sabato 4 aprile 2020

In questo momento così delicato e difficile, in cui a tutti è richiesto di rispettare le norme stabilite dalle Autorità e di rimanere a casa, la sperimentazione in cucina è diventata uno dei modi prediletti dagli italiani per scandire le proprie giornate.
Il 6 aprile ricorre il Carbonara Day, una giornata dedicata alla pasta più amata e interpretata al mondo: un piatto capace di unire e dividere al contempo con le sue numerose varianti, dalla più tradizionale, che segue alla lettera la ricetta delle origini, a quelle più eccentriche e creative: parmigiano o pecorino, pasta lunga o corta, pancetta o guanciale? Questa è l’eterna sfida tra i puristi e gli innovatori della Carbonara.

Fish from Greece entra in gioco proponendo una rivisitazione che rompe completamente gli schemi, rendendo protagonista un ingrediente insolito per questo piatto: il pesce, in particolare l’ombrina boccadoro, un pesce magro e ricco di proteine, dotato di un sapore fresco e delicato e di una consistenza morbida e friabile. Gustosa ed estrosa, la carbonara di ombrina e zucchine riuscirà a mettere d’accordo tutti i palati.
La gamma di pesce fresco greco "firmato" Fish from Greece comprende quattro prodotti di eccellenza: l’orata, il branzino, il pagro e l’ombrina boccadoro, che portano sulla tavola degli italiani tutta la ricchezza, la diversità e la purezza provenienti dalla trasparenza dei mari della Grecia, ecosistema ideale per l’allevamento di pesce fresco e sano.
HAPO – Hellenic Aquaculture Producers Organization – depositaria del marchio Fish from Greece, si impegna a offrire ogni giorno ai consumatori la freschezza, il gusto, le proprietà nutritive e la qualità eccellente del pesce greco, allevato con cura da professionisti esperti, nel rispetto dell’ambiente e delle normative europee.
Un consumo regolare di pesce fresco e di qualità è sempre consigliato da medici e nutrizionisti per una dieta sana, bilanciata, ricca di benefici per il cervello e per tutto il corpo, grazie all’apporto di proteine, vitamine, minerali e acidi grassi essenziali Omega3, toccasana per la memoria.

Carbonara di ombrina e zucchine (ricetta)

Ingredienti per 4 persone:

320 gr spaghetti
300 gr filetti di ombrina puliti
4 uova intere + 1 tuorlo
100 gr pecorino
Vino bianco per sfumare
Pepe nero
2 spicchi d’aglio
4 zucchine medie
Olio evo q.b.

Procedimento: Tagliate le zucchine a rondelle e l’ombrina in piccoli pezzi. Mettete sul fuoco una padella capiente, fate sfrigolare due spicchi d’aglio spelati e, una volta imbiondito, aggiungete le zucchine. Fate rosolare per dieci minuti e unite il pesce. Portate il tutto a cottura, sfumate con il vino bianco e dopo aver fatto cuocere per un paio di minuti spegnete e tenete da parte. Portate a bollore abbondante acqua salata e cuocete gli spaghetti. Preparate la salsa per la carbonara: in una ciotola mescolate bene le uova con il pecorino e il pepe nero macinato. Quando gli spaghetti sono pronti scolateli e metteteli nella padella con il pesce e le zucchine, spegnete il fuoco, aggiungete la salsina di uova e formaggio e mescolate molto bene. Servite immediatamente.

venerdì 3 aprile 2020

L’Associazione Mani d’Oro, attraverso il Presidente Attilio Albachiara, lancia l’SOS al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in relazione alle gravi difficoltà economiche in cui versano le oltre 150.000 pizzerie italiane, in seguito al lockdown imposto dal Governo per arginare il dilagare dell’epidemia di Coronavirus su tutto il territorio nazionale.

