martedì 31 marzo 2020

Una degustazione virtuale che unisce tutta l’Italia. Con questa iniziativa ONAV desidera rinnovare lo spirito dell’associazione, promuovendo un’iniziativa virale, aggettivo che di questi tempi suscita paura ma che, nel web, indica una grande e positiva diffusione.
Ognuno degli oltre 9000 Assaggiatori di Vino ONAV posterà, a partire dal 26 marzo alle ore 12.00 fino al 13 aprile alle 24.00, una degustazione virtuale, realizzata a casa propria, nel pieno rispetto della campagna #iorestoacasa.

"Non vogliamo sminuire la drammaticità del momento che stiamo vivendo ma riteniamo che l’iniziativa possa essere un viatico per pensare positivo e fare passare con sobrietà, questi giorni. In questo modo, inoltre, anche se a distanza potremo proseguire il nostro impegno nella diffusione della cultura del vino" afferma il presidente Vito Intini.

Seguendo le pagine social di ONAV, infatti, chiunque lo desideri, socio o non socio, potrà seguire le degustazioni.
Ecco le semplici regole per realizzarle:
- presentare il vino, l’azienda, i vitigni, la metodologia di produzione, descrizione organolettica, senza il punteggio;
- Indossare un segno di riconoscimento ONAV: logo, spilla, manuale, valigetta, calice ONAV, da mettere nell’inquadratura;
- Realizzare un video tra i 90 e 120 secondi e solo formato orizzontale;
- Postare il video sul proprio profilo Facebook con questo testo: #ilvinociunisce #iorestoacasa

lunedì 30 marzo 2020

A seguito della chiusura imposta dall’emergenza sanitaria da Covid-19 lo chef Berton decide di guardare con positività al futuro della ristorazione e, in un’ottica di ripresa generale del settore, ha ideato questa speciale offerta che permette di "investire" sul suo ristorante acquistando un voucher per due persone che comprende un calice di aperitivo e un menù degustazione realizzato per l’occasione dallo chef al costo di 150€.
Il voucher sarà ovviamente utilizzabile solo dal momento della riapertura del Ristorante Berton e si avrà tempo fino al 20 dicembre 2020 per usufruirne godendosi una cena per due persone presso il Ristorante Berton.

"Ho pensato che con la vendita di questi voucher potevamo ridurre l’impatto economico causato dalle necessarie misure di prevenzione adottate. Acquistare un voucher non è solo una questione di investimento, bensì un modo per lanciare un messaggio di fiducia sul fatto che questa crisi finirà e il settore della ristorazione si riprenderà" dichiara Andrea Berton.
Per informazioni o per acquisto del voucher è necessario scrivere a info@ristoranteberton.com.

domenica 29 marzo 2020

"Uno spiraglio di luce sembra arrivare dalla Cina per quanto riguarda le vendite di vino – è il moderato auspicio di Giovanni Geddes da Filicaja, AD di Ornellaia – con un graduale aumento degli ordini, soprattutto di Ornellaia 2017 (uno dei vini italiani più famosi nel mondo, ndr), l'ultima annata disponibile sul mercato, pare davvero che uno dei più importanti mercati per il nostro export, non solo di vino, stia ripartendo.

Questo deve essere motivo di grande sollievo e ottimismo non solo per noi, ma per l'intera industria vitivinicola italiana". Secondo Geddes, dopo un mese difficile per il mondo del lusso e in particolare del vino, ci sono quindi motivi validi per riprendere fiducia nell’importante mercato cinese in cui l’Italia esporta circa il 6% dell’intera produzione vitivinicola.

sabato 28 marzo 2020

Ganbei è il termine cinese dei brindisi, come dire "cin cin", "in alto i calici". Promotrice del progetto è Erika Ribaldi, Donna del Vino, già export manager di Frescobaldi sui mercati asiatici, che spiega in una lettera-appello: «Con un gruppo di inossidabili colleghi in questi giorni abbiamo dato i natali a Project Ganbei. Ci rendiamo conto che il miglior modo per creare terreno fertile a una cooperazione produttiva, duratura tra due realtà lontane geograficamente eppur così vicine nel recente passato, possa partire dall’aspetto umanitario. Già il Governo Cinese ha inviato équipe di medici e infermieri con esperienza diretta ad assistere i nostri eroi-sanitari con assoluta professionalità ed efficienza. Ma la solidarietà si spinge non solo tra i governi e i sanitari, si estende alle persone».
L’appello è stato raccolto dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino e dalla presidente Donatella Cinelli Colombini: «Il network internazionale delle Donne del Vino, di cui abbiamo messo le basi a novembre scorso a Simei, inizia a funzionare e lo si vede in un momento di difficoltà estremo come quello che sta attraversando l’Italia ora. Raccogliamo l’appello di Erika e lo diffondiamo anche qui per aiutare chi ora è in prima linea».

Nel concreto, il Project Ganbei vorrebbe raccogliere fondi per acquistare materiale sanitario in Cina sotto la supervisione di un team medico, sensibilizzando in particolar modo il settore vitivinicolo, importatori, ristoratori, Asia Pacific area managers, brokers, press e consumers cinesi. Raccogliere donazioni per sostenere il lavoro di Protezione Civile, Croce Rossa e Istituzioni sanitarie Italiane. L’Ambasciata Italiana in Cina che si occuperà del pagamento delle spedizioni.

Per chi vuole contribuire dall’Italia, le donazioni possono essere fatte a:
OVERLAND FOR SMILES Onlus | Via Premuda,46 - 20129 Milano
IBAN: IT90I03111654500000000 | BIC: BLOPIT22 | CF: 97449320155
CAUSALE: Erogazione liberale pro-Covid-19

Turismo del vino virtuale per viaggiare con la fantasia in attesa di poterlo fare veramente. Ecco cosa propongono le 900 Donne del Vino di tutte le regioni italiane che nei prossimi giorni, inonderanno la rete con le immagini delle loro cantine e dei loro vigneti. Tanti video, collegati dall’hashtag #ledonnedelvinoconvoi, che vogliono incoraggiare a resistere chi è chiuso in casa durante l’emergenza Covid-19.
Video che trasmettono passione per il proprio lavoro ma soprattutto il coraggio di donne dallo spirito combattivo che non hanno intenzione di piegarsi alle difficoltà create dall’epidemia. Testimonianze, vere, dirette, di vita vissuta, fatte in modo artigianale dalle stesse protagoniste che parlano in prima persone e forse per questo emozionano.
Propongono una “fuga” virtuale nel mondo del vino ai winelovers che normalmente, con la primavera, arrivavano nelle cantine, nelle enoteche, nei ristoranti con l’intenzione di scoprire grandi bottiglie e invece quest’anno devono stare in casa. Un appuntamento rimandato dicono le Donne del Vino con sguardo fiducioso verso il futuro: «Non mollate e state a casa, siamo con voi e vi aspettiamo presto!»
Le Donne del vino sono un’associazione senza scopi di lucro che promuove la cultura del vino e il ruolo delle donne nella filiera produttiva del vino. Nata nel 1988, conta oggi quasi 900 associate tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste. Le Donne del vino sono in tutte le regioni italiane coordinate in delegazioni. 

Link:

venerdì 27 marzo 2020

(Credits Benedetta Marchi, Harvest Moon Hub)
Lavarsi spesso le mani e mantenersi a distanza di sicurezza dalle persone: sono solo alcune delle regole da rispettare ai tempi del coronavirus per evitare la diffusione del contagio. Ma alla base della prevenzione c’è il sistema immunitario, che deve essere potenziato e rinforzato in modo naturale, con alcuni preziosi accorgimenti.
"Il funzionamento del nostro sistema immunitario è influenzato dal microbiota, ovvero dalla comunità di batteri che popola l’intestino”, spiega Emanuela Caorsi, consulente in nutrizione olistica (www.emanuelacaorsi.com) "I batteri buoni proliferano più facilmente in un ambiente alcalino, basico. Ecco perché un’alimentazione alcalinizzante è fondamentale per favorire la proliferazione di batteri buoni, proprio quelli che ci aiutano ad avere un sistema immunitario efficiente". Come fare, allora, per aiutare le nostre difese a funzionare al meglio? Ecco alcuni semplici consigli:

1. Green eating:
Inserire nella propria alimentazione tante verdure, soprattutto a foglia verde, è il modo migliore per alcalinizzare il corpo. Via libera, ad esempio, a spinaci, bietole, cavolo riccio, cavolo nero, rucola, broccoli, cavolfiore, cavolo, cavolini di bruxelles, finocchi, zucchine, senza dimenticare limoni e alghe. La mossa vincente? Iniziare il pasto con una vellutata "green", ad esempio di cavolfiore o di broccoli.

2. Vitamine C e D3, il boost per le nostre difese:
Consumare alimenti ricchi di vitamina C può dare un vero boost al sistema immunitario. E se la vitamina C lo supporta, la vitamina D3, invece, modula la risposta immunitaria, rinforzando il sistema linfatico. Semaforo verde, quindi, per frutta e verdura in particolare limone, pompelmo, kiwi, broccoli, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, cavolo nero e patate dolci.
"É importante ricordare che la vitamina C è solubile in acqua e molto sensibile al calore, il che significa che per poterne godere appieno è meglio che l’alimento che la contiene venga mangiato crudo", raccomanda l’esperta.
La vitamina D3, invece, si trova unicamente in alimenti di origine animale, in primis nel tuorlo d’uovo, che sarebbe meglio consumare crudo o comunque liquido per non alterare gli acidi grassi che contiene, quelli cioè, che trasportano proprio la vitamina D3.

