venerdì 25 settembre 2020

Il Formaggio Piave DOP si rinnova nella tradizione. Un apparente ossimoro che nasconde un grande risultato, diventato ufficiale con la recente approvazione della modifica al disciplinare di produzione, coincisa con i 10 anni della DOP. I cambiamenti apportati vanno nella direzione di valorizzare ancor più il territorio di produzione, con le sue razze autoctone e i piccoli caseifici di montagna, l’anima più autentica di questo prodotto di recente protagonista del reportage fotografico "Versanti di Gusto", realizzato nell’ambito del progetto europeo Nice to Eat-EU.

"La modifica del disciplinare di produzione del Piave DOP ha comportato tempi lunghi e un notevole impegno ma si è rivelata necessaria per adattarsi all'evoluzione delle esigenze produttive dei soci allevatori e a quelle di caseificazione – afferma Chiara Brandalise, Direttrice del Consorzio di Tutela -. Oltre a nuove tecnologie di mungitura importante è stata anche l'innovazione nell'arte casearia e non potevamo non tenerne conto. Abbiamo inoltre introdotto delle modifiche per favorire l'entrata nella filiera del Piave DOP anche di malghe o latterie di piccole dimensioni e inserito la possibilità di utilizzare il latte prodotto da vacche appartenenti alla razza grigio-alpina, una razza tipica montana di queste zone che è stata riscoperta negli ultimi anni".
La modifica del disciplinare (Reg. (UE) n. 2020/1198 del 07/08/2020 – GUUE L 267 del 14/08/2020) riguarda le voci relative a descrizione del prodotto, metodo di ottenimento, alimentazione delle bovine, bonifica termica, caseificazione e salatura. Più precisamente, per quanto riguarda il capitolo "descrizione del prodotto", la modifica definisce in maniera più appropriata il profilo sensoriale del Piave DOP specificando meglio che la colorazione del formaggio varia a seconda della stagionatura (ne esistono ben 5) passando da un colore chiaro ed omogeneo nella tipologia FRESCO per arrivare ad un giallo scuro nelle stagionature più avanzate con una consistenza che diventa più asciutta, granulosa e friabile con il tempo. In riferimento al "metodo di ottenimento", è stata reinserita la razza locale Grigio Alpina perché particolarmente adatta allo sfruttamento delle risorse naturali del territorio. E’ stata inoltre resa esplicita una caratteristica dell’allevamento bovino tipico delle zone montane ovvero la frequente presenza di incroci tra le razze bovine ammesse. È stata poi introdotta la possibilità di effettuare la mungitura per massimo tre giorni consecutivi eliminando il concetto di due o quattro mungiture superate oramai grazie al diffondersi della mungitura automatizzata e perciò il numero di munte consecutive possibili nell’arco della giornata può essere adattato in base alle specifiche esigenze dell’animale. Per quanto riguarda la bonifica termica, la modalità di trattamento termico è stata adeguata alle reali possibilità produttive eliminando i parametri del trattamento perché possono variare a seconda dell’impianto utilizzato, inserendo la facoltà di pastorizzare il latte. La modifica cerca di andare incontro alle richieste di alcune realtà come malghe e piccoli caseifici di montagna che non hanno la possibilità di pastorizzare il latte.
Infine, nel paragrafo "caseificazione" e "salatura" sono stati semplificati alcuni passaggi, lasciando indicate solo le temperature di cottura ed eliminando le tempistiche riferite al processo di caseificazione e togliendo il tempo minimo di immersione in salamoia, tutti vincoli molto limitanti che non consentivano di adeguare tali fasi alle differenti realtà produttive.
Fra gli obiettivi principali del Consorzio di Tutela (www.formaggiopiave.it), vi è la promozione del marchio formaggio Piave DOP e la divulgazione di corrette informazioni sulle specificità del prodotto, oltre alla comunicazione on e offline per favorirne la conoscenza e ampliarne il consumo; Obiettivo che il Consorzio sta perseguendo con il progetto Nice to Eat-EU co finanziato dall’Unione Europea. Attraverso azioni informative e promozionali che vedono protagonista un’eccellenza del made in Italy, Nice to Eat-Eu porta sulle tavole europee tutto il gusto, la tradizione, la certificazione e l’unicità del formaggio Piave DOP e tutti i valori che esso veicola.

giovedì 24 settembre 2020

Questa l’analisi del fine raccolto per il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria. "I vigneti di primitivo nella nostra areale sono apparsi appaiono vigorosi e in ottima salute. – spiega soddisfatto il presidente Mauro di Maggio - La vendemmia ha avuto 12 giorni di ritardo a causa di una primavera fredda e di una estate che ha tardato ad arrivare. Tuttavia dal punto di vista fitosanitario le uve si sono subito presentate buone e, a determinare la giusta maturazione, ci ha pensato il nostro clima caldo con tramontana e la scarsità di piogge. Tutto ciò ha impedito la formazione di peronospora e altre malattie del vigneto".