Dopo oltre tre settimane di chiusura di tutte le attività del settore Ho.Re.Ca. la situazione è ormai economicamente insostenibile per tutti gli operatori del comparto food.
L’Associazione Mani d’Oro, che raggruppa migliaia di pizzerie su tutto il territorio nazionale, chiede al Governo una immissione di liquidità a sostegno del comparto pizza, proponendo quanto segue:
- Per le pizzetterie e per le pizzerie d’asporto contribuito fino a 10.000,00 euro, di cui il 35% a fondo perduto e il restante 65% da restituire in due anni;
- Per le pizzerie che ospitano fino ad un massimo di 60 posti a sedere, un contribuito fino a 15.000,00 euro, di cui il 35% a fondo perduto e il restante 65% da restituire in due anni;
- Per le pizzerie che ospitano oltre 60 posti a sedere, un contribuito fino a 20.000,00 euro, di cui il 35% a fondo perduto e il restante 65% da restituire in due anni.
"Auspico – afferma il Presidente Attilio Albachiara – che le nostre proposte possono essere accolte favorevolmente dal Governo. Non chiediamo la luna, semplicemente un minimo di sostegno, una piccola boccata di ossigeno, per consentire alle 150.000 pizzerie dislocate su tutto il territorio nazionale di poter ripartire a testa alta. Non vogliamo regali, ma un minimo di liquidità che intendiamo restituire lavorando con dignità. Se il Governo si fa due conti, comprenderebbe che con questa immissione di liquidità a sostegno delle pizzerie, potrebbe salvare oltre mezzo milione di posti di lavoro".

giovedì 2 aprile 2020

Una pizza a domicilio per ritrovare il gusto della normalità. E, soprattutto, per aiutare uno degli ospedali impegnati in prima linea nella battaglia contro il Covid-19: il San Raffaele di Milano. Deliveroo scende in campo contro il Coronavirus. E lo fa insieme ai suoi ristoranti partner. L’iniziativa a favore del San Raffaele è sviluppata insieme alla pizzeria Lievità. Fino al 3 aprile, infatti, per ogni ordine effettuato dal ristorante, attraverso l’App, 2€ saranno devoluti al San Raffaele per rafforzare il reparto di terapia intensiva.

"In questo momento così delicato" dice Matteo Sarzana, General Manager Deliveroo Italia "siamo consapevoli che ogni gesto, ogni piccola donazione, può fare la differenza. Per questo motivo abbiamo messo in campo questa iniziativa: ricevere una pizza a domicilio è, sempre, un piccolo momento di felicità. Vogliamo fare in modo che diventi anche un piccola- grande occasione per supportare concretamente le strutture ospedaliere a cui va il nostro ringraziamento".
"Siamo felici di collaborare con Deliveroo per questa causa. Abbiamo voluto fare qualcosa di concreto per aiutare la nostra città, Milano e tutta la Regione Lombardia. Una pizza fa sempre bene. In questo caso, ancora di più" dice Andrea D'Angelo, CEO & Founder di Lievità Pizzeria Gourmet.
Quella a favore del San Raffaele non è l’unica iniziativa sviluppata da Deliveroo per sostenere, in questo momento, le strutture sanitarie impegnate nella lotta contro il Coronavirus. Infatti, in collaborazione con il ristorante partner Muddica di Milano, Deliveroo ha già consegnato più di 200 menù completi all’Ospedale Luigi Sacco di Milano. Con la pizzeria Pizzium sono state recapitate all’Ospedale Spallanzani di Roma pizze e panuozzi. E con Pescobar, una consegna di panini ha già raggiunto il Policlinico di Bari.
"Il cibo è la nostra passione. Metterlo a disposizione di coloro che sono in prima linea in questo momento negli ospedali è un gesto concreto attraverso cui abbiamo voluto dare, in collaborazione con Deliveroo, il nostro sostegno agli operatori dell’Ospedale Sacco" ha detto Adriano Egitto, proprietario del ristorante Muddica.
"In momenti come questi, tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo. Noi abbiamo voluto darlo, insieme a Deliveroo, mettendo a disposizione quello che sappiamo fare meglio, la pizza. Se siamo riusciti a donare un piccolo momento di felicità a chi oggi è al lavoro negli ospedali, siamo ripagati del nostro sforzo" ha detto Davide Zaccagnino, proprietario della pizzeria Pizzium.
"Da sempre ci sentiamo parte della nostra città, Bari. In questo momento, la prima cosa a cui abbiamo pensato è stata come dare sostegno a chi sta affrontando, in prima persona, questa emergenza. Ecco perché abbiamo voluto dare il nostro contributo, insieme a Deliveroo, a favore del Policlinico di Bari e agli operatori sanitari" ha detto Antonio Palermiti, proprietario del Pescobar di Bari.
Per quel che riguarda Deliveroo, è un premiato servizio di consegna fondato nel 2013 da William Shu e Greg Orlowski. Collabora con oltre 80mila ristoranti e 60mila rider per garantire la miglior esperienza di consegna di cibo a domicilio al mondo. Con base a Londra, Deliveroo impiega 2.500 addetti nei suoi uffici in tutto il mondo e opera in più di 500 città in 13 Paesi tra cui Australia, Belgio, Francia, Hong Kong, Italia, Irlanda, Olanda, Singapore, Spagna, Taiwan, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Regno Unito.