3. Zucchero e glutine nella Black List:
la proteina del glutine e gli zuccheri semplici possono inibire il corretto funzionamento del sistema immunitario e andrebbero limitati il più possibile. Attenzione quindi a cereali come grano, kamut, farro, l’orzo, segale, e avena.

4. Nel menù anche probiotici e fitoterapici:
Sono importantissimi per stimolare il sistema immunitario poiché interagiscono direttamente con il microbiota: sono i probiotici in capsule, che contengono diversi tipi di batteri con un cospicuo numero di cellule attive (almeno 20 miliardi). Un aiuto extra può arrivare anche dai fitoterapici come echinacea, tabebuia e olivello spinoso, che hanno la capacità di stimolare la risposta del sistema immunitario.

5. Bere acqua alcalina (pH 7+):
assumere almeno un litro e mezzo di acqua alcalina al giorno, con pH 7+ e preferibilmente ionizzata, contribuisce ad alcalinizzare il corpo e i tessuti connettivi, rinforzando le difese immunitarie. Inoltre, grazie alla sua struttura micro-molecolare, l’acqua alcalina ionizzata, come quella di HYDRAQUA, aiuta a depurare l’organismo dall’eccesso di acidi causato da un’alimentazione ricca di prodotti raffinati e preconfezionati, con un eccessivo consumo di proteine di origine animale e da esercizio fisico intenso.
HYDRAQUA è la prima acqua alcalina ionizzata plastic free, con pack in alluminio 100% riciclabile all’infinito. Recentemente presentata al Gran Galà del Calcio di AIC (Associazione Italiana Calciatori), HYDRAQUA è un’acqua con pH alcalino 9+ - intendendo il pH come misura dell’acidità e della basicità di una soluzione acquosa - che le conferisce una elevata capacità idratante. HYDRAQUA si basa su Fonte Filette, una delle fonti più pure al mondo situata a Guarcino (FR), fra le montagne dell’Appennino Ernico laziale. Zero arsenico, nitrati quasi assenti (0,2 mg/l.), sodio a 2,9 mg./l. e residuo fisso di 224 mg./l.: i numeri parlano chiaro e fanno di HYDRAQUA un vero elisir di benessere. Grazie ad uno ionizzatore, le molecole di HYDRAQUA vengono sottoposte ad un processo di elettrolisi, che ne riorganizza le sostanze contenute al suo interno in base alla loro carica elettrica. Questo processo conferisce all’acqua il pH alcalino superiore a 9 senza additivi aggiunti e a zero calorie . HYDRAQUA è in vendita sul portale www.acquedilusso.it/it/acqua-hydraqua
ed è in arrivo sugli scaffali della GDO a partire dalla primavera.

giovedì 26 marzo 2020

(Pixabay)
In cucina regnano sovrani materiali specifici, ideali per cuocere e contenere gli alimenti, ma soprattutto perfetti per non contaminare i cibi.
Ad ogni tipologia di cottura è bene abbinare la scelta di un materiale.  Una scelta che passa inevitabilmente attraverso l’idea di gusto che si vuole dare di un piatto, la ricetta, ma anche la tecnica prescelta per la preparazione, che fa spazio ad una filosofia del tutto personale di cucina come quella che abbracciano i grandi chef.

Utensili e attrezzature professionali per la ristorazione

Fra i materiali più adatti per cucinare il cibo non può mancare l’alluminio, proposto in tre diverse varianti: semplice, con rivestimento antiaderente o in ceramica. Si tratta in tutti i casi di una soluzione apprezzata per la leggerezza e l’elevato grado di conducibilità termica, che permette di irradiare il calore in maniera uniforme.

Le potenzialità dell’acciaio inox

L’acciaio inox stravince in cucina offrendo soluzioni adeguate. Perfetto per realizzare utensili e contenitori, riservati ad ospitare i cibi durante la cottura, si rivela il materiale principe per allestire una cucina o un laboratorio professionale, come ci spiegano gli esperti di settore alla pagina www.ristoattrezzature.com/acciaio-inox/.

Le attrezzature professionali per la ristorazione sono prevalentemente costruite in acciaio inox. I motivi vanno ricercati nelle caratteristiche che vanta questo materiale ovvero la particolare resistenza all’acqua, così come al vapore e all’umidità , agli acidi alimentari e a quelli deboli organici e inorganici.

L’eccellenza di un materiale come l’acciaio inox consente di realizzare supporti quali mensole, cappe d'aspirazione, tavoli, armadi, lavamani, lavelli, pensili, carrelli, elettrodomestici e scaffalature, essenziali per poter operare nella cucina di un ristorante, di una pizzeria o di un hotel.

L’acciaio inox è garanzia di igiene e resistenza, fattori di non poco conto nella gestione di una cucina, ma si rivela ideale anche per realizzare pentole e padelle, soprattutto in abbinata ad un rivestimento antiaderente.

In cucina non mancano rame, terracotta e porcellana

Fra gli utensili e i contenitori per la cottura nelle nostre cucine non mancano oggetti di pregio realizzati in rame, terracotta e porcellana, ma anche più semplicemente in ferro, materiale che si rivela perfetto per la cottura di carne e fritti.

Per cotture lunghe e a fuoco lento si fa apprezzare l’utilizzo di pentole in ghisa, soprattutto laddove il contenitore è dotato di uno strato antiaderente o smaltato, che raddoppia l’efficacia.

Particolarmente resistente all’escursione termica è la pietra ollare, tipica della Valchiavenna e della Valtellina. Ideale per realizzare piastre da collocare direttamente sul fuoco o sul barbecue può essere utilizzata per la cottura grigliata delle carni. Plasmata per la costruzione di pentole consente le lunghe cotture per cucinare ottimi stufati e brasati.

Vetro e silicone proposte di ultima generazione

Per soluzioni di ultima generazione a stravincere è soprattutto l’uso del silicone. Sbarcato in cucina per  realizzare contenitori adatti alla preparazione di dolci e ricette al forno, garantisce tempi di cottura veloci e elimina o riduce al minimo la presenza di burro e grassi di varia tipologia. Gli stampi in silicone si possono utilizzare anche nel forno a microonde e sono in grado di resistere a temperature diverse andando dai – 40 a +250° C. Se si sceglie l’acquisto di utensili e contenitori in silicone è bene optare per prodotti pregiati di qualità superiore come quelli realizzati in silicone platinico.

Il vetro garantisce una soluzione altamente igienica per cuocere ed ospitare gli alimenti.  In cucina in realtà viene utilizzato Il vetro borosilicato,meglio conosciuto come pyrex. Considerato positivamente, perché idoneo al contatto con gli alimenti, lo si preferisce ad altri per cotture non troppo intense. La fragilità del materiale infatti esclude cotture spinte nel forno tradizionale, come in quello a microonde.


Si chiama "Italia Keeps On Cooking" ed è l’evoluzione di quanto realizzato su scala locale con @milanokeepsoncooking ("Milano continua a cucinare"). La campagna social ideata dal team dell’agenzia Alessia Rizzetto PR & Communication, specializzata in ambito food & beverage, è stata estesa a tutto il territorio nazionale dopo che il lockdown causato dall’emergenza sanitaria ha coinvolto l’Italia intera con la conseguente chiusura forzata di tutti i ristoranti.
E’ così che è stata avviata la produzione di una nuova serie di speciali grembiuli riportanti la scritta "Italia Keeps On Cooking", destinati a chef, ristoratori e appassionati di cucina che da Nord a Sud potranno sostenere il progetto, veicolando un messaggio di incoraggiamento per la categoria, messa a dura prova dall’immobilismo di questi giorni, e, al tempo stesso, allietando le giornate di tutti coloro che sono reclusi nelle loro abitazioni tramite la realizzazione di video-ricette facilmente replicabili a casa.
L’iniziativa persegue anche una finalità benefica: il ricavato della vendita dei grembiuli, infatti, sarà interamente devoluto all’ospedale "Luigi Sacco" di Milano, una delle realtà in prima linea nella lotta al COVID-19 con la sua terapia intensiva in queste difficili settimane.

