Uova (2 medie) a temperatura ambiente 100 g 
Rum 10 g


PER DECORARE
Zucchero a velo q.b.

PREPARAZIONE
Per realizzare il salame di cioccolato per prima cosa tritate al coltello il cioccolato. Scioglietelo a bagnomaria e, una volta che sarà completamente fuso, lasciatelo intiepidire.
Intanto ponete in una ciotola il burro a temperatura ambiente a pezzetti (deve essere ancora plastico) e montatelo con lo zucchero usando delle fruste elettriche. Aromatizzate con il rum.
Versate una alla volta le uova leggermente sbattute, continuando sempre a sbattere con le fruste elettriche fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. A questo punto versate il cioccolato fuso ormai a temperatura ambiente.
Continuate a mescolare fino a quando il cioccolato non si sarà ben incorporato. Ora prendete i biscotti e sminuzzateli grossolanamente con le mani in una ciotola, aggiungeteli al cioccolato e mescolate per amalgamare il composto. Trasferite l’impasto su un foglio di carta da forno, con la spatola distribuite l’impasto in modo da creare un salsiccioto.
Sollevate una delle due estremità del foglio, portatela verso il centro e arrotolate il salame fino ad avvolgerlo completamente con la carta da forno.
Ripiegate i due lembi di carta laterali in modo che il salame sia ben chiuso. Appoggiate il salame su un vassoio e lasciatelo in frigo a rassodare per una notte intera. Una volta che il salame al cioccolato si sarà rassodato, potete legarlo con lo spago e cospargerlo di zucchero a velo.
Conservate il salame di cioccolato, chiuso in un contenitore ermetico e posto in frigorifero, per 2-3 giorni al massimo. In alternativa si può congelare per 1 mese al massimo. 

venerdì 29 marzo 2019

Parliamo oggi di un secondo piatto: il pollo alle mandorle. Simbolo indiscusso della tradizione culinaria cinese, almeno qui in Italia, questo piatto porta con sé i tipici sapori e profumi del paese del dragone: la salsa di soia che con la sua sapidità garantisce sapore al piatto, lo zenzero che sprigiona tutta la sua freschezza e le immancabili mandorle, che conferiscono la nota tostata che contraddistingue questi succulenti bocconcini, da accompagnare con l’inseparabile riso bianco. 


INGREDIENTI
Petto di pollo 500 g 
Mandorle pelate 130 g 
Zenzero fresco da grattugiare 15 g 
Farina 00 q.b. 
Sale fino q.b. 
Cipolle 60 g 
Olio di semi 25 g 
Salsa di soia 60 g 
Aglio 1 spicchio 
Acqua 20 g

PREPARAZIONE
Per preparare il pollo alle mandorle, iniziate preparando gli aromi; sbucciate lo spicchio di aglio e affettatelo sottilmente, poi pelate lo zenzero e grattugiatelo infine sbucciate e affettate la cipolla.
Private i petti di pollo delle le parti di grasso più evidenti con un coltellino. Quindi tagliate il petto a bocconcini di 1-2 centimetri. Ponete un colino sopra una ciotola, versate all'interno i bocconcini di pollo e infarinateli, scuotete il colino per eliminare la farina in eccesso. In una padella Wok, o una padella antiaderente dai bordi alti, riscaldate l'olio di semi, poi  aggiungete l'aglio, lo zenzero grattugiato e la cipolla affettata.
Lasciate dorare gli ingredienti per alcuni minuti a fuoco medio, mescolando spesso. Aggiungete al soffritto i bocconcini di pollo infarinati, quindi fate dorare anch'essi mescolando spesso. Solo quando presenteranno una leggera crosticina, versate la salsa di soia e mescolate. Nella stessa brocchetta che avete usato per la soia, versate 20 g di acqua, per irrorare il pollo e mescolate con un cucchiaio per amalgamare il tutto. Se il pollo tendesse ad attaccarsi, abbassate in fuoco e aggiungete ancora un po’ di acqua calda.
Cuocete il pollo per circa 10 minuti, a fine cottura salate il pollo quanto basta, tenendo in considerazione che la salsa di soia è già piuttosto sapida. Mentre il pollo cuoce, ponete in una padella antiaderente le mandorle pelate e tostatele per 2-3 minuti. In alternativa potete tostare le mandorle in forno: distribuitele su una teglia rivestita con carta da forno e tostatele per pochi minuti a 180° per dorarle.
A questo punto, unite le mandorle tostate al pollo e amalgamate delicatamente con un cucchiaio di legno per alcuni istanti. Spegnete quindi il fuoco e il vostro pollo alle mandorle sarà pronto per essere servito ben caldo.
Il pollo alle mandorle può essere conservato in frigo per 1-2 giorni in un contenitore ermetico o ricoperto di pellicola trasparente. Si sconsiglia la congelazione.

giovedì 28 marzo 2019

Parliamo oggi di un primo piatto: la pasta con tonno e limone. Si realizza in poco tempo ed è un piatto perfetto da servire sia caldo che freddo.

INGREDIENTI
Farfalle 320 g 
Succo di limone 25 g 
Scorza di limone 1 
Tonno sott'olio 320 g 
Peperoncino fresco 1 
Sale fino q.b. 
Pepe nero q.b. 
Scalogno 30 g