mercoledì 1 aprile 2020

"In pochi giorni siamo stati costretti a cambiare il nostro modo di vivere, ci è stato chiesto di restare a casa, di incontrare gli amici solo su Facebook, di fare la spesa uno alla volta e di 'congelare' quanto più possibile il lavoro, gli affetti, i pensieri. Desideriamo ardentemente il mondo che c’è fuori, la vita di prima, invece dobbiamo armarci di pazienza. Birra del Borgo scende in campo per farti sentire meno solo e ti porta il mondo dentro una bottiglia. Ci mette gusto, ingredienti, creatività, passione, materia prima e saper fare. Ci mette una storia fatta di gesti e di persone, un territorio e la voglia di scoprirlo. Ci mette tutto lo stile che lo contraddistingue" hanno dichiarato lo staff di Birra del Borgo.

Nasce la nuova piattaforma e-commerce di Birra del Borgo, "La Bottega", lo shop online dove si potranno trovare tutte le birre di casa, dalle "Bizzarre" a "Collerosso", passando per le "Classiche", "le Quotidiane" e le "Stagionali".
La consegna è gratuita fino al 5 aprile e con un minimo d’ordine di 50 euro. Dal 2005 si ripensa l’idea classica di birra. Oggi, questa crisi, impone di tirare fuori nuove idee, di ripensare la vendita e l’acquisto dei prodotti, per continuare a raggiungere e a rendere felici i consumatori di Birra del Borgo.

Link:

martedì 31 marzo 2020

Una degustazione virtuale che unisce tutta l’Italia. Con questa iniziativa ONAV desidera rinnovare lo spirito dell’associazione, promuovendo un’iniziativa virale, aggettivo che di questi tempi suscita paura ma che, nel web, indica una grande e positiva diffusione.
Ognuno degli oltre 9000 Assaggiatori di Vino ONAV posterà, a partire dal 26 marzo alle ore 12.00 fino al 13 aprile alle 24.00, una degustazione virtuale, realizzata a casa propria, nel pieno rispetto della campagna #iorestoacasa.

"Non vogliamo sminuire la drammaticità del momento che stiamo vivendo ma riteniamo che l’iniziativa possa essere un viatico per pensare positivo e fare passare con sobrietà, questi giorni. In questo modo, inoltre, anche se a distanza potremo proseguire il nostro impegno nella diffusione della cultura del vino" afferma il presidente Vito Intini.

Seguendo le pagine social di ONAV, infatti, chiunque lo desideri, socio o non socio, potrà seguire le degustazioni.
Ecco le semplici regole per realizzarle:
- presentare il vino, l’azienda, i vitigni, la metodologia di produzione, descrizione organolettica, senza il punteggio;
- Indossare un segno di riconoscimento ONAV: logo, spilla, manuale, valigetta, calice ONAV, da mettere nell’inquadratura;
- Realizzare un video tra i 90 e 120 secondi e solo formato orizzontale;
- Postare il video sul proprio profilo Facebook con questo testo: #ilvinociunisce #iorestoacasa

lunedì 30 marzo 2020

A seguito della chiusura imposta dall’emergenza sanitaria da Covid-19 lo chef Berton decide di guardare con positività al futuro della ristorazione e, in un’ottica di ripresa generale del settore, ha ideato questa speciale offerta che permette di "investire" sul suo ristorante acquistando un voucher per due persone che comprende un calice di aperitivo e un menù degustazione realizzato per l’occasione dallo chef al costo di 150€.
Il voucher sarà ovviamente utilizzabile solo dal momento della riapertura del Ristorante Berton e si avrà tempo fino al 20 dicembre 2020 per usufruirne godendosi una cena per due persone presso il Ristorante Berton.