"Avendo molto a cuore la situazione in cui i protagonisti del mondo dell’ospitalità e della ristorazione sono venuti a trovarsi, abbiamo pensato" spiega Alessia Rizzetto, founder dell’omonima agenzia di comunicazione e PR "di creare una campagna social che, tramite la pubblicazione di post con indosso un grembiule con il claim da noi ideato ‘MILANO KEEPS ON COOKING’, incoraggiasse la categoria, e non solo, a non fermare la propria creatività, il dinamismo e la produttività che da sempre contraddistinguono noi italiani, contribuendo al tempo stesso anche a fare del bene. Quando poi il lockdown è diventato generale, abbiamo deciso di estendere l’iniziativa coinvolgendo quanti più cuochi possibile in tutta Italia, così da amplificare ulteriormente il messaggio e trasmettere un segnale positivo importante sia al nostro Paese che all’estero. Un modo anche per rilanciare su scala nazionale e internazionale l’attrattività della gastronomia made in Italy in un momento in cui la grave emergenza sanitaria in corso impone necessariamente una pausa".
Sono più di 60 i cuochi che hanno aderito al progetto e di cui si potranno trovare le video ricette sull’account ufficiale dell’iniziativa @milanokeepsoncooking. Tra questi Andrea Berton, Antonio Guida, Wicky Priyan, Andrea Aprea, Davide Oldani, Daniel Canzian, Enrico Bartolini, Eugenio Boer, Eugenio Roncoroni, Ernst Knam, Fabrizio Borraccino, Luigi Taglienti, Lorenzo Sirabella, Gianluca Fusto, Roberto Di Pinto, Giuseppe Zen, Riccardo Gaspari, Cristina Bowerman, Andrea Tortora, Michelangelo Mammoliti, Lorenzo Cogo, Simone Circella, Giuseppe Maglione, Luca Natalini, Antonia Klugmann, Moreno Cedroni, Cristiano Tomei, Chiara Pavan e tanti altri che stanno rispondendo numerosi all’appello all’insegna del claim #italiakeepsoncooking.
Per sostenere la raccolta fondi a favore dell’ospedale “Luigi Sacco” e ricevere il proprio grembiule è sufficiente scrivere a press@alessiarizzetto.com.

mercoledì 25 marzo 2020

(Ansa)
"Serve l'allargamento delle misure di sostegno per tutte le aziende agricole, senza discriminazione di fatturato e a prescindere dal fatto che siano in bonis o meno" è il messaggio che arriva dal Consorzio Vino Chianti dopo la lettura del decreto "Cura Italia" che "non soddisfa le nostre aspettative in termini di stanziamento dei fondi assegnati per gli interventi a favore delle imprese, in termini di provvedimenti in campo tributario-fiscale, in materia previdenziale e di lavoro e previdenza sociale né tantomeno nel campo del credito", dice il direttore del Consorzio Marco Bani.
"Il rinvio delle attuali scadenze al mese di maggio 2020 o sue eventuali brevi rateizzazioni, quando saremo ancora, a detta degli esperti, nella fase calante della pandemia vedrà le aziende alle prese con i problemi di liquidità per il perdurare della crisi del mercato e dei consumi e quindi nell'impossibilità di far fronte alle scadenze" aggiunge il direttore.

Le imprese agricole, e il mondo del vino in particolare, hanno esigenze specifiche: "I mercati sono bloccati" dice il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi "quindi le vendite sono ferme, ma noi non possiamo bloccare la produzione perché fermare le nostre aziende significherebbe abbandonare i campi. Il mercato interno è fermo da settimane, adesso si stanno chiudendo anche gli sbocchi commerciali in Europa, Stati Uniti e Sud America. La Cina, in lenta ripresa, è un mercato nuovo che non potrà in nessun modo compensare il fermo dei nostri riferimenti storici. Va bene tutelare i dipendenti per le imprese costrette a fermarsi, ma nel nostro caso gli operai sono tutti al lavoro perché le nostre attività seguono il ciclo vegetativo delle piante, che si sussegue a prescindere da calamità e pandemie: almeno nella fase attuale ci servirà a ben poco la cassa integrazione, a noi servono interventi a sostegno delle aziende che devono continuare a produrre ma non possono e non potranno vendere".

martedì 24 marzo 2020

A sostegno della raccolta fondi promossa da Banca di Credito Cooperativo e da AICAST Imprese Italia, per ogni colomba acquistata on line sul sito www.pasticceriadevivoshop.it, verranno devoluti 10 euro a favore dell’Ospedale Cotugno e dell’Ospedale Pascale di Napoli.
Un gesto concreto di aiuto e di sensibilizzazione verso le tante difficoltà e gli enormi sacrifici a cui sono sottoposti medici, infermieri e tutto il personale sanitario impegnati oggi ad assistere i nostri cari e le troppe persone colpite dal Covid-19.
Dalla famiglia De Vivo, un contributo importante rivolto all’attuale emergenza in corso, nella speranza che si possa prima possibile arginare il virus e fermare il numero dei contagi, per tornare ad essere l’Italia attiva che lavora e produce.
Per le famiglie, la possibilità di ricevere a casa e gustare una soffice delizia della tradizione pasquale contribuendo ad un’iniziativa benefica di grande valore.

Per quel che riguarda il laboratorio Pasticceria De Vivo, nasce negli anni Trenta a Pompei come panificio per i gourmet che transitavano tra gli scavi archeologici e il santuario. Una regola fondamentale è applicata oggi come allora dalla famiglia: l'utilizzo del lievito madre. Sessant'anni e due generazioni dopo, la pasticceria è guidata da Marco De Vivo con l'ausilio della moglie Ester e della figlia Simona. Oggi oltre al laboratorio vi è l’elegante caffetteria dove è possibile gustare ogni giorno una golosa selezione di torte dal design innovativo e prodotti tipici napoletani, fatti con passione e sapienza. La lavorazione del cacao, rigorosamente "monorigine", si trasforma in cioccolatini, praline e tavolette dal profumo e aroma autentico. La varietà dei gelati, rigorosamente artigianali, è preparata utilizzando solo ingredienti freschi e naturali.
Il capo pasticcere di De Vivo è il pasticcere Maurizio "Black" Santin che ha arricchito la pasticceria e la produzione con mignon moderne, torte che ammiccano alla moda internazionale e monoporzioni di grande impatto estetico.
"Un respiro più internazionale e un bancone pasticceria più moderno e improntato all’estetica" racconta Marco De Vivo.
"Ho voluto lasciare inalterata la proposta tradizionale di lievitati e di dolci tipici della tradizione partenopea, dove De Vivo è già molto affermato, cercando di dare maggiore attenzione all’estetica e a una selezione di prodotti più moderni" dichiara Maurizio Santin.

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lunedì 23 marzo 2020

Nasce a Roma StuPisci, fast Casual di pesce. Frutto dell'intraprendenza di quattro giovani ragazzi calabresi StuPisci vuole abbinare all'informalità tipica dei fastfood, l'attenzione e la qualità caratterizzante i migliori ristoranti. Il piccolo e informale locale si trova in via Bellinzona 11, nel meraviglioso quartiere Trieste. 

Il menu tende a valorizzare prodotti regionali di nicchia come il miele al bergamotto, la zizzona di Battipaglia, il ragusano dop, il pecorino di Monteporo, il caciocavallo di Ciminà e tanto altro ancora. Oltre ai panini di mare, il menu si compone anche di tartare, insalate e numerosi fritti.
Meritevole di menzione è infine l'attenzione all'ambiente, che mai come in questo periodo storico si rende necessaria per la salvaguardia del nostro ecosistema. A tal proposito Stupisci si propone come brand green avendo azzerato l'uso della plastica monouso.

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domenica 22 marzo 2020

"VIVA - La Sostenibilità nella Vitivinicoltura in Italia" è un progetto promosso dal Ministero con la collaborazione scientifica del Centro di Ricerca OPERA per la sostenibilità in agricoltura dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.
Si tratta di un programma volontario fondato su 4 indicatori (Aria, Acqua, Vigneto, Territorio) che analizza le prestazioni di sostenibilità del settore vinicolo, valorizzando gli aspetti ambientali, sociali ed economici associati alla produzione del vino.

Attraverso l’indicatore ARIA è stato preso in esame l’impatto della produzione del singolo prodotto e dell’insieme di tutte le attività aziendali sul cambiamento climatico, quindi la quantità di gas effetto serra prodotti durante le normali attività aziendali.
Con l’indicatore ACQUA è stato valutato il volume totale di acqua dolce consumata, riferita sia all’azienda nella sua totalità che a una singola bottiglia di vino da 0,75 litri, tenendo conto anche dell’acqua consumata e inquinata nelle varie fasi della produzione del vino.
Attraverso l’indicatore VIGNETO sono state prese in considerazione le pratiche di gestione agronomica dei vigneti, in particolare l’utilizzo degli agrofarmaci e le relative conseguenze sui corpi idrici e sul suolo.
Infine, con l’indicatore TERRITORIO sono state valutate le ripercussioni dell’attività aziendale sul territorio e sulla comunità locale, andando ad analizzare le ricadute sulla biodiversità, sul paesaggio, sulla società e sulla collettività.
Si è preceduto così ad esaminare ogni singola operazione effettuata durante l’anno solare di riferimento: l’utilizzo di energia elettrica per il funzionamento delle macchine, per l’illuminazione della struttura e per la produzione, il gas utilizzato per il riscaldamento, i consumi di acqua e lo smaltimento di rifiuti, i carburanti utilizzati dalle macchine aziendali e negli spostamenti dei dipendenti da casa al posto di lavoro, solo per fare alcuni esempi concreti. Sono stati valutati anche l’impatto delle emissioni generate dalla produzione e dalla spedizione del packaging dei vari prodotti, nonché quelle causate dal trasporto dei prodotti finiti in Italia e in Europa. Moltissime ore, inoltre, sono state spese per i rilievi in campo e per l’analisi dei vigneti atti alla produzione del nostro Soave Classico Rocca Sveva.
Sempre in tema di sostenibilità di recente l’ufficio Marketing di Cantina di Soave ha realizzato un dépliant, tradotto anche in inglese, dove sono raccolti dati e progetti dell’impegno dell’azienda per lo sviluppo di una viticultura sostenibile.