PREPARAZIONE
Per preparare la pasta tonno e limone iniziate a scolate il tonno dall'olio di conservazione. A questo punto ponete sul fuoco un tegame colmo d'acqua salata a piacere, per la cottura della pasta e nel frattempo occupatevi del limone: lavatelo, asciugatelo, grattugiatene la scorza e tenetela da parte. Quindi dividetelo a metà e spremetelo, in modo da ricavare 25 g di succo.
Tagliate a fette sottili lo scalogno, trasferitele in un tegame con l'olio e lasciatele appassire a fuoco dolce. Aggiungete un mestolo di acqua bollente e cuocete per circa 5 minuti.
Private il peperoncino dei semi, tagliatelo a listarelle e aggiungetele in padella. Unite anche la scorza del limone e versate ancora un mestolo di acqua.
Unite il tonno sgocciolato, alzate la fiamma e aggiungete il succo del limone. Continuate la cottura per un paio di minuti quindi spegnete la fiamma e lasciate insaporire gli ingredienti insieme. Nel frattempo cuocete la pasta, scolatela al dente e versatela direttamente in padella. Riaccendete il fuoco qualche istante se volete gustare calda la pasta, saltate il tutto brevemente e impiattate la vostra pasta con tonno e limone.
La pasta tonno e limone può essere conservata per 1 giorno in frigorifero chiusa in un contenitore ermetico.

mercoledì 27 marzo 2019

Parliamo oggi di un antipasto: le zucchine ripiene. Come tradizione vuole, delle zucchine non si butta via proprio nulla e questa ricetta lo dimostra: la polpa, una volta estratta, viene usata per insaporire il ripieno di carne, la zucchina stessa fa da piccolo recipiente contenitivo che custodisce la saporita farcitura. Per finire, la calotta usata per richiudere le zucchine in modo simpatico conferendogli una forma che ricorda un po’ quelle delle zuccheriere barocche. Simpatiche ma soprattutto buone, le zucchine ripiene sono un classico della nostra cucina casalinga al quale non si può rinunciare.

INGREDIENTI (per 4 zucchine ripiene)
Zucchine tonde (da 250 gr l'una) 4 
Carne di suino trita 100 g 
Salsiccia di maiale 100 g 
Uova medie 1 
Parmigiano reggiano grattugiato 30 g 
Prezzemolo tritato 1 cucchiaio 
Pepe nero q.b. 
Pane mollica tritata 20 g 
Sale fino q.b. 
Olio extravergine d'oliva 1 cucchiaio

PREPARAZIONE
Per preparare le zucchine ripiene, lavate le zucchine sotto acqua corrente, tamponatele con un panno pulito e tagliate la calotta per formare il cappello.
Incidete il perimetro interno con un coltellino, praticate una croce nella polpa ed estraetene uno spicchio alla volta; poi scavate all'interno con uno scavino o un cucchiaino e lasciando 1 cm circa di spessore. Avrete così pronti sia le calotte che i gusci da farcire. Salate l'interno delle zucchine poi capovolgetele su un vassoio foderato con carta da cucina perché perdano il liquido di vegetazione. Intanto dedicatevi al ripieno: in una ciotola versate la carne trita e aggiungete la salsiccia privata del budello, unite anche il Parmigiano grattugiato, la polpa delle zucchine tritata, le uova leggermente sbattute e la mollica di pane tritata. Unite il prezzemolo tritato, salate, pepate quindi amalgamate il composto fino ad ottenere un impasto omogeneo. Ungete una teglia profonda con un filo d'olio. Riprendete le zucchine ben scolate e riempite ciascuna fino all'orlo con il ripieno di carne.
Distribuite le zucchine ripiene all'interno della teglia con le loro calotte; cuocete il tutto in forno statico preriscaldato a 160° per circa 60 minuti (se forno ventilato 140° per circa 50 minuti); potete togliere prima dei 60 minuti previsti le calotte, se si saranno ammorbidite e avranno preso colore, mentre le zucchine ripiene dovranno diventare dorate e croccanti in superficie. Quindi sfornatele e servite le zucchine ripiene calde o a temperatura ambeinte insieme alle calotte.
Conservate le zucchine ripiene in frigorifero in un contenitore ermetico per 1-2 giorni al massimo. Potete congelarle se avete utilizzato ingredienti freschi, non decongelati.

martedì 26 marzo 2019

Parliamo oggi di un dolce: la crostata alla frutta. E' composta da uno scrigno di pasta frolla che raccoglie uno strato di crema pasticcera e tanta frutta. Una torta colorata, fresca e profumata, ideale da gustare per una merenda pomeridiana o al termine di una cena, perfetta da proporre per un compleanno.

INGREDIENTI (per la pasta frolla - per uno stampo da 24 cm)
Tuorli 2 
Farina 00 250 g 
Baccello di vaniglia 1 
Zucchero a velo 100 g 
Burro freddo 150 g

PER LA CREMA PASTICCERA
Scorza di limone mezza 
Zucchero 120 g 
Tuorli 4 
Latte intero 500 g 
Amido di mais (maizena) 40 g 
Farina 00 20 g

