venerdì 24 gennaio 2020

La tradizione del caffè in Italia è legata all’arte della tostatura e ai differenti gusti e abitudini di consumo di ciascuna regione. Con Ispirazione Italiana, Nespresso presenta sette diverse miscele intense che si ispirano all’unicità tutta italiana nella degustazione della bevanda più amata in tutto il mondo.
Diversi metodi di tostatura e miscele di caffè vengono sapientemente calibrate per ottenere differenti gradazioni di intensità, di gusto e cremosità, che richiamano le tradizioni e l’atmosfera di ognuna delle città a cui la gamma si ispira.
A debuttare tra gli intensi di Nespresso, due nuovi caffè di alta qualità: Ispirazione Napoli, la cui caratteristica tostatura scura sprigiona in tazza un carattere deciso e un piacevole e persistente gusto amaro; Ispirazione Venezia, realizzato attraverso una tostatura medio-scura che dona a questo caffè un armonioso equilibrio tra un corpo denso e note di caramello.
La gamma permanente si compone di altri cinque caffè intensi, anch’essi tributo all’italianità e ispirati dai differenti metodi di tostatura e modalità di consumo: Ispirazione Roma, Ispirazione Firenze Arpeggio, Ispirazione Palermo Kazaar, Ispirazione Genova Livanto e Ispirazione Ristretto Italiano.
Fin dalle sue origini, Nespresso ha voluto portare la qualità del caffè espresso italiano a casa, ispirandosi a questa tradizione. Oggi, in Italia, oltre il 75% dei caffè viene consumato tra le mura domestiche[i]. Grazie all’impegno e alla passione dei suoi torrefattori, esperti sensoriali, scienziati alimentari e ingegneri, Nespresso unisce la sua unica capacità di selezionare i migliori chicchi di caffè all'arte della tostatura, dando vita a caffè di straordinaria qualità che i consumatori potranno gustare comodamente a casa propria.

ISPIRAZIONE ITALIANA: la nuova gamma di caffè permanenti che riorganizza le miscele di caffè intensi di Nespresso

Con Ispirazione Italiana, Nespresso dà vita ad una nuova gamma permanente di caffè intensi che celebra l’essenza delle città di riferimento, dalle speziate influenze nordafricane di Palermo all’antichissima storia di Roma: dettagli radicati nel territorio, che fanno di questa collezione una vera delizia.
Attraverso le sette miscele, la gamma Ispirazione Italiana racconta la storia delle città da cui Nespresso ha tratto ispirazione. Una storia che si riflette anche attraverso le eleganti sleeve che, oltre a riprodurre elementi iconici delle città, ripercorrono una per una tutte le fasi del viaggio che ogni chicco di caffè percorre: dall’accurata selezione dei chicchi verdi, alla creazione delle perfette miscele, fino ad arrivare all’arte della tostatura che dona ai caffè in tazza profili aromatici unici.

Ispirazione Napoli: Oltre il limite

Con la sua tostatura, la più scura e intensa della gamma, Ispirazione Napoli celebra il tradizionale metodo di torrefazione di una città in cui il caffè è un rituale ben radicato. Il risultato in tazza è un caffè cremoso e vellutato, contraddistinto da una corposità densissima e da una piacevole e persistente amarezza: il nostro omaggio alla tradizione di torrefazione della capitale italiana del caffè.

Ispirazione Venezia: Un ponte tra culture

Caratterizzato da una tostatura lunga, Ispirazione Venezia celebra la più antica tradizione locale del caffè in fatto di miscelatura e torrefazione.
Accattivante, dal corpo pieno e delicatamente aromatico, questo espresso stupisce per i suoi aromi di cereali e dolci note di caramello.
Il nostro omaggio ad una città che è stata ponte di congiunzione tra l’Impero Ottomano e l’Europa occidentale.

Ispirazione Ristretto Italiano: Il classico italiano

Caratterizzato da una tostatura medio scura in grado di dare vita ad un bouquet pieno di contrasti, Ispirazione Ristretto Italiano è un caffè ben tostato e vigoroso con note di cioccolato fondente e spezie, esaltato da aromi fruttati e da un pizzico di acidità. È il nostro omaggio all’emblematica tazzina di caffè italiana, un espresso che racconta la passione per il rituale quotidiano del caffè.
Caffè disponibile anche in versione decaffeinata.

Ispirazione Firenze Arpeggio: La forza dell’attrazione

Con la sua tostatura breve e scura, che permette ai chicchi di sviluppare le note caratteristiche delle varietà di Arabica presenti in questa miscela, Ispirazione Firenze Arpeggio è un caffè vellutato, denso e cremoso. È un sincero omaggio all’importanza culturale di una città da sempre polo intellettuale aperto alle influenze provenienti da tutto il Paese.
Caffè disponibile anche in versione decaffeinata.

Ispirazione Palermo Kazaar: Vigoroso per natura

Caratterizzato da una lunga tostatura scura, Ispirazione Palermo Kazaar celebra la multiculturalità della città di Palermo.
Il risultato in tazza è un caffè eccezionalmente corposo e intenso e caratterizzato da note speziate. Il nostro tributo ad una città che raccoglie in sé numerose tradizioni esotiche grazie al suo ruolo storico di crocevia di influenze arabe e africane.

Ispirazione Roma: Essenzialmente chic

Caratterizzato dalla tostatura più breve e chiara della gamma, Ispirazione Roma racconta una storia ricca di contrasti che si rispecchia nei gusti tradizionali.
Il risultato in tazza è un caffè piacevolmente equilibrato tra le note intense di legni aromatici e cereali e la raffinata acidità: il nostro omaggio alla tradizione antica e all’eleganza moderna della città di Roma.