"La resa è bassa di circa il 35 – 40% in meno rispetto all’annata precedente - continua di Maggio - ma il frutto è di eccellente qualità con un’alta concentrazione di zuccheri. Sicuramente una vendemmia che sarà ricordata come una delle migliori. Si è iniziato dando spazio alla raccolta per gli alberelli che hanno subito presentato un carico basso per poi proseguire nelle zone costiere e, infine, nelle zone dell’entroterra".
"Ci sono tutti i presupposti per trovare nei calici vini ottimi, corposi e con un bouquet tipico del Primitivo di Manduria Dop. - conclude di Maggio - Il lavoro in vigneto si è svolto in questi mesi in modo regolare, compatibilmente con le restrizioni e con le nuove norme emanate per la gestione dell’emergenza Covid-19. Ringrazio tutti i nostri viticoltori per l’impegno che quest’anno è stato ancora più intenso subito dopo il lockdown. Un lavoro che ha garantito la consueta cura dei vigneti e la qualità finale del prodotto. Il merito va soprattutto a loro".

mercoledì 23 settembre 2020

Contrasto. È la parola chiave che meglio descrive l’essenza della cucina thailandese: amaro, dolce, salato, aspro e piccante sono le cinque varianti del gusto che sempre dicono la loro in un piatto Thai, seppure dosati ogni volta in maniera differente.

Ma se veramente vogliamo intendercene della cucina della Thailandia, dobbiamo anzitutto mettere da parte l’idea di "piatto", perché, semplicemente, in questa tradizione, tale concetto non esiste: non è dato che i commensali assaporino ciascuno la propria pietanza, magari nel corso di più portate, bensì l’intero pasto è disposto al centro della tavola, e rigorosamente insieme lo si consuma. Ebbene, protagonista indiscusso di questo rito è il Pad Thai.
Già segnalato nel 2011 al cinquantesimo posto della speciale classifica "Most delicious foods" stilata dalla Cnn, il Pad Thai è un gustosissima miscela, “buona” per tutte le ore e per qualsiasi occasione.
Infatti, si presta alla grande sia come cibo da strada che come ingrediente da tavola al ristorante.
Potrebbe essere diversamente per una ricetta semplice nella sua composizione di base, tagliolini saltati in padella con uova e con tofu, ma aperta alle più svariate possibilità di personalizzazione?
Moltissime e tutte da leccarsi i baffi sono le varianti con cui questo piatto viene solitamente arricchito.
C’è chi, infatti, preferisce impiegare in aggiunta salsa di pesce e succo di tamarindo, e chi invece peperoncino, germogli di soia e gamberetti.
Quasi sempre, nel condimento, non mancano arachidi arrosto sbriciolate e coriandolo, e, perché no, una spruzzata aromatizzante di lime, ma la formula alternativa senza dubbio più curiosa è la ricetta vegetariana: via la salsa di pesce e i gamberi e tanta salsa di soia, a compensare l’assenza degli ingredienti animali.

martedì 22 settembre 2020

Il Consorzio di Tutela Olio DOP Chianti Classico ha incaricato Valoritalia, società leader in Italia nelle certificazioni agroalimentari, di effettuare i controlli sulla produzione dell’Olio DOP Chianti Classico e della verifica del rispetto delle norme previste dal relativo disciplinare di produzione. L’incarico è stato autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole con un Decreto pubblicato lo scorso 31 agosto e avrà durata triennale.