PER LA RICOPERTURA
Fragole 50 g 
Kiwi 1 
Arance 1 
Mirtilli 20 g 
Carambola 2

PER LUCIDARE
Confettura di albicocche 50 g 
Acqua 10 g

PREPARAZIONE
Per preparare la crostata alla frutta iniziate a realizzare la pasta frolla mettendo nella tazza di un mixer munito di lame: la farina, lo zucchero a velo, i semini interni di una bacca di vaniglia (che avrete inciso con un coltellino raschiandone via il contenuto) e il burro freddo di frigorifero tagliato a dadini. Frullate fino a rendere il burro fine come la sabbia, poi unite i tuorli d’uovo e frullate nuovamente fino a che si formeranno delle grosse briciole. Se non avete il mixer potete usare una planetaria munita di foglia oppure potete impastare semplicemente a mano, avendo cura di lavorare velocemente l'impasto per non scaldarlo troppo. Trasferite il tutto su di un piano di lavoro e impastate velocemente fino ad ottenere un composto omogeneo a cui darete la forma di un panetto. Avvolgetelo con la pellicola trasparente e fate riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
e frullate nuovamente fino a che si formeranno delle grosse briciole. Se non avete il mixer potete usare una planetaria munita di foglia oppure potete impastare semplicemente a mano, avendo cura di lavorare velocemente l'impasto per non scaldarlo troppo. Trasferite il tutto su di un piano di lavoro e impastate velocemente fino ad ottenere un composto omogeneo a cui darete la forma di un panetto. Avvolgetelo con la pellicola trasparente e fate riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Quando il latte sfiorerà il bollore eliminate la scorza di limone e versatene un pò nel composto di tuorli, mescolando rapidamente per stemperarlo. A questo punto versate nuovamente nel pentolino con il latte, mescolate e riportate sul fuoco. Lasciate addensare la vostra crema pasticcera, mescolando di continuo; la crema sarà pronta quando affioreranno le bolle in superficie.
Versate la crema in un contenitore basso e largo, copritela con della pellicola trasparente e lasciatela raffreddare completamente a temperatura ambiente; poi mettetela in frigorifero a rassodare. Nel frattempo prendete la pasta frolla, stendetela su una spianatoia leggermente infarinata e ricavatene un cerchio dello spessore di 4 mm circa; con l’aiuto del matterello sollevate la frolla già stesa, e ponetela sulla tortiera circolare del diametro di 24 cm.
Fate aderire bene la frolla allo stampo e tagliate con un coltellino la pasta in eccesso che fuoriesce dai bordi. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta così che durante la cottura non si creino delle bolle e la pasta non si gonfierà. Procedete con la cottura alla cieca, ovvero coprite la frolla con un disco di carta forno e poi rovesciateci dentro delle sfere di ceramica (o dei ceci secchi) che terranno la pasta schiacciata e in forma durante la cottura.
Cuocete in forno statico preriscaldato a 170° per circa 15 minuti (se utilizzate il forno ventilato cuocete a 160° per circa 12 minuti) durante i quali la pasta deve cuocersi senza colorarsi eccessivamente. Sfornate la base di frolla, eliminate le sfere e la carta e infornatela di nuovo per 15 minuti, in modo che si colorisca e si asciughi anche il fondo, dopodiché estraetela definitivamente e lasciatela raffreddare su di una gratella. Prendete la crema pasticcera, ormai fredda, e rendetela di nuovo vellutata sbattendola con uno sbattitore per qualche minuto.
Ponetela dentro ad una tasca da pasticcere usa e getta (o di tela) e utilizzatela per ricoprire il fondo della crostata, quindi livellate la crema, con una spatola.
Dedicatevi al taglio della frutta, dopo averla lavata accuratamente. Tagliate le arance a fettine, sbucciate i kiwi e tagliate anche questi a fette. In ultimo tagliate a fettine anche le fragole e la carambola. Disponete la frutta a raggiera, iniziando a posizionare prima le fette di arance e poi quelle di kiwi.
Completate la crostata con i mirtilli, le fragole e le carambole posizionandoli secondo il vostro gusto. Stemperate la confettura di albicocca con l'acqua e con un pennello da cucina, spennellate la superficie della vostra crostata con il composto ottenuto, ponete la crostata di frutta in frigorifero per almeno 2 ore prima di servirla.
Conservate la vostra crostata alla frutta per 1-2 giorni al massimo in frigorifero, coperta da una campana di vetro. La sola pasta frolla può essere congelata da cruda, mentre si sconsiglia la congelazione della crostata finita.

lunedì 25 marzo 2019

Parliamo oggi di un secondo piatto: la cotoletta alla bolognese. Si tratta di un secondo piatto molto saporito con una base di carrè di vitello impanato e guarnito con prosciutto crudo e formaggio grattugiato. Un'ulteriore nota di gusto è data dal brodo di carne con cui viene sfumata la cotoletta e che viene poi trasformato in una deliziosa riduzione, come salsa di accompagnamento.




INGREDIENTI (per la carne)
Carrè di vitello (4 fette da 200 g l'una) 800 g 
Pangrattato 200 g 
Farina 00 100 g 
Uova (medie) 2 
Burro 50 g 
Prosciutto crudo 300 g 
Parmigiano reggiano (da grattugiare) 170 g 
Brodo di carne 250 g

PER IL CONDIMENTO
Passata di pomodoro 100 g

PREPARAZIONE
Per preparare la cotoletta alla bolognese, preparate il brodo di carne (oppure brodo vegetale anche se il condimento risulterà a quel punto più leggero); poi iniziate a battere le fettine di carne con un batticarne per renderle più sottili (potete anche utilizzare un foglio di carta da forno da stendere sopra la carne in modo da non rischiare di rompere le fibre); poi preparate tre contenitori bassi e larghi: in uno sbattete le uova; nell'altro ponete la farina setacciata e nel terzo il pangrattato. Passate le fette di carne una alla volta, prima nella farina girandola da entrambi i lati per infarinarla accuratamente. Quindi nell'uovo, infine passatele nel pangrattato, assicurandovi che siano completamente ricoperte. Per la cottura dovrete regolarvi in base alla grandezza delle fettine o della padella; vi consigliamo di cuocere 1 o 2 fettine alla volta se utilizzate una padella non molto grande, per non rischiare di riutilizzare troppe volte il burro. Quindi in una padella  sciogliete il burro e una volta sciolto adagiate le  fettine.
Fate dorare da un lato, quindi girate dall'altro. Una volta che saranno ben dorate da entrambi i lati, adagiate le fette di prosciutto e cospargete con parmigiano grattugiato.
Una volta condite, irrorate le fettine con brodo di carne (un mestolo per ogni cotoletta) e lasciate cuocere con il coperchio per 5-6 minuti; quando saranno pronte filtrate il fondo di cottura della padella in cui avete cotto la cotoletta e trasferitelo in un pentolino. Quindi aggiungete 20 g di parmigiano e fate addensare a fuoco vivo.
Ora siete pronti per impiattare: se lo desiderate potete guarnire il piatto da portata con della semplice salsa di pomodoro, poi adagiate la cotoletta e condite con la riduzione al brodo. La vostra cotoletta alla bolognese è pronta per essere servita.
E' preferibile consumare la cotoletta alla bolognese appena cotta, altrimenti potete conservarla in frigorifero in un contenitore a chiusura ermetica per 1 giorno. Si può congelare appena impanata e ancora cruda se si sono utilizzati ingredienti freschi non decongelati. Si sconsiglia la congelazione da cotta per non perdere l'integrità e il gusto del piatto.

sabato 23 marzo 2019

Parliamo oggi di un primo piatto: il risotto alla salsiccia. Questo è uno di quei piatti che fanno fiutare il profumo già dalla porta di casa. E' una di quelle ricette che richiama il bis fino a quando non si è completamente sazi e felici. 