"Accogliamo con soddisfazione il rinnovo" dichiara l’enologo responsabile di Rocca Sveva Giancarlo Piubelli "della certificazione Viva, a cui Cantina di Soave ha aderito nel 2017 ottenendola per la prima volta nel 2018. Tutto ciò attesta il nostro impegno per una vitivinicoltura sostenibile, nel rispetto di tutto ciò che vive intorno al nostro sistema produttivo, dal territorio agli operatori e i consumatori. È stato un iter lungo e laborioso, ma ci ha permesso di monitorare la ripartizione dei consumi tra le varie attività aziendali e ottimizzare le prestazioni per un maggiore risparmio energetico ed economico".
"VIVA - dichiara il Direttore Generale di Cantina di Soave Wolfgang Raifer - è uno dei tanti progetti green che Cantina di Soave porta avanti. Abbiamo intrapreso questo percorso, perché riteniamo importante coniugare le nostre esigenze produttive ed economiche al rispetto dell’ambiente e dei suoi ecosistemi naturali. L’intenzione, naturalmente, è quella di proseguire su questa strada, il futuro della viticoltura di qualità passa anche dalla sostenibilità".

sabato 21 marzo 2020

In questi giorni è stata indirizzata una lettera alla ministra delle Politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova per mettere nero su bianco le difficoltà che il mondo vitivinicolo sta vivendo in relazione alla "grave crisi determinata dalla diffusione della Covid-19". A scrivere la lettera è la filiera del vino, "che riunisce le principali organizzazioni del settore (Confagricoltura, Cia, Copagri, Alleanza delle Cooperative Italiane, Unione italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi).

"Sono avanzate al Governo alcune proposte per mitigare i danni subiti dal comparto con la specifica che il perdurare dell'emergenza sanitaria in Italia e la sua diffusione a livello globale sta determinando una situazione di rilevante difficoltà per l'inevitabile contrazione dei consumi a causa della chiusura dei pubblici esercizi e per la mancata ricezione negli alberghi, agriturismi e nella ristorazione, naturale sbocco per le produzioni nazionali e valido supporto promozionale dei vini italiani verso gli acquirenti nazionali e stranieri. Si propone una prima serie di misure che riguardano, a livello europeo, una forte flessibilità nelle misure già esistenti, tra cui il sistema delle autorizzazioni per gli impianti viticoli, la ristrutturazione dei vigneti, investimenti e promozione per liberare risorse a favore del settore. A livello nazionale la filiera avanza invece la convocazione del tavolo vino perché operi come cabina di regia del settore per le iniziative urgenti di supporto. Si ritiene necessario prevedere un 'Piano Strategico di sostegno all'export vitivinicolo nazionale'" si legge nella lettera. 

venerdì 20 marzo 2020

Giovanni De Angelis, Direttore Generale ANICAV: "In questi giorni dai clienti esteri sono pervenute richieste di certificazioni aggiuntive alle aziende della trasformazione riguardo la sicurezza e salubrità dei nostri prodotti, in particolare per quanto riguarda il rischio infezione da Covid-19. Certificazioni aggiuntive sono da ritenersi assolutamente inutili, in quanto il pomodoro trasformato è un prodotto perfettamente sicuro grazie ai particolari processi industriali di trasformazione e grazie alle tecniche utilizzate nelle fasi di lavorazione. Inoltre l’intero processo di lavorazione della materia prima - dalla raccolta all’inscatolamento – è controllato e garantito secondo i protocolli igienico sanitari, con personale sottoposto a rigidi protocolli per la sicurezza e avviene con ausilio di alte temperature, in ambienti di lavorazione sanificati e con l’utilizzo di macchinari sterilizzati. Inoltre, non sussistono pericoli di contaminazione per il prodotto che, essendo naturalmente acido, crea vita difficile alla proliferazione di microrganismi. Infine, dopo la chiusura, ogni scatola è sottoposta a ulteriore sterilizzazione con l’inattivazione microbiologica ed enzimatica del contenuto".
"In questi giorni anche l’EFSA" aggiunge De Angelis "ha dichiarato che non ci sono prove che il cibo sia fonte o via di trasmissione probabile del virus. Il pomodoro italiano rappresenta un’eccellenza ed è da sempre considerato un prodotto simbolo del Made in Italy nel mondo, la cui bontà e salubrità è universalmente riconosciuta".

L’ANICAV, Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali, nata a Napoli il 5 febbraio 1945, è la più grande associazione di rappresentanza delle imprese di trasformazione di pomodoro al mondo per numero di imprese aderenti e quantità di prodotto trasformato. Essa associa 80 aziende su 110 operanti sul territorio nazionale che trasformano circa il 70% di tutto il pomodoro lavorato in Italia e la quasi totalità del pomodoro pelato intero prodotto nel mondo, con un fatturato, nel 2019, di 2,5 miliardi di euro (pari ad oltre il 75% del fatturato totale del comparto italiano della trasformazione del pomodoro). Circa il 60% delle produzioni è destinato all’esportazione sia verso l’Europa (Germania, Francia, Regno Unito) che verso gli altri Paesi (USA, Giappone, Australia) facendo del pomodoro un ambasciatore dell’eccellenza del made in Italy nel mondo.

giovedì 19 marzo 2020

(Ansa)
"Sono già 19 gli Stati americani che come in Italia hanno scelto di difendersi dal Coronavirus chiudendo la ristorazione, in buona parte composta da prodotti e vini made in Italy. Noi produttori toscani del Brunello di Montalcino siamo vicini agli amici statunitensi e consapevoli che la ripartenza ci vedrà in prima fila accanto a loro". Così il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci, ha commentato le nuove più rigorose misure del governo Usa contro l’emergenza annunciate oggi dal presidente Trump e la serrata dei ristoranti in 19 Stati.

"Alle giuste misure prese per contrastare l’emergenza da Coronavirus" ha aggiunto Bindocci "fa da contraltare una innegabile preoccupazione dei nostri produttori in chiave di mercato. Nel giro di pochi giorni si è infatti fermato il nostro maggiore canale di vendita – quello dell’horeca – nei 2 principali mercati mondiali: Usa e Italia infatti rappresentano in media il 60% delle vendite globali di Brunello. Secondo una recente indagine di Nomisma Wine Monitor su un campione di wine list di 350 ristoranti, nella sola città di New York il 30% delle referenze di vino rosso presenti in carta parla italiano e di queste 1/3 sono toscani, con circa 2mila referenze che arrivano direttamente da Montalcino, a un prezzo medio di 382 dollari. Ora – ha concluso Bindocci – serve attendere – e il nostro vino lo sa fare - e osservare le regole, in attesa che la nostra annata 2015 possa riprendere quella corsa che prima dello stop si stava rivelando molto promettente, in particolare oltreoceano".
Negli Usa quasi la metà dei consumi di vino italiano a valore passa dall’on-trade, per un equivalente di circa 800 milioni di euro. In generale la crescita import dei vini rossi italiani è stata del 20% negli ultimi 5 anni.

mercoledì 18 marzo 2020

Sarà una Pasqua molto particolare quella in arrivo il 12 aprile. La situazione che tutto il mondo sta vivendo condizionerà inevitabilmente anche le celebrazioni, con le famiglie a casa e le scuole ferme.
Chi non vuole rinunciare alla tradizione del lievitato, trovando nella Pasqua un piccolo e dolce momento di serenità da vivere in famiglia, può ricevere direttamente a casa la miglior colomba d’Italia, premiata dal Gambero Rosso lo scorso anno.
La Colomba Classica di Olivieri 1882 è infatti disponibile per l’acquisto online sull’ecommerce ufficiale della pasticceria nata ad Arzignano ormai oltre 130 anni fa: https://www.olivieri1882.com/ it/shop/.