Sin dalla sua costituzione nel 1975, l’obiettivo del Consorzio è stato sempre quello di proteggere e promuovere la denominazione, salvaguardando il territorio e i caratteri del prodotto: buon sapore fruttato con sentori di carciofo crudo ed erba fresca e gradevolmente piccante. Profumi e sapori strettamente legati alle cultivar "Frantoio", "Correggiolo", "Moraiolo" e "Leccino" che possono essere usate da sole o congiuntamente, o unitamente ad altre varietà autorizzate dal disciplinare di produzione per un massimo del 20%.
Realizzare un olio DOP con un elevato valore qualitativo richiede un impegno continuo ed un rigore tecnico che copra tutto il processo produttivo, dal campo al frantoio, perché solo prestando una costante attenzione si riesce a conservare quelle proprietà organolettiche che restituiscono l’identità di un terroir così particolare come quello della DOP Chianti Classico. E’ un’ulteriore garanzia per il consumatore che la certificazione dell’olio DOP Chianti Classico, un prodotto che arricchisce il panorama della cultura del "mangiar bene" italiano, sia affidato ad un ente di certificazione con consolidata esperienza non solo su filiere di qualità affini, ma anche nel biologico e nella sostenibilità.
"La lunga collaborazione con gli enti di certificazione ha permesso ai nostri soci di comprendere che lo 'strumento del controllo' non è soltanto un obbligo imposto dalle leggi, ma è innanzitutto utile alla crescita professionale e tecnica degli operatori. In questi anni le imprese hanno compreso che le verifiche previste dal piano dei controlli sono un’opportunità per migliorare la gestione della tracciabilità e la stessa tutela del prodotto nei confronti del consumatore" afferma Gionni Pruneti, Presidente del Consorzio DOP Chianti Classico.

lunedì 21 settembre 2020

Autunno del gusto nelle Marche, con piatti ricchi di sapori adatti all’avvicinarsi della stagione fresca. Il Brodetto, ad esempio, con la sua carica esplosiva di aromi, sfumature e colori, è pronto a deliziare i palati più esigenti.
Fino a fine novembre, a Porto San Giorgio, è possibile gustare il famoso Brodetto De.Co., ossia la ricetta tradizionale che può fregiarsi della prestigiosa denominazione comunale, scoprendolo nei locali aderenti al circuito cittadino appositamente organizzato.

Nella preparazione del brodetto sangiorgese è vietato l'utilizzo di pesce congelato. Infatti, il pescato utilizzato deve essere rigorosamente dell'Adriatico centrale e vige l'obbligo di utilizzare prodotti ed ingredienti, dal pane all'olio, strettamente locali.
Un’iniziativa che tanto successo ha riscosso in passato e che l’Amministrazione Comunale della nota città rivierasca ha voluto rilanciare come ulteriore stimolo ai consumi fuori casa, in un periodo lontano dai clamori dell’alta stagione, ma anche nell’ottica di un più ampio progetto di promozione turistico-culturale legato alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale della tradizione marinara.
Nel portale www.tipicitaexperience.it e sulla app di Tipicità, le date ed i locali del circuito che propongono la serata dedicata alla succulenta pietanza marinara, patrimonio comune di tutto il bacino adriatico, ma con varianti assai diversificate in ciascuna comunità locale.
Il Circuito del Brodetto De.Co. di Porto San Giorgio è parte del Grand Tour delle Marche, promosso dall’organizzazione di Tipicità in collaborazione con ANCI Marche ed in partenariato progettuale con Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking.

domenica 20 settembre 2020

Il mondo enoico non si è mai fermato e ora ha bisogno di ripartire con il primo evento dedicato – fisico e virtuale –: la Milano Wine Week ( in calendario dal 3 all'11 ottobre). Una piazza prestigiosa di incontro e confronto, di business e relazione, quest’anno ancor di più ampio respiro internazionale. In un contesto così sfidante non poteva mancare il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, portavoce di una "Toscana alternativa" del vino che attrae sempre più l’interesse del mercato e della critica.