"Ho pensato che con la vendita di questi voucher potevamo ridurre l’impatto economico causato dalle necessarie misure di prevenzione adottate. Acquistare un voucher non è solo una questione di investimento, bensì un modo per lanciare un messaggio di fiducia sul fatto che questa crisi finirà e il settore della ristorazione si riprenderà" dichiara Andrea Berton.
Per informazioni o per acquisto del voucher è necessario scrivere a info@ristoranteberton.com.

domenica 29 marzo 2020

"Uno spiraglio di luce sembra arrivare dalla Cina per quanto riguarda le vendite di vino – è il moderato auspicio di Giovanni Geddes da Filicaja, AD di Ornellaia – con un graduale aumento degli ordini, soprattutto di Ornellaia 2017 (uno dei vini italiani più famosi nel mondo, ndr), l'ultima annata disponibile sul mercato, pare davvero che uno dei più importanti mercati per il nostro export, non solo di vino, stia ripartendo.

Questo deve essere motivo di grande sollievo e ottimismo non solo per noi, ma per l'intera industria vitivinicola italiana". Secondo Geddes, dopo un mese difficile per il mondo del lusso e in particolare del vino, ci sono quindi motivi validi per riprendere fiducia nell’importante mercato cinese in cui l’Italia esporta circa il 6% dell’intera produzione vitivinicola.

sabato 28 marzo 2020

Ganbei è il termine cinese dei brindisi, come dire "cin cin", "in alto i calici". Promotrice del progetto è Erika Ribaldi, Donna del Vino, già export manager di Frescobaldi sui mercati asiatici, che spiega in una lettera-appello: «Con un gruppo di inossidabili colleghi in questi giorni abbiamo dato i natali a Project Ganbei. Ci rendiamo conto che il miglior modo per creare terreno fertile a una cooperazione produttiva, duratura tra due realtà lontane geograficamente eppur così vicine nel recente passato, possa partire dall’aspetto umanitario. Già il Governo Cinese ha inviato équipe di medici e infermieri con esperienza diretta ad assistere i nostri eroi-sanitari con assoluta professionalità ed efficienza. Ma la solidarietà si spinge non solo tra i governi e i sanitari, si estende alle persone».
L’appello è stato raccolto dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino e dalla presidente Donatella Cinelli Colombini: «Il network internazionale delle Donne del Vino, di cui abbiamo messo le basi a novembre scorso a Simei, inizia a funzionare e lo si vede in un momento di difficoltà estremo come quello che sta attraversando l’Italia ora. Raccogliamo l’appello di Erika e lo diffondiamo anche qui per aiutare chi ora è in prima linea».

Nel concreto, il Project Ganbei vorrebbe raccogliere fondi per acquistare materiale sanitario in Cina sotto la supervisione di un team medico, sensibilizzando in particolar modo il settore vitivinicolo, importatori, ristoratori, Asia Pacific area managers, brokers, press e consumers cinesi. Raccogliere donazioni per sostenere il lavoro di Protezione Civile, Croce Rossa e Istituzioni sanitarie Italiane. L’Ambasciata Italiana in Cina che si occuperà del pagamento delle spedizioni.

Per chi vuole contribuire dall’Italia, le donazioni possono essere fatte a:
OVERLAND FOR SMILES Onlus | Via Premuda,46 - 20129 Milano
IBAN: IT90I03111654500000000 | BIC: BLOPIT22 | CF: 97449320155
CAUSALE: Erogazione liberale pro-Covid-19

Turismo del vino virtuale per viaggiare con la fantasia in attesa di poterlo fare veramente. Ecco cosa propongono le 900 Donne del Vino di tutte le regioni italiane che nei prossimi giorni, inonderanno la rete con le immagini delle loro cantine e dei loro vigneti. Tanti video, collegati dall’hashtag #ledonnedelvinoconvoi, che vogliono incoraggiare a resistere chi è chiuso in casa durante l’emergenza Covid-19.
Video che trasmettono passione per il proprio lavoro ma soprattutto il coraggio di donne dallo spirito combattivo che non hanno intenzione di piegarsi alle difficoltà create dall’epidemia. Testimonianze, vere, dirette, di vita vissuta, fatte in modo artigianale dalle stesse protagoniste che parlano in prima persone e forse per questo emozionano.
Propongono una “fuga” virtuale nel mondo del vino ai winelovers che normalmente, con la primavera, arrivavano nelle cantine, nelle enoteche, nei ristoranti con l’intenzione di scoprire grandi bottiglie e invece quest’anno devono stare in casa. Un appuntamento rimandato dicono le Donne del Vino con sguardo fiducioso verso il futuro: «Non mollate e state a casa, siamo con voi e vi aspettiamo presto!»
Le Donne del vino sono un’associazione senza scopi di lucro che promuove la cultura del vino e il ruolo delle donne nella filiera produttiva del vino. Nata nel 1988, conta oggi quasi 900 associate tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste. Le Donne del vino sono in tutte le regioni italiane coordinate in delegazioni. 

