sabato 22 febbraio 2020

Cibus, grazie a Federalimentare ed ICE/ITA, intraprende un percorso virtuoso che lo porterà ad essere sempre più la piattaforma permanente del Food Authentic Italian. Si parte in maggio con un’edizione che si preannuncia storica anche in termini del flusso dei visitatori. Tenendo conto dei provvedimenti presi da alcuni eventi fieristici che hanno deciso di posticipare o annullare alcuni appuntamenti in programma come forma di prevenzione per il Coronavirus, Cibus 2020 è destinato ad essere l’evento chiave per il food Made in Italy sul panorama internazionale.
Sarà inaugurato lunedì 11 maggio con un evento chiave dedicato al confronto tra industria alimentare e distribuzione per elaborare, attraverso uno studio di settore condiviso, una strategia di rilancio dei consumi alimentari interni, fondamentali per consolidare gli straordinari progressi quali-quantitativi della filiera agroalimentare. Considerando le dinamiche che impattano i mercati internazionali, rendendoli volatili, il rilancio dei consumi interni e la ricerca di nuove geografie per l’export risultano azioni decisive per la salute del settore. In quest’ottica la strategia di Cibus è quella di assumere sempre più un ruolo di booster del made in Italy alimentare, sia promuovendo nuove iniziative volte al consolidamento del settore del fuori casa italiano (come il nuovo evento Flavor, a Firenze dal 4 al 6 ottobre) sia annualizzando Cibus per favorire le scelte assortimentali dei buyers nazionali e internazionali.
Fiere di Parma crede fermamente nel progetto di annualizzazione per cui ha approntato un budget biennale di oltre 5 milioni di euro per il programma di incoming dei buyer in collaborazione con ITA/ICE e con la Regione Emilia-Romagna. Sulla base del successo riscontrato dal programma di Factory and Terroir Tour sul territorio della Food Valley emiliana, Cibus ha creato un nuovo centro di competenza, il "Destination Management", per poterlo replicare su tutto il territorio nazionale, offrendo ai top buyer, sia italiani che esteri, un’esperienza completa di Food Authentic Italian.
Cibus annualizzato risponde anche ad una necessità espressa dai top buyer di cui riportiamo di seguito qualche testimonianza.
"Apprendo con piacere che Cibus si terrà ogni anno – ha dichiarato Tom Berger, buyer di Guido'S Fresh Marketplace, USA – E’ una fiera importante che mi consente di incontrare miei fornitori e vecchi e nuovi partner per forti sinergie di business".
"Sono contento che abbiate deciso di organizzare anche nel 2021 – ha detto Usman Kallukothiyil della Five Group Trading Company, Qatar – una fiera che è interamente dedicata ai prodotti alimentari italiani. Ci sarò".
"Trovo assai interessante che Cibus 2021 – ha riferito Michael Del Mastro, di Del Mastro, Danimarca – avrà le stesse caratteristiche di Cibus 2018 e Cibus 2020, un appuntamento che non ho mai mancato".
Fiere di Parma crede fermamente nel progetto di annualizzazione per cui ha approntato un budget di oltre 5 milioni di euro per il programma di incoming dei buyer inoltre sulla base del successo riscontrato dal programma di Factory Tour sul territorio della Food Valley emiliana. E per sviluppare questa iniziativa, Cibus ha creato una nuova figura aziendale, il "Destination Manager" per poterlo replicare su tutto il territorio nazionale, offrendo ai top buyer, sia italiani che esteri, un’esperienza completa di Food Authentic Italian.
"Cibus è già l’unica grande fiera internazionale che espone solo i prodotti alimentari italiani e la sua mission è anche quella di fungere da volano per far crescere il consumo interno – ha dichiarato Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma – Continuiamo a guardare ai mercati esteri, ed anzi abbiamo potenziato budget e contenuti per l’incoming dei buyer esteri, ma le gravi problematiche che affliggono il commercio internazionale devono orientarci ad un recupero di quote nel mercato nazionale. Una strategia che andremo a sviluppare con la Distribuzione e i gli operatori del Fuori Casa".
La quota di export del settore agroalimentare rimane comunque un motore di traino per l’industria agroalimentare. Infatti, nel 2019 l’export è cresciuto del 6.6% rispetto all’anno precedente.
"Essere il secondo comparto produttivo del Paese con numeri che sono in controtendenza con il resto dell’industria italiana è un grande merito dei nostri prodotti e del nostro know how, ma è al tempo stesso una grande responsabilità – ha spiegato Ivano Vacondio, Presidente di Federalimentare - Non possiamo permetterci passi falsi e dobbiamo tentare il tutto per tutto per difendere le nostre eccellenze dai rischi che incombono sul settore del food & beverage".
"I dazi e la Brexit sono senza dubbio una minaccia perché possono giocare un ruolo fondamentale nella nostra unica fonte di crescita, l'export, a cui è ancorata la produzione alimentare – ha detto ancora Vacondio - ma è mia convinzione che i consumatori stranieri comprino il cibo italiano perché è buono, unico ed inimitabile e nonostante il prezzo. La vera minaccia, invece, ha a che fare con la salute di tutti e si chiama Nutriscore. Con i suoi principi semplicistici, discriminatori e penalizzanti, peraltro senza alcun fondamento scientifico, cerca di minare i pilastri della dieta mediterranea, spaventando al tempo stesso il consumatore che, se è disposto a spendere di più per comprare prodotti buoni, potrebbe non essere disposto a spendere un centesimo per cibi che vengono bollati da questo sistema di etichettatura come ‘non salutari’".
"È soprattutto in nome di questa battaglia – ha sottolineato Vacondio - che mettere in mostra i nostri prodotti e il know how di chi li crea diventa fondamentale. Al di là delle incognite internazionali, infatti, l’unico punto fermo resta il valore di ciò che produciamo, la sua straordinaria eccellenza. Ed è questa eccellenza che esponiamo a Cibus, la più grande fiera del food authentic italian, con l’obiettivo di dare un segnale forte: il nostro food&beverage è una ricchezza tutta italiana, ma al servizio del mondo".
Cibus rimarca la sua attenzione a supportare l’espansione sui mercati internazionali, attraverso il lancio di un nuovo progetto: M*EATING Italy a Expo di Dubai 2020 (aprile – ottobre). Si tratta di uno spazio ristorazione innovativo nel quale sarà possibile non solo apprezzare il meglio della cucina italiana e delle eccellenze del Made In Italy ma che rappresenterà un palcoscenico privilegiato per promuovere i campioni della creatività italiana.
Il complesso agroalimentare ha saputo rispondere positivamente alla richiesta dei consumatori di prodotti sempre più sostenibili, sicuri, nutrienti e salubri. E Cibus 2020, che si terrà a Parma dall’11 al 14 maggio, promette di presentare uno spiccato profilo green, www.cibus.it. Nel Cibus Innovation Corner verranno esposti i prodotti selezionati da un pool di esperti per capacità innovativa nella valorizzazione del territorio, ma anche della sostenibilità della filiera produttiva. E non mancheranno i percorsi tra i corridoi della fiera che guideranno i visitatori verso i prodotti Bio, Free From e Vegani. Oltre 3.000 espositori presenteranno i nuovi prodotti a più di 80 mila operatori commerciali, tra i quali circa 3mila top buyer esteri.
Tra i tanti convegni, spicca quello promosso dalla Fondazione Barilla in collaborazione con Cibus: "La transizione verso sistemi alimentari più sostenibili: analisi e prospettive". Verranno presentate le principali sfide che i sistemi agroalimentari mondiali devono affrontare, con un approfondimento del caso italiano, per accelerare i progressi verso l'attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e per individuare percorsi di sostenibilità efficaci verso la realizzazione dell'Agenda 2030. L’approccio strategico alla sostenibilità e all’innovazione sarà messo in risalto da case history di aziende italiane.