"Il lockdown ha ridisegnato le dinamiche di partecipazione alle fiere anche per il mondo del vino" afferma Francesco Mazzei, presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana. "Si è puntato molto sugli eventi digital, sulle degustazioni a distanza, sull’implementazione dell’e-commerce. Ma il confrontarsi quotidianamente con il proprio mercato, i propri competitor e il proprio target è per il nostro settore fondamentale. La Milano Wine Week rappresenta per noi lo strumento perfetto che mette a disposizione un contesto reale, in presenza ma in piena sicurezza, e un’amplificazione virtuale attraverso una piattaforma che ci consente di rivolgerci anche a un pubblico internazionale".
Il Consorzio sarà così protagonista di tre masterclass che si terranno in presenza presso Palazzo Bovara. Gli appuntamenti sono in agenda il 5 Ottobre e tratteranno focus differenti: si va dal Viaggio tra i Rossi autoctoni della Maremma Toscana, un vero e proprio itinerario per conoscere i vini rossi da vitigni autoctoni (ore 14:00). Si scoprirà così che la Toscana oltre che un territorio ricco di storia, vanta anche un’antica tradizione viticola dalla notevole biodiversità, dove non esiste solo il Sangiovese. Degustazione perfetta per palati curiosi. Segue alle 16 l’appuntamento dal titolo: Otto motivi per apprezzare i grandi vitigni rossi internazionali della Maremma Toscana, terra di tradizione certamente, ma dove un terzo della superficie vitata è impiantata con varietà rosse da vitigni internazionali, utilizzate poi in purezza o in blend per dare vita ai super Tuscan! Ideale per i metodici che vogliono argomentare le scelte. Infine l’ultima masterclass è dedicata a uno dei protagonisti dell’estate 2020. Il fenomeno Vermentino: alla scoperta della TOP 10 del Vermentino Grand Prix 2020. Un vitigno che è diventato l’emblema dei vini bianchi della Maremma Toscana. A Luglio si è tenuta la prima edizione del Vermentino Grand Prix e questa è l’occasione per scoprire la fantastica Top Ten dei Vermentini DOC Maremma. Appuntamento alle ore 20:45 per consentire anche il collegamento con New York dove saranno coinvolti buyer, importatori, esperti di settore e giornalisti.
Oltre agli eventi su invito per la stampa e gli addetti ai lavori, la Maremma Toscana sarà protagonista anche con un banco d’assaggio il 7 Ottobre dalle 16 alle 20, al Babila Building – nell’omonima piazza in Corso Venezia 2 – dedicato a professionisti del settore ma anche ai wine lovers per degustazioni in piena sicurezza, dove sarà possibile assaggiare i vini raccontati durante le masterclass.
Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana – nato nel 2014 – conta oggi 313 aziende associate che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini - per un totale di circa 6 milioni di bottiglie prodotte all’anno. E tra i suoi obiettivi ha anche quello di promuovere la qualità dei suoi vini. Per raggiungere tale finalità seleziona anno dopo anno gli eventi più significativi per il mondo del vino. Nel 2020 la Milano Wine Week è indubbiamente uno strumento funzionale: alla sua terza edizione torna trasformandosi in una Digital Wine Fair con un incremento di contenuti e con l’obiettivo di connettere professionisti e buyers di tutto il mondo.

sabato 19 settembre 2020

Al via la vendemmia del Sangiovese di Romagna tra i filari di Poggio della Dogana, l’azienda che sorge a Castrocaro Terme - Terra del Sole, nel cuore del territorio romagnolo, direttamente sul poggio nel quale si ergeva la dogana di passaggio di confine storico, territoriale e culturale tra Romagna Pontificia e Granducato di Toscana nel lontano 1584.

Una raccolta delle uve "sartoriale" che rispetta i ritmi della natura e le diverse tempistiche dei cloni presenti all’interno della tenuta, in linea con la filosofia di valorizzazione dei Cru che l’azienda si propone.
Dopo la raccolta delle uve Albana e Trebbiano, l’azienda guidata dai fratelli Aldo e Paolo Rametta e da Cristiano Vitali si concentra ora sulle vigne che danno vita ai quattro Sangiovese firmati Poggio della Dogana: I Quattro Bastioni, Santa Reparata, Arlesiana e Poggiogirato.
"È stata un’annata con poca pioggia e con escursioni termiche poco significative tra giorno e notte, soprattutto a Castrocaro – affermano i Rametta e Vitali -. Questo ha portato ad una maturazione anticipata e, in alcuni casi, l’uva rossa ha anticipato quella bianca nello sviluppo che ha portato alla vendemmia. Fortunatamente, dopo un lunghissimo periodo di stop delle piogge, le precipitazioni hanno garantito il giusto punto di maturazione per l’Albana: le uve - già cariche di colore e di zuccheri e con acini abbastanza disidratati – hanno potuto reidratarsi per la raccolta avvenuta a fine agosto".
Dalla prossima settimana è prevista la raccolta delle uve Sangiovese. Una vendemmia da osservare, con un calice in mano, tra saliscendi ameni ricamati di vigneti. La sua posizione rende Poggio della Dogana, che produce solo vini in regime biologico, meta di interesse per gli amanti del vino ma anche per i turisti diretti verso il litorale romagnolo. Su prenotazione si può partecipare a un tasting dei vini nella nuova struttura che accoglie i wine lovers tra i filari di Sangiovese (Per info e prenotazioni: info@poggiodelladogana.com).

venerdì 18 settembre 2020

"C'è un disallineamento tra il nostro l'atteggiamento nei confronti del cibo - che amiamo tanto - e la nostra conoscenza di ciò che ci mantiene sani. Mentre molti di noi scelgono snack dolci per mantenere alti i livelli energetici, solo pochi si orientano su spuntini salutari, che possono davvero aiutarci a rimanere carichi per tutto il giorno" afferma la dietologa ANDID Marta Molin. "La formula di ‘ricarica’ che suggeriamo include uno spuntino smart - come le mandorle – da consumare durante una pausa a metà mattina o metà pomeriggio. Può essere inoltre utile portare con sé una manciata di mandorle (30g mandorle circa) da consumare quando si percepisce un calo di energia. Le loro proteine e grassi buoni, oltre alle fibre, possono rivelarsi di aiuto per rimanere in pista durante tutto il corso della giornata".