Ispirazione Genova Livanto: Una perfetta armonia

Una tostatura media in grado di valorizzare i caffè provenienti dall’America Latina riportati qui dai marinai che viaggiavano verso tutto il mondo. Ispirazione Genova Livanto è un espresso equilibrato caratterizzato da note di caramello dolce che esprime il nostro tributo a questa importante città commerciale da cui storicamente sono transitati una miriade di aromi.

Ispirazione Italiana è disponibile online e nelle Boutique Nespresso. Per maggiori informazioni sulla gamma Ispirazione Italiana di Nespresso, comprese le ricette a base di caffè, visitare il sito https://www.nespresso.com/it/it/.

giovedì 23 gennaio 2020

Le carote Selenella sono 100% italiane, nascono dai terreni più fertili d'Italia e sono prodotte attraverso una filiera controllata e certificata dal Consorzio Patata Italiana di Qualità. Il profilo organolettico delle carote Selenella risulta eccellente, così come eccellenti sono le proprietà nutritive che le caratterizzano.
Si tratta infatti di un ortaggio dalle preziose peculiarità, ricco di vitamine (A, B, C e Betacarotene), sali minerali e fibre. Inoltre, la carota Selenella è fonte di selenio, un antiossidante naturale che aiuta a proteggere le cellule dallo stress ossidativo e contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario.
Le Carote Selenella, come le patate, nascono da un’agricoltura sostenibile rispettosa dell'ambiente e sono prodotte attraverso un disciplinare di produzione che ne garantisce la più alta qualità, nell’ambito dei sistemi di Produzione Integrata rispettati dal Consorzio.
Attraverso un processo di tracciabilità e rigorosi controlli pre e post raccolta, il Consorzio è in grado di offrire un elevato standard qualitativo lungo il processo di produzione, trasformazione, confezionamento e distribuzione.
Gustose e di ottima consistenza, le carote Selenella sono versatili in cucina e deliziose per tutte le preparazioni, sia crude che cotte, per soddisfare il palato e apportare benefici al proprio organismo: su www.selenella.it tante pratiche ricette, corredate dei valori nutrizionali, perfette per ogni gusto o dieta.
Confezione da 600 g.
Selenella è reperibile presso la Grande Distribuzione Organizzata e nei negozi di ortofrutta.
Consorzio Patata Italiana di Qualità- via Tosarelli 155
40050 Villanova di Castenaso (BO)

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mercoledì 22 gennaio 2020

Quest’anno Bösch Boden Spies, azienda leader nell’innovazione di ingredienti a base di frutta naturale e a guscio di alta qualità, sarà presente per la prima volta a BIOFACH, Norimberga, la manifestazione fieristica più importante al mondo dedicata agli alimenti biologici che si terrà dal 12 al 15 febbraio 2020.
Insieme ai suoi brand partner Bösch Boden Spies presenterà, in questa importante occasione, nuovi prodotti e idee innovative che saranno di ispirazione per il settore alimentare biologico internazionale.
Presentandosi a BIOFACH (Stand: 6-381), Bösch Boden Spies sottolinea l’importanza crescente che stanno rivestendo ad oggi gli ingredienti realizzati in modo biologico che vengono utilizzati all’interno della sua gamma di prodotti. Un portfolio ampio, quello di Bösch Boden Spies, realizzato grazie alla collaborazione con 11 brand partner. La presetazione alla manifestazione fieristica si focalizzerà su: mirtilli rossi (Ocean Spray), alchechengi (Terrafertil), mandorle (Valley Pride), acerola (Niagro), frutto della passione (Quicornac) e olivello spinoso (Hippocra-tes Farm). Per dimostrare la versatilità di questi ingredienti e stimolare l’innovazione nell’utilizzo dei prodotti nel segmento degli alimenti biologici, Bösch Boden Spies presenterà nuovi concept sia per le bevande (a base di acerola e frutto della passione) sia per gli snack (a base di olivello spinoso, mirtillo rosso e mandorla).

Ocean Spray presenta il suo Piano di Sostenibilità

Nel mondo contemporaneo il tema del “biologico” è strettamente connesso al più ampio tema della “sostenibilità”. Connessione che Bösch Boden Spies e i suoi brand partner conoscono bene tanto da aver voluto dedicare un ampio spazio proprio durate la manifestazione fieristica. Ocean Spray infatti fornirà informazioni riguardanti il suo Piano di Sostenibilità, che interessa tutte le fasi di produzione. Gli oltre 700 agricoltori di Ocean Spray si sono impegnati a rispettare 6 principi di sostenibilità al fine di garantire un trattamento che tenga in considerazione le persone e la natura. L’obiettivo per il 2020 è quello di coltivare in modo sostenibile il 100% dei mirtilli rossi. Tutte le misure presenti nel Piano di Sostenibilità riguardano, inoltre, ulteriori lavorazioni fino ad arrivare all’imballaggio. Già il 96% degli imballaggi di Ocean Spray è riciclabile e l’azienda intende aumentare questa cifra fino a raggiungere il 100% entro il 2025.

About Bösch Boden Spies GmbH

Bösch Boden Spies è un’agenzia per l’importazione e l’innovazione di ingredienti naturali a base di noci e frutta di alta qualità. L’attenzione si concentra su prodotti con straordinaria funzionalità. Bösch Boden Spies sviluppa applicazioni innovative e concetti di marketing ad essi mirati, creando, in questo modo, nuovi mercati per produttori e clienti dei settori del commercio e dell’industria. I produttori e i rivenditori di generi alimentari in Germania e in Europa traggono beneficio dal know-how completo degli esperti di tali ingredienti e da servizi su misura. Correttezza, trasparenza e partnership a lungo termine sono i principi che Bösch Boden Spies promuove attivamente.

