sabato 10 aprile 2021

Grazie all’impegno costante e alla grande capacità di innovazione di Ciro Fraddanno, Choco Gelato chef dell’Academy italiana, si è arrivati alla formulazione di un prodotto che sconvolge le papille gustative rivelando un nuovo sapore legato al frutto del cacao. Per la prima volta al mondo sarà possibile assaggiare un frutto tropicale, pressoché sconosciuto al grande pubblico, sotto forma di un freschissimo sorbetto nelle gelaterie italiane. Il gusto più venduto nelle gelaterie di tutto il mondo, il gelato al cioccolato, verrà così affiancato ad un gelato prodotto con l’altro ingrediente fondamentale del frutto del cacao: la polpa del frutto.

Dal gusto dolce deliziosamente fruttato Il Frutto del cacao è un sorbetto freschissimo e subito pronto all’uso. Il prodotto, ricco di proteine e vitamine, di colore bianco, è stato sviluppato da Chocolate Academy e Rogelfrut, una delle prime aziende italiane ad aver avviato la lavorazione di una gamma unica e completa di frutta surgelata e puree di frutta.
Il Frutto del Cacao è il nome di questo preparato rivoluzionario che consentirà ai maestri del gelato di offrire un gusto nuovo e sorprendente che esalta il "frutto degli dei" rispettando l’ambiente, grazie ad una maggiore efficienza nella lavorazione della cabossa di cacao.
Per secoli, il frutto del cacao è stato raccolto solo per i suoi semi e nel tempo si è persa l'associazione con il frutto. Tuttavia, proprio come una mela o un'arancia, il cacao ha il suo gusto fruttato unico. I suoi alberi crescono nelle regioni tropicali intorno all'equatore, dove il clima caldo e umido favorisce una crescita ottimale. Cresciuto sul tronco e sui rami dell'albero, il frutto del cacao chiamato cabossa, è costituito dalla buccia, la polpa e i semi (fave). I semi vengono lavorati per fare il cioccolato e rappresentano solo il 30% circa della composizione del frutto. Una volta mature le cabosse colorate vengono accuratamente selezionate e raccolte a mano, pulite e aperte per eliminare i semi e la polpa bianca e fresca. Solo una parte di questo frutto viene usato per consentire alle fave di fermentare.
Oggi grazie allo studio di Cabosse Naturals, brand del gruppo Barry Callebaut, è possibile usare l’intero frutto del cacao e godere delle sue straordinarie qualità. Cabosse Naturals esalta l'intera frutta e offre un’ampia gamma di prodotti dal succo, alla purea e al concentrato di frutto del cacao puri al 100%.
Il frutto del cacao ha un sapore fruttato con una nota esotica, è ricco di fibre e contiene molti nutrienti come: potassio, magnesio, manganese, calcio, fosforo, ferro, zinco, vitamina B5 e vitamina D2.
Il prodotto destinato al mercato della gelateria artigianale e realizzato in collaborazione con RogelFrut, contiene il 40% di polpa del frutto del cacao ed è estremamente facile da usare perché pronto all’uso. Ciro Fraddanno che ne ha messo a punto la ricetta, consiglia di abbinare al sorbetto il gruè di cacao per dare croccantezza e un esperienza unica di gusto dell’intero frutto: come ritrovarsi direttamente in una piantagione di cacao.
La primavera 2021 sarà il momento migliore per gustare nelle gelaterie italiane il sorbetto al Frutto del Cacao interpretato dalla creatività dei professionisti del gelato e scoprirne le sue qualità organolettiche e i suoi nutrienti. Sarà un’esperienza unica da condividere anche sui social con l'hashtag ufficiale #laltrafacciadelcacao.

giovedì 8 aprile 2021

Andrea Berton, una stella Michelin presso il Ristorante Berton Milano e una presso il Ristorante Berton al Lago, si prepara ad aprire il suo primo ristorante underwater. Nell'atollo di Raa alle Maldive lo chef avvia una nuova collaborazione che lo vedrà alla guida del ristorante H2O all’interno del resort You & Me by Cocoon, inaugurato circa un anno fa dal tour operator Azemar, specializzato in destinazioni nell’Oceano Indiano.

"Sono molto soddisfatto" commenta Andrea Berton "della collaborazione con You & Me by Cocoon, non solo per l'altissimo livello di qualità che il resort offre, da quello gastronomico a quello esperienziale, ma anche per la natura unica del Ristorante, uno dei pochissimi ristoranti underwater al mondo, l'unico nell'atollo di Raa".
Il menù à la carte studiato ad hoc dallo Chef offre agli ospiti del meraviglioso resort maldiviano un’esperienza gastronomica caratterizzata da suggestioni italiane unite a un twist internazionale, alternano alcuni piatti signature dello Chef a nuove creazioni ispirate dalla bellezza e dall’unicità della location.
Lo Chef resident del ristorante sarà Alessandro Sciarrone, già parte dello staff del Ristorante Berton Milano per tre anni, mentre Corporate Chef del Gruppo Cocoon è Giovanni De Ambrosis.
La cucina dello Chef Berton sarà valorizzata dal contesto esclusivo caratterizzato da ampie vetrate immerse nei fondali corallini della laguna e da arredi firmati Lago, azienda leader nel settore del design che ha appositamente creato i tavoli sospesi Air MadeTerraneo in ceramica dipinta a mano.

mercoledì 7 aprile 2021

Jack Daniel’s prosegue il suo viaggio nella storia delle etichette che hanno caratterizzato la bottiglia dell’Old°7, dall’anno della sua creazione fino all’iconica nera e bianca che tutti conosciamo. Legacy Series Jack Daniel’s Old N°7 arriva quest’anno alla sua terza limited edition con una speciale etichetta nata nei primi anni del secolo scorso.