Un concentrato di nutrienti, naturalmente ricche di gusto, vitamine e minerali, le mandorle sono un'importante fonte di magnesio, che contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell'affaticamento. Le mandorle sono anche ricche di riboflavina (B2) e una fonte di niacina (B3), tiamina (B1) e acido folico (B9), tutti elementi che contribuiscono al metabolismo energetico. Croccanti e gustose, con 175 calorie per manciata (30g), le mandorle sono un ottimo spuntino a metà mattinata o a metà, una ricarica di energia ed entusiasmo per vivere al meglio le proprie giornate.

giovedì 17 settembre 2020


A pochi mesi dal Natale, il Maestro Pasticcere Nicola Fiasconaro presenta in anteprima assoluta la sua prossima creazione: il Panettone Rosa e Fico D’India, simbolo di speranza e di rinascita. Un dolce speciale, a lievitazione naturale, che nell’abbraccio della farina di grano tenero siciliano trasporta il palato in un viaggio sensoriale alla scoperta dell’Isola. Le gocce di cioccolato rosa, dal particolare gusto fruttato, impreziosiscono il panettone, reso unico dalla doppia copertura con cioccolato bianco e confettura di fico d’India.

Un prodotto che nasce dalla tradizione e dalle caratteristiche delle terre siciliane, fonti inesauribili di ispirazione e di creatività per il Maestro Nicola, che lo ha messo a punto in mesi di sperimentazione e di ricerca dei migliori ingredienti. Un vero e proprio tributo alla Sicilia, terra aspra e riarsa dal sole, ma sempre generosa e capace di regalare fragranze mediterranee e frutti antichi dal sapore unico.
Sapori, profumi e alchimie della Sicilia sono la suggestiva cornice della storia e della tradizione dell’azienda dolciaria Fiasconaro, nata nel 1953 a Castelbuono, nel cuore del parco delle Madonie, in provincia di Palermo. Oggi l'azienda, giunta alla terza generazione è un'eccellenza del made in Italy, con un fatturato di oltre 21 milioni di euro e una crescita del 20% su tutti i principali mercati: Italia, Canada, Francia, Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Australia e Nuova Zelanda e con un orizzonte strategico rivolto al mercato asiatico. Fiasconaro è totalmente made in Sicily e anche il suo indotto segue la territorialità. Il panettone e la colomba Fiasconaro rappresentano il core-business dell’azienda, ma è in continua crescita anche l’incidenza della linea di prodotti continuativi: torroncini, cubaite, creme da spalmare, mieli, marmellate, confetture e spumanti aromatici.

mercoledì 16 settembre 2020


Un’annata positiva sulla quale serve comunque lavorare con criterio in cantina, nonostante le uve, alla vendemmia, si siano presentate di alta qualità. L’emergenza Covd-19 ha stoppato l’Italia ma i vigneti hanno continuato la loro attività e ora la raccolta nella zona di Torrecuso sta dando risultati più che soddisfacenti.