INGREDIENTI
Riso Carnaroli 320 g 
Salsiccia (o luganega) 300 g 
Brodo di carne q.b. 
Zafferano in polvere 3 g 
Vino bianco mezzo bicchiere 
Scalogno 1 
Pepe nero q.b. 
Olio extravergine d'oliva q.b. 
Burro freddo di frigo 40 g 
Parmigiano reggiano 50 g

PREPARAZIONE
Per preparare il risotto alla salsiccia, preparate il brodo di carne. Poi passate a pulire lo scalogno, tritatelo finemente. Poi passate alle salsicce: incidetele ed eliminate il budello, quindi con il dorso della lama schiacciate la carne.
Spostatevi ai fornelli. Mettete sul fuoco una casseruola e versate un giro d’olio. Lasciate scaldare qualche istante prima di aggiungere lo scalogno. Fate insaporire a fiamma medio bassa, basteranno pochi minuti perché appassisca. Dopodiché aggiungete la salsiccia e lasciatela rosolare per 4-5 minuti, mescolando spesso. Aggiungete il riso, quindi fate tostare e insaporire mescolando e poi sfumate con il vino bianco. Non appena l’alcol sarà evaporato cominciate la cottura del riso bagnandolo con il brodo caldo: versatelo a mestolate di tanto in tanto. Quindi aggiungetelo non appena la mestolata precedentemente è stata assorbita.
Poi versate lo zafferano e mescolate per amalgamarlo. Quando il riso è pronto togliete dal fuoco e mantecate aggiungendo il burro e il Parmigiano.
Amalgamate accuratamente. Ecco pronto il vostro risotto alla salsiccia, non vi resta che gustarlo.
Il risotto alla salsiccia si può conservare in frigorifero per un paio di giorni, tenente conto che la consistenza cambierà. Si sconsiglia la congelazione.

venerdì 22 marzo 2019

Parliamo oggi di un antipasto: l'insalata di arance. In questa ricetta, gli spicchi di arancia vengono abbinati alle note saporite delle olive nere e a quelle pungenti della cipolla rossa con l’aggiunta di qualche foglia di basilico fresco, dando vita a un contorno originale ed elegante. L’insalata di arance è ottima per accompagnare secondi piatti saporiti sia di carne che di pesce, o come intermezzo.



INGREDIENTI
Arance tarocco 1,2 kg 
Cipolle rosse 80 g 
Olive 110 g 
Basilico 3 foglie 
Olio extravergine d'oliva 40 g 
Pepe nero q.b. 
Sale fino q.b.

PREPARAZIONE
Per preparare l’insalata di arance, per prima cosa pulite la cipolla rossa: dividetela a metà per il lungo e rimuovete il germoglio verde al centro, se presente; tagliate la cipolla a julienne, poi mettetela in ammollo in acqua fredda per almeno 10-15 minuti per addolcirne il sapore.
Nel frattempo pelate le arance a vivo: iniziate eliminando l’estremità superiore e inferiore dell’arancia, poi appoggiate la base su un tagliere e tagliate la buccia con un coltello dall’alto verso il basso, facendo attenzione a rimuovere anche la parte bianca che ha un sapore amarognolo. Una volta eliminata tutta la buccia, separate i singoli spicchi praticando dei tagli con la lama del coltello fra la polpa e la pellicina che divide gli spicchi stessi.
Infine prendete le olive nere e rimuovete il nocciolo usando l’apposito strumento; se non avete il denocciolatore potete procurarvi delle olive già denocciolate. Ora che tutti gli ingredienti sono pronti, potete passare al condimento: versate l’olio extravergine di oliva in una ciotolina, salate e pepate a piacere ed emulsionate con una frusta a molla piatta o una forchetta.
Adesso potete assemblare la vostra insalata: prendete una ciotola capiente e aggiungete gli spicchi di arancia pelati a vivo, le fettine di cipolla, che avrete scolato e asciugato bene, e le olive denocciolate; versate il condimento nella ciotola e mescolate bene. In ultimo, guarnite con le foglie di basilico spezzettate grossolanamente con le mani e servite la vostra squisita insalata di arance.
L’insalata di arance può essere conservata in frigorifero per un giorno in un contenitore chiuso ermeticamente. Si sconsiglia la congelazione.

giovedì 21 marzo 2019

Parliamo oggi di un dolce: la crema al caffé. Questa si può accompagnare con dei biscotti e si prepara con pochi ingredienti e in poche semplici mosse.

INGREDIENTI
Caffè della moka 70 g 
Zucchero 40 g 
Panna fresca liquida 300 g

PREPARAZIONE
Per preparare la crema al caffè come prima cosa preparate il caffè con la moka, ne serviranno 70 g. Poi versate lo zucchero all'interno e mescolate per farlo sciogliere. Lasciate raffreddare il caffè e nel frattempo versate la panna fresca liquida all'interno di una ciotola ben fredda.
Iniziate a montarla con uno sbattitore elettrico e non appena sarà semimontata (ovvero non appena inizierà ad avere una consistenza più cremosa) aggiungete il caffè zuccherato in precedenza e oramai raffreddato, versandolo a filo sulla panna continuando a far andare le fruste elettriche. 
Continuate a lavorare il composto fino a montare il tutto completamente. Poi coprite con la pellicola e riponete in frigorifero per almeno un'ora prima di servire la vostra crema al caffè. Potete servirla in bicchierini e accompagnarla con dei chicchi caffè ricoperti di cioccolato.
La crema al caffè si può conservare per un giorno in frigorifero. Si sconsiglia la congelazione.

mercoledì 20 marzo 2019

ROMA. È stato grande il successo per l'Italian Show Cooking Contest 2019, edizione che ha visto trionfare il talento e la tecnica del giovanissimo Andrea Melchiorre.
Sguardo attento, ritmo nella preparazione e tecnica impeccabile, Andrea Melchiorre ha condotto una gara con grande impegno, conquistando sin dai primi momenti della manche l’attenzione dei giurati che hanno dovuto valutare prove di grande abilità.