venerdì 21 febbraio 2020

Il prezzo non è giusto. FederBio e AssoBio dicono insieme no all’accordo quadro sul prezzo di riferimento del pomodoro da industria biologico, siglato recentemente fra l’industria di trasformazione e l’organizzazione dei produttori.
Pur incrementando di circa il 4% il compenso al produttore rispetto agli anni precedenti, il prezzo concordato di 136 euro a tonnellata continua a testimoniare una situazione di grave rischio per l’integrità delle filiere e dell’intero settore.
FederBio e AssoBio, che sono da sempre attive nella tutela della trasparenza del mercato biologico a garanzia dell’etica nelle relazioni commerciali, hanno messo in campo strumenti efficaci che consentono concrete prospettive di sviluppo agli agricoltori biologici e, più in generale, all’intero settore agricolo.
"Dal 2016 FederBio denuncia una situazione di forte rischio nel comparto del pomodoro biologico da industria, che riguarda l’intero territorio nazionale. Abbiamo offerto la nostra collaborazione agli organismi di certificazione e alle organizzazioni interprofessionali del pomodoro da industria per definire regole di produzione e strumenti di verifica adeguati delle tecniche colturali e delle rese produttive effettive, anche utilizzando le moderne tecnologie digitali. L’obiettivo è arrivare a definire un costo di produzione di riferimento per la determinazione del prezzo da riconoscere agli agricoltori biologici e garantire un autocontrollo efficace lungo tutta la filiera. Purtroppo questo ennesimo segnale da parte di un sistema interprofessionale, che non solo ha sempre rifiutato il confronto ma che ha anche smesso di pubblicare i dati relativi alla produzione biologica, testimonia la necessità di sganciare definitivamente il sistema delle regole e degli accordi sul prezzo dei prodotti biologici dagli ambiti e dalle logiche del prodotto convenzionale. Un sistema di certificazione che garantisce al consumatore prodotti biologici in linea con le rigide norme europee e nazionali è incompatibile con prezzi che non consentono ai coltivatori onesti di rispettare queste stesse normative, per questo motivo FederBio si mette a disposizione di tutta la filiera per discutere di un nuovo accordo per quanto riguarda il pomodoro biologico, nella speranza che anche le OI riconosciute comprendano la gravità della situazione" ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
"AssoBio quale organizzazione delle imprese italiane di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici è da tempo impegnata a sostenere il lavoro di Federbio per un giusto prezzo dei prodotti biologici, favorendo anche l’utilizzo di una piattaforma di tracciabilità che tuteli l’intera filiera fino al consumatore finale. Infatti, pagando il giusto prezzo del pomodoro al produttore (come da studio recentemente elaborato da Federbio Servizi, cioè almeno 180 € a tonnellata) in realtà il prezzo al pubblico dovrebbe aumentare solo di 5 centesimi al chilo, circa, ma garantirebbe la corretta sostenibilità delle aziende agricole a tutela della sicurezza del prodotto. AssoBio e i proprio associati sono pronti a confrontarsi anzitutto con le organizzazioni dei produttori socie di FederBio, per trovare un accordo che metta in trasparenza la ripartizione del valore lungo tutta la filiera, nell’ambito di una corretta pratica di coltivazione biologica" ha dichiarato Roberto Zanoni, Presidente di AssoBio.
FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio. La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
AssoBio è l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici e naturali. Fondata nel 2006 da 11 tra le più significative imprese biologiche italiane a oggi AssoBio conta circa 90 soci del settore agroalimentare e cosmetico, è retta da un consiglio direttivo costituito da imprenditori e conta su un team dedicato di professionisti. L’associazione nata per rispondere alle esigenze di tutela, di sviluppo e di partecipazione delle imprese ha l’obiettivo di orientare un sano sviluppo del sistema agroindustriale italiano verso la responsabilità ambientale e sociale, in linea con le attese del nuovo consumatore.

giovedì 20 febbraio 2020

Prima tappa, giovedì 20 febbraio, con l’Associazione Produttori del Nizza Docg, denominazione nata il primo luglio 2014 e ultima Docg italiana. L’appuntamento è alle 19:30 al Ristorante Cantina da Licia, dove una cena in un ambiente diverso dal solito stimolerà i sensi per rivelare le differenze tra i vini provenienti dai diversi terreni della stessa area. Il Sommelier ASPI Antonio Dacomo, già Miglior Sommelier d’Italia, guiderà i partecipanti nella degustazione di Nizza Docg di differenti produttori, selezionati in abbinamento ai piatti della tradizione piemontese proposti nel menu dello chef Giancarlo Ghibaudo di Cantina da Licia.
Lo stesso Ristorante ospiterà anche la seconda tappa del viaggio enoico di ASPI Torino, in programma giovedì 26 marzo, in compagnia dell’Associazione Produttori del Ruchè Docg di Castagnole Monferrato.
E per chi volesse trasformare la propria passione per il vino in professione, ASPI Torino sta pianificando anche l’avvio di nuovi corsi Propedeutici per diventare sommelier.
Per informazioni e iscrizioni: torino@aspi.it.

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mercoledì 19 febbraio 2020

Desenzano del Garda (BS). Gli esperti nutrizionisti del portale Educazione Nutrizionale Grana Padano hanno realizzato un programma alimentare latto-ovo-vegetariano dedicato a tutti coloro che vogliono seguire una dieta sana ed equilibrata che promuova la salute senza però mangiare la carne degli animali di terra, acqua o aria. In molti consumatori si è radicata l’opinione che il cibo, oltre che nutrirci e regalarci soddisfazione e gioia, debba anche evitare l’uccisione di animali e avere il minor impatto ambientale possibile per preservare il nostro pianeta.
La dieta "L.O.Ve." è stata realizzata dalla Dr.ssa Marzia Formigatti (dietista clinica) con la collaborazione della Dr.ssa Erica Cassani (medico specializzato in Scienza dell’Alimentazione) sotto la supervisione del Comitato Scientifico ENGP.
"Nelle diete vegetariane, in genere" spiega la Dr.ssa Formigatti "è facile non soddisfare il fabbisogno quotidiano di alcune proteine e vitamine, in particolare gli aminoacidi essenziali e la vitamina B12, che è esclusivamente presente negli alimenti di origine animale, oltre al ferro che si trova soprattutto nella carne".
"La dieta L.O.Ve., invece,  apporta energia da vegetali per circa l’80% e assicura un corretto apporto di proteine con i 9 aminoacidi essenziali e di vitamina B12 grazie al Grana Padano DOP, al latte, ai latticini e alle uova, rispettando l’apporto energetico equilibrato di carboidrati, grassi e proteine come previsto dai LARN".
Per ottenere una dieta personalizzata per le proprie calorie quotidiane si deve riempire un semplice form sul sito www.dietalovegetariana.it e, del tutto gratuitamente, si può usufruire subito del programma con il primo menu settimanale consultabile su smartphone, PC o tablet, oppure scaricare la App su Apple Store e Play Store.
 Valutando l’impatto ambientale della dieta L.O.Ve. con i criteri L.C.A. (Life Cycle Assessment, procedura standardizzata a livello internazionale ISO 14040 che valuta gli impatti ambientali lungo l’intera filiera produttiva) si evince un valore nettamente inferiore rispetto a quello della dieta mediterranea onnivora (2,8% vs 4,6%) e tale differenza è ancora maggiore per le diete onnivore abituali di molti paesi industrializzati, non di tipo mediterraneo, ma ad alto contenuto di carni.
Il risultato è dovuto a un cospicuo apporto di ingredienti di origine vegetale (cereali a rotazione, legumi, verdura, frutta, frutta secca e semi oleosi), dal 20% di energia da latticini e uova e, soprattutto, dalla bassa impronta ambientale del Grana Padano DOP.
"L’impatto ambientale complessivo degli alimenti presenti nella dieta L.O.Ve. – sottolinea la Dr.ssa Erica Cassani – è stato valutato utilizzando Ecoindicator99 e Ecopoint, procedure che analizzano l’impatto in base al danno ecologico conseguente al consumo degli alimenti presenti nei tre modelli alimentari: onnivoro, latto-ovo-vegetariano e vegano. E’ stato stabilito che la dieta proposta da ENGP è da considerarsi eco-compatibile rispetto a una dieta onnivora che comprende carni".
L’inserimento del Grana Padano DOP nella dieta ha dato risultati eccellenti non solo per l’apporto di proteine ad alto valore biologico e vitamina B12, ma anche perché, a parità di nutrienti ed energia, tra i derivati del latte questo formaggio ha un’impronta ecologica inferiore. Dagli studi effettuati all’Università Cattolica di Piacenza si evince che, sul totale delle emissioni di CO2 dei latticini normalmente inseriti nella dieta media di un italiano, solo il 25% di queste proviene da formaggi stagionati. Inoltre, l’impatto del Grana padano DOP, nonostante l’importante apporto di nutrienti, rappresenta solo il 10% dell’intera impronta ecologica della dieta L.O.Ve. Il CSQA (Ente di Certificazione di sistema e di prodotto, ispezione, formazione: qualità, ambiente, sicurezza) misura l’impatto ambientale del Grana Padano DOP considerando il ciclo di vita di tutta la filiera. Da queste valutazioni si deduce che ogni forma di Grana Padano DOP, dalla coltivazione dei foraggi fino al prodotto marchiato, “cattura” 70 kg CO2. La "cattura" deriva dall’elevata quantità di vegetali (trinciato di mais soprattutto) che è necessario produrre per sostenere l’alimentazione delle vacche. La CO2 "catturata" con la fotosintesi clorofilliana compensa abbondantemente le varie emissioni di anidride carbonica che si hanno nel corso del processo produttivo, per queste caratteristiche il formaggio può essere considerato eco-compatibile.