Una vendemmia attenta e minuziosa che, in un anno particolare come questo, sta puntando sulle proprietà e sulla tipicità dei grappoli che giungono in cantina, così da avviare un processo di vinificazione che anticipa la messa in bottiglia di un vino dalle caratteristiche uniche, con proprietà organolettiche davvero interessanti. Si parte con le uve a bacca bianca per poi concludere con l’Aglianico, la tipologia più "tardiva" rispetto a Falanghina, Fiano e Greco.
A dare supporto a una eccellente vendemmia anche il meteo favorevole che, nelle aree in cui la cantina La Fortezza ha i vigneti, è stato clemente regalando temperature che hanno permesso una buona maturazione, precipitazioni regolari e l’assenza di grandinate, piaga che ha colpito purtroppo altre regioni d’Italia.
Grandi attese quindi per le nuove annate che si preannunciano particolarmente invitanti, con profumi intensi e gusto equilibrato e avvolgente. Tra i prodotti di punta, oltre alla linea dei vini fermi, resta sempre la Fanghina spumantizzata con Metodo Martinotti con etichetta Maleventum e L’Oro del Marchese. Ovviamente ci sono grandi aspettative anche per le uve di Aglianico (il periodo di raccolta è fissato all’incirca per la fine di ottobre) e per gli assaggi della Riserva in riposo nella bottaia della cantina La Fortezza.
La cantina – Nel cuore verde dei vigneti di Torrecuso si trova la cantina La Fortezza, un’imponente struttura rivestita in pietra e in completa armonia con l’ambiente. La cantina è composta da due corpi: una parte superiore, la Villa, con ampi spazi verdi dai quali si gode una stupenda veduta sull’Appennino che separa la Campania dalla Puglia, e il secondo blocco che si apre con due portoni in legno in stile medievale, dai quali si accede alla parte produttiva tra tradizione e moderne tecnologie. Il luogo suscita un’atmosfera unica. Le volte a botte, rivestite in mattoncini di terracotta, fanno da scrigno alla zona dedicata all’invecchiamento, in parte scavata nel tufo: un ambiente che riporta indietro nel tempo, a quelli che nelle vecchie masserie rurali erano chiamati cellai. A questa parte si affianca quella più moderna con i macchinari di lavorazione e delle linee di imbottigliamento ed etichettatura. A completare il tutto, anche un efficace ed elegante punto vendita.

martedì 15 settembre 2020

È stato presentato sabato 12 settembre a Dossena, uno dei borghi più autentici della Lombardia, il progetto "CheeseMine. Percorso di sperimentazione della stagionatura dei formaggi nelle miniere di Dossena", attraverso cui la rete dei partner – 6 aziende agricole locali, Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISPA – CNR), I Rais Società Cooperativa di Comunità e Università degli Studi di Milano (DEFENS, DISAA) – intende sperimentare una nuova soluzione per la stagionatura dei formaggi da attuare nelle miniere di Dossena, recentemente riaperte al pubblico a scopo turistico.

L’Assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi di Regione Lombardia Fabio Rolfi, dopo aver visitato le miniere, ha dichiarato: "Le caratteristiche sensoriali della stagionatura in miniera, diverse da quelle delle stesse produzioni stagionate nelle celle aziendali, fornirebbero un’importante opportunità di differenziazione della produzione casearia, tagliando i costi aziendali e riconoscendo un valore aggiunto al prodotto, che diviene così fortemente identitario. – spiega l’assessore Rolfi – L’innovazione comporta cambiamenti che, se ben programmati come in questo caso, non possono far altro che apportare benefici all’ecosistema locale, ad aziende e cittadini".
Il percorso di valorizzazione delle produzioni casearie tipiche punta a tre obiettivi: l’innovazione del processo produttivo in una logica partecipativa, la valorizzazione dei prodotti tipici per la tutela di ambiente e territorio e infine il contributo alla mitigazione ai cambiamenti climatici conservando le strutture produttive di alta montagna. La speranza è che sempre più aziende aderiscano al progetto, incentivate anche dalle divulgazioni scientifiche che documenteranno i risultati raggiunti nel corso del tempo.
"Il progetto CheeseMine nasce dalla sollecitazione di alcuni produttori che hanno individuato nella stagionatura in miniera l’opportunità di valorizzare i loro formaggi. Il percorso che abbiamo intrapreso parte quindi dalla scelta dei formaggi del territorio che meglio si prestano alla stagionatura in miniera e fornirà elementi analitici per la valorizzazione dei prodotti, tra cui lo studio del microbiota di crosta, le caratteristiche compositive e il profilo aromatico dichiara Milena Brasca, Primo Ricercatore dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISPA-CNR)".
"Nella sua prima fase, il progetto è stato indirizzato allo studio di processi di caseificazione che consentissero di ottenere formaggi idonei alla stagionatura nelle miniere di Dossena. Sono stati redatti tre Disciplinari di produzione di formaggi, due da latte vaccino e uno da latte di capra, le cui caratteristiche chimiche, nutrizionali e sensoriali saranno conferite dalle peculiarità delle condizioni ambientali delle miniere di Dossena, dichiara Stefano Cattaneo, Ricercatore del Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente dell’Università degli Studi di Milano".
"Per la realizzazione del progetto Cheesemine sono state valutate le caratteristiche aziendali e la produzione dei foraggi da prati e pascoli locali, che garantiscano il collegamento con il territorio di Dossena e la capacità di sostenere produzioni zootecniche tipiche, oltre alla necessità di aprirsi ad innovazioni sostenibili, dichiara Alberto Tamburini, Professore del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano".
"CheeseMine nasce con l’intento di non fermarsi ai partner di partenza, ma punta a espandersi con il tempo, coinvolgendo sempre più realtà. – commenta il sindaco di Dossena Fabio Bonzi, che ha patrocinato l’iniziativa – La particolarità del territorio di Dossena, ricco di miniere, è un forte incentivo a sfruttare al meglio le risorse naturali che abbiamo a disposizione, sempre nel rispetto dell’ambiente, per dare alle nostre eccellenze gastronomiche e aziende locali il riconoscimento che meritano".
"Tale iniziativa rappresenta il primo step di un percorso di valorizzazione delle produzioni casearie tipiche; persegue, pertanto, l’obiettivo ultimo di salvaguardare non solo il territorio e i suoi abitanti ma anche le pratiche agricole quali elementi di attrattività e resilienza. – dichiara Patrizio Musitelli, Direttore GAL Valle Brembana 2020 – GAL Valle Brembana 2020 ha assunto il ruolo di Innovation Broker, coordinando i lavori e le relazioni tra i soggetti del partenariato e i network nazionali e europei".
La realizzazione dell’iniziativa CheeseMine, della durata di 30 mesi e che vedrà i primi risultati il prossimo anno, è resa possibile grazie al finanziamento ottenuto da Regione Lombardia in risposta all'approvazione del progetto presentato dal gruppo operativo, coordinato da GAL Valle Brembana 2020.