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martedì 21 gennaio 2020

Vite in Riviera presenterà al pubblico di operatori e appassionati le eccellenze della Riviera ligure di Ponente partecipando con un tavolo istituzionale che unirà i prodotti di ventidue aziende vitivinicole e due olivicole: Guglierame con "Ormeasco di Pornassio", Galllizia con "Granaccia" 2018, Enrico Dario con "Pigato" 2018, Bruna con "Pigato Le Russeghine" 2018, Cascina Nirasca con "Ormeasco di Pornassio" 2018, Vio Claudio con "Pigato" 2018, A Maccia con "Pigato Collezione" 2017, Foresti con "Rossese di Dolceacqua Superiore" 2018, La Vecchia Cantina con "Pigato" 2018, Praie con "Granaccia" 2017, Maffone con "Ormeasco" 2018, Calleri Soleasco con "Pigato" 2018, Sartori con "Pigato" 2018, Podere Grecale con "Vermentino" 2018, Massaretti con "Granaccia" 2018, Ramoino con "Serro dei Becchi Rossese di Dolceacqua" 2017, Az. Biologica Vio con "Pigato Bon in da Bon" 2018, Poggio dei Gorleri con "Pigato Cycnus" 2019, Viticoltori Ingauni con "Vermentino Biologico" 2018, Innocenzo Turco con "Granaccia Cappuccini" 2017, Anfossi con "Pigato" 2018, Lombardi con "Pigato" 2018, Cooperativa Arnasco con Olio "Arnasca", Sommariva con "Olio Cru Maina monocultiva Taggiasca".
Una formula vincente che verrà riproposta anche in occasione dei prossimi eventi organizzati dall’Associazione Go Wine a Bologna e Roma.
La manifestazione sarà aperta dalle ore 15:30 alle 18:30, con degustazione riservata esclusivamente agli operatori del settore, e dalle ore 18:30 alle 22:00, con apertura del banco d’assaggio al pubblico di enoappassionati.
Nata nell’ottobre 2015 con la sottoscrizione del Contratto di Rete, Vite in Riviera raggruppa 25 aziende vitivinicole ed olivicole, ubicate tutte tra le provincie di Savona ed Imperia, con l’obiettivo di divulgare e promuovere i vini e gli oli liguri della Riviera di Ponente.

lunedì 20 gennaio 2020

Artigianalità irrinunciabile per gli italiani che, nelle scelte di consumo, continuano a preferire il pane fresco, prodotto ogni giorno dai panificatori. Modalità, orari e persino le materie prime impiegate nell’arte bianca sono però profondamente cambiati. E’ uno scenario in evoluzione, a tratti sorprendente, quello che AIBI, l’Associazione italiana Bakery Ingredients, intende tratteggiare al convegno "Dove va il pane artigianale?" lunedì 20 gennaio, alle ore 15, presso la Vision Plaza di Fiera di Rimini.
L’evento si svolgerà nell’ambito di SIGEP, il Salone internazionale della Gelateria, Pasticceria, Panificazione artigianali e Caffè, organizzato da Italian Exhibition Group nel suo quartiere fieristico riminese dal 18 al 22 gennaio. AIBI, aderente ad ASSITOL, l’Associazione italiana dell’industria olearia, rappresenta le aziende italiane che producono semilavorati per panificazione, pizza e pasticceria, ed è partner della manifestazione.
Durante l’incontro, saranno illustrate le principali macrotendenze della panificazione italiana, delineate dall’indagine Cerved sul settore. Secondo la ricerca, l’artigianalità è ancor oggi essenziale per i consumatori italiani, curiosi, molto attenti a qualità e gusto, ma disposti a cambiare spesso la tipologia di pane e ad assaggiare sapori diversi.
Per questa ragione, si va affermando una nuova figura di panificatore, in grado di rispondere ad un mercato complesso con una proposta differenziata ed evoluta, e di allargare la sua attività, sempre più bakery cafè e non solo panetteria.
"SIGEP è una vetrina eccezionale" afferma Palmino Poli, presidente di AIBI "ed è il luogo migliore in cui presentare i dati dell’indagine perché è qui che si formano le nuove tendenze del settore bakery. AIBI vuole raccontare questa evoluzione, coinvolgendo nel cambiamento i suoi attori principali, ovvero i panificatori, e sostenendoli nelle loro scelte".
Ad approfondire le dinamiche della panificazione artigianale, esaminate dall’indagine Cerved, sarà Maria Maltese, curatrice della ricerca.

sabato 18 gennaio 2020

E’ in arrivo la nuova linea di bioYogurt di Latteria Vipiteno composta da nuove fantastiche combinazioni di gusti, un nuovo formato da 250g e una confezione tutta ecologica!Genuini, cremosi e vellutati, i bioYogurt di Latteria Vipiteno sono realizzati con il prezioso Latte Fieno STG proveniente dai masi certificati Bioland e abbinati a gustosi mix di frutta, che sprigioneranno ad ogni assaggio un’autentica esplosione di bontà!
Il Latte Fieno biologico è un latte di altissima qualità, gustoso e ricco di preziose sostante nutritive, riconosciuto dal marchio europeo STG (Specialità Tradizionale Garantita) e proveniente da bovine foraggiate in modo naturale, senza mangimi insilati e senza OGM.
Per questa nuova linea di prodotto, Latteria Vipiteno ha realizzato un packaging ecologico che comprende un vasetto con un sottile strato di plastica racchiuso da una fascetta di cartone, facili da smaltire separatamente. Il logo FSC certifica inoltre che la carta proviene da fonti gestite in modo corretto e responsabile.
Disponibili da marzo 2020 nei banco frigo dei migliori punti vendita nei gusti: Mela e cannella, Cocco e mandorle, Mango e curcuma, Lime e zenzero. Peso medio/pezzatura: vasetto da 250g.
Per informazioni consultare il sito www.latteria-vipiteno.it.