martedì 18 febbraio 2020

Dopo l’avvio delle prime attività del 2020, continuano gli appuntamenti internazionali di Enjoy European Quality Food. L’obiettivo dei prossimi mesi è promuovere i prodotti italiani con certificazione di qualità rappresentati dai partner del progetto nei settori di ristorazione, grande distribuzione e trade. In particolare, tre vini, due oli e due formaggi certificati saranno protagonisti di due tipologie di eventi destinati a operatori del settore e/o consumatori: informazione sulla cultura del cibo di qualità, e workshop di degustazione con la guida di chef ed esperti del settore. Accanto ai momenti informativi non mancheranno occasioni più conviviali e d’intrattenimento, prova di come la cultura del buon cibo non solo crei valore economico e culturale, ma unisca anche paesi e persone. Tra i numerosi eventi organizzati da EEQF nei mesi a venire in giro per l’Europa, i prossimi eventi di febbraio e marzo coinvolgeranno in particolare Spagna, Gran Bretagna, Germania e Polonia, oltre che l’Italia, paese di rappresentanza del progetto.
In Italia, dal 15 al 22 febbraio è la settimana dell’evento "Anteprime di Toscana" in cui saranno presentate e degustate alcune delle eccellenze vinicole regionali, tra cui uno dei 6 protagonisti di EEQF: il Vino Nobile di Montepulciano DOCG. Anche il secondo appuntamento enologico coinvolge l’omonimo Consorzio che, il 20 febbraio, ospiterà presso la sua sede nella suggestiva Fortezza di Montepulciano un workshop di degustazione.
A seguire, tra il 3 e il 20 marzo, altri sette eventi vedranno protagonista EEQF con destinazione gastronomie e ristoranti distribuiti lungo tutta la penisola: da Treviso a Palermo, passando per Siena, Roma, Napoli e Alberobello. Grazie al coinvolgimento della Federazione Italiana Cuochi, a ogni evento parteciperanno cuochi professionisti che lavoreranno con i 7 prodotti d’eccellenza di EEQF per proporre piatti e abbinamenti che ne valorizzino le qualità.
In Spagna i prodotti di EEQF faranno tappa a Madrid e Barcellona dove, tra il 17 febbraio e il 28 marzo, si svolgeranno una serie di eventi che alternano giornate di formazione con occasioni più conviviali e giocose. Ad esempio, presso il ristorante La Caníbal di Madrid, le giornate del 18 e 19 febbraio saranno dedicate alla formazione sull’agroalimentare e rivolte a professionisti del settore Ho.Re.Ca e punti vendita; il programma prevede un seminario informativo a cura di Vittorio E. Pisani, direttore del Consorzio di Tutela del Provolone Valpadana, capofila del Progetto EEQF, e Angela Barusi, esperta di cultura enogastronomica, e, a chiudere, una degustazione. Più d’intrattenimento sono, tra le altre, le serate organizzate dalla gastronomia italiana Leccabaffi di Barcellona, che propone momenti che oltre al gusto mettono alla prova altri sensi come nelle cene accompagnate da musica dal vivo, o gli assaggi alla cieca dove il pubblico deve indovinare le caratteristiche distintive dei prodotti EEQF.
In Germania, tra il 21 febbraio e il 28 marzo, le attività di promozione del progetto nel settore ristorazione e alberghiero, toccheranno numerose città situate in particolare nelle regioni della Baviera e Baden-Württemberg, tra cui: Stoccarda, Monaco, Baden Baden, Augusta e Starnberg. Undici sono i ristoranti coinvolti tra grandi alberghi, ristorazione tedesca e italiana. Ciascuna tappa sarà occasione di degustazione dei vini, formaggi e oli di EEQF che potranno essere apprezzati all’interno di menù pensati da Umberto Gorizia, uno chef italiano che da anni opera in Germania collaborando con strutture prestigiose, come il Die.Speisekammer in Baviera.
Parallelamente, EEFQ e le sue eccellenze saranno ospiti anche di alcuni eventi di lifestyle in location che coinvolgono un pubblico di consumatori più eterogeneo, come nello showroom berlinese di design e interni Made.com o l’elegante Wonder Coworking sempre nella capitale.
La promozione di EEQF nei ristoranti e punti vendita prosegue anche oltre Manica tra il 17 febbraio e il 29 marzo con un tour nelle principali città inglesi: Londra, Liverpool, Manchester, Cambridge e Birmingham. Tra le strutture che ospiteranno le giornate di degustazione aperte ai consumatori, si annoverano il gruppo di ristoranti italiani San Carlo, con sede in diverse città dell’Inghilterra, e il The Cheese Hamlet, una tradizionale gastronomia di Manchester nata nel 1960 e specializzata nella distribuzione di formaggi e cibi lavorati. A coordinare i menù e le degustazioni sarà lo chef Enzo Olivieri, che seguirà il tour britannico alla ricerca dei migliori abbinamenti tra cibi e vini da proporre a ristoratori e consumatori.
Il primo ciclo di eventi del 2020 in giro per l’Europa – il secondo dopo il successo del primo tour internazionale cominciato lo scorso autunno – si svolgerà, tra fine marzo e inizio aprile, con conferenze stampa organizzate nei paesi target del progetto in cinque città: Milano, Madrid, Londra, Amburgo e Varsavia.
Al termine dell’annualità 2019-2020 tutti i partecipanti ai workshop, agli eventi e ai seminari risponderanno a un questionario sul grado di conoscenza acquisita sui prodotti a indicazione geografica, grazie all’esperienza proposta dal progetto EEQF.
Per quel che riguarda il progetto "EEQF, Enjoy European Quality Food", cofinanziato dall’Unione Europea e della durata di tre anni, è una campagna di informazione e valorizzazione sui prodotti certificati di qualità in particolar modo su vino, olio e formaggi a Denominazione d’Origine, Indicazione Geografica e Specialità Tradizionale Garantita. All’iniziativa partecipano sei diverse realtà: Consorzio Tutela Provolone Valpadana, Consorzio per la Tutela Dell’Asti DOCG, Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, Consorzio Vino Nobile Montepulciano DOCG, Associazione Produttori Olivicoli Toscani e Latteria Soligo. Sono previsti eventi in Italia, Germania, Regno Unito, Spagna e Polonia. Il progetto è finalizzato a inserire il consumatore all’interno di un percorso di informazione ed educazione verso i prodotti enogastronomici europei, con lo scopo di creare un approccio nuovo e senza preconcetti nei confronti dei prodotti certificati di qualità.

lunedì 17 febbraio 2020

Si è riunito, in questi giorni, nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, l’Intergruppo parlamentare su Vino, Alcolici e Prodotti Alimentari di Qualità. L’incontro, organizzato in occasione del ripristino dell’Integruppo per formare un fronte comune europeo contro la minaccia di nuovi dazi del governo USA, è avvenuto alla presenza della presidente dell’Intergruppo Pina Picierno (S&D) e dei vicepresidenti Irene Tolleret (Renew) e Ignacio Zoido (PPE).
In aula anche il vicepresidente della Commissione agricoltura dell’Europarlamento, on. Paolo De Castro (S&D), e il direttore Affari Internazionali della Direzione generale per l’agricoltura e sviluppo rurale (DG Agri), John Clarke. All’incontro ha partecipato Nicola Bertinelli in qualità di presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano e come delegato di OriGIn Europa.
Nel corso della riunione tutti i membri dell’Intergruppo si sono trovati d’accordo nell’affermare che, in caso di nuovi dazi, dovrà essere la Commissione Europea a prendere le redini della negoziazione con Washington. La Commissione, nella persona del Commissario europeo per il commercio Phil Hogan, dovrà quindi rappresentare tutto il settore agroalimentare europeo che in questo modo potrà parlare con una sola voce ed esercitare il suo peso politico.
Il presidente del Consorzio Nicola Bertinelli ha ribadito, durante il suo intervento, le preoccupazioni per gli impatti dei dazi soprattutto alla luce di un nuovo, potenziale inasprimento. Bertinelli ha inoltre espresso il suo disappunto circa il tentativo americano di strumentalizzare una sentenza del WTO relativa al settore aerospaziale con l’obiettivo di attaccare l’agrifood europeo e il Parmigiano Reggiano in particolare. Washington, sfruttando la leva del potenziale inasprimento dei dazi, ha infatti tentato nelle ultime settimane di scardinare il sistema europeo di protezione della DOP Parmigiano Reggiano che prevede che solo il prodotto originale italiano possa essere venduto sotto la denominazione "parmesan" all’interno del Mercato europeo comune.
"Gli Stati Uniti" ha affermato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano "sono il primo mercato extra-europeo per il Parmigiano Reggiano con 10 mila tonnellate importate nel 2018 (in aumento del +33% rispetto al 2012). Il pieno sviluppo del mercato americano è di cruciale importanza per la sostenibilità della nostra filiera composta da 330 caseifici, oltre 2.800 allevamenti e 50 mila persone coinvolte. Un sistema che genera un valore di affari alla produzione di 1,4 miliardi di euro – il più alto di tutte le DOP".
"In agosto e settembre abbiamo registrato un picco delle esportazioni perché gli operatori americani hanno fatto scorte prima dei dazi" ha continuato Bertinelli "si è generato poi un blocco del mercato con una sensibile riduzione delle esportazioni dei formaggi duri italiani: - 23,9% in ottobre, -53,6% a novembre -42,6% in dicembre".
"Alla luce di questi dati, chiediamo con forza agli europarlamentari e alla Commissione di attivare le misure compensative per i danni già arrecati dai dazi e soprattutto per i danni a cui dovremo far fronte per tutto il 2020" ha concluso il presidente.
In seguito all’intervento di Bertinelli, l’europarlamentare Paolo De Castro ha ribadito l’importanza di un’azione coesa da parte di tutto il comparto agroalimentare europeo. L’errore più grande che si potrebbe commettere - secondo De Castro - è quello di assecondare gli americani, che vorrebbero trattare, invece che nei tavoli istituzionali proposti, con tanti piccoli interlocutori per esercitare la loro posizione dominante.
Per evitare questa situazione, ha argomentato De Castro, è fondamentale che si scelga come negoziatore unico il commissario Phil Hogan in modo che l’Europa possa esercitare tutto il suo peso politico, soprattutto in vista del pronunciamento del World Trade Organization (WTO) sulla disputa Boeing. Di pari importanza, ha concluso De Castro, è non cedere nel corso della trattativa ad eventuali accordi collaterali "capestro" che andrebbero a svantaggio di tutto il nostro sistema agrifood.

sabato 15 febbraio 2020

Svelata la giuria della terza edizione del Premio Maculan, la sfida ideata da Fausto Maculan e dalle figlie Angela e Maria Vittoria per il miglior abbinamento di un piatto salato a un vino dolce.
Presidente della giuria sarà Giuliano Baldessari, chef del ristorante Aqua Crua di Barbarano Vicentino, stella Michelin dal 2015 e giudice nella trasmissione televisiva Top Chef Italia. Ad accompagnare il Presidente e Fausto Maculan nel compito di scegliere il vincitore dell’edizione 2020 del Premio, nomi di spicco del panorama enogastronomico. Le firme del giornalismo di settore saranno Paolo Massobrio, Pier Bergonzi, Alessandra Dal Monte, Andrea Radic, Luigi Costa, Marco Colognese, Claudio de Min, Ario Gervasutti, Antonino Padovese, Marino Smiderle e Alberto Tonello. Accanto a loro siederà anche Niccolò Bau, sommelier del ristorante Antica Osteria Cera di Campagna Lupia (Venezia).
Il concorso d’idee è rivolto a un pubblico di professionisti, appassionati e foodblogger senza limiti d’età, che potranno inoltrare la loro candidatura sul sito premiomaculan.net entro venerdì 28 febbraio 2020. Un comitato tecnico provvederà alla prima fase di selezione, da cui emergeranno i quattro finalisti che si sfideranno ai fornelli di fronte alla giuria di qualità durante la serata conclusiva di lunedì 23 marzo in Cantina Maculan a Breganze.
Ogni ricetta sarà valutata sulla base di quattro parametri: creatività della proposta, esecuzione, presentazione del piatto e abbinamento al vino, quest’ultimo non necessariamente prodotto da Cantina Maculan. Al vincitore sarà consegnato il Premio Maculan, un'opera realizzata dall’artista friulano Giulio Menossi, celebre per i suoi mosaici. Le ricette pervenute saranno pubblicate in un ricettario dedicato all'iniziativa.