Per ogni Colomba acquistata online da oggi al 3 aprile (ultima data utile per garantire le consegne in tempo per Pasqua) Olivieri1882 devolverà una piccola somma ai reparti di rianimazione terapia intensiva degli ospedali San Bortolo di Vicenza e Cazzavillan di Arzignano: "Nelle ultime settimane" dice Nicola Olivieri, pastry chef e titolare di Olivieri1882 "abbiamo fatto visita a tutto il personale sanitario che opera senza sosta agli ospedali di Vicenza e Arzignano, per cercare di fare la nostra parte e dimostrargli che siamo con loro. Abbiamo iniziato con la colazione, portando i nostri croissant, ma volevamo fare di più. Per questo, da oggi per ogni colomba acquistata sul nostro ecommerce un euro sarà devoluto agli ospedali San Bortolo di Vicenza e Cazzavillan di Arzignano. Non sappiamo oggi dire la cifra finale che raccoglieremo, ma ci auguriamo sia il più grande possibile".
Alla Colomba classica si aggiungono: la Colomba Tre Cioccolati e la Colomba Cioccolato Bianco e Frutti di Bosco. Per la prima, il tradizionale impasto viene arricchito da cioccolato bianco, al latte e fondente Valrhona per un’esplosione di gusto, mentre nella seconda i frutti di bosco semicanditi artigianalmente si fondono con la dolcezza del cioccolato Ivoire 35%. Gusto, sofficità e alta digeribilità. Questa la firma inconfondibile dei lievitati Olivieri 1882, prodotti simbolo dell’azienda artigianale della provincia di Vicenza, che nel proprio quartier generale — oltre a un ampio e organizzato laboratorio — propone una offerta a 360°, dal dolce al salato: caffetteria con viennoiserie, pasticceria moderna, pizzeria con cucina, panificio e gelateria.

martedì 17 marzo 2020

Dalle numerose ricerche recenti dei Pinner, è chiaro che lo shiitake sta prendendo il posto del cavolo riccio. Quella iniziata come una rivoluzione fondata sul cavolo riccio, e che si era presto trasformata nella moda del cavolfiore, ora è stata sostituita dallo shiitake. Questo fungo ha infatti preso il posto del cavolo riccio al primo posto tra gli ingredienti di tendenza.
Mentre su Pinterest le ricerche di ricette con cavolo riccio sono diminuite dell'11%, quelle di piatti con funghi shiitake sono aumentate del 1654% e, rispetto all'anno scorso, sono stato create quasi il 50% di bacheche in più con ricette a base di funghi shiitake.

Il nuovo ingrediente di tendenza è estremamente salutare, ed è anche una comoda alternativa alla carne. Infatti, le ricerche di alternative vegetariane alla carne sono in aumento (+407%), soprattutto ora che il Meatless March ("marzo senza carne") è sempre più popolare (le ricerche sono aumentate del 65% nel 2019 rispetto al 2018).
Per le persone alla ricerca di un'ispirazione per le ricette a base di shiitake, quella più popolare su Pinterest arriva dal blog di Vegetarian Gastronomy e propone un panino vegano con funghi shiitake sfilacciati e salsa barbecue.

lunedì 16 marzo 2020

Ogni Favola ha una fata, per questo la famiglia Berta distilla un racconto che parte da oltralpe alla fine del XVIII secolo, quello de la Fée Verte, la Fata Verde che ha stravolto l’arte, la poesia e i costumi di un’intera epoca, ammaliato Baudelaire, Verlaine e Rimbaud per poi giungere fino a noi. Nasce così Favola Mia un prodotto dall’inconfondibile e irresistibile profumo, tra le cui note spiccano l'artemisia, l'anice stellato, la menta e il coriandolo. E’ l’assenzio creato da Distillerie Berta nel rispetto della tradizione ma che si veste di modernità grazie al suo utilizzo nella mixology.
Ecco quindi la ricetta per un cocktail dal gusto complesso e avvolgente: miscelare Favola Mia con l’amaro d’erbe Il 28 di via San Nicolao, aggiungere vodka, angostura bitter, una scorza di zenzero e una spruzzata di limone. Nasce così un drink singolare, ricco di personalità.

La leggenda narra di un elisir segreto a base di assenzio e di una Fata che amava circondarsi di oggetti di culto, un cucchiaio traforato, un pezzo di zucchero, una fontana d’acqua fredda. Miscelata la pozione il distillato si intorpidiva, apparivano dei cerchi, le onde iniziavano a risalire, si formavano turbine e mulinelli ed ecco che appariva lo spirito ribelle e visionario della Fata Verde che sembrava uscire dall’acqua per prendere vita. Lo spirito incantatore passò dagli alambicchi ai granai, dalle osterie di campagna ai caffè de la Ville Lumière incantando gli avventori, le donne perdevano la virtù, gli uomini la ragione, i poeti diventavano maledetti, gli artisti visionari, come poteva la Fata rimanere impunita? E’ una fata o una strega? Iniziò una vera persecuzione, una caccia alle streghe, ma la fata riuscì sempre a scappare, a nascondersi, a rifugiarsi dai suoi servi fedeli. I distillatori clandestini. Gli anni passavano, la si vedeva uscire la sera dalle cantine segrete, la si intravedeva all’alba, vicino a una locanda isolata, nella foresta alla svolta di un sentiero o in mezzo a gruppuscolo di musicisti.

Scavalcate le alpi il lieto fine circondata dalla passione della famiglia Berta. La passione per il distillato. La passione per l’artemisia che la fa nascere, come un vortice. Nascosta nel Castello di Monteu Roero si è mostrata, ha svelato il suo lato dolce e sinuoso. Come una favola. La Favola Mia.
Il 28 di Via San Nicolao, Di Mombaruzzo, DiAnisè, DiRose, Favola Mia e DiNero, sono i nomi dei nuovi liquori di Distillerie Berta, nati da segreti mix di zucchero, aromi, infusi e distillati di erbe aromatiche e officinali coltivate nel parco naturalistico che attornia la distilleria di Mombaruzzo. Questi prodotti racchiudono profumi e aromi particolari che sprigionano di volta in volta sensazioni diverse che rimandano alla mandorla, al caffè, all’anice stellato, al delicato sentore di rosa e sugellano ulteriormente il legame tra l’azienda ed il territorio.

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domenica 15 marzo 2020

Pellegrini S.p.A., importatore ufficiale in Italia di Jacquesson, produttore di Champagne tra i più conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, presenta ufficialmente il "Programma 2020" della Maison di Dizy.
"Importiamo lo Champagne Jacquesson da 20 anni. Non pochi, quindi, ma tutti un susseguirsi di grandi soddisfazioni. Ripensandoci viene anche un po’ di malinconia, ma guardiamo avanti, forti dei nuovi arrivi e più entusiasti che mai" racconta Pietro Pellegrini, Presidente Pellegrini S.p.A.
"Vent’anni fa abbiamo scelto di abbandonare la produzione della gamma classica per produrre un solo vino che fosse la migliore miscela possibile: era la Cuvée n.728. Sempre vent’anni fa abbiamo incontrato un importatore bergamasco e gli abbiamo affidato la distribuzione di Jacquesson in Italia: era la famiglia Pellegrini. Queste due decisioni sono state tra le migliori che abbiamo preso. Oggi la Cuvée 7xx è un punto di riferimento per gli amanti dello Champagne e l'Italia è il più importante mercato di esportazione per Jacquesson. Un enorme grazie va a Pietro, Angelo, Emanuele e a tutto lo staff Pellegrini S.p.A." afferma Jean-Hervé Chiquet, titolare, insieme al fratello Laurent, di Champagne Jacquesson.

A partire da aprile saranno disponibili 5 nuove attesissime referenze, prima tra tutte la Cuvée n.743 Extra Brut, assemblaggio di vini della vendemmia 2015, provenienti da decine di parcelle, completato con alcuni vini di riserva. La nuova cuvée nasce dopo 5 anni di élevage e di vieillissement in cantina. La n.743, così come le cuvée precedenti della serie 7xx, è stata prodotta con lo scopo di ricercare l’espressione dell’annata di riferimento e metterne in risalto le peculiarità per un’esperienza di degustazione unica e speciale. Ciò che conta realmente per Laurent e Jean-Hervé Chiquet è che il meglio di ogni raccolto venga esaltato e celebrato, in quanto ogni singola annata è diversa da quella successiva e da quella precedente. Ecco perché le cuvée sono tutte numerate, per dare risalto a ogni millesimo e alla relativa personalità. Della cuvée n.743 sono state prodotte 215.330 bottiglie, 10.013 magnum e 302 jéroboam senza dosaggio.
Ad aprile è in arrivo anche la Cuvée n.738 Dégorgement Tardif, nata dalla vendemmia 2010, che ha riposato 96 mesi sui lieviti in bottiglia prima della sboccatura e di cui sono state prodotte 14.457 bottiglie e 639 magnum.
Il Programma 2020 di Champagne Jacquesson prevede, inoltre, tre Lieux-Dits frutto del raccolto 2009, che saranno disponibili dopo un lungo invecchiamento: tre vini parcellari che rendono, come sempre, protagonisti i relativi terroirs di riferimento: Dizy Corne Bautray 2009, Avize Champ Caïn 2009 e Aÿ Vauzelle Terme 2009. Del Dizy Corne Bautray 2009 sono state prodotte 5.172 bottiglie e 300 magnum senza dosaggio, dell’Avize Champ Caïn 2009 ne sono state prodotte 10.306 e 395 magnum con un dosaggio di 1,5 gr/l, mentre dell’Aÿ Vauzelle Terme 2009 sono state realizzate 2.522 bottiglie e 155 magnum senza dosaggio.
Pellegrini distribuisce in esclusiva in tutta Italia gli Champagne della Maison francese dal 2002 ed ha creato nel tempo un rapporto di stima e fiducia, oltre che di amicizia, con i fratelli Chiquet. È stata proprio la Pellegrini S.p.A. a importare nel nostro paese la prima cuvée numerata di Jacquesson, la cuvée n.728.
I vini di Champagne Jacquesson sono disponibili nelle carte dei vini dei più rinomati ristoranti e nelle migliori enoteche.