venerdì 17 gennaio 2020

Sabato 18 gennaio 2020 alle ore 10:30 nella Sala del Consiglio Comunale di Subbiano inizierà un ciclo di conversazioni condotte dai medici di www.olioesalute.it e moderate dalla giornalista Stefanella Baglioni. Quest’anno sarà la volta di Cinzia Chiarion (internista) e Massimo Marchi (psichiatra) su "Attenti a quello che si mangia e all’invecchiamento cerebrale".
Nella loro conversazione ricorderanno che sulla tavola non deve mai mancare una bottiglia di extravergine perché la dieta mediterranea resta il modello alimentare a cui ispirarsi e l’olio una miniera di sostanze benefiche che ci aiuta a combattere l’insorgenza di tante malattie, che ci fa vivere meglio, più sani e più a lungo anche se negli Stati Uniti potrebbe diventare più caro riuscirci con i dazi promessi da Trump.
Marchi e Chiarion approfitteranno dell’occasione per ricordare che bisogna usare l’olio di oliva per combattere lo stress ossidativo che causa l’invecchiamento precoce, che l’oleocante (un composto dell’olio) protegge dall’Alzheimer ed una dieta ricca di olio extravergine di oliva riduce gli effetti debilitanti del Parkinson.

giovedì 16 gennaio 2020

SALERNO. In questi ultimi anni in Italia si sente molto parlare della spirulina, una piccola microalga d’acqua dolce che può essere assunta come integratore alimentare naturale. La spirulina viene etichettata come superfood grazie al suo eccellente contenuto nutrizionale e ai numerosi benefici per la salute.
Questa preziosa micro alga è conosciuta fin dall’antichità. I primi utilizzatori sono stati gli Aztechi che la chiamarono "il cibo degli dei". Negli anni 70 è stata riscoperta attirando l’attenzione non solo della comunità scientifica ma anche da vari enti internazionali come OMS, ONU, NASA ed UNESCO, per il suo un elevato contenuto proteico e vitaminico unico nel suo genere.

I benefici della spirulina

Le ricerche hanno dimostrato che la spirulina ha proprietà antiossidanti e antinfiammatorie oltre la capacità di regolare il sistema immunitario, e un profilo nutrizionale eccellente ed unico. Infatti può essere assunta per integrare proteine e vitamine nella dieta senza effetti collaterali. Un cucchiaino che corrisponde a circa 4 grammi corrispondono a 20 calorie, 4,02 grammi di proteine, 1,60 grammi di carboidrati, 0,54 g di grassi, 2 mg di ferro, 8 mg di calcio, 14mg di magnesio, 8mg di fosforo, 95mg di potassio, 0,7 mg di vitamina C. Inoltre contiene, tiamina, riboflavina, niacina, acido folico e vitamine B-6, A e K. Assumere spirulina nell’ambito di una dieta equilibrata può aiutare quindi una persona a rimanere ben nutrita.
In studi recenti (2016 - Effects of spirulina consumption on body weight, blood pressure, and endothelial function in overweight hypertensive Caucasians: a double-blind, placebo-controlled, randomized trial.) è stato dimostrato inoltre che la spirulina può aiutare a perdere peso aiutando a migliorare l’indice di massa corporea.
Grazie a queste sue proprietà la spirulina migliora la salute intestinale, preservando la flora batterica, ha effetti positivi sulla glicemia, aiuta a ridurre il colesterolo (LDL), riduce la pressione sanguigna, ha effetti anti infiammatori e antiossidanti, aumenta il metabolismo e riduce gli effetti delle allergie.

Come può essere introdotta nella dieta la spirulina

La spirulina è disponibile in diverse forme, a spaghettini frantumati, a  scaglie, in polvere, in compresse, in pastiglie e può arricchire vari alimenti come pasta, biscotti, dolci, ecc. Il modo ottimale per assumerla è attraverso la forma pura e può essere aggiunto a un frullato, a una bevanda calda, sulle insalate, nello yogurt oppure nelle zuppe,

Da dove proviene e come viene coltivata la spirulina

Fino a qualche anno fa la spirulina era un prodotto unicamente importato dall’estero (extra-EU) ma sono diversi anni che in Italia è iniziata la produzione diretta. Tra prime aziende italiane a coltivare e produrre la spirulina nel sud Italia, in provincia di Salerno, nel Cilento, troviamo la AlghePAM che si è  contraddistinta per aver adottato sin dal suo nascere, nel 2016, un metodo di produzione, innovativo e biologico basato sui fotobioreatori, che ha puntato tutto sulla qualità del prodotto finale.