L’etichetta protagonista della terza edizione della Legacy Series nasce nel 1904, poco prima che il proibizionismo americano vietasse la produzione di alcolici e costringesse gli amanti del buon bere a nascondersi. La grafica della bottiglia, caratterizzata da un elegante mix di blu scuro e grigio, richiama l’assoluta purezza dell’acqua utilizzata per la produzione del whiskey, ovvero l’acqua di Cave Spring Hollow (sorgente naturale situata, come la Distilleria, a Lynchburg), ottenuta grazie al prolungato e naturale filtraggio attraverso le millenarie rocce sedimentarie che la circondano.
Ogni elemento di queste autentiche e storiche etichette ha un significato ben preciso. Le spighe presenti in questa terza edizione, ad esempio, simboleggiano la selezione accurata che la Distilleria opera sulle materie prime, scegliendo solo le migliori disponibili, da sempre.
La terza edizione della Legacy Series Jack Daniel’s mantiene tutte le caratteristiche del classico Old N°7 a partire dal gusto morbido e rotondo. Dal colore rosso ambrato, ha aroma di vaniglia, frutta matura e un leggero sentore di menta e buccia d’arancia Il tocco finale sono le note speziate e pepate, che accompagnano la dolcezza dell’Old N°7.
Jack Daniel’s Legacy Series – Third Edition è disponibile in edizione limitata nei punti vendita Esselunga e nei principali siti di e-commerce a un prezzo consigliato di € 22,90.

martedì 6 aprile 2021

La grappa, il distillato conosciuto in tutto il mondo, è un tesoro unicamente italiano la cui produzione si basa su tre pilastri fondamentali:
- la materia prima, ovvero le vinacce che devono essere solo ed esclusivamente provenienti da uve prodotte in Italia
- l’alambicco, lo strumento che trasporta delicatamente i vapori alcolici ricchi di profumi e aromi estratti dalle vinacce fino ad ottenere il prezioso distillato.
- il mastro distillatore, il regista che sa "dirigere" nell’alambicco le vinacce per estrarre e raccogliere al meglio i profumi per poi presentarli nel risultato finale cristallino e puro.

Ed è proprio dai vigneti di Chianti Classico di Castellina in Chianti, quelli che danno vita ai vini di Rocca delle Macìe, che provengono le vinacce che la DOMENIS1898 ha trasformato in 3.600 bottiglie (0.5l) di una Grappa giovane che verrà lanciata sul mercato a metà aprile.
La collaborazione è iniziata con la vendemmia 2020 con la scelta delle migliori vinacce di Sangiovese, svinatura dopo svinatura, fino alla scelta del "vigneto" con le bucce più integre e ricche di componenti aromatiche. "Il nostro compito – afferma Sergio Zingarelli, patron di Rocca delle Macìe- si può dire è finito a questo punto, dobbiamo solo affidarci all’esperienza dei nostri colleghi friulani per raggiungere il livello ottimale di espressione nella sua complessa personalità, fatta di struttura e profumi".
Sarà questa la Grappa di Rocca delle Macìe: giovane, armoniosa, rotonda e vellutata che ricorderà agli estimatori i profumi dei vini e del proprio territorio di origine.
"La collaborazione con Rocca delle Macie ha stimolato molto la nostra costante ricerca della qualità, conferma Cristina Domenis. Attraverso il nostro impianto di distillazione artigianale e la nostra esperienza, abbiamo fatto in modo che le vinacce di Chianti Classico raccontassero del loro territorio di provenienza: il risultato è stato una grappa estremamente raffinata e di grande piacevolezza".
Nel frattempo, due nuove barrique di rovere francese stanno già riposando nelle cantine di Cividale, barrique in cui una parte della Grappa di Rocca delle Macie invecchierà per almeno 18 mesi per divenire la Grappa Riserva da vinacce di Chianti Classico. Questa fase di invecchiamento contribuirà ad arricchirla ulteriormente nel profumo e nel gusto donandole calore, morbidezza, note speziate, eleganza.
"Per noi si tratta di un importante progetto per valorizzare – sottolinea Sergio Zingarelli - il risultato di quella porzione delle uve ancora ricca di componenti aromatiche. Grazie alle mani esperte della distilleria DOMENIS1868 abbiamo rivitalizzato le nostre vinacce facendole diventare un prodotto nuovo, godibile, raffinato e prestigioso capace di assumere infinite sfumature aromi e fragranze e, come il vino, sempre piacevolmente conviviale".

lunedì 5 aprile 2021

Cambia il "piatto" degli italiani. Cresce l’attenzione per la salute, la voglia di innovazione e l’informazione sulle proprietà nutrizionali degli alimenti. Nuovi stili alimentari improntati alla naturalità e al benessere emergono con evidenza e incidono sulle abitudini quotidiane. Nella dieta compaiono sempre meno proteine animali e più cereali, frutta e verdure, mentre si affermano cibi quasi sconosciuti fino a poco tempo fa al grande pubblico ed è boom dei supercibi, soprattutto se ad alto contenuto di servizio.

Per rispondere alla domanda di prodotti sani, fatti con ingredienti naturali, ad alto valore nutrizionale e di servizio, ricchi di gusto e allineati alle nuove scelte alimentari, anche vegetariane e vegane, diffuse tra i consumatori moderni, Valfrutta conferma la sua presenza nel mercato dei piatti pronti con la linea "I pronti al vapore".
Attingendo all’infinita ricchezza del mondo vegetale, Valfrutta con "I pronti al vapore" coniuga benessere e praticità di utilizzo, affinché la scelta alimentare quotidiana diventi un piacevole stile di vita, e si inserisce per primo nello scaffale dei piatti pronti a lunga conservazione con una linea di prodotti sani e naturali.
Gli elementi chiave della linea sono molteplici e tutti di alto valore:
- cottura a vapore – elemento distintivo del brand, portavoce di naturalità e salubrità, preserva i contenuti nutrizionali e garantisce ricchezza di gusto e bontà
- servizio – nuovi mix di prodotti sani, naturali, buoni e pronti da gustare, freddi o scaldati, in pochi minuti, direttamente nella confezione microondabile o in padella
- pack e formato – un doypack ad alto contenuto di servizio, moderno e microondabile, per un formato da 220 g pari a circa 2 porzioni
- shelf life – 15 mesi
- ingredienti – utilizzo solo di vegetali e cereali ad elevato appeal e contenuto nutrizionale, che rappresentano una valida alternativa alle proteine della carne, e senza conservanti
- target – consumatori interessati alle valenze nutrizionali e salutistiche dei prodotti e che seguono un regime alimentare equilibrato.
La gamma "I pronti al vapore" Valfrutta si compone di 5 ricette originali, semplici e leggere, con mix di sapori che fanno preciso riferimento alla tradizione mediterranea o ad una cucina etnica rivisitata.
- COUS COUS con carote, piselli, zucchine e peperoni è un piatto completo, veloce e comodo da preparare che apporta un perfetto mix di nutrienti: carboidrati, proteine vegetali, vitamine e minerali. Una ricetta semplice e leggera, tipica della cucina nordafricana.
- BULGUR, QUINOA, RISO ROSSO con pomodori e olive verdi è un piatto sorprendente per l’alchimia degli ingredienti che lo rendono veramente unico, sia per il sapore che per le specifiche proprietà nutrizionali. Un sapore unico creato dall’unione di cereali sfiziosi (il Bulgur è un cibo antico ottenuto dalla lavorazione del frumento integrale) con pomodorini e olive verdi.
- RISO BASMATI, LENTICCHIE con bocconcini e salsa di soia è una ricetta in cui la bontà e la naturalità degli ingredienti sono garantite dalla delicata cottura al vapore. Un piatto originale che sposa la cremosità delle lenticchie e del riso con la morbidezza dei bocconcini di soia.
- FARRO con olive nere, pomodori secchi, capperi è un piatto fresco e molto appetitoso, ideale per le calde giornate estive, con ingredienti che conquistano al primo assaggio. Una ricetta gustosa dalle note tipicamente mediterranee e dal sapore deciso.
- 5 CEREALI (grano, farro, quinoa bianca, quinoa rossa, riso rosso) con zucca, carota e scorza d’arancia
Un gustoso percorso di consistenze e sapori, completato da morbidi cubetti di zucca e carota, condito con semplice olio extravergine di oliva, pomodori secchi e scorza d’arancia candita.
Un piatto deciso, fonte di fibra, una preparazione completa e pratica da consumare che apporta un mix di nutrienti benefici per la salute.