Link:

venerdì 27 marzo 2020

(Credits Benedetta Marchi, Harvest Moon Hub)
Lavarsi spesso le mani e mantenersi a distanza di sicurezza dalle persone: sono solo alcune delle regole da rispettare ai tempi del coronavirus per evitare la diffusione del contagio. Ma alla base della prevenzione c’è il sistema immunitario, che deve essere potenziato e rinforzato in modo naturale, con alcuni preziosi accorgimenti.
"Il funzionamento del nostro sistema immunitario è influenzato dal microbiota, ovvero dalla comunità di batteri che popola l’intestino”, spiega Emanuela Caorsi, consulente in nutrizione olistica (www.emanuelacaorsi.com) "I batteri buoni proliferano più facilmente in un ambiente alcalino, basico. Ecco perché un’alimentazione alcalinizzante è fondamentale per favorire la proliferazione di batteri buoni, proprio quelli che ci aiutano ad avere un sistema immunitario efficiente". Come fare, allora, per aiutare le nostre difese a funzionare al meglio? Ecco alcuni semplici consigli:

1. Green eating:
Inserire nella propria alimentazione tante verdure, soprattutto a foglia verde, è il modo migliore per alcalinizzare il corpo. Via libera, ad esempio, a spinaci, bietole, cavolo riccio, cavolo nero, rucola, broccoli, cavolfiore, cavolo, cavolini di bruxelles, finocchi, zucchine, senza dimenticare limoni e alghe. La mossa vincente? Iniziare il pasto con una vellutata "green", ad esempio di cavolfiore o di broccoli.

2. Vitamine C e D3, il boost per le nostre difese:
Consumare alimenti ricchi di vitamina C può dare un vero boost al sistema immunitario. E se la vitamina C lo supporta, la vitamina D3, invece, modula la risposta immunitaria, rinforzando il sistema linfatico. Semaforo verde, quindi, per frutta e verdura in particolare limone, pompelmo, kiwi, broccoli, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, cavolo nero e patate dolci.
"É importante ricordare che la vitamina C è solubile in acqua e molto sensibile al calore, il che significa che per poterne godere appieno è meglio che l’alimento che la contiene venga mangiato crudo", raccomanda l’esperta.
La vitamina D3, invece, si trova unicamente in alimenti di origine animale, in primis nel tuorlo d’uovo, che sarebbe meglio consumare crudo o comunque liquido per non alterare gli acidi grassi che contiene, quelli cioè, che trasportano proprio la vitamina D3.

3. Zucchero e glutine nella Black List:
la proteina del glutine e gli zuccheri semplici possono inibire il corretto funzionamento del sistema immunitario e andrebbero limitati il più possibile. Attenzione quindi a cereali come grano, kamut, farro, l’orzo, segale, e avena.

4. Nel menù anche probiotici e fitoterapici:
Sono importantissimi per stimolare il sistema immunitario poiché interagiscono direttamente con il microbiota: sono i probiotici in capsule, che contengono diversi tipi di batteri con un cospicuo numero di cellule attive (almeno 20 miliardi). Un aiuto extra può arrivare anche dai fitoterapici come echinacea, tabebuia e olivello spinoso, che hanno la capacità di stimolare la risposta del sistema immunitario.

5. Bere acqua alcalina (pH 7+):
assumere almeno un litro e mezzo di acqua alcalina al giorno, con pH 7+ e preferibilmente ionizzata, contribuisce ad alcalinizzare il corpo e i tessuti connettivi, rinforzando le difese immunitarie. Inoltre, grazie alla sua struttura micro-molecolare, l’acqua alcalina ionizzata, come quella di HYDRAQUA, aiuta a depurare l’organismo dall’eccesso di acidi causato da un’alimentazione ricca di prodotti raffinati e preconfezionati, con un eccessivo consumo di proteine di origine animale e da esercizio fisico intenso.
HYDRAQUA è la prima acqua alcalina ionizzata plastic free, con pack in alluminio 100% riciclabile all’infinito. Recentemente presentata al Gran Galà del Calcio di AIC (Associazione Italiana Calciatori), HYDRAQUA è un’acqua con pH alcalino 9+ - intendendo il pH come misura dell’acidità e della basicità di una soluzione acquosa - che le conferisce una elevata capacità idratante. HYDRAQUA si basa su Fonte Filette, una delle fonti più pure al mondo situata a Guarcino (FR), fra le montagne dell’Appennino Ernico laziale. Zero arsenico, nitrati quasi assenti (0,2 mg/l.), sodio a 2,9 mg./l. e residuo fisso di 224 mg./l.: i numeri parlano chiaro e fanno di HYDRAQUA un vero elisir di benessere. Grazie ad uno ionizzatore, le molecole di HYDRAQUA vengono sottoposte ad un processo di elettrolisi, che ne riorganizza le sostanze contenute al suo interno in base alla loro carica elettrica. Questo processo conferisce all’acqua il pH alcalino superiore a 9 senza additivi aggiunti e a zero calorie . HYDRAQUA è in vendita sul portale www.acquedilusso.it/it/acqua-hydraqua
ed è in arrivo sugli scaffali della GDO a partire dalla primavera.