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venerdì 14 febbraio 2020

L’anteprima mondiale organizzata da McDonald’s e Ferrero per far assaggiare in esclusiva il nuovo McCrunchy Bread con Nutella® è stata un successo. Sono stati infatti 8.000 i fortunati ad assaggiare il nuovo panino durante gli eventi di Milano, Roma, Napoli e Bari.
Ma finalmente l’attesa è finita e in questi giorni il McCrunchy Bread con Nutella® arriva in tutti i McDonald’s italiani. Il pane e Nutella®, da sempre un classico per la colazione e la merenda, ancora non presente nella ristorazione, oggi per la prima volta si può gustare anche fuori casa.
In occasione di San Valentino, inoltre, McDonald’s dà appuntamento a tutti per venerdì 14 febbraio, quando il McCrunchy Bread con Nutella® sarà protagonista della festa degli innamorati: per tutto il giorno infatti, presentando in cassa o al chiosco il QR code presente sul sito https://www.mcdonalds.it/nutellaparty, sarà possibile gustare due McCrunchy Bread al prezzo speciale di 2 euro. Inoltre, dalle 15.00 alle 17.00 basterà presentarsi in tutti i McDonald’s italiani in coppia e, mostrando in cassa il messaggio d’amore inviato compilando il form sul sito https://www.mcdonalds.it/nutellaparty, si riceveranno in omaggio due McCrunchy Bread con Nutella®.
Il McCrunchy Bread è il simbolo dello stare insieme, della condivisione e della semplicità: solo pane e Nutella®, preparato al momento e servito caldo e fragrante. Il pane utilizzato è un pane speciale, la cui scelta nasce proprio dall’esigenza di sposare nel modo migliore la cremosità di Nutella®; da qui l’utilizzo di un pane particolarmente adatto per la tostatura, che ne esalta al meglio la croccantezza. Un pane, quindi, che, scaldato al momento, valorizza al meglio la bontà del prodotto.
Con questo nuovo prodotto tutti i Nutella® lovers potranno ora trovare anche fuori casa e in tutta Italia la loro colazione o merenda preferita. McDonald’s, in Italia da oltre 30 anni, vanta ormai un forte legame con il territorio grazie a 600 ristoranti e a oltre l’84% delle materie prime agroalimentari acquistate da aziende che si trovano nel nostro Paese. Anche per questo è una destinazione sempre più radicata nelle abitudini degli Italiani.
In Italia da oltre 30 anni, McDonald’s conta oggi 600 ristoranti in tutto il Paese per un totale di 24.000 persone impiegate che servono ogni giorno 1 milione di clienti. I ristoranti McDonald’s italiani sono gestiti per il 90% secondo la formula del franchising grazie a 140 imprenditori locali che testimoniano il radicamento del marchio al territorio. Anche nella scelta dei fornitori McDonald’s conferma la tendenza a essere un marchio “locale”, con l’84% di fornitori che è rappresentato da aziende con stabilimenti in Italia. Nel mondo McDonald’s è presente in oltre 100 Paesi con più di 36.000 ristoranti.

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giovedì 13 febbraio 2020

Ormai mancano pochissimi giorni alla rassegna gastronomica in programma presso il Centro Congressi Lingotto a Torino, dal prossimo giovedì 20 a sabato 22 febbraio.
Un Festival tutto all’insegna del buon cibo che fa notizia, questo è il fil rouge che seguiranno gli eventi in programma per i tre giorni di festival, interamente dedicati a una delle tematiche di maggiore attualità, la comunicazione legata al cibo. Vista attraverso incontri, workshop e un ricco calendario di eventi off, showcooking e degustazioni guidate, rivolti agli addetti ai lavori e aperti al grande pubblico. Esperti nazionali ed internazionali animano l’agorà, accanto alla voce di aziende, istituzioni, blogger e giornalisti di settore.
In questa fantastica e "gustosa" cornice torinese la linea di fiori commestibili meneghina "i fiori di Hortives", sarà presente durante il cocktail lunch di venerdì 21 febbraio con uno special corner dedicato alla degustazione guidata (dai nostri esperti di "flor gastronomy") di fiori commestibili ed erbe eduli spontanee sia attraverso un assaggio di fiori ed erbe fresche per apprezzare al meglio gusto e aroma, sia attraverso un innovativo menù di leccornie, studiate ad hoc per questa occasione.
Ecco un piccolo assaggio dei finger-food proposti dal team di "floral-chef" de "i fiori Hortives": biscotti e spumiglie ai petali di rosa damascena, ricciolo di formaggio fresco con petali di tagete, petalo croccante di tulipano con dadolata di sgombro e acetosella. Un delizioso e petaloso canapè di super-food, all’insegna del mangiar bene, sano e naturale.

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mercoledì 12 febbraio 2020

L’evento si aggiunge alla quarta edizione della rassegna green Vite in campo, in calendario il 17 e 18 luglio prossimi presso l’azienda agricola Conte Collalto (Susegana, TV), che lo scorso anno ha accolto più di 2.200 professionisti da tutto il Paese.
Sotto la lente, le sfide della potatura meccanica, le forme di allevamento e impianto del vigneto con una dimostrazione pratica di potatura dalle ore 10 alle 13, mentre dalle 14:30 convegno tecnico con focus su aspetti economici, fisiologici e pratici della potatura meccanica e manuale della vite.
"La potatura è un’operazione colturale decisiva per definire la qualità delle uve e assicurare la longevità del vigneto" afferma Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario "pertanto, la scelta del metodo di potatura è fondamentale e va effettuata valutando una serie di parametri a partire dalle caratteristiche orografiche, strutturali e pedoclimatiche del vigneto, fino alla varietà e alla tipologia di prodotto finale che si vuole ottenere. Per questo abbiamo pensato a una manifestazione interamente dedicata a questa delicata operazione colturale". In programma anche un’esposizione statica con le ultime tecnologie sul mercato dedicate all’impianto e gestione del vigneto.
Tra i partecipanti del convegno Stefano Scaggiante dell’Università di Padova - Cirve (Centro interdipartimentale per la ricerca in viticoltura ed enologia) che farà il punto sull’inquadramento economico della potatura, mettendo a confronto la manuale con la meccanizzata; Cesare Intrieri, professore emerito dell’Università di Bologna, con un focus sulla fisiologia della vite e le modificazioni indotte dalla potatura manuale e da quella meccanica. Seguiranno l’analisi "Simonit&Sirch - Vine Master Pruners, Longevità e valorizzazione dei patrimoni viticoli" a cura del maestro potatore Marco Florian e la riflessione di Stefano Meglioraldi, agronomo specializzato in scienze viticole ed enologiche, su potatura meccanica, un sistema flessibile e dinamico.
La partecipazione all'evento riconosce i crediti formativi per l'ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali.
VITE IN CAMPO - POTATURA E IMPIANTO è la manifestazione dedicata al settore viticolo organizzata da Condifesa Treviso, Vicenza e Belluno, con il patrocinio di Unacma e l'ospitalità di Cattolica Agricola sotto il coordinamento de L’Informatore Agrario, MAD- Macchine Agricole Domani e Vite&Vino.