Champagne Jacquesson - Cuvée n. 743 Extra Brut
Champagne Jacquesson - Cuvée n. 738 Dégorgement Tardif
Champagne Jacquesson - Dizy - Corne Bautray - 2009
Champagne Jacquesson - Avize - Champ Caïn - 2009
Champagne Jacquesson - Aÿ - Vauzelle Terme - 2009

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sabato 14 marzo 2020

Una sola farina per dolci e salati. Che sia pasta per pizze o una torta non fa differenza. Ar.pa Lieviti risponde alle nuove esigenze in cucina presentando una miscela di farine senza glutine ideale per preparare sia ricette dolci che salate.
Le particolari note di sapore rendono il Mix di Ar.pa Lieviti un ingrediente incredibilmente versatile per qualsiasi ricetta casalinga. Può essere utilizzato nella realizzazione di paste brisée, biscotti, pancakes, ma è perfetto anche per pane, focacce e preparazioni salate. Essendo senza glutine, risulta indicato per chi soffre di celiachia, ma la sua consistenza e i suoi aromi al palato rendono quasi impossibile riconoscere la differenza rispetto alle farine con glutine.

L’innovativa miscela, inoltre, presenta caratteristiche nutrizionali ideali per un’alimentazione sana ed equilibrata. Contiene un’elevata percentuale di farina di teff, esclusivamente integrale, che possiede una quantità di crusca superiore rispetto ad altri cereali, contribuendo, così, alla quotidiana regolarità intestinale. Il Mix è ricco di calcio, vitamine, aminoacidi e inulina, un prebiotico che, associato ad un corretto stile di vita, aiuta l’organismo a ridurre l’assorbimento di colesterolo.
Dopo mesi di prove per testarne consistenza e gusto, Ar.pa Lieviti ha ottenuto un prodotto equilibrato e flessibile che unisce versatilità in cucina, qualità e gusto.

Con sede a Ozzano dell’Emilia (Bologna) da oltre 45 anni Ar.pa Lieviti produce artigianalmente e commercializza lieviti per dolci e salati, preparati per creme, budini e panna cotta. Il catalogo Ar.pa comprende un’ampia gamma di prodotti tra cui: amidi e fecola di patate, vanillina per dolci, zucchero vanigliato, cacao in polvere, creme e farciture istantanee per dolci, dedicati a chi vuole realizzare in casa ogni tipo di preparazione. Nel 2005 si è aggiunta una linea senza glutine certificata e nuovi prodotti. Materie prime selezionate ed elevati standard qualitativi rappresentano gli asset distintivi dell’azienda che fa della tradizione coniugata all’innovazione il proprio tratto distintivo. Ar.pa Lieviti si rivolge sia alla GDO, che alle aziende operanti nei settori della pasticceria e della ristorazione.

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venerdì 13 marzo 2020

(Ansa)
In un momento di grave emergenza sanitaria il Consorzio del Parmigiano Reggiano vuole rassicurare i consumatori sulla salubrità della DOP e sul fatto che, come ribadito dall’Autority Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), attualmente non ci sono prove che il cibo sia fonte o via di trasmissione probabile del virus.
Il presidente del Consorzio, Nicola Bertinelli, ha dichiarato al riguardo: "È inaccettabile che paesi dell’Unione Europea, come anche paesi fuori dall’Unione, utilizzino questa crisi sanitaria per arrogarsi il vantaggio competitivo. È un fatto aberrante dal punto di vista etico e dal punto di vista legale è concorrenza sleale".
I mercati esteri sono di primaria importanza per il Parmigiano Reggiano. Il giro d’affari al consumo della DOP si attesta infatti a 2,4 miliardi di euro e viene realizzato per il 60% sul mercato italiano e per il 40% su quelli esteri: Francia e Stati Uniti in testa, seguiti da Germania, Regno Unito e Canada.

"Il Parmigiano Reggiano è prodotto oggi come mille anni fa – ha affermato Bertinelli – solo con latte, sale e caglio e senza l’uso di additivi e conservanti. La produzione è regolata da un rigido disciplinare che non consente ai produttori di pastorizzare, centrifugare o refrigerare il latte. Per questi motivi il Parmigiano Reggiano deve essere prodotto ogni singolo giorno dell’anno. Fermare la produzione avrebbe conseguenze disastrose per la nostra filiera".
"Allo stesso tempo – ha sottolineato il presidente del Conosrzio - la quasi totalità dei nostri 330 caseifici si trova in province fortemente colpite da Covid-19 come Reggio Emilia, Parma, Modena, Mantova e quindi è impensabile sperare di restare immuni".
Per far fronte alla potenziale carenza di organico dovuta ai contagi, il Consorzio ha creato una rete di coordinamento per mettere a disposizione delle aziende una banca dati di casari in pensione ed ex addetti alla produzione che possono essere richiamati dai caseifici in difficoltà.
"Dal punto vista operativo – ha aggiunto Bertinelli - non abbiamo problemi perché il trasporto del latte dalle stalle ai caseifici è consentito così come la produzione del formaggio che è considerata ‘comprovata necessità lavorativa’ dal Dpcm del 9 marzo".

Una potenziale criticità riguarderebbe però la disponibilità di organico, motivo per cui Bertinelli si appella al Governo italiano e all’Unione Europea: "Chiediamo al Ministero delle politiche agricole e all'UE una deroga al disciplinare, come previsto da legge 1151/2012 che regola le DOP in caso di emergenze sanitarie, per consentire maggiore flessibilità ai tempi e vincoli di lavorazione al fine di evitare la chiusura di caseifici e allevamenti".
Ricordiamo che sono 2.820 i produttori che conferiscono il latte ai caseifici del Parmigiano Reggiano e che sia i primi che i secondi devono essere situati all’interno della Zona d’origine. Nel 2018 la produzione di Parmigiano Reggiano ha impiegato 1,92 milioni di tonnellate di latte pari al 15,9% dell’intera produzione italiana.
"Il Parmigiano Reggiano è la prima DOP per valore alla produzione con 1,4 miliardi di euro. Ci sono oltre 50 mila persone impegnate nella filiera e ovviamente la loro salute è la nostra priorità assoluta. Tutti i caseifici hanno adottato le misure del Governo per limitare il contagio, a partire dalla distanza di sicurezza di un metro tra una persona e l’altra", ha concluso Bertinelli.

giovedì 12 marzo 2020

Uno speciale grembiule riportante la scritta "Milano Keeps On Cooking" per lanciare un messaggio positivo a Milano, all’Italia e al mondo intero in un momento di immobilismo e preoccupazione generale che minaccia di infliggere un duro colpo a tutto il comparto della ristorazione. L’idea è venuta al team dell’agenzia Alessia Rizzetto PR & Communication, specializzata in ambito food & beverage, che, facendosi portavoce del malcontento generale della categoria per il momento di difficoltà dovuto all’emergenza sanitaria in corso, ha deciso di mettere a disposizione il proprio know-how, la propria creatività e i propri contatti per contribuire a sbloccare la situazione. L’obiettivo è quello di rilanciare l’attrattività su scala nazionale e internazionale della gastronomia made in Italy, di cui Milano è una delle roccaforti indiscusse, senza per questo ignorare le misure precauzionali imposte dalla grave emergenza sanitaria in corso.

Sono già più di 30 tra chef, pizzaioli, pasticceri e imprenditori della ristorazione - in ordine alfabetico, Mattia Accarino, Marco Ambrosino, Enrico Bartolini, Andrea Berton, Cesare Battisti, Eugenio Boer, Fabrizio Borraccino, Daniel Canzian, Nicola Cavallaro, Roberto Di Pinto, Gianluca Fusto, Antonio Guida, Ernst Knam, Filippo La Mantia, Martina Miccione, Davide Oldani, Mathias Perdomo, Wicky Priyan, Eugenio Roncoroni, Laura Santosuosso, Lorenzo Sirabella, Luigi Taglienti, Matteo Torretta, Viviana Varese, Simone Zanon, Andrea Zazzara – ad aver aderito alla campagna di sensibilizzazione schierandosi in prima linea per la riscossa di Milano. A loro è stato consegnato simbolicamente un grembiule da indossare per poi scattare una foto da pubblicare sui propri social insieme a un messaggio usando l’hashtag #milanokeepsoncooking (Milano continua a cucinare).

"Crediamo sia più che mai opportuno" spiega Alessia Rizzetto, founder dell’omonima agenzia di comunicazione e PR "sottolineare che Milano, città dinamica, creativa e produttiva per eccellenza, non si ferma, anzi continua a 'cucinare' piatti, idee e opportunità, nonostante l’epidemia di Covid-19 ci abbia costretto giocoforza a cambiare per il momento il nostro stile di vita. Ci prestiamo quindi a fare da cassa di risonanza a un messaggio di ottimismo che parta dai cuochi milanesi e che speriamo possa raggiungere il pubblico e le istituzioni, affinché torni l’entusiasmo nell’uscire di casa per godersi il piacere di un pranzo al ristorante e si attivi un supporto concreto e immediato al mondo della ristorazione in un momento di grande difficoltà come questo che stiamo vivendo".
Nei prossimi giorni, inoltre, gli chef coinvolti nell’iniziativa saranno chiamati a realizzare delle video-ricette facilmente replicabili a casa, alle quali verrà data ampia diffusione attraverso l’account IG creato ad hoc (@milanokeepsoncooking) per dimostrare a Milano, all’Italia e al mondo intero che la cucina e la creatività italiana non si fermano e non hanno alcuna intenzione di soccombere alla vera e propria campagna denigratoria messa in atto da alcuni media stranieri.

mercoledì 11 marzo 2020

Il Consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia ha confermato alla presidenza Antonio Rallo.
Eletti anche i due vicepresidenti: sono Giuseppe Bursi e il riconfermato Filippo Paladino. Il nuovo vertice della Doc Sicilia vini resterà in carica nel triennio 2020-2022.
L’elezione è avvenuta venerdì 6 marzo 2020 a Mazara del Vallo, durante la prima seduta del nuovo cda.