Come viene prodotta la spirulina

La spirulina può essere prodotta in due modi: il primo fa uso di vasche molto lunghe, dove l’acqua viene fatta circolare attraverso delle pale e l’impianto, spesso vasto, viene costruito sotto serra. Il secondo metodo si basa sull’uso dei fotobioreattori, ovvero strutture trasparenti chiuse che isolano la coltura dall’ambiente esterno. Quest’ultimo sistema risulta versatile e molto dinamico.
La AlghePAM utilizza ad esempio un sistema innovativo e a circuito chiuso e il processo di coltivazione si sviluppa da marzo a novembre. Avviata la produzione, il raccolto è svolto da due a quattro volte a settimana, attraverso un opportuno filtro. La biomassa viene raccolta, estrusa in sottili spaghetti ed essiccata a bassa temperatura. Dopo di che, Il prodotto è pronto per la vendita. Il tutto accade nell’arco di una singola giornata.
La spirulina importata proviene nella maggior parte dei casi dai principali paesi produttori come la Cina. Viene venduto in farmacia, nel supermercato e in erboristeria. L’acquisto va fatto con attenzione  leggendo “l’origine della materia prima” perché nel 90% dei casi il prodotto è importato.
In Italia la presentazione della spirulina avviene a danno del "Made in Italy" e del consumatore. La legge consente che sulle etichette si usi il termine "prodotto" anche quando la spirulina, proveniente dall’estero viene solo importata e confezionata. In questo modo il consumatore non viene informato correttamente compromettendo la sua conoscenza del prodotto e la sua facoltà di scelta.
La produzione della spirulina è però molto importante. Deve evitare che la coltivazione sia esposta agli inquinanti esterni come smog e polveri sottili, e a quelli  trasportati dal vento perché possono alterare la qualità del prodotto. E’ anche importante la localizzazione dell’azienda che coltiva e produce spirulina. Ad esempio la AlghePAM è ubicata nel cuore del Cilento, ad Acciaroli, è ben lontana da fonti di inquinamento e utilizza i fotobioreattori che garantiscono l’isolamento della micro alga durante tutto il processo di crescita.
Quando si sceglie di acquistare la spirulina è quindi opportuno leggere attentamente l’etichetta, accertarsi se la vendita si sta effettuando direttamente dal diretto produttore, con informazioni sul sistema di coltivazione e dove è ubicata l’azienda produttrice.
Per maggiori informazioni sulla spirulina visitare il sito internet www.alghepam.bio/benefici-proprieta-spirulina.

mercoledì 15 gennaio 2020

GALLIPOLI (LE). Sabato 18 gennaio si terrà a Gallipoli, in provincia di Lecce, la ventesima edizione del "Festival italiano della cucina con la cozza tarantina" e prodotti della gastronomia pugliese. Sono dunque trascorsi diciotto anni da quando il Cav. Uff. Cosimo Lardiello, Presidente del Centro di Cultura Renoir di Taranto, diede inizio con passione al concorso gastronomico itinerante su tutto il territorio nazionale con lo scopo di divulgare, in tante regioni italiane, la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico e l’immagine complessiva della città in cui viene allevato il mitile. La manifestazione, nel classico stile Renoir, negli anni è andata sempre più a crescere e ad affermarsi, riscuotendo unanimi consensi, tanto da essere imitata, senza avere successo, dai Comuni di Lerici, Macerata e Cervia, per promuovere i loro prodotti tipici locali. Si riaccendono quindi i riflettori sul prezioso frutto del Mar Piccolo di Taranto, allevato in aree sottoposte a strettissimi controlli da parte delle autorità preposte, che ogni settimana definiscono la qualità e la salubrità, tanto che oggi i mitili del comprensorio indicato come secondo seno del Mar Piccolo di Taranto sono finalmente tornati ad essere classificati nella classe "A", il prodotto quindi non necessita più di essere messo nelle vasche di stabulazione dopo la raccolta, le cozze potranno ora arrivare direttamente nelle case dei consumatori sempre freschissime, pulite, pronte da mettere in pentola. Il prodotto ha il suo periodo di riproduzione durante l’inverno e il miglior periodo per assaporarne la prelibatezza sono i mesi successivi. Come nelle precedenti edizioni il Festival sarà seguito dalla stampa locale e nazionale, alla manifestazione parteciperanno giornalisti provenienti da diverse città italiane e verrà ripresa - come nelle altre edizioni - dalle telecamere di Rai 2 , mandata poi in onda nella trasmissione "Eat Parade". Proprio in questo momento di difficoltà Taranto ha bisogno di fare leva sulle sue qualità migliori e su nuove energie che possano contribuire a diversificare quello che viene definito il "business network", cioè il "tessuto produttivo" a cui si fa riferimento per indicare le relazioni immateriali tra un produttore e l'altro, relazioni economiche, sociali e culturali che fanno sì che le imprese in un determinato territorio non siano isolate, ma interagiscano con le infrastrutture produttive cioè con tutti i mezzi tecnici, i servizi e strumenti che rendono possibile la produzione. Occorre quindi migliorare la filiera commerciale dei prodotti del mare di Taranto, attivando una seria politica di valorizzazione sul contesto italiano.
E’ questo l’obiettivo che il Festival in questi anni è riuscito a perseguire in tutte le sue tappe, stimolando la creatività dei vari chefs che si fronteggiano nella preparazione delle più fantasiose pietanze. Gli chefs provenienti da ogni parte d’Italia, appartengono tutti a prestigiose strutture ricettive, trasformano e arricchiscono con nuove proposte creative il mollusco bivalve con abbinamenti insoliti e accattivanti che esaltano la cozza tarantina, la vera protagonista dell’evento, conferendo nuove sensazioni al palato e scrivendo di volta in volta nuove pagine della storia della cucina italiana.
Gli chefs e i maîtres, che hanno accolto nelle loro cucine i mitili tarantini, diventano a loro volta, attori e diffusori dell’immagine del prodotto stesso attraverso l’elaborazione di centinaia di nuovi piatti da essere replicati dagli estimatori di tale prelibato frutto del mare jonico. Sarà l’Hotel Bellavista Club del gruppo Caroli Hotels di Gallipoli ancora una volta ad ospitare il Festival per la XX edizione 2020, sponsorizzando ufficialmente l’evento. Seguiranno poi gli appuntamenti itineranti in tutto il territorio nazionale: nel mese di Febbraio si svolgeranno quattro serate eliminatorie, riservate agli chefs e ai commissari di gara, presso il ristorante dell’ Hotel Lido Impero di Chiatona, vicino Massafra, in provincia di Taranto. Il 24 e il 25 Marzo si disputerà poi ad Aversa il Gran Premio "Pizza e Cozze Tarantine" a cui seguiranno altri appuntamenti ad Isernia, Civitanova Marche, Peschiera del Garda ed altri, per concludersi prima della stagione estiva. Il direttore organizzativo del "Festival italiano della cucina con la cozza tarantina" Cav. Uff. Cosimo Lardiello, per la ventesima edizione ha schierato a Gallipoli i più prestigiosi chefs nazionali ed internazionali componenti della squadra ufficiale nazionale del Festival, che rappresentano il Festival nelle competizioni più importanti nazionali ed internazionali, questi i nomi: Gianfranco Anzini executive chef di Napoli; Alessandro Angiola executive chef di Foggia; Vincenzo Cecere executive chef di Catanzaro; Nicola Altavilla executive chef di Taranto; Onofrio Terrafino executive chef di Gallipoli (Le).
La manifestazione sarà presentata da Angelo Caputo, Vice Direttore di Studio 100 Tv di Taranto. Il gruppo musicale Rua Katalana Quartet, nato dall’incontro di quattro amici musicisti con esperienze nei diversi stili musicali e appassionati della canzone classica e moderna napoletana, eseguirà brani del loro repertorio. E’ prevista la partecipazione di rappresentanti delle Forze dell’Ordine dei Comuni di Lecce e Brindisi, nonché di un numeroso gruppo di piloti dell’Aviazione Marittima Italiana con il loro Presidente nazionale Orazio Frigino e con i rappresentanti delle delegazioni delle Regioni Calabria, Marche, Lombardia, Toscana. Scopi dell’Aviazione Marittima Italiana sono quelli di diffondere l’idea del volo sportivo proprio in una regione d’Italia, la Puglia, che è una piattaforma naturale protesa nel Mediterraneo, dove le tradizioni aeronautiche hanno salda dimora e con dentro l’irresistibile voglia di vivere il cielo da protagonisti.