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martedì 11 febbraio 2020

A Verona e sul lago di Garda, San Valentino avrà il colore del Chiaretto di Bardolino. Il vino rosa che nasce sulla sponda veronese del lago di Garda sarà infatti il vino ufficiale di Lago di Garda in Love e Verona in Love, le due manifestazioni dedicate agli innamorati in programma dal 14 al 16 febbraio in ben dieci Comuni dell’area gardesana e dal 12 al 16 febbraio nel capoluogo scaligero, con più di duemila bottiglie di Chiaretto a disposizione dei visitatori.
A Lazise, a Torri del Benaco e a Garda ci sarà Chiaretto In Love, uno spazio nel quale sarà possibile degustare il Chiaretto di Bardolino e acquistare il Sacco d’Amore, una borsa di cotone che contiene una bottiglia del vino rosa gardesano con un’etichetta dedicata all’evento in edizione limitata, due calici, il cuore di pane al prosciutto crudo e una confezione di riso Vialone Nano Veronese. Parte del ricavato sarà devoluto al Progetto Esperanza Italia Onlus e ad Aido.
Venerdì 14 febbraio si brinderà con il Chiaretto di Bardolino in vari eventi a Borghetto di Valeggio sul Mincio, Torri del Benaco, Malcesine, Garda, Lazise e Toscolano Maderno. Alle 18:30 di domenica 16 febbraio in piazza Vittorio Emanuele di Lazise ci sarà Soffi d’Amore, una spettacolare cascata di coriandoli a forma di cuore: i fortunati che troveranno il cuore rosa con la scritta Chiaretto riceveranno in omaggio una bottiglia in edizione limitata.
Il Chiaretto di Bardolino sarà il vino ufficiale anche di Verona in Love, nel centro storico di Verona. Il vino di 33 produttori gardesani verrà proposto come aperitivo in 23 ristoranti e osterie tipiche della città e un desk di degustazione del Chiaretto sarà disponibile anche alla Loggia di Fra Giocondo. Non solo: durante Verona in Love si brinderà con il vino rosa del Garda veronese durante la premiazione del Concorso nazionale dedicato ai giovani cantautori Premio Arte d’Amore Verona In Love, durante lo Swing Cooking Show e a Love What You Do: Finding Work-Life Balance, l’iniziativa del Verona Professional Women Network.

lunedì 10 febbraio 2020

I risultati ottenuti nei concorsi internazionali a cui gli extravergini di Paolo Bonomelli sono stati presentati durante l’anno (New York, Los Angeles, Atene, Madrid, Parigi, Londra, Pechino, Tokyo, Montreal) facevano ben sperare su una chiusura d’anno di grande soddisfazione. 
Gli oli, veri e propri elisir che da anni sono inseriti meritatamente nella categoria dei prodotti enogastronomici di lusso, hanno raccolto i consensi dei palati più esperti del mondo e nell’ultimo concorso internazionale OLIVINUS per gli Oli Extra Vergini di Oliva, celebratosi a Buenos Aires nel mese di settembre, uno dei più prestigiosi al mondo, il TreFòrt è stato premiato come "Miglior Blend Assoluto" del 2019, confermando lo stesso risultato del Gambero Rosso con cui si era aperta la stagione. 
Paolo Bonomelli Boutique Olive Farm, la realtà di Torri del Benaco (Lago di Garda -Verona) specializzata nella produzione esclusiva di olio extravergine di oliva d’eccellenza, con le sue etichette TreFòrt, Ca’Rainene Drizzar, Classico e Genesi di anno in anno sviluppa e consolida la sua presenza nelle nicchie di mercato destinate al lusso e al luxury food in particolare, rappresentando con prestigio l’eccellenza italiana nel mondo. Sul sito web aziendale www.paolobonomelli.com alla pagina "premi" è pubblicato l’elenco dei riconoscimenti più significativi ottenuti dall’Azienda.

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sabato 8 febbraio 2020

La Marca Trevigiana ha registrato negli ultimi dieci anni un’impennata delle presenze, in particolare trainate dall’enoturismo: se nel 1998 censiva 1 milione e 153mila presenze nel territorio, nel 2018 la quota è stata di 2 milioni e 142mila, numero che la Provincia conferma superato nel 2019. Questo non soltanto grazie al riconoscimento delle Colline di Conegliano Valdobbiadene a Patrimonio Unesco, ma anche grazie al lavoro di tante cantine della Marca, che hanno saputo valorizzare la provincia con una visione nuova e lungimirante, tra tradizione e innovazione.
Tra queste Giusti Wine, che spicca come una nuova meta dell’enoturismo in un territorio che i visitatori nazionali e internazionali stanno guardando con interesse a partire dagli ultimi anni. Il Comune di Nervesa della Battaglia, vanta un aumento delle presenze del 400% in tre anni, grazie al Centenario della Grande Guerra, al Giro d’Italia, e all’Abbazia di Sant’Eustachio, che è stata oggetto di un sapiente restauro da parte di Ermenegildo Giusti, proprietario dell’azienda vitivinicola Giusti Wine.
L’Abbazia benedettina, che conta tra i suoi illustri ospiti Pietro Aretino, Gaspara Stampa e Monsignor Giovanni Della Casa che qui compose il Galateo, è stata visitata nel corso del 2019 da una media di 500 visitatori nei fine settimana primaverili ed estivi e solo il Museo dell’Abbazia ha avuto oltre duemila visite.
E ai piedi dell’Abbazia, quest’anno vedrà la luce la nuova avveniristica cantina ipogea di Giusti Wine in una delle dieci tenute, la Tenuta Sienna. Realizzata su 5 piani, fino a una profondità di 8 metri sotto terra, apparirà come un movimento naturale del terreno, sormontata dal vigneto e da un belvedere che consentirà di godere della suggestiva vista sul Montello, sull’Abbazia di Nervesa, sui vigneti di proprietà. La nuova cantina sarà aperta alle visite grazie a un percorso dedicato: attraverso un tunnel permetterà la vista all’interno dei reparti fino all’arrivo in una “piazzetta” interrata, coperta dai sovrastanti vigneti, arredata con alberature e valorizzata da un velo d’acqua che scenderà aderente a un muro inclinato. Un’opera d’arte, insomma, perfettamente inserita nel paesaggio naturale e in armonia con l’ambiente, proprio come vuole la filosofia della Giusti Wine.
Ufficialmente sarà inaugurata ad agosto, ma l’obiettivo di attrarre l’enoturismo nazionale e internazionale sembra già sia stato centrato, tanto che la cantina si prepara ad accogliere a primavera un gruppo di giornalisti canadesi interessati.

venerdì 7 febbraio 2020

MILANO. Ritornano le trasferte golose del Mercatino Enogastronomico della Certosa che la seconda domenica di Settembre lascia la sua sede naturale in quel di Certosa di Pavia (Pv) per raggiungere Morimondo, in provincia di Milano, borgo Slow e bandiera arancione del circuito dei Borghi più belli d’Italia, sede di una delle abbazie romaniche lombarde più belle e suggestive.
Dalle 9 alle 19 i produttori del MEC daranno appuntamento con il loro ricco catalogo di sapori genuini: formaggi, miele, vini, salame di Varzi e altri della norcineria oltrepadana, pasta fresca, confetture, vino e distillati, olio, olive e taralli dalla Puglia, verdure sott’olio, canapa. E ancora le pluripremiate offelle di Parona, i formaggi del Canavese, il pane e i formaggi erborinati di Marco Bernini, panificatore alchimista di Pozzol Groppo (Al) che crea pani integrali semplici o con cereali (italiani) di segale, farro, grano del faraone.
Enogastronauti e turisti a breve raggio potranno non solo degustare tipicità ed eccellenze enogastronomiche ma anche lasciarsi andare alla meraviglia di un luogo bellissimo, carico di storia e spiritualità dove arte e cultura si fondono. Non solo cultura del gusto quindi: ogni domenica pomeriggio è possibile visitare con una guida l’intero complesso monastico: il chiostro, la sala capitolare, la sala dei fondatori e le sale di lavoro dei monaci, il loggiato, il refettorio, il dormitorio e la chiesa con il suo coro ligneo risalente alla prima metà del Cinquecento.
L'Abbazia di Morimondo fu fondata nel 1136 dai cistercensi provenienti dal monastero francese di Morimond, i quali, trapiantati in Lombardia, conservarono il nome della loro abbazia madre (da "mora", parola della bassa latinità = palude). La basilica, sorta in periodo successivo alla costruzione del monastero (dal 1182), è oggi il monumento di maggior importanza di Morimondo. Rispecchia il disegno delle chiese cistercensi voluto da S. Bernardo: grandiose e solenni in contrasto con l'austerità e la povertà della vita dei monaci, cui è attribuito il merito di aver intrapreso l'opera di bonifica e valorizzazione agricola del territorio. L'esterno in mattoni è in stile gotico francese con elementi romanico-lombardi. La facciata presenta un taglio a capanna; il portale è preceduto da un pronao (porticato posto davanti alla chiesa) aggiunto nel 1736. Un rosone centrale, bifore, aperture cieche e altre a cielo aperto definiscono la parte superiore, coronata da una fila di archetti che continuano sui fianchi. L'interno di forma basilicale, a 3 navate su pilastri con volte a crociera, con transetto e abside rettangolare. Opere: entrando a destra si nota una magnifica acquasantiera trecentesca con rosoni e teste fantastiche. Degno di nota il coro, commissionato dai monaci di Settimo Fiorentino, stabilitisi a Morimondo nel 1490, all'intagliatore abbiatense Francesco Giramo, che lo concluse nel 1522.

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giovedì 6 febbraio 2020

Giovane, sicuro di sé, capace e lungimirante, il pizzaiolo pluripremiato ha lanciato a sé stesso questa nuova sfida. Attualmente, il sapore inconfondibile della sua pizza si può assaggiare in Campania presso le due pizzerie di Aversa, in Viale Kennedy, e Marano, in Via Falcone.
Il suo coraggio ed il suo affrontare la vita con il sorriso sono da esempio per tanti giovani e piccoli imprenditori. "Il mio lavoro, per me, è praticamente tutto" afferma Valentino "Gli ho dedicato tutta la mia vita e sono felice di aver raccolto frutti importanti". Sogni che, passo dopo passo, divengono realtà.

INTERVISTA A VALENTINO LIBRO

D. La pizza è una delle specialità culinarie principali della nostra regione: cosa contraddistingue la tua pizza dalle altre?

R. Esistono tanti tipi di pizza: pizza, pizzetta, pizza in pala, pizza a metro e tante altre. La mia è una pizza napoletana. Deve, indubbiamente, essere buona, rispecchiare il mio carattere e il mio modo di essere. Insomma, la personalità.

D. Da quando coltivi questa passione?

R. Ho cominciato sin dalla giovane età di 13 anni. Da un lavoro, scelto con lo scopo di guadagnare qualcosina, ne è nata una grande passione. Con molta perseveranza ho varcato diversi confini.