ITALIAN SHOW COOKING CONTEST 2019: IN SCENA LA CUCINA ITALIANA - L'evento, che è andato in scena mercoledì 13 Marzo all’interno delle Sale Ponente e Levante di Fico Eataly World di Bologna, organizzato da Panorama Chef (www.panoramachef.it), in collaborazione con Top Target, Eden Viaggi, Fico e Accademia Italiana Chef, non è stato un semplice contest culinario, ma una competizione straordinaria. Gli Chef in gara, di nazionalità ed età differenti, hanno dimostrato tutti un altissimo livello di competenza, ed hanno saputo onorare al meglio l’eccellenza del Gusto Italiano. Immersi in un’atmosfera sana di confronto e competizione, avvolti da profumi deliziosi, sotto l’attento sguardo dei Giurati, 15 Chef selezionati, provenienti da tutta Italia hanno dato spettacolo, mettendosi in gioco con tecnica e passione, determinati nell’ambire al Titolo e guadagnarsi il podio. In premio per i primi Tre Classificati infatti, il contratto di lavoro sottoscritto dall’Agenzia Internazionale Top Target per uno degli esclusivi Eden Village nel mondo.
Panorama Chef ha organizzato l’evento, per il terzo anno con il grande supporto dell’Accademia Italiana Chef, sempre sensibile ai due pilastri del contest: "Qualità del professionista Chef" e "Qualità della materia prima utilizzata".
A condurre lo svolgimento dell’intero Contest, il talento di Fabio Marchica. Non un semplice presentatore, ma un grande conduttore che, con simpatia e professionalità, ha interagito con gli Chef, riuscendo a metterli a proprio agio anche nei momenti più caldi della competizione.

I CRITERI DELLA GARA - Gli Chef si sono misurati secondo una serie di criteri di qualità messi appunto dopo il sondaggio effettuato su 7 dei maggiori tour operator nazionali con villaggi ed hotel all’estero. Un bravo Chef italiano, per lavorare bene al di fuori del panorama nazionale, dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: conoscere bene i fondamenti della nostra cucina e le ricette classiche, avere capacità organizzative dei propri strumenti e timing professionale, essere in grado di dare spettacolo mentre prepara, saper relazionarsi in lingua inglese o spagnola. Sulla base di questi elementi gli Chef, suddivisi in due batterie, hanno dovuto preparare in 30 minuti un classico della cucina italiana. Alla prima batteria è stata assegnata la preparazione della Pasta alla Puttanesca, gli Chef della seconda batteria invece hanno dovuto cimentarsi nella preparazione della Pasta alla Norma.

UNA GIURIA DI ESPERTI
– Presidente di Giuria Dr. Simone Branca, Direttore Editoriale di Panorama Chef.
– Dott.ssa Giulia Rossi, Capo Redattore di Panorama Chef.
– Dott.ssa Irene Papini, esperta gastronoma e redattrice di Panorama Chef.
– Dott. Loris Massè, Responsabile Ufficio Villaggi Eden Viaggi.
– Dott.ssa Valeria Trapani, Antropologa della Ristorazione.
– Dott.ssa Simona Ricchetti, Responsabile di Top Target.
– Riccardo Lenzi, esperto di Slow Food e Rappresentante di Fico.
– Ornella Magnani, esperta di Slow Food e Rappresentante di Fico.
– Executive Chef Claudio Olivieri, Premio “Stella della Ristorazione” e docente dell’Accademia Italiana Chef.
– Chef Massimiliano Gorri, Premio “Stella della Ristorazione” e Docente Accademia Italiana Chef.
– Chef Simone Pasquariello, Premio “Stella della Ristorazione” e Docente Accademia Italiana Chef.
– Roberto Minganti, da “I Viaggi di Riz”, Rappresentate Categoria Agenti di Viaggio.

MISTERY BOX E DUE BATTERIE DI PROFESSIONISTI A CONFRONTO - I concorrenti sono stati suddivisi in due batterie per dare l’opportunità ai giudici di valutare in modo idoneo le performance.
Solo una volta raggiunta la loro postazione, i Professionisti in gara hanno potuto scoprire il titolo della ricetta da preparare. Difronte a loro una mistery box, con all’interno gli ingredienti della ricetta classica e qualche intruso, aggiunto appositamente dall’organizzazione per testare la conoscenza della versione classica del piatto assegnato.

Prima Batteria
- Basilio Gerald
- Cozzoli Andrea
- Di Mella Jean Carlos
- Juinio Lance
- Lakbich Souad
- Malerba Vincenzo
- Melchiorre Andrea
- Quercioli Claudio

Seconda Batteria
- Andrea Candy Inga Tarachea
- D’Acunto Martina
- De Nisi Daniele
- Gramasi Benedetto
- Guzzi Michela
- Le Rose Carlo
- Taranto Valerio

ITALIAN SHOW COOKING CONTEST | TRE TALENTI SUL PODIO

Primo Classificato, Andrea Melchiorre
Giovanissimo studente dell’ultimo anno dell’Istituto Alberghiero, si è distinto per una tecnica veramente curata nella preparazione dei suoi Spaghetti alla Puttanesca. L’armonia dei sapori pieni, ma allo stesso tempo raffinati del piatto hanno conquistato ed entusiasmato la Giuria .