sabato 3 aprile 2021

Nonostante l’emergenza sanitaria e le restrizioni dovute al Covid19, continua a consolidarsi il rapporto tra la Cina e il Consorzio vino Chianti che è pronto a mettere in campo due importanti iniziative: la presenza fisica alla fiera del vino e il debutto sulla piattaforma WeChat per rimanere sempre in contatto con i Chianti Lovers cinesi.

Il Consorzio vino Chianti è pronto a volare in Cina per partecipare al Vinitaly Chengdu 2021, la fiera in programma dal 3 al 6 aprile, presso l’InterContinental Century City di Chengdu. Sarà presente con una collettiva e due seminari dal titolo "Il Chianti D.O.C.G.: qualità, storia, territorio, tutelati e garantiti nel mondo". Si tratta di eventi istituzionali incentrati sulle attività del Consorzio, in particolare sulla vigilanza nella fase di commercializzazione delle bottiglie, ma anche sulla tutela e sul monitoraggio di eventuali frodi su internet. La seconda novità, vede il Vino Chianti sbarcare su WeChat, la famosa app di messaggistica e social media con oltre un miliardo di utenti. Dal 1927 il Consorzio Vino Chianti unisce 3000 produttori di Firenze, Pisa e Siena per portare lo stile italiano nel mondo e ora con il debutto digitale su WeChat potrà tenersi sempre in contatto con gli appassionati di Chianti in tutto il mondo fornendo informazioni, notizie e approfondimenti. Il profilo del Chianti servirà per condividere foto, video, articoli e nozioni utili per conoscere meglio i vini prodotti in Toscana e imparare a fare i giusti abbinamenti a tavola. Tutti i testi saranno tradotti in lingua cinese. Sarà anche un modo per essere sempre aggiornati sulle attività del Consorzio Vino Chianti: dalle fiere del vino fino alla Chianti Academy. Non solo: oltre all’account ufficiale sarà attivata anche un’applicazione all’interno di WeChat creata appositamente per offrire un servizio più dinamico e completo, come, ad esempio, la consultazione delle schede delle cantine o degli ultimi eventi per non perdersi niente dal mondo del Chianti.
"Il 2021 sarà l’anno della ripartenza e come Consorzio Vino Chianti vogliamo farci trovare pronti sui mercati che per noi sono più strategici - afferma il presidente Giovanni Busi -. Per questo riteniamo importante partecipare alla fiera del vino italiano in Cina per consolidare ancora di più il rapporto con un Paese così cruciale per l’export delle nostre aziende. Dall’altro lato, oltre a confermare la nostra presenza fisica, vogliamo puntare anche su quella virtuale. Ecco perché saremo presenti sulle piattaforme social più usate nel mondo. Ritengo che WeChat sarà uno strumento molto utile per conoscere e farci conoscere meglio dai nostri clienti cinesi che rappresentano una componente sempre più strategica per le nostre attività".

venerdì 2 aprile 2021

È fiorentino il miglior olio Igp d'Italia. La Guida Oli d’Italia del Gambero Rosso 2021, giunta alla sua undicesima edizione, ha assegnato le Tre Foglie e il premio speciale, ovvero il massimo riconoscimento, a "V", extravergine biologico prodotto per la prima volta, con il nuovo frantoio TEM, nel 2020 dalla storica Fattoria di Volmiano, situata su versante nord di Monte Morello a Calenzano, proprietà dei Marchesi Gondi.

"V" – Igp Toscano Colline di Firenze nasce in oliveti situati tra i 300 e i 600 metri di altitudine: 80 ettari specializzati nei quali vengono coltivate, secondo i protocolli dell'agricoltura biologica, 22.000 piante di ulivo.
La sua composizione prevede 70% di varietà Frantoio, 10% Moraiolo, 10% Leccino e 10% di altre varietà toscane. Il risultato è un extravergine d'oliva biologico, estratto a freddo con la tecnica della depressione di ossigeno, per questo ad alto tenore di polifenoli, con note aromatiche e sapori unici, che molto devono alle caratteristiche del territorio in cui nasce e a quelle di un'annata particolarmente propizia.
"I profumi eleganti di oliva fresca e lattuga raccontano l'equilibrio della primavera 2020 - spiega Lapo Gondi della Fattoria di Volmiano, mentre gli amari di cardo e cicoria ben rappresentano la grande escursione termica tra la notte e il giorno che abbiamo visto durante l'ultima estate e ci ricordano il ’verde’, che curiamo con rispetto e attenzione. Le note speziate di maggiorana, che si chiudono con un piccante piacevole e pulito, rinfrescano la bocca e raccontano l’autunno 2020, andamento stagionale perfetto per l’olivicoltura. La nostra è eroica - conclude Gondi - a Volmiano, abbiamo deciso di sacrificare la quantità a favore di una qualità unica, che renda ogni olio qui prodotto unico ed inimitabile. Come il nostro “V” che oggi viene premiato con questo ambito riconoscimento del Gambero Rosso".
Per quel che riguarda la Fattoria di Volmiano, è una delle proprietà dei marchesi Gondi, antica famiglia fiorentina di cui si ha notizia fin dai tempi di Carlo Magno. La tenuta si sviluppa su 550 ettari di terreni ad alta pendenza: altipiani rocciosi, circondati da boschi cedui ed ad alto fusto che vanno dai 250 ai 1000 metri, arrivano fino a una delle tre punte di Monte Morello, per poi scendere su valli fresche. Un contesto paesaggistico di pregio, con una lunga storia alle spalle (vedo scheda allegata), in un territorio noto fin dal Medioevo per la produzione dell'olio e in buona parte SIC, sito di interesse comunitario.

giovedì 1 aprile 2021

Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago prosegue la valorizzazione e promozione del prodotto partendo dal territorio di produzione della denominazione d‘origine protetta, le province di Vicenza, Trento e parte di quelle di Padova e Treviso.