D. Ottima pizza e grande spirito imprenditoriale: qual è il tuo segreto?

R. Ottima pizza? (ndr) Grazie! Sono sempre felice quando me lo dicono i miei clienti. Questo mi sprona a non deluderli mai. Senza di loro, non sarei arrivato dove sono oggi. Da pizzaiolo provo a fare l’imprenditore e sto ottenendo buoni risultati. Per ora, abbiamo appena iniziato; la salita è ancora lunga e ripida.

D. Qual è la tua specialità?

R. La mia specialità è la pizza "Dieci". È farcita con una selezione di pistacchio, fior di latte di Agerola, maialino nero casertano, Scaglie di Grana e granella di Pistacchio. Tutto condito con olio EVO.

D. Negli anni hai fatto passi da gigante aprendo tre pizzerie "Libro’s". Perché questa scelta?

R. Nasce, sinceramente, da un desiderio, un sogno ovvero quello di poter aprire con il mio nome ovunque. Oggi mi rendo conto che per realizzare tutto questo, ci sono sono tante difficoltà ma non perdo mai né la giusta motivazione né la speranza.

D. Pizza all’estero: puoi dirci di più sul progetto a Formentera?

R. Io e i miei soci, l’avvocato Luciano Castiello e l’ architetto Pasquale Mariniello, volevamo portare un concept tutto napoletano. Vendiamo Pizza & Caffè napoletano. Sembra che l’isla bonita stia apprezzando!

D. Cosa ti aspetti dalle tue attività?

R. Spero crescano sempre di più nel tempo poiché vorrei fare in modo che sempre più persone apprezzino il mio prodotto. Staremo a vedere.

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mercoledì 5 febbraio 2020

Il mercato è da sempre un luogo si scambio per vendere, comprare e svelare nuove realtà produttive legate in primis al territorio. E così Eataly Roma ha deciso di organizzare nelle giornate dell’8 e il 9 febbraio e del 22 e 23 febbraio, Mercato dei Contadini in Festa, un’occasione unica per rendere omaggio alle eccellenze agroalimentari del Lazio.
I sapori e i profumi della campagna laziale pervaderanno il negozio di Eataly dove sarà allestito un grande e coinvolgente mercato contadino; i clienti potranno trovare tante specialità biologiche di piccoli e virtuosi produttori del territorio.
Mercati dei Contadini in Festa parte all’aperto, nel loggiato di fronte Eataly con una selezione di prelibatezze laziali prevalentemente biologiche e prosegue all’interno del punto vendita, nell’area adibita al mercato dei produttori al piano terra che, per l’occasione, si arricchirà di tante nuove proposte.

LA FESTA INIZIA ALL’APERTO E...

Nello spazio esterno ad Eataly si potranno degustare formaggi e latticini, prodotti da forno, pane integrale e di segale, uova e salumi tutti rigorosamente biologici dalla cooperativa Agricoltura Nuova che ha sede all’interno della Riserva Naturale di Decima Malafede. Una realtà agricola ma anche sociale che coinvolge nella sua attività produttiva persone con disabilità.
Produce formaggi, salami e mortadelline Rinascita 78, una cooperativa di Illica, fondata da un gruppo di ragazzi desiderosi di far rinascere il proprio territorio, compreso tra il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il Parco Nazionale dei Monti della Laga. Qui tutti gli animali vengono allevati allo stato semibrado e la trasformazione e lavorazione viene fatta in maniera tradizionale e con metodo biologico.
Davvero speciali i biscotti dell’associazione Agricampo Onlus di Roma che da anni opera nel settore sociale e della salute mentale con progetti di ippoterapia e di Fattoria Sociale rivolti a studenti con disabilità della scuola secondaria di secondo grado. Tra le ultime iniziative in essere Sbilanciamoci, un progetto che offre, ai ragazzi disabili, la possibilità di formarsi come addetto al packaging e alla produzione di biscotti.
Dall’incontro tra esperti del settore agroalimentare, zootecnico e del turismo nasce Agrodesk, una realtà improntata sul concetto di sicurezza del “buon cibo”, fiducia in chi lo produce e contatto con il territorio. Da loro si potrà acquistare pasta, formaggi, salumi e conserve vegetali bio.
Da Montelibretti arrivano i formaggi e lo yogurt di capra dell’Azienda Agricola Tinte Rosse di Di Marco Alessandro e Tripaldi Carmela. Un’attività zootecnica avviata nel 2010 e che attualmente conta circa 150 capre in lattazione e 100 caprette da rimonta.
Da Mercati dei Contadini in Festa ci sarà l’olio extravergine dell’Azienda Agricola Casasole di Bolsena che produce un olio evo classificabile come “prima spremitura a freddo” e ancora le patate, le cipolle, l’aglio e i legumi biologici dell’Orto di Marziana di Curitti Antonio, una piccola azienda biologica di famiglia che coltiva prodotti semplici e genuini, come una volta. È vocata alla produzione di legumi e farine di farro bio Agri.Sa.Na, azienda dei Monti Reatini che coltiva grani antichi, tra cui il Triticum Dicoccum spelta da cui si ricava una delle migliori paste alimentari. Marmellate, sottoli e olio extravergine sono le specialità di Tre Colli Azienda Agricola Biologica situata sulle fertili colline della Sabina Romana.
Il Lazio è sempre più conosciuto anche per i suoi vini, l’Azienda Vitivinicola Francesca Cardone Donati di Colonna, sarà presente con le sue etichette Doc e Mostoitaliano di Roma con le sue birre realizzate con ingredienti biologici e a km zero in collaborazione con Cooperativa Agricola Nuova.

...PROSEGUE ALL’INTERNO DI EATALY

Nei weekend dell’8 e 9 febbraio e del 22 e 23 febbraio il Mercato dei Produttori del Lazio, presente al piano terra di Eataly, si arricchisce di prodotti biologici e a km zero, incontri ed eventi con i produttori e nuove proposte street food. L’Apicoltura Mielinfiore di Albano Laziale proporrà mieli biologici, propoli e pappa reale; da Agricolonna di San Cesareo si troverà un’offerta variegata di frutta e verdura biologica; pane e prodotti di pasticceria saranno protagonisti da Ivan, il re del pane proveniente da Artena.
L’Azienda Agricola Biologica Casale Nibbi di Amatrice porterà lo stracchino stagionato, le mozzarelle, le scamorze, le ricotte e le caciotte mentre, dalla prima fungaia a km 0 del Lazio, arriveranno i prodotti dell’Azienda Agricola Moretti di Marino.

EVENTI, DEGUSTAZIONI E STREET FOOD

Nel corso di Mercato dei Contadini in Festa si potrà prendere parte ai corsi e alle degustazioni tenute dai piccoli produttori laziali. Sabato 8 febbraio alle 11.30, Ivan Il re del pane terrà un laboratorio sulla preparazione del pane per grandi e piccini e alle 18.00 l’azienda Mielinfiore farà vedere come si preparano i telaini dell'arnia. Si parlerà della coltivazione di funghi con l’azienda Moretti, domenica 9 febbraio alle ore 12.00 e, alle ore 17.30, Agricolonna terrà uno spettacolo in maschera a tema ricette di cavoli.
Le attività riprenderanno sabato 22 febbraio alle 11.30 con il laboratorio sulla preparazione del pane per grandi e piccoli di Ivan, Il re del pane; alle 16.30 Casale Nibbi insegnerà a fare lo yogurt e alle 18.00 l’azienda Mielinfiore dimostrerà come si prepara la cera d'api bio. Domenica 23, alle ore 12.00, Agricolonna replicherà lo spettacolo in maschera a tema ricette di cavoli.
Tante le proposte di street food contadino che si potranno degustare nel corso dei due weekend di Mercati Contadini in Festa dalle ore 10.00 alle 19.00. Tra le stuzzicanti proposte da strada troveremo: il piatto di formaggi, ovoline, ricotta e confetture di mele di Casale Nibbi, le ferratelle con miele di Mielinfiore, le bruschette con salse ai funghi o tartufate di Moretti, il pane e le lingue di pizza di Ivan Il re del pane e la bruschetta con crema di cavolfiore di Agricolonna.
Inoltre, girovagando da Eataly dalle ore 11.30 alle ore 21.30, si potranno assaggiare le offerte street food di Mozao che preparerà la piadina con ciauscolo, cicoria e scaglie di parmigiano; i fagioli con le cotiche di Salato e Juice Bar ma anche l’arancino con castagne o alla boscaiola da Le Sicilianedde. E ancora le bruschette nella versione semplice, gourmet e con pancetta da Caciocavallo impiccato e la pizza con mortadella insieme a tante altre pizze da Cibaria. Il tutto da abbinare ad un calice di birra del birrificio Matà nel weekend dell’8-9 febbraio e del birrificio Maltovivo in quello del 22 e 23 febbraio. Infine, per salutare l’arrivo del Carnevale, da Fortunato si potrà fare incetta di castagnole, frappe e tante altre dolci bontà.