lunedì 16 dicembre 2019

Durante la settimana della cucina italiana nel mondo, a Parigi è stata presentata "Le Jardin de Léonard", la prima edizione del Villaggio italiano di gastronomia che si è svolto dal 12 al 16 dicembre 2019 su Place du Palais Royal a Parigi. 
Un evento, supportato dall'ambasciata italiana e dal consolato italiano a Parigi che ha riunito moltissimi stand di produttori, artigiani e chef italiani, tra cui il nostro ambasciatore della cucina pugliese nel mondo: lo chef Donato Carra, in rappresentanza della Divella S.p.a l'unica azienda italiana di pasta presente, per promuovere i loro prodotti e il loro know-how. Perché la ricchezza della cucina italiana è immensa, così come i suoi terroir e le persone che lo raccontano, lo Chef Donato Carra ha mostrato la varietà infinita della sua Puglia cucinando prelibati piatti della sua terra utilizzando proprio pasta Divella Per 5 giorni, Place du Palais Royal è diventata piattaforma culturale, commerciale e sociale Made in Italy, ma grazie allo Chef Carra, soprattutto made in Puglia. 
Produttori e consorzi hanno avuto l'opportunità di raccontare le loro storie, di portare i loro prodotti, di organizzare spettacoli di cucina. Incontri culturali, laboratori di cucina, corsi e degustazioni di enogastronomia, mostre di arte e artigianato locale. Per dare sostanza al tema delle infinite connessioni e condivisioni, sono stati allestiti diversi tavoli nel centro del Villaggio italiano. 
Il fenomeno Puglia è ormai trend a Parigi, infatti il nostro Chef commenta: "Il trend gastronomico Puglia non solo non accenna a rallentare ma, anzi, si accentua la proliferazione di insegne italiane che inseriscono prodotti pugliesi nel loro menù e mai come di questi tempi la presenza della nostra cucina è forte e diffusa nella capitale, a tutti i livelli, dalla pizzeria al ristorante stellato".

giovedì 14 novembre 2019

Vi presentiamo oggi una ricetta, a cura del corporate chef della Divella, Donato Carra, riguardante le fave secche decorticate. Ecco gli ingredienti e la preparazione.
Per gli ingredienti: 600 g cicoria, 300 g fave secche decorticate, 3 pz fette di pane casareccia, peperoncino fresco (a piacere), olio extravergine di oliva, sale e se siete golosi della cipolla rossa di Acquaviva soffritta.
Questa la preparazione: fate reidratare le fave in una ciotola piena di acqua fredda per almeno 8 ore. Potete metterle in ammollo alla sera per averle pronte da cucinare al mattino dopo. Sgocciolatele e lessatele per circa 1 ora in acqua bollente poco salata. Scolatele e trasferitele in una ciotola. Conditele con olio e sale. Schiacciatele con una forchetta più o meno grossolanamente, secondo il vostro gusto. Mondate la cicoria eliminando le parti più coriacee e lessatela in acqua salata per 2 minuti dal bollore. Scolatela e strizzatela delicatamente. Conditela con olio, sale e qualche rondella di peperoncino fresco (a piacere). Le fette di pane in tocchetti abbrustolitele in una padella rovente senza aggiungere condimenti. Distribuite le fave nei piatti, unite la cicoria e i tocchetti di pane. Condite con un filo di olio poco prima di servire. Se siete ancora più golosi tagliate a julienne una cipolla rossa di Acquaviva e soffrigetela con poco olio evo e adagiatela sopra i crostini. 