La nuova attività promozionale prende il via il 5 aprile sulle emittenti televisive regionali del Veneto, Friuli Venezia-Giulia e Trentino con oltre 6500 passaggi dello spot "Il sapore della nostra anima", girato sull’Altopiano di Asiago, nel quale si celebra quella combinazione di fattori naturali ed umani non replicabili che rende unico Asiago DOP.
Nei prossimi mesi, il Consorzio di Tutela proseguirà il piano di comunicazione con una serie di attività volte a rafforzare la conoscenza della qualità del prodotto e azioni di supporto al rilancio del mondo della ristorazione e del fuori casa, da sempre ambasciatori della specialità.
Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, anticipando le azioni del Green Deal promosso dall’Unione Europea, continua nel suo impegno a preservare e valorizzare l’unicità della specialità veneto-trentina con scelte produttive guidate dal nuovo disciplinare di produzione, sempre più rispettose dei cicli naturali, fortemente legate al territorio d’origine e a pratiche tradizionali di produzione impegnate a garantire un’alimentazione sana.
Un progetto complessivo, in linea con le nuove sensibilità dei consumatori che, acquistando Asiago DOP, condividono il valore di questo prodotto e sostengono, con le loro scelte di naturalità, le 1200 aziende di allevamento che producono latte di qualità da trasformare in Asiago DOP e gli oltre 8000 addetti della filiera produttiva.

mercoledì 31 marzo 2021

Prodotto a Castrocaro Terme, in località "le Volture", da vigneti di Sangiovese (cloni romagnoli) di 15 anni di età, questo vino si apre al naso con note di piccoli frutti rossi e sentori floreali e si amplia in cenni balsamici. L’entrata al palato è caratterizzata da una piena morbidezza ed eleganza nel frutto in ottimo equilibrio mentre la sapidità finale permette al vino di chiudere con un allungo persistente.

Santa Reparata è un omaggio alla versatilità del Sangiovese, perfetto abbinamento anche per i piatti che caratterizzano le tradizioni regionali.
La vinificazione, come nello stile Poggio della Dogana, si basa sull’esaltazione della materia prima. Le uve Sangiovese dei differenti cloni vengono raccolte assieme e fermentate in uvaggio. La fermentazione e la successiva macerazione sulle bucce avvengono in tini di acciaio a temperatura controllata. Il contatto del vino con le bucce dura mediamente 24 giorni; segue la fermentazione malolattica. L’affinamento è di 9 mesi in acciaio e minimo 3 mesi in bottiglia per un totale di 7mila bottiglie prodotte ogni anno.
La curiosità - Santa Reparata prende il nome dalla patrona di Terra del Sole, giovane martirizzata durante le persecuzioni dell'imperatore romano Decio. Secondo una leggenda (molto diffusa in Provenza e comune a quella di altri santi), dopo averla uccisa i suoi aguzzini avrebbero messo il suo corpo su una barca fatta poi andare alla deriva: la barca, guidata dagli angeli, sarebbe arrivata a Nizza, in Francia, e il corpo sarebbe stato sepolto in quella che poi divenne la cattedrale di Sainte-Réparate. A lei Terra del Sole – località in cui sorge Poggio della Dogana - dedica ogni anno la prima domenica di settembre il Palio di Santa Reparata.
L’etichetta - Santa Reparata riporta un fiore che ricorda una bocca di leone, fiore austero ed elegante come il vino che rappresenta. Si tratta di un disegno di Silvio Gordini, uno degli artisti più noti dell’Emilia-Romagna nei primi anni del ‘900, trisavolo da parte di mamma di Aldo e Paolo Rametta i due fratelli che, insieme all’amico Cristiano Vitali, guidano Poggio della Dogana.

lunedì 29 marzo 2021

Il cranberry, detto anche mirtillo rosso americano, è un frutto simile al mirtillo, polposo e acidulo. Ne deriva un liquore fresco, fruttato e persistente, dal colore rosso rubino. Perfetto gustato da solo come digestivo e ottimo anche per preparare cocktail e long drink.

Il Liquore al Cranberry di Pircher è prodotto secondo antiche ricette, con puro succo di frutta e ingredienti selezionati di altissima qualità provenienti dall’Alto Adige, senza aromi e additivi chimici.
L’azienda Pircher ha saputo modernizzare le antiche ricette tradizionali ottenendo così liquori dai gusti dalle note più morbide e moderne, utilizzando sempre tecnologie innovative e all’avanguardia.
Acquistabile sul sito internet dell’azienda (www.pircher.it) o presso lo Store Pircher situato a Lana (BZ).

domenica 28 marzo 2021

Continua l’impegno di Latteria Sociale Merano nel proporre prodotti genuini, innovativi e funzionali, per soddisfare le esigenze dei propri consumatori.

E’ in arrivo sul banco frigo della GDO Bella Vita Probiotico Bifidus, il primo yogurt per la regolarità con pochi grassi e senza lattosio. Latteria Merano ha così ideato uno yogurt probiotico cremoso, gustoso ma anche più leggero e altamente digeribile rispetto agli altri prodotti simili presenti sul mercato.
Realizzato con il latte 100% dell’Alto Adige senza OGM, Bella Vita Probiotico Bifidus è un concentrato di gusto e benessere, arricchito con il fermento probiotico Bifidobacterium BB-12 che favorisce l’equilibrio della flora intestinale. Ogni vasetto ne contiene almeno 4 miliardi.
Il latte utilizzato è garantito dal marchio di Qualità Alto Adige, raccolto ogni giorno dai 550 soci-contadini di Latteria Merano situati nei masi di montagna intorno a Merano (Alto Adige), a un’altitudine media di 1.350 metri. Ogni stalla ospita in media 9 mucche, che hanno tutte un nome; il numero ridotto permette ai contadini di prendersi cura di loro al meglio e farle vivere in condizioni ottimali, nel pieno rispetto del benessere animale.
Ideale a colazione, a merenda o come snack spezza fame, lo yogurt Bella Vita Probiotico Bifidus di Latteria Merano è disponibile nei gusti: Avena e noci, Bianco e Cereali, Prugna, Kiwi e Cereali.

sabato 27 marzo 2021

Da oltre un anno la ristorazione in Italia vive un momento di profonda difficoltà, fatta di continue chiusure e riaperture con pesanti limitazioni. Tra coloro che hanno scelto di reagire alla crisi con forza, figura sicuramente Antiaging Italian Food, la startup innovativa lanciata dalla nutrizionista Chiara Manzi, Premio Oscar per la salute 2018 nel campo dell'alimentazione, che punta a rivoluzionare il settore dell’Healthy Food Delivery.