MERCATI DEI CONTADINI IN FESTA
All’aperto
Sabato 8 e domenica 9 febbraio dalle 9.00 alle 17.00
Sabato 22 e domenica 23 febbraio dalle 9.00 alle 17.00
All’interno
Sabato 8 e domenica 9 febbraio dalle 10.00 alle 19.00
Sabato 22 e domenica 23 febbraio dalle 10.00 alle 19.00
Street Food Contadino
Sabato 8 e domenica 9 febbraio dalle 11.30 alle 21.30
Sabato 22 e domenica 23 febbraio dalle 11.30 alle 21.30

Per maggiori informazioni e prenotazioni:
0690279201

martedì 4 febbraio 2020

MILANO. 2 novità caratterizzano il mese de Il Buono in Tavola, mercato contadino a filiera corta che ogni martedì anima la piazza antistante la Basilica di Sant’Eustorgio, a pochi passi dai Navigli: la fattoria Il Cascinetto (Salvarola, Cr) sarà presente ogni martedì con la carne di struzzo e la frutta bio del progetto Buono Dentro. Tra i jolly fa invece il suo ingresso dalla Bassa Pavese il riso Carnaroli dell’azienda Campo dell’Oste (Filighera, Pv), agricoltori da oltre 150 anni e bio dal 1998.
Filiera completa e sostenibilità con prodotti agricoli provenienti da zone e produttori che hanno a cuore la biodiversità: questa l’elemento che caratterizza questo farmers’ market nel cuore di Milano. Un mercatino indipendente che non è legato ad alcuna associazione, è costituito solo da produttori agricoli lombardi e che ha preso il via nella primavera 2015 grazie ad un bando del Comune di Milano che ha voluto dare spazio all’agricoltura regionale ed alla sua produzione d’eccellenza.
Dalle campagne lombarde alle tavole dei milanesi: fanno parte dell’ampio catalogo de Il Buono in Tavola prodotti di stagione a filiera completa ma anche progetti ed iniziative contro lo spreco alimentare. Tra questi, Buono Dentro ovvero frutta di imperfetto aspetto proposta a prezzi low cost.
Sui banchi del mercato frutta e verdura raccolta poche ore prima, riducendo al minimo la distanza tra luogo di produzione, luogo di vendita ed infine il consumatore finale. Ed inoltre salumi, formaggi vaccini e di capra, latte, carne, pane fresco e prodotti da forno, uova, miele, vino ma anche piatti pronti da asporto per le schiscette della pausa pranzo o per una cena in nome della dieta mediterranea. Un catalogo ricco che comprende nello specifico freschi di stagione, pane, focaccia, prodotti da forno, farine, torte salate, dolci, conserve, il miele prodotto sulle montagne di Sondrio, i salumi di maiale e di capra bio, le deliziose verdure di Carbonara al Ticino, gli arrosti, le carni bianche e rosse nostrane, il latte e le uova di Bergamo, le marmellate, il riso, dall’Oltrepo Pavese i vini naturali di Maggi Vini Possessione Sparano Capelli, la produzione di Cascina Santa Brera, realtà agricola bio del Parco Agricolo Sud. E ancora i formaggi vaccini, quelli bio di capra dei pascoli di Montegrino (Va) e Capracanta, formaggio caprino a latte crudo del progetto filiera di Slow Food Sopra La Panca. Tra i banchi del farmers’ market del Parco delle Basiliche è possibile trovare la carne di struzzo: una carne molto tenera che pur essendo una carne rossa, ha un contenuto di grassi e colesterolo paragonabile alle carni bianche. Ricca di ferro e proteine, i suoi grassi sono per lo più polinsaturi e quindi adatta a chi vuole tenere a bada il colesterolo.
Il mercatino del martedì di piazza Sant’Eustorgio vede anche la presenza di alcuni produttori jolly che si passano il testimone di martedì in martedì: protagonista di ogni primo martedì il riso Carnaroli dell’azienda Campo dell’Oste (Filighera, Pv). L’11 Febbraio sarà invece la volta dell’azienda Anima Rossa e dello zafferano prodotto nel cuore della Brianza. Seguono nei martedì successivi i frutti di bosco in vasetto o trasformati in deliziose marmellate e composte di Cascina di Mezzo per chiudere in bellezza il mese grazie all’olio extra vergine di oliva Garda DOP biologico di La Cavagnina.

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lunedì 3 febbraio 2020

Un nuovo importante riconoscimento che premia la sua storia plurisecolare perché, da oltre 230 anni, il Vermouth per eccellenza è conosciuto e amato in tutto il mondo.
La storia di Carpano inizia nel 1786, quando Antonio Benedetto Carpano sviluppa la ricetta del moderno vermouth nella sua piccola enoteca di Torino. Grazie alla sua conoscenza derivata dagli studi da erborista aggiunge all’antica bevanda di vino, assenzio e un mix unico di erbe e spezie. Grazie a lui nasce così anche il momento dell’aperitivo e il vermouth ne diviene la massima espressione.
La menzione nella guida si riferisce a tutte le sue celebri referenze: Antica Formula, il primo vermouth, un prodotto dalla storia leggendaria dal gusto inconfondibile, ai Carpano Classico, Bianco e Dry, all’iconico Punt e Mes, fino all’ultimo nato Carpano Botanic Bitter, con le sue 10 erbe aromatiche infuse artigianalmente.
So Wine So Food e Forbes Italia, con i loro team di esperti, hanno selezionato le massime espressioni dell’eccellenza italiana attraverso un’attenta ricerca, scegliendo tra le eccellenze che, con le loro storie e i loro prodotti, hanno saputo distinguersi nel panorama del gusto italiano. L'eccellenza e la perfezione, il genio, la tradizione, l'innovazione.
La prima edizione della guida è stata presentata lunedì 27 gennaio 2020 al MAXXI di Roma, è già disponibile come allegato al numero di gennaio di Forbes e sarà presto consultabile in digitale sul sito del magazine.
La Fratelli Branca Distillerie è un'impresa familiare leader creata nel 1845 da Bernardino Branca. Sotto la guida di Niccolò Branca, quinta generazione della famiglia, la società ha esteso significativamente la presenza dei propri marchi in oltre 160 paesi negli ultimi 20 anni.
La società ha un portafoglio diversificato di brand premium e luxury guidati da Fernet-Branca, al liquore Brancamenta, il Vermouth Carpano, Punt e Mes, Carpano Botanic Bitter, il liquore Caffè Borghetti, il Brandy Stravecchio Branca e Stravecchio Branca XO, la Grappa Candolini e il Vermouth di lusso Antica Formula di Carpano, inventore del Vermouth.

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sabato 1 febbraio 2020

A Beer&Food Attraction alla Fiera di Rimini torna il Concorso Birra dell’Anno di Unionbirrai, il trofeo brassicolo dedicato alle migliori birre artigianali italiane che festeggia la sua quindicesima edizione. La premiazione è prevista per sabato 15 febbraio 2020 alle 14, durante la prima giornata della manifestazione, quando verrà annunciato anche il Birrificio dell’Anno. La fiera sarà inoltre l’occasione per presentare il nuovo portale dedicato al marchio Indipendente Artigianale, in programma domenica 16 febbraio alle 14.
"Il lavoro che stiamo facendo per identificare e promuovere i birrifici artigianali indipendenti – spiega Vittorio Ferraris, Presidente Unionbirrai – si è concretizzato anche nella creazione del sito www.indipendenteartigianale.it. Il portale funziona da vetrina per le realtà in possesso del marchio, che oggi sono già circa il 50% dei nostri associati, e come strumento per aiutare il consumatore a trovarne le birre in mescita nei locali aderenti di tutta Italia".
L’edizione 2020 del Concorso ha registrato l’adesione di 302 birrifici artigianali per un totale di 2.145 birre iscritte, un 8% in più rispetto a quelle dello scorso anno. La loro valutazione è affidata a 108 giudici nazionali e internazionali: tra gli italiani molti sono i Beer Tasters, degustatori qualificati provenienti dai corsi Unionbirrai, mentre gli stranieri provengono da Paesi di tutta Europa, ma anche da oltreoceano, in particolare da Stati Uniti, Brasile, Messico e Paraguay.
Alle 41 categorie di birre già previste dal regolamento se ne aggiunge quest’anno un’altra riservata alle Sour Italian Grape Ale, birre dalle note acide ottenute dall’aggiunta di uve, mosto, vinacce o vino cotto.
Beer&Food Attraction sarà inoltre l’occasione di entrare in contatto con i numerosi incontri formativi organizzati da Unionbirrai. Oltre all’appuntamento di domenica dedicato al bilancio e alle novità relative al marchio Indipendente Artigianale, di particolare rilievo tra gli eventi rivolti agli operatori di settore sarà il dibattito di lunedì 17 febbraio alle 14.00 sulla situazione dei birrifici agricoli italiani, dalla filiera delle materie prime fino alla normativa di settore e le opportunità offerte dal mercato.
Il pubblico potrà invece approfondire la propria cultura birraria attraverso degustazioni, brevi corsi su come servire la birra e sugli errori da evitare quando si produce, incontri con i birrai e talk dedicati alle novità del panorama italiano.
Il programma completo degli appuntamenti di Beer&Food Attraction è disponibile al sito www.beerandfoodattraction.it

Unionbirrai
Unionbirrai (UB) è un'associazione nata nel 1999 per tutelare e promuovere i Piccoli Produttori Indipendenti di Birra in Italia.
Dal 2005 organizza "Birra dell'Anno", il concorso che premia le migliori birre artigianali italiane, e diventa Membro effettivo dell'EBCU - European Beer Consumers Union, dove oggi è anche componente del Comitato Direttivo.
Nel 2008 viene consolidata l'azione di tutela dei piccoli produttori, con l'accreditamento ufficiale presso l'Agenzia delle Dogane e i vari enti preposti al controllo della produzione di birra, e con la partecipazione ai tavoli tecnici.
Dal 2017 Unionbirrai è Associazione di Categoria, che guarda al futuro dei Piccoli Produttori Indipendenti di Birra italiani con la serietà e determinazione necessaria allo sviluppo del comparto, e con lo stesso contagioso entusiasmo dei pionieri della Birra Artigianale Italiana. Oggi Unionbirrai conta 356 piccoli birrifici associati in tutto il Paese.