lunedì 14 settembre 2020


Dopo la pausa determinata dalla straordinaria situazione sanitaria degli ultimi mesi, si ritorna alla normalità, con la pianificazione delle prossime manifestazioni enologiche trentine, che hanno l’intento di valorizzare le eccellenze della provincia, fare cultura di prodotto e stimolare il turismo enogastronomico.
Eventi organizzati con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, che intendono offrire agli ospiti la possibilità di assaporare il territorio e vivere situazioni coinvolgenti e memorabili, per stimolarli a ritornare, ma ovviamente rivisitati per poter essere svolti in completa sicurezza, secondo le normative vigenti.

Si parte con La vigna eccellente...ed è subito Isera, in programma domenica 11 ottobre ad Isera, in Vallagarina, incentrata sul Marzemino, straordinario vino rosso giunto in queste terre oltre 500 anni fa a seguito della dominazione veneziana e diventato grande grazie ad un ambiente ideale e ad un clima subcontinentale. Una giornata speciale alla scoperta di questa incantevole "Città del Vino" in cui si svolgerà anche la premiazione dell’omonimo concorso che, unico in Italia, non premia il miglior vino ma il miglior vigneto e, di conseguenza, l'agricoltore che lo ha coltivato. Ad anticipare e accompagnare l’appuntamento, A tutto Marzemino, eventi, iniziative e proposte vacanza dedicate a questo vitigno in programma dall’1 all’11 ottobre su tutto il territorio provinciale.
Il weekend successivo lo scettro passa al Müller Thurgau, vitigno a bacca bianca simbolo della zona della Val di Cembra dove riesce ad esprimersi al meglio grazie all’altitudine superiore ai 500 m s.l.m., alla presenza di terreni porfirici che donano sapidità e alla forte escursione termica. L’occasione è la XXXIII edizione della rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna, solitamente in programma per il mese di luglio. E così, a Trento da giovedì 15 a sabato 17 ottobre, Palazzo Roccabruna-Enoteca Provinciale del Trentino offrirà la possibilità di degustare le oltre 50 etichette in lizza per la XVII edizione del Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau.
Ad arricchire il calendario, ci pensa anche DiVin Ottobre, le kermesse di iniziative dedicata all'autunno e alle eccellenze enogastronomiche stagionali, in programma in varie località lungo la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino durante tutti i weekend del mese. Tra gli appuntamenti in programma, anche Caneve en festa, fissata per sabato 17 ottobre: cena itinerante lungo le vie del borgo di Cembra, tra antichi avvolti e porticati, alla scoperta di spumanti, vini, grappe e birre artigianali locali e in compagnia di concerti di musica di ogni genere.
A fine mese, sabato 31 ottobre, in Valle dei Laghi, è invece il momento del Reboro, vino nato da un progetto collettivo dei vignaioli della Valle dei Laghi che si fonda su una tradizione secolare, con Reboro. Territorio & passione, in cui verranno proposti momenti di approfondimento e speciali abbinamenti in cantina.
Con l'avvicinarsi del Natale e in concomitanza con la manifestazione Trentodoc Bollicine sulla città, operatori e produttori soci della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino fanno rete per Happy Trentodoc. Dal 19 novembre all'8 dicembre, infatti, una serie di bar e ristoranti della città di Trento verranno abbinati ad altrettante etichette di Trentodoc servite insieme ad una stuzzicante proposta food realizzata con prodotti 100% trentini.
Infine, per celebrare al meglio anche la grappa trentina, l'appuntamento è con il lungo Ponte dell’Immacolata: dal 5 all'8 dicembre ritorna infatti La notte degli alambicchi accesi a Santa Massenza di Vallelaghi, il borgo che vanta la più alta concentrazione di distillerie a conduzione familiare d'Italia. Un’occasione per raccontare storia e caratteristiche di questo particolare distillato ottenuto esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino, all’interno degli alambicchi di rame, secondo un procedimento disciplinato in ogni dettaglio dall’Istituto Tutela Grappa del Trentino.
Le manifestazioni potranno subire variazioni in base alle disposizioni governative e provinciali legate all'emergenza Coronavirus. Per rimanere aggiornati, si consiglia di visitare il sito web www.tastetrentino.it/trentinowinefest.