I piatti di Antiaging Italian Food sono on line sul sito www.golosielongevi.it e nascono nei laboratori certificati Gluten Free del Ristorante Libra di Bologna, il primo di un ambizioso progetto. Qui vengono preparati menù settimanali e mensili per mangiare sano e dimagrire o restare in forma, gustando i piatti più golosi della nostra tradizione, inclusi lasagne, carbonara, pizza, fritti e dolci.
Già attiva con il servizio di consegna in tutta Italia, Antiaging Italian Food punta ora a raggiungere tutti i paesi europei, offrendo la possibilità di gustare piatti sani e genuini della tradizione culinaria nostrana, che aiutino a restare in salute. Per supportare il suo progetto, che prevede anche l’apertura di altri ristoranti fisici e di retail di prodotti esclusivi e certificati per la sicurezza nutrizionale, ma anche l’organizzazione di corsi ed eventi di cucina antiaging, la startup ha aperto al crowdfunding sulla piattaforma crowdinvestitalia.it.
Un progetto ambizioso, che guarda al futuro, unendo tradizione, innovazione e l’amore per la cucina Made in Italy, includendo nell’alimentazione anche pasta e dolci, coniugato con il desiderio di restare (o tornare) in forma, vivendo a lungo in salute.
"Si tratta di un progetto per me molto importante, ideato insieme a Danilo Pertosa e al quale lavoro ormai da anni con il mio staff: sta crescendo esponenzialmente con grande entusiasmo dei nostri 4000 clienti. – Commenta la dottoressa Chiara Manzi – Il primo dicembre 2018 abbiamo aperto a Bologna Libra, il primo RistoDelivery Multi Experience Antiaging Italian Food nel Mondo, che propone esclusivamente piatti certificati Cucina Evolution. In poco tempo, Libra è diventato anche il punto di incontro di una community entusiasta di un cibo antiaging che è anche goloso e Made in Italy, un luogo per eventi, sede di master e corsi di cucina".
Tutti i piatti sono frutto di 13 anni di ricerche della nutrizionista specializzata in Nutrizione Antiaging e presidente di Cucina Evolution Academy, l’Accademia Europea di Nutrizione Culinaria Antiaging. Ricette messe a punto grazie ad anni di lavoro e ricerca con grandi chef, da Massimo Bottura a Gualtiero Marchesi passando per Davide Comaschi, campione del mondo di Pasticceria e Cristian Duca, lo chef dei VIP, executive della Beauty Farm Villa Paradiso.
Le proposte di Antiaging Italian Food sono certificate per la sicurezza nutrizionale, certificazione validata da Certiquality, rispondendo ad un rigido disciplinare. I 7 pilastri per ottenere la certificazione sono: Cibi di elevata qualità nutrizionale; More&Less: ricette ricche di vitamine e antiossidanti con meno calorie, grassi, zucchero e sale; Giuste quantità di nutrienti secondo le linee guida OMS; Metodi di preparazione, conservazione e cottura che esaltino le qualità nutrizionali dei cibi; Giusti abbinamenti dei cibi; Ricette della tradizione italiana; Gusto eccellente.

venerdì 26 marzo 2021

Sostenibilità, biodiversità e km zero sono i termini più serviti sulla tavola della cucina contemporanea. È sempre più numeroso l'esercito degli Chef che ingaggiano la battaglia Green per combattere gli sprechi alimentari e per offrire piatti dal sapore unico, con le materie prime freschissime e di stagione colte a pochi passi dai loro ristoranti. Come scriveva Giuseppe Verdi: "Torniamo all'antico, sarà un progresso", così il buon vecchio orto diventa la nuova frontiera della gastronomia. Proprio nella Bassa tanto cara al Maestro, a Polesine Parmense (PR), lo Chef stellato Massimo Spigaroli incanta occhi (e palati) col suo orto-giardino, all'ingresso dell'Antica Corte Pallavicina, castello del 1300 sulla golena del fiume Po. Qui si coltivano ortaggi, piante aromatiche e frutta, ingredienti del suo menu gastro-fluviale. Il ristorante, grazie alla vicinissima azienda agricola di famiglia, produce il 95% di quello che porta in tavola: verdura, carne, farina, pane, salse e conserve, vini.

Da pochi mesi, sempre a Polesine Parmense e nel cuore dell'Ortaglia, ha aperto anche l'Agribottega, dove poter acquistare tutti i prodotti a metro zero, oltre a qualche chicca di produttori locali fidati. Sulla Riviera del Brenta, famosa nel mondo per le splendide ville palladiane, il ristorante Margherita del Romantik Hotel Villa Margherita di Mira (VE), offre un viaggio gastronomico nella ricca tradizione della cucina veneta, nel rispetto delle ricette originali ma con un tocco di innovazione e soprattutto attingendo dall'orto coltivato nel grande parco della villa del 1600. "È il prodotto la star, non il cuoco!" questo pensa lo Chef Peter Girtler che vanta 2 stelle Michelin nella sua Einhorn Stube al Romantik Hotel Stafler di Mauls, Vipiteno (BZ).
Lo Chef crea deliziose specialità con i prodotti a km zero dell'azienda agricola della famiglia Stafler, come speck, salsicce, uova, erbe e ortaggi del proprio orto, nonché prodotti selezionati di contadini locali e di fornitori altoatesini che vantano il sigillo di qualità. "Massimo rispetto per il prodotto" è il credo di Girtler che utilizza verdure ormai dimenticate e che si accerta che il percorso di frutta e ortaggi dal luogo di coltivazione all'ospite sia il più breve possibile. La specialità del ristorante "Il Tartufo" dell'albergo diffuso Borgotufi di Castel del Giudice (IS) è proprio il rinomato fungo che cresce rigoglioso nei boschi di cui il territorio è ricco, al confine tra Alto Molise e Abruzzo. Ma ci sono altri prodotti genuini, coltivati nei campi che si possono ammirare dal borgo, ad impreziosire i piatti d’autore dello Chef Marco Pasquarelli. Come le mele biologiche Melise, simbolo di Castel del Giudice, frutti autoctoni recuperati (tra questi la mela Zitella e la Gelata) trasformati anche in succhi di frutta e composte senza zuccheri né conservanti (come quelle alle mele e rosa canina oppure alle mele e prugnolo), servite agli ospiti per colazione.
Tutto è fatto a Castel del Giudice, come la birra agricola Malto Lento che si può assaporare al bar dell'albergo diffuso (prodotta con orzo coltivato vicino ai meleti) e il miele dell'Apiario di Comunità, elisir del buon risveglio. Qui si punta sul cibo sostenibile, tanto che i luoghi di produzione, fattorie e piccole aziende agricole, sono collegate a Borgotufi dalle Vie dei Sensi, sentieri da percorrere a piedi per conoscere e gustare ciò che nasce in questa area interna e genuina dell’Appennino. In Val d'Ega, al Biohotel Steineggerhof di Collepietra (BZ), la cucina è creativa, vicina alla natura, colorata e sana e ha una particolare attenzione ai piatti vegetariani-vegani. Grande importanza è data ai prodotti biologici al 100%: freschi, stagionali e provenienti dalla regione.
Nell'orto vengono coltivate oltre 50 erbe e verdure diverse. Anche l'Hotel Pfösl di Nova Ponente (BZ) propone una cucina naturale, utilizzando ingredienti stagionali di alta qualità, raccolti per la maggior parte nelle zone vicine, e nei propri orti. Brigitte Zelger, la padrona di casa, è anche esperta erborista. Lei stessa ha creato diversi giardini alle erbe e orti rialzati nel cortile interno della struttura. "Pane & sale" è uno degli orti, con piante che vengono usate nella lavorazione del pane (cumino, anice, finocchio, coriandolo o trigonella caerulea); "Fumo & benedizione" è il secondo giardino di spezie, protetto dal bestiame in pascolo da una tipica staccionata (dove crescono salvia, erbe aromatiche, timo, erbe di San Giovanni, artemisia e lavanda); "Cibo & bevande" infine, è il giardino alle erbe per la cucina e per il palato: calendula, ibisco, menta, melissa, vermut e millefoglie sono utilizzate dallo chef Markus Thuner per la creazione di piatti squisiti, insalate, tè o succhi.