"Ringrazio il cda per la fiducia che mi ha rinnovato" ha dichiarato Antonio Rallo "e che, di fatto, testimonia il valore del lavoro corale svolto da tutti i componenti del Consiglio di amministrazione uscente. Continueremo a lavorare, con il supporto dei nuovi consiglieri, per lo sviluppo della Denominazione Sicilia con la massima determinazione possibile".
Il nuovo cda è composto da Vincenzo Ampola, Gaspare Baiata, Giuseppe Bursi, Salvatore Chiantia, Bernard Laurent De la Gatinais, Paolo Di Maria, Filippo Paladino, Alessio Planeta, Antonio Rallo, Letizia Russo, Alberto Tasca, Nicolò Vinci.

Al Disciplinare di produzione del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia aderiscono ad oggi 453 imbottigliatori e oltre 7.800 viticoltori. Nel 2019 sono state prodotte 95 milioni di bottiglie.

martedì 10 marzo 2020

MILANO. Lo chef Ivano Ricchebono è stato premiato ieri dal Norwegian Seafood Council con la nomina ad Ambasciatore dello Stoccafisso di Norvegia 2020. Genovese, executive chef del ristorante stellato The Cook (Genova), Ricchebono è considerato uno dei più creativi chef italiani, in quanto reinterpreta la cucina ligure in modo ricercato, innovativo, ma sempre con grande attenzione alla sua terra d’origine e al "suo" mare.
La sua cucina si basa essenzialmente su prodotti stagionali e del territorio, all’insegna dell’unione della tradizione gastronomica italiana e l’evoluzione della modernità. Il risultato: personalizzazioni inaspettate delle ricette tipiche della tradizione ligure. Infatti, le sue creazioni lo portano a rivisitare i procedimenti classici, esaltando i sapori degli ingredienti.

The Cook è il suo ristorante situato in un punto strategico nel centro storico di Genova, all’interno del Palazzo Branca Doria, nella sala affrescata da Bernardo Strozzi nel 1600. La cucina, premiata con una Stella Michelin, offre sia raffinati piatti gourmet sia piatti della tradizione. Ivano ha mosso i primi passi sotto l’esperta guida del famoso Chef Stefano Giorgi, per poi mettere in pratica i preziosi insegnamenti in rinomati ristoranti e hotel del territorio ligure, fino all’ingresso nel circuito del grande Gruppo Alberghiero francese Accor. Ha avuto così la possibilità di apprendere tutti i segreti di grandi Chef e assimilare le diverse peculiarità culinarie regionali.
Il Norwegian Seafood Council ha scelto di premiare lo chef Ivano Ricchebono con il titolo di Ambasciatore dello Stoccafisso di Norvegia, come riconoscimento della sua straordinaria capacità di lavorare ed esaltare la semplicità e le potenzialità delle materie prime come lo stoccafisso e per la sua creatività nell’unire, in un mix equilibrato e perfetto, la tradizione e l’innovazione.

"Sono davvero felice di ricevere questo importante riconoscimento da parte di un ente così prestigioso come il Norwegian Seafood Council" dichiara Ivano Ricchebono "Lo stoccafisso fa parte della tradizione culinaria ligure e diventarne l’Ambasciatore è per me motivo di grande orgoglio. Rappresenta il segnale che il mio lavoro e il mio impegno stanno andando nella giusta direzione. È bello sapere di essere apprezzati per la propria cucina e di rappresentare quel legame gastronomico tra due paesi, come la Norvegia e l’Italia, all’apparenza così distanti, ma profondamente uniti da quel fil rouge che è la passione per la cucina e le materie prime eccellenti. Lo Stoccafisso di Norvegia è un prodotto dalle qualità organolettiche uniche, che mi permette ogni volta di riportare, con l’estro che mi contraddistingue, i sapori della nostra tradizione in tavola".
"Siamo molto felici di nominare lo chef Ivano Ricchebono come nostro nuovo Ambasciatore dello Stoccafisso" ha affermato Trym Eidem Gundersen, Direttore Italia del Norwegian Seafood Council "Per noi rappresenta uno chef talentuoso, capace di mixare alla perfezione la tradizione culinaria ligure con la modernità per presentare ricette originali e uniche, nel pieno rispetto delle pregiate materie prime. La sua continua sperimentazione, ricerca della perfezione e maniacale cura dei dettagli sono i veri ingredienti dei suoi piatti. E da ligure DOC, nella sua cucina non poteva mancare lo stoccafisso, uno dei prodotti ittici norvegesi più pregiati e importanti della tradizione italiana".

Nel corso della cena di nomina, svoltasi ieri 4 marzo presso il ristorante Savini 1867 Milano, è stato presentato un menù che ha valorizzato al massimo questo ingrediente, a partire da una nuova creazione di Ricchebono: lo "Stoccafisso Antica Genova e non solo". Un mix di sapori e ingredienti semplici come le patate, lo zafferano, il radicchio, le acciughe e il tocco creativo della spugna al basilico per esaltare il sapore unico dello stoccafisso, attraverso un’interpretazione originale e raffinata.
Il premio assegnato dal Norwegian Seafood Council rappresenta il riconoscimento per chi si è distinto nella promozione dello Stoccafisso di Norvegia in Italia. Ivano Ricchebono ha ricevuto il testimone di Ambasciatore dello Stoccafisso dagli chef Enrico e Roberto Cerea, chef a 3 stelle Michelin, del ristorante Da Vittorio a Brusaporto (BG), noti per la loro incredibile capacità di valorizzare una cucina a base di pesce in un territorio, come quello bergamasco, da sempre contraddistinto da una trazione culinaria prevalentemente a base di carne, salumi e formaggi.

lunedì 9 marzo 2020

Slitta la data della prima edizione di "Natural Born Wines – fiera dei vignaioli naturali": l’evento si terrà domenica 14, lunedì 15 e martedì 16 giugno 2020 sempre negli spazi di Villa Boschi a Isola della Scala (VR).
Questa fiera dei vignaioli naturali nasce dal desiderio di dare spazio e far conoscere ad appassionati e operatori una selezione di vignaioli naturali che gestiscono aziende agricole di piccole e medie dimensioni.

Il programma, in via di definizione, prevede anche l’opportunità, tra una degustazione e l’altra, di apprezzare i piatti proposti dai Fratelli Pavesi che gestiscono l’Ostreria alla corte La Faggiola nella campagna piacentina, una trattoria contemporanea dove la cura per la scelta degli ingredienti e per il recupero delle tradizioni è sempre al centro delle proposte gastronomiche.
La traduzione italiana di "Natural Born Wines" potrebbe essere "Vini per Natura", ovvero vini nati da uve accompagnate nel divenire vino senza ausili chimici, in vigne coltivate nel rispetto del terroir e che hanno come genitori naturali il vignaiolo e le vicende atmosferiche di ogni singola annata.

Per informazioni:
Telefono: 348-7186660

sabato 7 marzo 2020

Lo scorso fine settimana, le prenotazioni hanno segnato quasi ovunque in Italia dei miglioramenti rispetto al week-end precedente durante il quale alcune regioni più soggette all’emergenza Coronavirus avevano subito una battuta d’arresto. Se all’inizio della scorsa settimana si sentiva un impatto, da giovedì 27 febbraio in poi c’è stata un'inversione di tendenza che si è confermata nel primo fine settimana di marzo ed è proseguita ieri. Nel dettaglio, martedì 3 marzo c’è stata quasi quasi ovunque una crescita. Non solo nel nord-ovest, nel sud e nelle isole, anche nelle regioni del nord sembra tornare la voglia di uscire di casa a eccezione della zona rossa. Particolarmente significativi i rimbalzi di alcune province settentrionali come Milano che ha visto una risalita del 40% nella data considerata, Monza (+17,8% WoW) e Como (+56% WoW). Con il segno verde anche quasi tutte le principali città del Piemonte e dell’Emilia Romagna. Ad esempio Torino segna un +22,6% delle prenotazioni rispetto alla scorsa settimana. In Veneto riprendono il passo Padova, Rovigo e Vicenza.

"Dopo la paura, i frequenti inviti tornare alla normalità stanno cominciando a generare delle risposte. Andare al ristorante fa parte della cultura Italiana e fa piacere vedere questa inversione di tendenza partire proprio da questo settore" ha commentato Almir Ambeskovic, membro del board di TheFork.
La situazione è ancora fluida, ma dal momento che rimane consentito lo svolgimento delle attività di ristorazione, TheFork ha deciso di potenziare alcune delle iniziative in campo per incentivare gli utenti a concedersi un pasto fuori casa, pur nel rispetto di tutte le necessarie misure di sicurezza.