venerdì 1 novembre 2019

SALERNO. Sempre più dinamico il comparto agroalimentare in Puglia. Le imprese agricole sono 78.708 e le industrie dell’alimentare 5.929 (dati Ismea 2018).
È quanto emerge dal Rapporto sulla Competitività dell’Agroalimentare nel Mezzogiorno, presentato da ISMEA, Fiere di Parma e Federalimentare presso l’Università degli Studi di Salerno.
Lo studio evidenzia come i recenti mutamenti dello scenario globale abbiano sostenuto una crescita senza precedenti delle esportazioni del Made in Italy alimentare, grazie a una ritrovata coerenza del modello di specializzazione agroalimentare italiano con le tendenze della domanda mondiale, che ha spinto l’export agroalimentare del Sud a toccare la cifra di 7 miliardi di euro nel 2018.
Nel Mezzogiorno, nonostante il consistente e duraturo impatto della crisi economica iniziata nel 2008, il permanere di un tessuto imprenditoriale caratterizzato da imprese medio-piccole e, più in generale, la conferma di alcuni storici limiti allo sviluppo economico, il settore agroalimentare è cresciuto, nell’ultimo triennio, in termini di valore aggiunto - che supera i 19 miliardi di euro -, di numero di imprese - 344 mila imprese agricole e 34 mila imprese dell’industria alimentare - e di occupati, che si attestano a circa 668 mila unità, pari al 10% del totale occupati al Sud.
Anche il confronto con il Centro-Nord mette in evidenza come, nello stesso periodo, il fatturato dell’industria alimentare sia cresciuto più al Sud (+5,4%) che nel resto del Paese (+4,4%).
La specifica composizione settoriale, l’elevata incidenza delle medie imprese – che si sono rivelate quelle più dinamiche e in grado di adattarsi ai mutati scenari – oltre che il determinante contributo delle imprese di più recente costituzione, hanno consentito all’agroalimentare del Mezzogiorno di ottenere performance di tutto rispetto e, in taluni casi, superiori a quelle dei corrispondenti settori del Centro-Nord.
Performance positive hanno riguardato soprattutto alcune filiere come caffè, cioccolato e confetteria (+14%), prodotti da forno (+18%), olio (+21%); in generale, un rinnovamento generazionale e la presenza di imprese più giovani hanno determinato maggiore dinamicità e capacità di rispondere alle esigenze del mercato.
Tra gli elementi più critici, soprattutto pensando alla necessità di agganciare il treno dell’innovazione, preoccupano i bassi livelli di immobilizzazioni nelle imprese del Mezzogiorno e il fatto che esse siano sostanzialmente tecniche con poca attenzione a quelle immateriali.
"Lo studio di ISMEA descrive il sistema agroalimentare meridionale come una realtà in forte espansione" ha detto Elda Ghiretti, Cibus and Food Global Coordinator, Fiere di Parma "Un dato confermato anche dall’aumento della partecipazione delle aziende del Sud a Cibus, passata negli ultimi 5 anni dal 17% al 36%. Cibus è la fiera alimentare di riferimento all’estero e vede la partecipazione di migliaia di buyer internazionali. La cresciuta partecipazione delle imprese meridionali a Cibus ha contribuito – ha riferito Ghiretti – all’aumento dell’export dei prodotti agroalimentari del Meridione che nel 2018 aveva toccato la quota di 7 miliardi e 110 milioni di euro, con un aumento del 6,1% nel quadriennio 2015/2018. Un dinamismo sostenuto anche dalla creazione di nuove forme di aggregazione private, come consorzi e associazioni, che consentono anche ad imprese di medie dimensioni di interloquire con importatori e distributori esteri".
"Un trend positivo quello del nostro settore nel Mezzogiorno sia in termini occupazionali  che in termini di fatturato – ha aggiunto il direttore di Federalimentare, Nicola Calzolaro – con grandi margini di crescita su diversi fronti. Uno su tutti, l’export. L’agroalimentare del Sud, infatti, è ancora molto orientato al mercato italiano e poco alle esportazioni che rappresentano meno del 20% di quelle totali del Paese. Una porzione davvero troppo piccola se si pensa alla potenzialità del nostro sud e all’importanza strategica dell’export per l’Italia. È necessario, dunque, l’impegno di tutti per farlo crescere e questo può avvenire attraverso l’innovazione, ma soprattutto attraverso un potenziamento della rete infrastrutturale senza la quale non si potranno mai sfruttare appieno le grandi possibilità dell’alimentare nel Mezzogiorno".
"L'agroalimentare nel Mezzogiorno riveste un ruolo sempre più rilevante, con primati in molti settori e una buona tenuta economica, segnali positivi che vanno letti con attenzione – ha dichiarato Fabio Del Bravo; occorre rafforzare adeguatamente la fase agricola e la sua integrazione con la parte a valle della filiera, favorire gli investimenti – soprattutto in innovazione – e prendere atto dei limiti, per esempio strutturali, individuando percorsi che già nel breve possano portare benefici: una maglia produttiva di dimensioni piccole è certamente un problema su molti fronti, ma lo è molto di più per le produzioni standardizzate che fronteggiano concorrenza di prezzo, piuttosto che per i prodotti differenziati del made in Italy. Incentivare forme di aggregazione e l’orientamento a produzioni tipiche che in quest’area hanno ancora molte potenzialità inespresse, può rivelarsi una leva strategica importante e può avviare un percorso di successo realmente attuabile".