giovedì 25 marzo 2021

Torna anche quest’anno il sodalizio tra McDonald’s e Oranfrizer - parte integrante del gruppo Unifrutti – e arriva in tutti i McCafé d’Italia uno dei frutti migliori che il nostro territorio ha da offrire: l’Arancia Rossa di Sicilia IGP. McDonald’s acquisterà infatti 190 tonnellate di arance, che nei 470 McCafé di tutta Italia diventeranno spremute fresche disponibili anche per l’asporto, al McDrive e con McDelivery.

Colte direttamente nella Piana di Catania alle pendici dell’Etna, le Arance Rosse di Sicilia IGP sono coltivate con cura e passione da agricoltori locali, certificati e aderenti al Consorzio di Tutela. Arrivano freschissime subito dopo la raccolta fatta da mani esperte, capaci di valorizzare la natura, il clima e le forti escursioni della loro terra d’origine dove è rigogliosa la produzione di questi frutti sani, nutrienti e unici nel loro genere, riconosciuti in tutto il mondo in termini di qualità e gusto.
"Siamo davvero fieri di poter offrire ai nostri clienti un’eccellenza italiana come l’Arancia Rossa di Sicilia IGP, tanto più in un anno come questo" commenta Mario Federico, Amministratore Delegato di McDonald’s Italia. "Significa che il nostro impegno nei confronti del comparto agroalimentare italiano non viene meno, anzi si rafforza, e che continueremo a investire nelle materie prime del nostro territorio Oggi più che mai siamo orgogliosi di poter far conoscere sempre di più, attraverso la nostra rete di ristoranti, prodotti di eccellenza locale in tutta Italia".
"L’Arancia Rossa IGP è un dono prezioso e inimitabile che la natura ha fatto alla Sicilia. Con Oranfrizer ne garantiamo in esclusiva l’approvvigionamento in tutti i McCafè d’Italia" spiega Gianluca Defendini, CEO di Unifrutti Italia. "La spremuta d’arance fa parte del menù GranMattino, sta diventando una scelta frequente, gustosa e veloce con cui i consumatori possono sempre assicurarsi una quotidiana porzione di frutta e una fonte naturale di Vitamina C. In futuro rafforzeremo la collaborazione già ultradecennale tra Oranfrizer e McDonald’s di cui siamo davvero orgogliosi".
"Siamo lieti che il frutto simbolo del nostro territorio sia ancora una volta presente nei McCafè di tutta Italia" afferma il presidente Consorzio di tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP Giovanni Selvaggi "Non c’è modo migliore di far conoscere la bontà delle nostre arance che farle consumare a chi non ha mai avuto modo assaggiarle. Andiamo avanti così augurandoci di poter collaborare ancora con McDonald’s e con tutti coloro che hanno a cuore la salute dei consumatori e le nostre eccellenze agroalimentari".
L’Arancia Rossa di Sicilia IGP è solo uno dei tanti tasselli di italianità che negli anni si sono aggiunti ai menù di McDonald’s, i cui fornitori oggi sono per l’85% italiani, fornendo un contributo diretto alla filiera agroalimentare del Paese pari a circa 200 milioni di euro all’anno.

mercoledì 24 marzo 2021

La Primavera è arrivata e in casa Granda c’è voglia di novità e di rinascita per lanciare un messaggio forte di speranza e voglia di ripartire. Da oggi sarà disponibile infatti, Persi Pien, la quarta birra della serie Limited Edition, birre prodotte in una sola cotta per un numero limitato di lattine. Il nome e la ricetta, per quest’ultima edizione speciale, si ispirano ad un dolce della tradizione piemontese: le pesche ripiene, un dessert semplice che unisce il sapore della frutta agli aromi del cacao e dell’amaretto.

La base brassicola è una Imperial Stout, quindi una birra scura e corposa che incorporerà bene le note dolci derivate dalle pesche, dal cacao e dal biscotto. Una bevanda dai sentori primaverili ma con un’anima dolce e calda per affrontare gli ultimi freddi di fine inverno.
Sulla lattina con un artwork originale, si trova uno sticker che può essere staccato e applicato ovunque. Da questo adesivo nasce l’idea di proporre un contest sui social per scatenare la creatività degli utenti e coinvolgerli in post di interazione, con la promessa che il più creativo vincerà una box piena di birre Granda.
Un’altra novità che sarà disponibile da aprile, riguarda le due nuove linee The Girls e H4TG (Hop for the Geeks) che saranno prodotte anche in bottiglia in formato da 33 cl e 75 cl.
Il birrificio recentemente si è rinnovato, acquistando una nuova macchina imbottigliatrice che consente una migliore resa tecnologica; le birre saranno confezionate in una modalità innovativa e sicura che garantirà alti standard di qualità, simili a quelli delle lattine, per la conservazione degli aromi e di tutte le caratteristiche sensoriali che contraddistinguono una birra artigianale.
Saranno disponibili sullo shop del birrificio nel formato piccolo, da 33 cl e nei locali anche nel formato 75 cl.

lunedì 22 marzo 2021

Voglia di ripartenza per il Taleggio DOP che punta sull’export: non solo Europa e Regno Unito ma anche America e Giappone negli obiettivi del Consorzio. Il mercato lancia i primi significativi segnali di ripresa, primo fra tutti la sospensione per quattro mesi dei dazi imposti verso gli Stati Uniti, e incoraggia i progetti per rafforzare l’export.