Secondo Classificato, Benedetto Gramasi
Chef Diplomato all’Accademia Italiana Chef, Benedetto ha simpaticamente interagito con i giurati durante la sua preparazione, senza distrarsi dal lavoro. Con disinvoltura ha presentato in lingua la sua Pasta alla Norma con quelle di ricotta. Gusto decisamente impeccabile e sfizioso.

Terzo Classificato, Carlo le Rose
Un bronzo di assoluto rispetto per Carlo, Chef Diplomato anche lui all’Accademia Italiana Chef. Si è qualificato in terza posizione presentando la sua versione di Pasta alla Norma. Ottime la consistenze di questo piatto che si è distinto per il strutturato e persistente.

A VINCENZO MALERBA IL PREMIO STRAORDINARIO - Vincenzo Malerba Chef Diplomato presso l’Accademia Italiana Chef è stato il Vincitore del Premio Straordinario messo in Palio dalla Categoria "Agenti di Viaggio" e consegnato dal suo rappresentante Roberto Minganti dei “Viaggi di Riz” di Bologna. Vincenzo ha colpito per la compostezza, la precisione e l’armonia che lo hanno accompagnato durante il tempo di preparazione dei suoi deliziosi spaghetti alla Puttanesca, il cui sapore ha affascinato l’intera Commissione.

Italian Show Cooking Contest 2019, un’esperienza di successo che continua - L’evento ha riscosso un grande successo, grazie all’impegno e alla sinergia delle più influenti icone del panorama Culinario e Turistico nazionale e internazionale, che con la massima professionalità hanno collaborato con l’obiettivo comune di onorare e portare la vera cucina italiana nel Mondo: Panorama Chef, magazine specializzato, dedicato al Professionista della Ristorazione; Accademia Italiana Chef, Scuola di Cucina Professionale; FICO Eataly World, Parco Agroalimentare più grande del mondo; Top Target Agenzia Internazionale specializzata nella selezione delle Risorse Umane per le grandi realtà ricettive e ristorative del mondo; Eden Viaggi, Tour Operator Internazionale noto per l’estrema Qualità delle sue proposte turistiche.

martedì 19 marzo 2019

Parliamo oggi di un secondo piatto: la cicoria in padella. Si tratta di un contorno povero caratterizzato da una piacevole nota amarognola, ideale da accompagnare a una classica teglia di salsicce e patate oppure a secondi di pesce dalla consistenza burrosa, come per esempio il salmone, un abbinamento già testato con successo nella nostra ricetta delle penne con salmone affumicato e cicoria scottata. 






INGREDIENTI
Cicoria 1 kg 
Aglio 2 spicchi 
Peperoncino fresco 1 
Olio extravergine d'oliva 4 cucchiai 
Sale fino q.b.

PREPARAZIONE
Per preparare la cicoria in padella, per prima cosa mettete a bollire una pentola con abbondante acqua che vi servirà per lessare la cicoria, poi passate alla pulizia: eliminate la base del cespo insieme alla parte finale dei gambi ed eventuali le foglie rovinate, poi sciacquatela accuratamente sotto l’acqua corrente. Quando l’acqua sarà arrivata a bollore, aggiungete la cicoria e sbollentatela per 5 minuti.
Trascorso questo tempo, prelevate una tazzina dell’acqua di cottura della cicoria e tenetela da parte, poi scolatela e posizionate il colino sopra una ciotola in modo da raccogliere l’acqua in eccesso. Nel frattempo dividete il peperoncino a metà, eliminate i semi interni e tagliatelo a striscioline.
Ora versate l’olio in una padella, aggiungete gli spicchi di aglio in camicia leggermente schiacciati insieme a parte del peperoncino e lasciate soffriggere a fiamma moderata per pochi minuti mescolando di tanto in tanto, poi unite la cicoria lessata e scolata, salate e mescolate. Versate poi poca acqua di cottura della cicoria che avevate tenuto da parte e continuate a cuocere a fiamma dolce per una decina di minuti, mescolando spesso. Una volta pronta, spegnete il fuoco, rimuovete gli spicchi di aglio e aggiungete il restante peperoncino fresco tritato. La vostra cicoria in padella è pronta per essere servita ben calda.
La cicoria in padella si può conservare in frigorifero fino a un massimo di 4 giorni. Se desiderate si può congelare.

lunedì 18 marzo 2019

Parliamo oggi di un primo piatto: le orecchiette con le cime di rapa. Si tratta di uno dei piatti tipici più rappresentativi della Puglia, in special modo della provincia di Bari. Questo primo piatto si prepara in tutta la regione, anche con accompagnamenti diversi dalle cime di rapa come per esempio broccoli o sugo di pomodoro. Il segreto di questo piatto sta proprio nella cottura ottimale delle verdure con la pasta, l’esperienza e la conoscenza delle materie prime consentono di ottenere un piatto perfetto. Le orecchiette con le cime di rapa sono un piatto della tradizione contadina, semplice ma con un gusto unico che nasce dall’unione di sapori decisi.

INGREDIENTI
Cime di rapa 1 kg 
Pangrattato 50 g 
Sale fino q.b. 
Aglio 1 spicchio 
Acciughe sott'olio 3 filetti 
Olio extravergine d'oliva 30 g

PER 300 G DI ORECCHIETTE FRESCHE
Acqua tiepida 100 g 
Semola di grano duro rimacinata 200 g 
Sale fino q.b.