giovedì 26 marzo 2020

(Pixabay)
In cucina regnano sovrani materiali specifici, ideali per cuocere e contenere gli alimenti, ma soprattutto perfetti per non contaminare i cibi.
Ad ogni tipologia di cottura è bene abbinare la scelta di un materiale.  Una scelta che passa inevitabilmente attraverso l’idea di gusto che si vuole dare di un piatto, la ricetta, ma anche la tecnica prescelta per la preparazione, che fa spazio ad una filosofia del tutto personale di cucina come quella che abbracciano i grandi chef.

Utensili e attrezzature professionali per la ristorazione

Fra i materiali più adatti per cucinare il cibo non può mancare l’alluminio, proposto in tre diverse varianti: semplice, con rivestimento antiaderente o in ceramica. Si tratta in tutti i casi di una soluzione apprezzata per la leggerezza e l’elevato grado di conducibilità termica, che permette di irradiare il calore in maniera uniforme.

Le potenzialità dell’acciaio inox

L’acciaio inox stravince in cucina offrendo soluzioni adeguate. Perfetto per realizzare utensili e contenitori, riservati ad ospitare i cibi durante la cottura, si rivela il materiale principe per allestire una cucina o un laboratorio professionale, come ci spiegano gli esperti di settore alla pagina www.ristoattrezzature.com/acciaio-inox/.

Le attrezzature professionali per la ristorazione sono prevalentemente costruite in acciaio inox. I motivi vanno ricercati nelle caratteristiche che vanta questo materiale ovvero la particolare resistenza all’acqua, così come al vapore e all’umidità , agli acidi alimentari e a quelli deboli organici e inorganici.

L’eccellenza di un materiale come l’acciaio inox consente di realizzare supporti quali mensole, cappe d'aspirazione, tavoli, armadi, lavamani, lavelli, pensili, carrelli, elettrodomestici e scaffalature, essenziali per poter operare nella cucina di un ristorante, di una pizzeria o di un hotel.

L’acciaio inox è garanzia di igiene e resistenza, fattori di non poco conto nella gestione di una cucina, ma si rivela ideale anche per realizzare pentole e padelle, soprattutto in abbinata ad un rivestimento antiaderente.

In cucina non mancano rame, terracotta e porcellana

Fra gli utensili e i contenitori per la cottura nelle nostre cucine non mancano oggetti di pregio realizzati in rame, terracotta e porcellana, ma anche più semplicemente in ferro, materiale che si rivela perfetto per la cottura di carne e fritti.

Per cotture lunghe e a fuoco lento si fa apprezzare l’utilizzo di pentole in ghisa, soprattutto laddove il contenitore è dotato di uno strato antiaderente o smaltato, che raddoppia l’efficacia.

Particolarmente resistente all’escursione termica è la pietra ollare, tipica della Valchiavenna e della Valtellina. Ideale per realizzare piastre da collocare direttamente sul fuoco o sul barbecue può essere utilizzata per la cottura grigliata delle carni. Plasmata per la costruzione di pentole consente le lunghe cotture per cucinare ottimi stufati e brasati.

Vetro e silicone proposte di ultima generazione

Per soluzioni di ultima generazione a stravincere è soprattutto l’uso del silicone. Sbarcato in cucina per  realizzare contenitori adatti alla preparazione di dolci e ricette al forno, garantisce tempi di cottura veloci e elimina o riduce al minimo la presenza di burro e grassi di varia tipologia. Gli stampi in silicone si possono utilizzare anche nel forno a microonde e sono in grado di resistere a temperature diverse andando dai – 40 a +250° C. Se si sceglie l’acquisto di utensili e contenitori in silicone è bene optare per prodotti pregiati di qualità superiore come quelli realizzati in silicone platinico.