Il Consorzio Tutela Taleggio spinge l’acceleratore e investe sulla promozione della DOP in terra straniera. Nel mirino l’UE, in particolare Germania, Francia, Belgio, il Regno Unito, ma anche USA e Giappone, mercati già conquistati nei quali il Consorzio prevede un incremento nei prossimi mesi. La voce export - che nel 2019 valeva il 25% della produzione totale di Taleggio DOP - è stata infatti in continua crescita fino all’inizio della pandemia da Covid-19.
A seguito della cancellazione delle fiere di settore per il 2021 il Consorzio Tutele Taleggio ha cercato nuovo strade per sostenere e far conoscere la propria DOP all’estero, insieme ad altri consorzi del comparto caseario - Asiago, Gorgonzola DOP e Formaggio Pecorino Sardo - e con la collaborazione con I Love Italian Food - network internazionale che promuove e difende la cultura enogastronomica italiana - ha aderito al progetto 100per100 Italian.
Attraverso eventi BtoB, webinair internazionali, formazione e educational si apre un dialogo con buyer, ristoratori e operatori di settore esteri che consente al Consorzio di raccontare il Taleggio DOP, la sua storia e le sue caratteristiche e di proporlo contestualizzandolo e adattandone gli utilizzi alle abitudini alimentari e a particolari esigenze e gusti del mercato di riferimento.
Il primo paese al quale il Taleggio si rivolge è il Giappone: si è appena concluso un evento digitale BtoB rivolto ad oltre 500 operatori di settore giapponesi. Una conferenza durante il quale la DOP è stata presentata all’interno di un panel dedicato all’enogastronomia Made in Italy, alla lotta all’Italian Sounding e alla ripresa dell’export in Giappone dopo la recente emergenza sanitaria.
Ad intervenire alla conferenza, tra gli altri, l’Ambasciatore Umberto Vattani (Presidente della Fondazione Italia Giappone), Davide Fantoni (Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana in Giappone), Shigeru Hayashi (primo sommelier giapponese in Italia e fondatore di Solo Italia) e diversi giornalisti, imprenditori e chef di fama internazionale attivi in Giappone.
I prossimi appuntamenti in calendario sono rivolti al mercato europeo a maggio 2021 e a quello statunitense a giugno 2021.
100per100 Italian vedrà il Taleggio coinvolto in attività di educational e formazione rivolte ai professionisti foodservice nonché nella realizzazione di video ricette a cura di 16 chef testimonial del Made in Italy per conquistare il pubblico consumer dei mercati target.
"Il progetto 100per100 Italian ha come obiettivo la promozione, la diffusione e il consolidamento del Taleggio DOP sui mercati europeo, giapponese e nordamericano attraverso la realizzazione di attività rivolte agli operatori professionali, con particolare riferimento al settore Ho.Re.Ca, opinion leader, influencer e stampa estera" dichiara Lorenzo Sangiovanni, Presidente di CTT "Il mercato estero rappresenta una delle leve principali per accompagnare l’incremento della produzione nei prossimi anni. L’obiettivo a medio termine è di dare una continuità alla crescita anche per gli anni a venire. Purtroppo la crisi legata all’emergenza sanitaria ha rallentato questo processo. La voce export nel 2020 ha avuto un calo del -14% rispetto all’anno precedente. I paesi UE più importanti nell’ambito Export restano la Germania, la Francia e l’America è il paese più importante per il mercato extra UE ma non sottovalutiamo il Giappone, un mercato nuovo, estremamente interessante e ricco di potenzialità. Nel 2020 abbiamo spedito in Giappone 33.000 kg di Taleggio e ci auspichiamo una crescita per il 2021".

domenica 21 marzo 2021

Perfetto con l’agnello, portata tradizionale della ricorrenza pasquale, il Tinata è un piccolo gioiellino enoico di Monteverro, tenuta d’eccellenza della Toscana del Sud, quasi al confine con il Lazio, in quella che viene considerata la maremma autentica, dolcemente adagiata sulle colline tra Capalbio e il mare. Qui - in un piccolo cru di soli quattro ettari che abbracciano idealmente una quercia centenaria, proprio a ridosso della macchia mediterranea e dei suoi profumi - prende vita il Tinata, un omaggio ai grandi vitigni del Rodano, il Syrah e il Grenache, e la prova dell’eccellente qualità che possono raggiungere nel sud della Toscana. L’assemblaggio ottenuto dalle due varietà il Grenache - che gli conferisce freschezza ed eleganza - e Syrah - cui deve il sentore fruttato, il vigore e il corpo -, rende questo vino complesso e di grande profondità aromatica un’assoluta rarità nella produzione vinicola toscana.

L’annata 2016 regala un vino corposo, pieno, elegante, fresco, sensuale con una struttura setosa in bocca – il cosiddetto umami, il quinto elemento del gusto – un incontro tra l’eleganza dei frutti rossi e l’esuberanza della macchia mediterranea, di cui nel vino si ritrovano i tipici aromi di lavanda, rosmarino e timo. Questo vino ben si accompagna al classico agnello pasquale, ma anche - per chi ama gli abbinamenti più insoliti con la schiaccia di Pasqua, un dolce tradizionale toscano all’anice, poco zuccherato che vieni utilizzato come accompagnamento ai salumi del territorio - la soppressata toscana, il salame di cinghiale. Per i vegetariani è un abbinamento elegante con i formaggi di carattere e anche con una parmigiana di melanzane. Vi piacciono i food paring insoliti e sorprendenti? Leggermente fresco può essere abbinato anche a ricette a base di tonno.
Questa referenza è disponibile in formati adatti a tutte le esigenze: dalla mezzina (0,375 ml) per il picnic in giardino alla classica bottiglia da 0,75 cl ideale per il pranzo intimo in casa, fino a quella da 5 litri per un regalo di valore, da tenere via per festeggiare – quando sarà – la fine lockdown. In ogni caso in Tinata è una scelta sicura per stupire il proprio interlocutore, perché è un vino che raccoglie consensi trasversali come dimostrano i rating delle maggiori guide italiane e internazionali: dai 95 punti di Veronelli e James Suckling ai 94 di Falstaff a Wine Advocate, passando dai 4 Grappoli Bibenda e i due bicchieri del Gambero Rosso.
Una scelta di qualità, un rosso elegante sì, ma anche passionale: un accompagnamento che soddisfa il palato e al tempo stesso scalda il cuore, cosa di cui si ha davvero bisogno in un momento come questo, che chiede sacrifici per tornar presto a riveder le stelle.

lunedì 15 marzo 2021

Il Chianti risulta fra i brand italiani più richiesti, nell'ambito di un aumento della domanda di prodotti che battono bandiera tricolore. Un recente livestream tenuto da Pinduoduo per promuovere i vini italiani, nell'ambito della fiera Wine to Asia di Shenzhen, ha attirato oltre 470.000 spettatori.