PREPARAZIONE
Per preparare le orecchiette, per prima cosa versate la farina di semola di grano duro rimacinata sulla spianatoia, formate una fontana e aggiungete un pizzico di sale sulla farina. Al centro versate l'acqua a temperatura ambiente e iniziate a lavorare con le dita per incorporare la farina e lavorate poi impastando fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico. Ci vorranno una decina di minuti di lavorazione. Date una forma rotonda all'impasto e copritelo con un canovaccio: dovrà riposare a temperatura ambiente per circa 15 minuti.
Passato il tempo di riposo, prelevate un pezzo di impasto, mentre il resto potete lasciarlo coperto dal canovaccio. Lavorate il pezzo prelevate un filoncino dello spessore di circa 1 cm. Aiutandovi con il tagliapasta tagliate dei pezzettini di circa 1 cm.
Con l'aiuto di un coltello a lama liscia, formate delle conchigliette trascinando ciascun pezzetto verso di voi sulla spianatoia. Rigirate poi la conchiglia su se stessa. Proseguite fino a terminare tutto l'impasto e avrete realizzato le vostre orecchiette pugliesi.
Per le cime di rapa: procedete a pulirle eliminando le foglie esterne e prelevando con un coltellino (o con le mani) solo le foglie interne e il fiore. Una volta pronte sciacquatele, poi scolatele, asciugatele bene e tenete da parte. Intanto mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua, salata a piacere, che servirà per lessare successivamente le cime di rapa.
In una padella ampia versate metà della dose di olio e e aggiungete il pangrattato, mescolate con una marisa e lasciatelo abbrustolire a fuoco medio, fino a quando non sarà ben dorato, quindi tenetelo da parte. Non appena l'acqua avrà raggiunto il bollore lessate le cime di rapa pulite in precedenza: dovranno cuocere per circa 5 minuti.
Nel frattempo potete dedicarvi al soffritto: in una padella versate l'olio rimasto, uno spicchio d'aglio schiacciato in camicia e i filetti di acciughe scolati dall'olio di conservazione. Mescolate con una paletta di legno per sciogliere le acciughe in padella; ci vorranno pochissimi minuti per far insaporire il soffritto e quando sarà pronto, potete togliere l'aglio quindi spegnete il fuoco.
Passati i 5 minuti di cottura delle cime, aggiungete nella stessa pentola anche le orecchiette e cuocete il tutto per altri 5 minuti circa. Mescolate delicatamente, quindi scolate le orecchiette e le cime di rapa direttamente nella padella con il soffritto.
Saltate brevemente e aggiustate con un pizzico di sale; una volta pronte, spegnete il fuoco e impiattate le vostre orecchiette alle cime di rapa, aggiungendo all'ultimo un filo d'olio a crudo e il pangrattato tostato.
E' bene consumare il piatto appena pronto. Potete tuttavia conservare le orecchiette alle cime di rapa per 1 giorno in frigorifero.
Le orecchiette crude si possono far essiccare sotto un canovaccio pulito (senza sigillare) se decidete di consumarle in un paio di giorni. Altrimenti è preferibile congelarle ben distanziate su un vassoio e quando saranno irrigidite, trasferirle in sacchetti gelo.

sabato 16 marzo 2019

Parliamo oggi di una confettura: la marmellata di limoni. La marmellata di limoni è una deliziosa conserva con cui dare un tocco genuino e diverso a merende e colazioni. Il segreto sta nel procurarsi i frutti migliori per ottenere un prodotto davvero sublime. Per preparare una marmellata ancora più saporita, in questa ricetta sono stati utilizzati i limoni di Sorrento, un prodotto italiano a Indicazione Geografica Protetta. 
Gli "Ovali di Sorrento", chiamati così per la loro forma ovale e le loro grandi dimensioni, sono ricchi di vitamina C e hanno una buccia molto profumata, grazie alla presenza degli oli essenziali. Il gusto piuttosto acido della loro polpa viene smorzato lasciando le fette di limone a bagno nell’acqua per due giorni, in modo che con l’aggiunta dello zucchero e la lunga cottura, la marmellata risulti dolce e conservi comunque il sapore e l’aroma del limone. Nonostante non si tratti di un procedimento veloce, preparare la marmellata di limoni arricchirà le vostre dispense e vi regalerà tante soddisfazioni. 

INGREDIENTI (per 2 vasetti da 350 g circa)
Limoni di Sorrento 1 kg 
Zucchero 700 g 
Acqua q.b.

PREPARAZIONE
Per preparare la marmellata di limoni, iniziate lavando i limoni sotto l’acqua corrente, spazzolando bene la buccia. Usate i limoni di Sorrento non trattati, la loro polpa più dolce renderà la marmellata meno amara. Una volta lavati, asciugateli con un panno e poneteli su un tagliere. Quindi tagliateli a fette molto sottili ed eliminate tutti i semini.
Trasferite le fette di limone in una ciotola capiente e versate l’acqua fredda fino a ricoprirli. Coprite poi la ciotola con la pellicola e lasciate le fette di limone a bagno per 24 ore a temperatura ambiente. Trascorso questo tempo, scolate le fette di limone.
Trasferite nuovamente le fette di limone scolate in una ciotola e ricopriteli con acqua fredda pulita. Stendete un velo di pellicola sulla ciotola e lasciate in ammollo ancora per 24 ore a temperatura ambiente. Questa operazione servirà ad eliminare il gusto acidulo e amarognolo dei limoni. Una volta trascorse altre 24 ore, scolate le fette di limone e trasferitele in una pentola capiente, dove verserete nuova acqua pulita fino a coprire il tutto.
Mettete la pentola sul fuoco e portate a bollore. Una volta che il composto è arrivato a bollore scolateli nuovamente, tenendo da parte 350 ml di acqua di cottura. Dopodiché rimettete il tutto nella pentola e irroratele con l’acqua di cottura che avete messo da parte.
Aggiungete lo zucchero e cuocete a fuoco medio per circa 40 minuti, mescolando di tanto in tanto. Mentre la marmellata cuoce, dedicatevi alla sanificazione dei barattoli e dei tappi, come riportato dalle linee guida del Ministero della Salute, riportate in fondo alla ricetta. Una volta terminata questa operazione, tornate alla vostra marmellata di limoni e controllatene la cottura: prima di spegnere il fuoco, fate la prova "piattino": versate mezzo cucchiaino di composto su un piattino e inclinatelo. Se il composto colerà, vorrà dire che la marmellata necessita di cuocere ancora, se invece rimarrà soda, sarà pronta.
Trasferite la marmellata ancora calda nei barattoli che avete sanificato, aiutandovi con un mestolo e avendo cura di lasciare 1 centimetro di spazio dal bordo. Avvitate bene i tappi, ma senza stringere troppo, e lasciateli raffreddare. Potete capovolgerli oppure evitare questo passaggio: grazie al calore si formerà comunque il sottovuoto, che permetterà al prodotto di conservarsi a lungo. Una volta che i barattoli si saranno raffreddati verificate se il sottovuoto è avvenuto correttamente: potete premere al centro del tappo e, se non sentirete il classico "click-clack", il sottovuoto sarà avvenuto. La vostra marmellata di limoni è pronta per essere gustata.
La marmellata di limoni si conserva per circa 3 mesi, purché il sottovuoto sia avvenuto correttamente e i barattoli siano conservati in un luogo fresco e asciutto, al riparo da fonti di luce e calore. Si consiglia di attendere almeno 2-3 settimane prima di consumare la marmellata. Una volta aperto ogni barattolo, conservare in frigorifero e consumare nel giro di 3-4 giorni al massimo.