Il vetro garantisce una soluzione altamente igienica per cuocere ed ospitare gli alimenti.  In cucina in realtà viene utilizzato Il vetro borosilicato,meglio conosciuto come pyrex. Considerato positivamente, perché idoneo al contatto con gli alimenti, lo si preferisce ad altri per cotture non troppo intense. La fragilità del materiale infatti esclude cotture spinte nel forno tradizionale, come in quello a microonde.


Si chiama "Italia Keeps On Cooking" ed è l’evoluzione di quanto realizzato su scala locale con @milanokeepsoncooking ("Milano continua a cucinare"). La campagna social ideata dal team dell’agenzia Alessia Rizzetto PR & Communication, specializzata in ambito food & beverage, è stata estesa a tutto il territorio nazionale dopo che il lockdown causato dall’emergenza sanitaria ha coinvolto l’Italia intera con la conseguente chiusura forzata di tutti i ristoranti.
E’ così che è stata avviata la produzione di una nuova serie di speciali grembiuli riportanti la scritta "Italia Keeps On Cooking", destinati a chef, ristoratori e appassionati di cucina che da Nord a Sud potranno sostenere il progetto, veicolando un messaggio di incoraggiamento per la categoria, messa a dura prova dall’immobilismo di questi giorni, e, al tempo stesso, allietando le giornate di tutti coloro che sono reclusi nelle loro abitazioni tramite la realizzazione di video-ricette facilmente replicabili a casa.
L’iniziativa persegue anche una finalità benefica: il ricavato della vendita dei grembiuli, infatti, sarà interamente devoluto all’ospedale "Luigi Sacco" di Milano, una delle realtà in prima linea nella lotta al COVID-19 con la sua terapia intensiva in queste difficili settimane.

"Avendo molto a cuore la situazione in cui i protagonisti del mondo dell’ospitalità e della ristorazione sono venuti a trovarsi, abbiamo pensato" spiega Alessia Rizzetto, founder dell’omonima agenzia di comunicazione e PR "di creare una campagna social che, tramite la pubblicazione di post con indosso un grembiule con il claim da noi ideato ‘MILANO KEEPS ON COOKING’, incoraggiasse la categoria, e non solo, a non fermare la propria creatività, il dinamismo e la produttività che da sempre contraddistinguono noi italiani, contribuendo al tempo stesso anche a fare del bene. Quando poi il lockdown è diventato generale, abbiamo deciso di estendere l’iniziativa coinvolgendo quanti più cuochi possibile in tutta Italia, così da amplificare ulteriormente il messaggio e trasmettere un segnale positivo importante sia al nostro Paese che all’estero. Un modo anche per rilanciare su scala nazionale e internazionale l’attrattività della gastronomia made in Italy in un momento in cui la grave emergenza sanitaria in corso impone necessariamente una pausa".
Sono più di 60 i cuochi che hanno aderito al progetto e di cui si potranno trovare le video ricette sull’account ufficiale dell’iniziativa @milanokeepsoncooking. Tra questi Andrea Berton, Antonio Guida, Wicky Priyan, Andrea Aprea, Davide Oldani, Daniel Canzian, Enrico Bartolini, Eugenio Boer, Eugenio Roncoroni, Ernst Knam, Fabrizio Borraccino, Luigi Taglienti, Lorenzo Sirabella, Gianluca Fusto, Roberto Di Pinto, Giuseppe Zen, Riccardo Gaspari, Cristina Bowerman, Andrea Tortora, Michelangelo Mammoliti, Lorenzo Cogo, Simone Circella, Giuseppe Maglione, Luca Natalini, Antonia Klugmann, Moreno Cedroni, Cristiano Tomei, Chiara Pavan e tanti altri che stanno rispondendo numerosi all’appello all’insegna del claim #italiakeepsoncooking.
Per sostenere la raccolta fondi a favore dell’ospedale “Luigi Sacco” e ricevere il proprio grembiule è sufficiente scrivere a press@alessiarizzetto.com.