giovedì 24 ottobre 2019

"Cucinare è come amare. Ho sempre amato mettere a disposizione degli altri il mio sapere e la cucina è stata il mio principale interesse". Lo Chef Donato Carra comincia così il suo nuovo libro "Gastronomia la Grande Evoluzione".  
La fama del suo nome e della sua cucina hanno superato già da tempo i confini regionali, trasformando lo chef barese in un marchio tra i più conosciuti a livello mondiale in qualità di Ambasciatore della cucina pugliese nel mondo.
Complici anche le sue innumerevoli collaborazioni, con la F. Divella S.p.A., e consulenze all'estero, lo Chef Carra è diventato sinonimo nell’immaginario collettivo di piatti gustosi e originali che richiamano la tradizione della cucina pugliese. Nelle sue ricette, ogni opera culinaria è spiegata con la semplicità e concretezza che da sempre lo caratterizzano.
"Vorrei che chi leggerà questo libro a sua volta riportasse verso gli altri, conoscenti, amici e parenti il piacere e l’amore che la cucina fa vivere quando ci accingiamo a celebrare un momento della vita e, col cibo, a nobilitarlo" commenta Carra. Venerdì 25 ottobre, alle ore 19:30, presso il Circolo Tennis di Bari, in occasione del World Pasta Day (giornata mondiale della pasta) lo Chef presenterà il suo libro dal titolo "Gastronomia la Grande Evoluzione".  L'evento, patrocinato dal Comune di Bari, si preannuncia interessantissimo con varie tematiche, la summa del lavoro culinario cresciuto nei secoli che viene raccontato attraverso un libro compatto e completo.  
A presentare il libro: la giornalista Marina Basile, interverranno il Presidente della Commissione Politiche Culturali e Turistiche del Comune di Bari Dott. Giuseppe Cascella e il Dott. Fabio Divella (responsabile divisione pasta della F. Divella S.p.A.) in qualità di relatori. Con inimitabile chiarezza, lo chef spiega ogni passaggio e preparazione dietro la ricetta e la sua storia.  
La gastronomia e le vicende della cucina sono sempre state legate alla storia dell’umanità, dei popoli e dei luoghi in cui sono accaduti i grandi e piccoli avvenimenti storici. In questo libro viene raccontata la gastronomia, intesa come insieme di usi e consuetudini legati al mondo del cibo e al relativo consumo ai fini della nutrizione, la quale ha sempre svolto un ruolo molto importante nella vita quotidiana delle persone.  Si legge, inoltre, delle tendenze alimentari le quali costituiscono l’elemento centrale di un analisi che lo Chef  racconta. 
"È solo a partire dall’analisi delle tendenze che si iniziano a scorgere oggi, magari anche solo come segnali deboli, gli sviluppi futuri e dunque individuare percorsi positivi che, partendo dall’oggi, portino a un futuro preferibile e sostenibile" prosegue lo Chef.  

Quindi come si concilierà il senso di frenesia che caratterizza l’epoca attuale con il bisogno di ritorno alla convivialità? 

"Sono cambiate le regole e i modi della condivisione del cibo. È, infatti, sempre più frequente che le persone mangino da sole, in luoghi diversi da quelli tradizionali, per lo più alimenti su misura, ritagliati su specifiche esigenze nutritive. Si sta diffondendo sempre di più anche a tavola il fenomeno dell’individualismo, definito  come una delle cause della dissoluzione dell’identità collettiva. In futuro, quindi, le persone dovranno recuperare il valore della convivialità ed elaborare nuove soluzioni per trovare spazi e momenti da dedicare ai pasti da consumare in compagnia. Questi pasti non dovranno necessariamente rispettare ogni giorno i rituali dello slow food, ma saranno principalmente finalizzati a sfruttare il momento deputato all’alimentazione per relazionarsi e comunicare con gli altri".

Come coesisterà la ricerca del piacere, intesa come "gusto", con la crescente attenzione al benessere? 

"Spesso l’attenzione alla salvaguardia della salute tramite l’alimentazione viene percepita come contrapposta alla ricerca del piacere. In alcuni casi, però, tale contrapposizione costituisce una sorta di 'mito da sfatare'. In futuro l’attenzione nei confronti della salute e l’assunzione di alimenti capaci di fornire benefici fisici aggiuntivi non dovranno precludere la soddisfazione derivante dai piaceri sensoriali: in tal senso, la già citata idea di 'ciò che piace fa bene” coinciderà con quella di “ciò che fa bene piace'. In questo contesto il piacere consisterà anche nella variazione degli alimenti all’interno della dieta, nell’evitare la monotonia – conseguenza della velocità – e nella capacità di selezionare alimenti che siano allo stesso tempo sani e gratificanti".

Quindi cosa fare oggi per arrivare pronti al prossimo futuro? 

"Il tema 'chiave'  - continua lo Chef Carra - nello scenario prossimo venturo è concreto, quindi le domande invece sono :  che cosa devono fare gli attori del sistema agroalimentare per attuare la 'transizione' e dare vita alla realtà desiderata?; e ancora, quali sono le linee da seguire e le azioni da attuare per incontrare le possibilità e le aspettative delle persone? Secondo il mio parere  le principali categorie di attori cui si farà riferimento sono le istituzioni, le imprese del settore alimentare, il settore della distribuzione e quello della ristorazione. Come già ampiamente esposto, la società post-moderna è caratterizzata da incertezza, dovuta molto spesso alla sovrabbondanza di informazioni anche a causa della proliferazione dei canali di comunicazione. In questo contesto, le istituzioni avranno il compito di favorire una maggiore chiarezza dei messaggi, perché il consumatore sia informato ed "educato" anche attraverso iniziative intraprese da loro stesse in prima persona.  Le istituzioni avranno inoltre il compito di indirizzare le scelte collettive coerentemente con lo scenario delineato, perché l’alimentazione torni ad assumere il giusto peso nei comportamenti delle persone".

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