venerdì 15 marzo 2019

Parliamo oggi di un secondo piatto: il pesce spada alla siciliana. Questo piatto è tipico della bella isola del Mediterraneo, più precisamente della città di Messina dov’è anche conosciuto come pesce spada alla messinese. Il sughetto, in dialetto "ghiotta" o "agghiotta" è perfetto per accompagnare le gustose carni del "piscispata" (pesce spada), ma si presta benissimo anche per impreziosire svariati tipi di pesci e carni bianche come pollo o coniglio. 




INGREDIENTI
Pesce spada a fette 300 g 
Pomodorini 300 g 
Olive verdi denocciolate 50 g 
Olio extravergine d'oliva 30 g 
Aglio 1 spicchio 
Pinoli 10 g 
Origano q.b. 
Sale fino q.b. 
Pepe nero q.b.

PREPARAZIONE
Per preparare il pesce spada alla siciliana cominciate dai pomodorini. Staccateli dal rametto, sciacquateli e asciugateli, dopodiché tagliateli a metà. In una padella capiente versate l’olio e fate insaporire uno spicchio d’aglio intero già sbucciato. Dopo un paio di minuti potrete versare i pomodorini tagliati.
Spolverizzate con un pizzico di sale e un po’ di origano e fate cuocere per una decina minuti. Nel frattempo potete occuparvi delle olive denocciolate, tagliatele a rondelle di pochi millimetri. Quando avrete finito aggiungete al sughetto.
Eliminate lo spicchio d’aglio e poi aggiungete anche il pesce spada lasciandolo cuocere per un paio di minuti su un lato.
Rigirate dall’altro, coprite con il coperchio e cuocete per altri 2-3 minuti; a fine cottura spolverizzate il tutto con un pizzico di pepe nero.
Nel frattempo che il pesce spada cuoce, potete versare i pinoli in padella e tostarli per qualche istante a fiamma viva facendo attenzione che non brucino, quindi mescolate spesso. Quando il pesce spada sarà cotto sistematelo in un piatto da portata e unite i pinoli. Il vostro pesce spada alla siciliana è pronto e servitelo ancora fumante.
È consigliabile consumare subito il pesce spada alla siciliana, ma se lo preferite potrete conservarlo in un recipiente di vetro, con chiusura ermetica, fino a 2 giorni in frigorifero. Se avete utilizzato ingredienti freschi potete congelare il tutto.

giovedì 14 marzo 2019

Parliamo oggi di un primo piatto: il risotto al pomodoro. Si tratta di una ricetta classica, gustosa e di veloce esecuzione, che verrà apprezzata dai bambini come dagli adulti. Il risotto al pomodoro è un piatto molto semplice nel quale il sapore dolce dei pomodori ciliegia si sposa con la freschezza e l'aroma del basilico tritato. Il risotto al pomodoro di un primo piatto dai valori nutrizionali ben bilanciati e può essere consumato anche come piatto unico. Può essere preparato utilizzando pomodorini pelati pronti oppure con un mix di pomodorini freschi e passata di pomodoro.


INGREDIENTI
Riso Carnaroli 400 g 
Pomodorini in scatola 400 g 
Passata di pomodoro (facoltativo) 2 cucchiai 
Brodo vegetale 1 l 
Cipolle dorate 1 
Grana Padano DOP 40 g 
Olio extravergine d'oliva 3 cucchiai 
Burro 20 g 
Basilico q.b. 
Sale fino q.b.

PREPARAZIONE
Per preparare il risotto con il pomodoro iniziate a soffriggere una cipolla tritata finemente in 3 cucchiai d’olio a fuoco basso per circa 10 minuti; la cipolla non deve bruciare ma diventare trasparente. Trascorso questo tempo versate il riso e fatelo tostare per un paio di minuti. Sfumate quindi con un mestolo di brodo vegetale e lasciate evaporare.
Aggiungete i pomodorini pelati ai quali avrete aggiunto un cucchiaino di zucchero per togliere l’acidità, mescolate bene e incorporate un mestolo di brodo. Aggiungete a piacere due cucchiai di passata di pomodoro. Continuate a incorporare un mestolo di brodo ogni volta che il risotto si asciugherà, fino a fine cottura. Quando la cottura sarà quasi ultimata aggiungete del basilico tritato, secondo i vostri gusti e aggiustate eventualmente di sale.
Togliete quindi la casseruola dal fuoco e mantecate con il burro, aggiungete infine il Grana Padano grattugiato e mescolate. Servite il risotto al pomodoro ben caldo e guarnito con qualche fogliolina di basilico.
Per il risotto al pomodoro potete sostituire se volete i pomodorini pelati con 200 gr di pomodorini freschi più 200 ml di passata di pomodoro, oppure utilizzate solo la passata, in questo caso la dose sarebbe di 400 ml di passata.
Potete scegliere di aromatizzare il risotto al pomodoro aggiungendo pepe o peperoncino secondo i vostri gusti.

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