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venerdì 31 gennaio 2020

La kermesse, unico evento italiano con ben 12 masterclass consecutive programmate in tre giorni di manifestazione, ha visto la presenza di oltre 500 partecipanti che hanno avuto la possibilità di approfondire il mondo degli spumanti Made in Italy grazie al ricco calendario di masterclass e talk show che hanno animato il Festival.
Produttori d’eccellenza e personaggi illustri del panorama spumantistico italiano hanno coinvolto il pubblico con i loro Spumanti, il racconto di territori, esperienze e progetti. Un appassionante viaggio nell’Italia delle bollicine, con la regia di Andrea Zanfi, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’Assessore all'Agricoltura della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente, del Presidente del Consorzio Tutela dei Vini D'Abruzzo Valentino Di Campli, di Lamberto Gancia, Vincenzo Russo, Professore dell'Università IULM di Milano e dell’ Università La Sapienza di Roma, Bruno Vespa, il Presidente, Stefano Zanette, e il Direttore, Luca Giavi, del Consorzio Prosecco DOC, Stefano Ricagno, Vice Presidente del Consorzio D'Asti, il Direttore del Consorzio Oltrepò Pavese Carlo Veronese, il Direttore del Consorzio del Durello Aldo Lorenzoni e Giampietro Comolli.
Le tre intense giornate sono state inaugurate dal grande successo di partecipazione del corso formativo Master Bubble’s Spumantitalia e si sono concluse con l’effervescente banco d’assaggio della giornata di domenica.
Appuntamento a gennaio 2021 per la terza edizione che vedrà l’apertura alla spumantistica internazionale con la presenza di aziende francesi e spagnole.

giovedì 30 gennaio 2020

Pensati per i consumatori più attenti al benessere personale e alla sostenibilità ambientale. Così nasce la linea "i Misti BIO" Noberasco: cinque proposte 100% BIO, mix di frutta secca, essiccata e super frutti ancora più gustosi grazie al continuo miglioramento dei processi produttivi che esaltano la genuinità della materia prima selezionata ed attentamente miscelata.
Due i formati 100% riciclabili: la versione scorta da 130g in formato doy carta, dotato di un pratico zipper salvafreschezza in plastica -separabile dal resto della confezione- e la versione monodose da 40g, interamente smaltibile nel circuito della carta.
Armonia: il mix fonte di rame che contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso. Con noci del Brasile, anacardi, mandorle e noci.
Fitness: il mix fonte di magnesio che contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. Con noci del Brasile, semi di girasole, cranberries e anacardi.
Power: il mix fonte di manganese che contribuisce al normale metabolismo energetico: Con noci, cranberries, nocciole e physalis.
Ritmo: il mix fonte di potassio che contribuisce al mantenimento di una normale pressione sanguigna. Con noci del Brasile, nocciole, noci, cranberries.
Wellness: il mix fonte di fosforo che contribuisce al normale metabolismo energetico. Con noci, cranberries, anacardi, nocciole, noci del Brasile e uva sultanina.
Con i nuovi Misti BIO, Noberasco pone al centro il benessere sia del consumatore, sensibile a sane abitudini alimentari e corretti di stili di vita, sia quello dell’ambiente, scegliendo pack innovativi in materiale 100% riciclabile che favoriscono ed educano verso scelte sostenibili.
I Misti BIO sono in vendita nel reparto ortofrutta di tutte le migliori catene di super e ipermercati, al prezzo di euro 2,49 (130 g) e euro 1,49 (40 g).

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mercoledì 29 gennaio 2020

Il Consorzio Vino Chianti torna in Germania con 18 aziende che saranno impegnate in una collettiva in due tappe, il 28 gennaio a Monaco e il 30 gennaio a Berlino: protagonista della missione commerciale sarà il "Chianti Superiore Docg" che verrà proposto in una degustazione "verticale" di vini dal 2018 al 2011, uno per ciascuna delle sette sottozone di produzione della Denominazione. A Monaco il Chianti Superiore Docg si inserirà nel collaudato format dei "Tre Bicchieri", a Berlino in quello dei "Vini d'Italia World Tour", sotto il cappello del Gambero Rosso International. In entrambe le occasioni il Consorzio Vino Chianti organizzerà anche un seminario per diffondere la conoscenza del Chianti Superiore Docg, una categoria di prodotto ancora non molto diffusa e caratterizzata da parametri di produzione più restrittivi rispetto al Chianti: minor resa per ettaro, grado alcolico minimo più alto, affinamento minimo di un anno e un profilo organolettico più raffinato.
Il Chianti Superiore Docg è un vino moderno e duttile, dinamico, interpretato da una minoranza di produttori con cifre stilistiche del tutto personali: dai modelli più freschi e giovani, che prendono spunto dai vini di annata per accentuarne struttura, acidità, complessità di profumi, ai modelli più austeri, maturi, anche da invecchiare.
E' su questo Chianti "super" che il Consorzio punta per consolidare la propria presenza sul mercato tedesco, un'area strategica per le importazioni che però ha dato nell'ultimo periodo alcuni segni di sofferenza: il calo delle vendite di vino italiano in Germania è stato pari al 10% nei primi sette mesi del 2019 .
"La Germania è per noi il primo mercato europeo di riferimento, assorbe il 32% delle esportazioni totali pari a 19 milioni di bottiglie" dice il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi "Il rallentamento dell'economia tedesca sta iniziando a farsi sentire con i consumatori che si rivolgono ai vini spagnoli e cileni che hanno prezzi più favorevoli. Dobbiamo essere presenti oggi a maggior ragione per mostrare la qualità superiore dei nostri prodotti e presidiare con cura un mercato che resta comunque strategico, nonostante le buone performance registrate in altri Paesi".

martedì 28 gennaio 2020

Critica enogastronomica da oltre 15 anni, Lisa Fontana apre il suo Blog di cibo e vino Taste and Style e presto si fa conoscere come la prima Blogger italiana vincitrice di due contest di cucina valutati e premiati dallo Chef Carlo Cracco. Tra i premi, un cooking master class con lo stesso Chef Carlo Cracco. Da li il suo percorso formativo prosegue con il titolo di Sommelier AIS, a cui seguono quello di Assaggiatore di Formaggi ONAF, Tecnico Assaggiatore di Salumi ONAS e Assaggiatrice Chocholier. La sua passione e la sua dedizione nel mondo del cibo, la portano ad affinare sempre più le sue competenze affermandosi come esperta del mondo Food & Wine dove è parte di numerose giurie di valutazione e conduce eventi, oltre ad essere volto televisivo come ospite con i suoi suggerimenti di cucina, arte del ricevere e show cooking. Recentemente ha conseguito il titolo di Brand Teller con il Centro Studi Assaggiatori, un nuovo modo di comunicare territori e prodotti.
"Per SIPO realizzerò ricette stagionali in cui le verdure saranno indiscusse protagoniste e tutti gli altri ingredienti vi gireranno attorno. Il mio impegno è quello di valorizzare una realtà imprenditoriale che fa propri concetti importanti come la freschezza, la genuinità e la territorialità dei prodotti - dichiara Lisa Fontana. Rappresentare aziende di eccellenza, che sappiano ispirare il mio lavoro è motivo di grande soddisfazione e orgoglio, perché credo molto in quello che faccio e nei Brand che rappresento e per me è fondamentale essere credibile con chi mi segue e trova utili i miei suggerimenti".
La collaborazione è già cominciata con le prime due ricette preparate da Lisa Fontana per l’inizio del nuovo anno: infusi ed acque aromatizzate con le erbe aromatiche per depurarsi e fare il pieno di vitamine e minerali; albero di Natale in pasta sfoglia alle verdure dell’orto e acciughe del cantabrico.

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lunedì 27 gennaio 2020

"Instabilità geopolitiche, guerre commerciali, dazi e Brexit hanno forti ripercussioni sulle esportazioni vinicole. È fondamentale avviare una vera e propria ‘cabina di regia’ tra istituzioni e filiera del vino, luogo di confronto per avviare un prezioso gioco di squadra ed individuare opportune strategie per un settore che è ambasciatore nel mondo del made in Italy".
Lo ha ribadito al ‘Tavolo del Vino’, promosso dalla Ministra Teresa Bellanova, la filiera rappresentata dai presidenti delle organizzazioni più autorevoli del settore (Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Assoenologi, CIA Agricoltori, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini, Unione Italiana Vini).
"Abbiamo apprezzato l’approccio pragmatico e la disponibilità espressa dalla Ministra Bellanova ad un confronto diretto e costruttivo" hanno aggiunto i rappresentanti della filiera "I produttori intendono essere al fianco delle istituzioni e da queste si aspettano un reciproco sostegno anche su tutta una serie di delicati temi da affrontare nei prossimi mesi, come la nuova politica agricola comune, la semplificazione degli adempimenti burocratici, l’evoluzione dei modelli di commercializzazione, l’attenzione alla sostenibilità, il vino come parte integrante della dieta mediterranea, il suo consumo responsabile e le nuove sfide legate all’etichettatura. Ci auguriamo - hanno continuato - che la cabina di regia possa essere operativa in tempi rapidi, con obiettivi chiari e scadenze definite, coinvolgendo i soggetti maggiormente rappresentativi delle imprese attive in vigna, in cantina e sui mercati".
Le organizzazioni agricole e settoriali da vari anni hanno attivato un tavolo di analisi e proposte che ha consentito di raggiungere importanti traguardi come il ‘Testo Unico del Vino’. La richiesta, ora, è di avere presto tutti i decreti applicativi entro Vinitaly 2020, la fiera in programma a Verona dal 19 al 22 aprile prossimi.
"L’esortazione" hanno concluso i presidenti "è di collaborare all’obiettivo comune della crescita in reputazione e valore dell’Italia del vino".

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