domenica 13 settembre 2020


Gli store sui quali è stata svolta la ricerca sono tutti i 18 punti vendita, considerando anche l’ultimissima apertura di Parma dello scorso luglio. Indicazioni utili per ridurre il gap statistico e informativo esistente sulle vendite di vino in Italia nel rilevante canale retail extra-GDO, monitorare le tendenze in atto sugli acquisti e i consumi di vino, comprendere e anticipare i trend di cambiamento sociodemografico negli stili di vita degli italiani. I punti vendita Signorvino sono stati fra i primi a chiudere ed anche i primi a riaprire, il 17 maggio.

La ricerca si è quindi concentrata su questo ultimo periodo estivo dal giorno della ripresa andando ad analizzare i trend di vendita rispetto al solito periodo dello scorso anno con focus sui macro-dati di andamento per ogni categoria.
Dopo la riapertura i consumi take away hanno registrato un prevedibile calo rispetto allo scorso anno del -48%, per poi crescere del +3% nel mese di giugno, +6%nel mese di luglio, fino a raggiungere la doppia cifra di crescita nelle vendite nel mese di agosto.

Dati Retail

La categoria che cresce di più in assoluto è rappresentata dai Vini Rossi Leggeri (grado alcool fino a max 12° e fino a max 13°) che crescono di un +5% (incidenza a valore) percentuale che raggiunge il +8% se osserviamo nella categoria la sola fascia prezzo della convenienza, quella sotto i € 19,90. Nella Top 10 dei vini più venduti entra infatti il Lambrusco, a discapito del Chianti Classico.
I pezzi per scontrino crescono rispetto al 2019 da 2,4 a 3,0 segnale che il consumatore predilige fare scorta dei vini convenienti per il consumo quotidiano e non acquista il vino solo per le grandi occasioni.

Dati E-commerce

La categoria che si impone come alto-vendente è quella delle BOLLICINE, nella fascia Ultra Premium con prezzo > € 99,00. Se Nel retail la bollicina premium più venduta rimane saldamente il Franciacorta, questo non si verifica nelle vendite on-line dove i clienti prediligono a quest’ultima Trento Doc e Alta Langa.
Lo scontrino medio si posiziona saldamente sopra i 100 euro, con una media di 9,20 pezzi per scontrino.
A prescindere dalla categoria la fascia prezzo più venduta rimane quella sotto i € 19,90, dove osserviamo un acquisto a cartone per sfruttare la convenienza della consegna gratuita.
Il campo di studio dell’Osservatorio è significativo: un giro d’affari complessivo del gruppo di oltre 31 milioni, più di 1500 etichette presenti negli store di oltre 250 fornitori e quasi un milione di bottiglie vendute ogni anno permettono di dare indicazioni sul valore e sul volume delle denominazioni maggiormente vendute, rappresentando le preferenze espresse dal consumatore e profilando diversi target con le relative abitudini. Il monitoraggio avviene in maniera diretta da parte degli store manager con un’analisi quali-quantitativa, osservando gli atteggiamenti di acquisto e analizzando i dati di vendita.
18 punti vendita: Milano Duomo, Milano Via Dante, Brescia, Arese (MI), Verona, Affi (VR), Valpolicella (VR), Vallese (VR), Merano (BZ), Torino, Vicolungo (NO), Cadriano (BO), Bologna, Firenze, Foiano (AR), Castel Romano (RO), Curno (BG), Parma.

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