Prolungato dunque il TheFork Festival, che si estende fino al 18 aprile. Possibili anche speciali YUMMY DAYS, che garantiranno più punti fedeltà agli utenti che andranno al ristorante nelle prossime giornate. Le iniziative saranno comunicate agli utenti di TheFork appena attivate.

venerdì 6 marzo 2020

"Milanesi vi aspettiamo nel nostro ristorante in via Cusani 1, come sempre, senza paura". Questo è il messaggio che Eccellenze Campane, polo enogastronomico con locali anche a Napoli, Roma e Londra, rivolge ai milanesi insieme al menu Milanononsiferma: tutta la qualità della vera pizza margherita, una birra piccola, dolce a scelta, caffè e coperto al prezzo di 10 euro, fino alla fine di marzo.
"La nostra proposta è semplice, così come il messaggio che la sottende" ha dichiarato Achille Scudieri, Amministratore Delegato Eccellenze Campane "Abbiamo purtroppo riscontrato un deciso calo nel nostro store milanese come tantissimi altri esercenti milanesi. Crediamo sia arrivato il momento di reagire alla paura, con la massima disponibilità da parte nostra nel far sentire sicuri i nostri clienti. Ci siamo organizzati e ci stiamo attrezzando secondo le disposizioni igienico-sanitarie del Ministero, attivando una serie di accortezze e procedure ancora più stringenti per i nostri dipendenti e per le pulizie del locale e dei tavoli prima e dopo il consumo. Vogliamo essere rispettosi di questa emergenza, ma anche contribuire attivamente a rilanciare quel messaggio positivo invocato dalle Istituzioni e dal Sindaco Giuseppe Sala. Milano è una città cosmopolita che non si ferma perché nella sua storia, da sempre, ci sono accoglienza, solidarietà e grande convivialità".

Eccellenze Campane conferma così il suo investimento su Milano, una città che resta tra i cardini geografici dello sviluppo del brand. Con questa iniziativa Eccellenze Campane vuole appoggiare la campagna Milanononsiferma sostenuta dal Comune di Milano.
Per quel che riguarda Eccellenze Campane, è un polo enogastronomico, con sede a Napoli, Londra, Milano e a Roma con lo spin-off Verace Sudd. Riunisce piccole imprese locali, operanti nei diversi comparti del settore di riferimento, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare le eccellenze agroalimentari direttamente dal “produttore” al “consumatore”, senza passaggi intermedi, nella logica della filiera corta concentrando in un’unica struttura le migliori produzioni regionali. Eccellenze Campane è, infatti, l'unico centro in Italia dove si producono, si vendono e si consumano prodotti gastronomici di alta qualità: si propone di diventare centro di attrazione in cui elementi quali qualità, tipicità, cultura e tradizione si coniugano con i concetti di sostenibilità, accessibilità, economicità.

giovedì 5 marzo 2020

MILANO. Colpo da maestro per la ditta Garbo Surgelati che approda in TV nazionale con un primo spot avvincente: la storia di un angelo mandato sulla terra per riportare pace e sorriso, riscaldando cuori tristi ed infreddoliti con i suoi bei fritti dorati e panati.
Fin qui potrebbe sembrare una storia banale, se non che l’angelo che via via si trasforma prima in chef, quindi in maître di sala, non è nientemeno che Gennaro Cannavacciuolo: talentuoso attore di larga fama, che sta al mondo della recitazione quanto Antonino Cannavacciuolo sta al mondo culinario.

Un’intuizione brillante quindi la scelta della Garbo Surgelati di usare l’attore partenopeo come testimonial, così da suggerire in modo subliminale un doppio avallo per i propri prodotti: la loro qualità e bontà che ricorda il famoso chef omonimo, la loro unicità e versatilità uniti a quello dell’elegantissimo attore. Sintetizzando che la bontà culinaria travalica i propri confini, diventando arte a tutto tondo.
Uno spot curatissimo la cui resa è impeccabile ed invitante, grazie ad un lavoro fotografico di stampo cinematografico.
Insomma, un minuto che riconcilia gli animi dei personaggi, uniti nel nome dell’arte e ammagliati dall’eleganza di Cannavacciuolo-l’attore che, strizzando l’occhio allo chef Antonino, stuzzica la gola ed il palato dello spettatore servendo irresistibili fiori di zucca dorati, arancini e supplì dalla mozzarella filante della ditta Garbo, e con quale garbo.

mercoledì 4 marzo 2020

"I titoli allarmistici sul blocco del Grana Padano da parte della Grecia, pubblicati oggi su alcune testate, ci stanno mettendo in grande difficoltà, peraltro in modo del tutto immotivato, oltre che non vero, fomentando ulteriormente la psicosi collettiva che ha preso piede in questi ultimi giorni e contribuendo ad alimentare una scorretta percezione dell’attuale congiuntura da parte degli Stati esteri. I rapporti con la Grecia continuano. Pochi minuti fa, ad esempio, ho senza indugi dato l’ok all’invio da parte di un esportatore di un container". Con queste parole Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana Padano, commenta i titoli apparsi su alcuni giornali relativamente alla richiesta da parte della Grecia di una certificazione ‘virus free’ per varcare le frontiere al Grana Padano di un’azienda consorziata. In Europa nel 2018 sono state esportate oltre 1.600.000 forme e di queste poco più di 41.000 in Grecia (2,57%).

"Il Grana Padano posto al consumo oggi" prosegue Berni "è senza problemi: è stato prodotto oltre 10 mesi fa quando 'Covid-19' ancora non esisteva e quello prodotto oggi si consumerà non prima del prossimo dicembre. Inoltre le condizioni biologiche di stagionatura del Grana Padano, come di ogni altro prodotto stagionato, inattivano ogni tipo di virus, quindi anche questo, che comunque si trasmette esclusivamente da uomo a uomo e non con contatti di altro tipo, come ha sottolineato in una nota l’Efsa, l’Autorità Europea per la Sicurezza alimentare, organismo di quell’Unione Europea di cui fa parte anche la stessa Grecia".
"Come ogni prodotto food o non food" aggiunge Berni "sotto il profilo della sicurezza sanitaria, il problema può eventualmente essere legato esclusivamente all’ultimo passaggio prima del consumatore, compreso l’operatore che passa allo scanner della cassa del punto vendita il prodotto, sia che si tratti di un alimento che di ogni altra tipologia di prodotto, anche il quotidiano consegnato dall’edicolante al lettore. Ma ciò attiene a procedure di sicurezza diverse e già messe in campo tempestivamente ed efficacemente dalle istituzioni preposte in Italia. Infatti, è del tutto evidente che non ha alcun senso logico né alcun fondamento scientifico una certificazione come “virus free” riferita ad un qualsiasi prodotto".

"Grana Padano" continua Stefano Berni "si può considerare senza alcun timore di smentita un prodotto sicuro e genuino, talmente sicuro che in questo momento così controverso e complicato può rappresentare uno degli alimenti cardine della dieta giornaliera di tutti, come lo è per me, i miei figli, i miei nipoti e per il mio numeroso gruppo famigliare".
"Confido sul senso di responsabilità degli organi dell’informazione" conclude Stefano Berni "per ripristinare la verità dei fatti ed uscire dal bailamme in cui purtroppo siamo finiti senza motivo, a tutela prima di tutto del consumatore, e poi del mercato e delle migliaia di persone che fanno parte della filiera Grana Padano".

martedì 3 marzo 2020

A primo impatto potrebbe sembrare inappropriato creare un dolce che si ispira ad un’ emergenza mondiale, ma a Napoli si è abituati a sorridere alla vita e a non abbattersi mai. Per questo il pasticciere carinarese ha pensato bene di sdrammatizzare un po’.

Il dolce, farcito con crema al limone e caratterizzato da un affogato cuore alla fragola, vuole trasmettere a chi lo assaggia sia un senso precauzione (giustificato dalla presenza del limone che - da come ci suggerisce il mastro pasticciere - è un disinfettante, sia un senso di ma anche di umanità (simboleggiata dal cuore alla fragola) che, in momenti come questi, non deve mai venire a mancare. Il tutto è ricoperto da una luminosa glassa e da simpatiche sporgenze rosse in zucchero.

"Il dolce" afferma Luigi Conte "nasce per sdrammatizzare questo momento che sta attanagliando l’intero globo. Noi italiani siamo creativi, innovativi e combattivi. Proprio per questo non dobbiamo farci abbattere dal virus, ma dobbiamo affrontarlo. L’idea è nata solo qualche giorno fa parlando proprio del Coronavirus con il mio caro amico Umberto Guarino. A fine della chiacchierata mi propose un dolce proprio per far passare l’amarezza del nostro discorso. Così subito pensai di crearne uno del tutto nuovo, capace di farci sorridere un po’ e addolcire il nostro palato. Purtroppo, questa situazione sta bloccando un po’ tutto, anche il mondo della pasticceria. Infatti, avrei dovuto partecipare ad un evento a Massa Carrara, organizzato dalla F.I.P.G.C., che è, poi, stato annullato. Anche per questo io ho deciso di ironizzarci un po’ su. Noi - conclude - dobbiamo combattere e andare avanti".

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