mercoledì 25 marzo 2020

(Ansa)
"Serve l'allargamento delle misure di sostegno per tutte le aziende agricole, senza discriminazione di fatturato e a prescindere dal fatto che siano in bonis o meno" è il messaggio che arriva dal Consorzio Vino Chianti dopo la lettura del decreto "Cura Italia" che "non soddisfa le nostre aspettative in termini di stanziamento dei fondi assegnati per gli interventi a favore delle imprese, in termini di provvedimenti in campo tributario-fiscale, in materia previdenziale e di lavoro e previdenza sociale né tantomeno nel campo del credito", dice il direttore del Consorzio Marco Bani.
"Il rinvio delle attuali scadenze al mese di maggio 2020 o sue eventuali brevi rateizzazioni, quando saremo ancora, a detta degli esperti, nella fase calante della pandemia vedrà le aziende alle prese con i problemi di liquidità per il perdurare della crisi del mercato e dei consumi e quindi nell'impossibilità di far fronte alle scadenze" aggiunge il direttore.

Le imprese agricole, e il mondo del vino in particolare, hanno esigenze specifiche: "I mercati sono bloccati" dice il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi "quindi le vendite sono ferme, ma noi non possiamo bloccare la produzione perché fermare le nostre aziende significherebbe abbandonare i campi. Il mercato interno è fermo da settimane, adesso si stanno chiudendo anche gli sbocchi commerciali in Europa, Stati Uniti e Sud America. La Cina, in lenta ripresa, è un mercato nuovo che non potrà in nessun modo compensare il fermo dei nostri riferimenti storici. Va bene tutelare i dipendenti per le imprese costrette a fermarsi, ma nel nostro caso gli operai sono tutti al lavoro perché le nostre attività seguono il ciclo vegetativo delle piante, che si sussegue a prescindere da calamità e pandemie: almeno nella fase attuale ci servirà a ben poco la cassa integrazione, a noi servono interventi a sostegno delle aziende che devono continuare a produrre ma non possono e non potranno vendere".

martedì 24 marzo 2020

A sostegno della raccolta fondi promossa da Banca di Credito Cooperativo e da AICAST Imprese Italia, per ogni colomba acquistata on line sul sito www.pasticceriadevivoshop.it, verranno devoluti 10 euro a favore dell’Ospedale Cotugno e dell’Ospedale Pascale di Napoli.
Un gesto concreto di aiuto e di sensibilizzazione verso le tante difficoltà e gli enormi sacrifici a cui sono sottoposti medici, infermieri e tutto il personale sanitario impegnati oggi ad assistere i nostri cari e le troppe persone colpite dal Covid-19.
Dalla famiglia De Vivo, un contributo importante rivolto all’attuale emergenza in corso, nella speranza che si possa prima possibile arginare il virus e fermare il numero dei contagi, per tornare ad essere l’Italia attiva che lavora e produce.
Per le famiglie, la possibilità di ricevere a casa e gustare una soffice delizia della tradizione pasquale contribuendo ad un’iniziativa benefica di grande valore.

Per quel che riguarda il laboratorio Pasticceria De Vivo, nasce negli anni Trenta a Pompei come panificio per i gourmet che transitavano tra gli scavi archeologici e il santuario. Una regola fondamentale è applicata oggi come allora dalla famiglia: l'utilizzo del lievito madre. Sessant'anni e due generazioni dopo, la pasticceria è guidata da Marco De Vivo con l'ausilio della moglie Ester e della figlia Simona. Oggi oltre al laboratorio vi è l’elegante caffetteria dove è possibile gustare ogni giorno una golosa selezione di torte dal design innovativo e prodotti tipici napoletani, fatti con passione e sapienza. La lavorazione del cacao, rigorosamente "monorigine", si trasforma in cioccolatini, praline e tavolette dal profumo e aroma autentico. La varietà dei gelati, rigorosamente artigianali, è preparata utilizzando solo ingredienti freschi e naturali.
Il capo pasticcere di De Vivo è il pasticcere Maurizio "Black" Santin che ha arricchito la pasticceria e la produzione con mignon moderne, torte che ammiccano alla moda internazionale e monoporzioni di grande impatto estetico.
"Un respiro più internazionale e un bancone pasticceria più moderno e improntato all’estetica" racconta Marco De Vivo.
"Ho voluto lasciare inalterata la proposta tradizionale di lievitati e di dolci tipici della tradizione partenopea, dove De Vivo è già molto affermato, cercando di dare maggiore attenzione all’estetica e a una selezione di prodotti più moderni" dichiara Maurizio Santin.

Link:

I più letti