"E' una notizia molto importante - afferma Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti - per noi che stiamo lavorando per imporci sempre più come protagonisti in Cina. E' una sfida fondamentale: la Cina oggi rappresenta circa il 5% del mercato globale del vino Chianti, ma alla luce delle dimensioni enormi di questo mercato, e vista la crescita importante che il Chianti sta avendo in terra cinese da alcuni anni a questa parte, crediamo che possa diventare uno dei mercati più importanti per noi a livello mondiale, se non il più importante in assoluto fra qualche anno".

venerdì 12 marzo 2021

"Prima di tutto un buon...vino sincero" chiedeva Renzo ne I Promessi Sposi, ed è proprio un vino sincero il Manzoni Spumante Dry 6.0.13 di PONTE1948.

Eleganti le sue nuance dal giallo tenue al verde salvia, fruttato e floreale nel profumo, fresco, sapido e delicatamente aromatico al palato, il Manzoni è la scelta giusta per un pranzo di Pasqua nel rispetto della tradizione.
Ideale come aperitivo, si sposa perfettamente con piatti a base di pesce, crostacei, molluschi e con l'immancabile colomba.

giovedì 11 marzo 2021

Si chiamano TURBIANA CTL1, TURBIANA CTL3, TURBIANA CTL5 i tre nuovi cloni di Turbiana ufficialmente inseriti nel registro nazionale delle varietà di vite. CTL sta per Consorzio Tutela Lugana, il vero protagonista di questo importante lavoro di ricerca iniziato nel 2010, in collaborazione con lo Studio Agronomico Sata, con l’avvio delle indagini nei più antichi vigneti di Lugana per garantire tipicità, affinità territoriale e maggiore sostenibilità alla Denominazione. 

La meticolosa analisi nei vigneti storici ha permesso di individuare singole piante con caratteristiche peculiari per qualità, sanità, maturazione e intensità gustativa delle uve. Queste "piante madri" sono state analizzate per la presenza di virosi e, solo da quelle risultate sane, sono state prodotte barbatelle, tenute separate per ogni pianta madre. Nel 2012 è stato impiantato il campo di confronto clonale, costituito dalla distinta progenie di circa 70 piante madri e dal 2014 al 2020 sono state realizzate centinaia di microvinificazioni (vinificazione di pochi chili di uva, ottenuta dalla parcella della progenie di un'unica pianta madre) al fine di confrontare le caratteristiche agronomiche ed enologiche dei vari candidati cloni. Al termine del percorso, solo ai tre migliori è stata riservata la possibilità di essere ufficialmente registrati.
"Riteniamo che questo sia un ulteriore e importante passo nella definizione identitaria del vitigno Turbiana e nell’avanzamento della ricerca viticola, il cui obbiettivo sarà far confluire nei nuovi cloni i caratteri identitari del vitigno e quelle caratteristiche fisiologiche che permettano alla viticoltura di adeguarsi al cambiamento climatico e di essere sempre più sostenibile" dichiara il Direttore del Consorzio, Andrea Bottarel "Cercare di combinare queste caratteristiche richiede tempo e dedizione, ma è un passaggio fondamentale perché, paradossalmente, si rischia di perdere più tipicità nei vecchi cloni, selezionati molti anni fa, che in quelli di recente selezione. Le caratteristiche del suolo non variano, ma il clima sta cambiando e con l’innalzamento delle temperature estive medie, soprattutto per quel che riguarda i vini bianchi, si potrebbe perdere molta di quella freschezza, che deriva dall’acidità, e che definisce il Lugana. Oltre all’adozione di diverse pratiche di gestione del verde è indispensabile poter optare per cloni più tardivi, senza però rinunciare ai caratteri identitari della Turbiana. Non meno importante è stata la ricerca dei tratti che conferiscono a un vitigno caratteristiche di minore suscettibilità verso le avversità, che è un dovere etico in primis, ma che ha risvolti economici importanti: riducendo gli interventi in vigneto si tutela l’ambiente e si risparmia allo stesso tempo".
La famiglia dei Trebbiano ha origini molto antiche: questa storia, assieme alla vasta e diversificata area di coltivazione, spiega l’esistenza di tanti sinonimi e varianti locali, fonte di ricchezza ma anche, in alcuni casi, di confusione. Ricerche sul DNA ("Il Trebbiano di Lugana: aspetti storici e genetici" di Pierluigi Villa, Osvaldo Failla, Massimo Labra, Attilio Scienza, del 2001) hanno dimostrato che, per quanto Trebbiano di Lugana (localmente detto "Turbiana") e Verdicchio siano stretti parenti, più vicini tra di loro rispetto ad altre varietà quali il Trebbiano d’Abruzzo e quello Toscano, si tratta di due vitigni geneticamente distinti. Il Trebbiano di Lugana ha un’attitudine più tardiva e leggermente meno produttiva, oltre a essersi adattato, nel tempo e con successive selezioni fatte dai viticoltori locali, alle caratteristiche pedoclimatiche del lago di Garda, significativamente diverse da quelle degli altri areali.
Il Consorzio, nell’esprimere enorme soddisfazione per l’importante traguardo raggiunto, intende ringraziare i Vivai Cantone, Vitis Rauscedo e Vivai Zenato Valerio per aver creduto, sostenuto e fattivamente collaborato al progetto.

domenica 7 marzo 2021

I profumi e i sapori intensi dei vini del Sud Italia racchiusi in raffinate bottiglie e versati in eleganti calici: è il concorso enologico Radici del Sud che si è svolto nei giorni scorsi al Castello Sannicandro di Bari, in forma compatibile con le restrizioni anti Covid e la cui cerimonia di premiazione si è svolta in diretta streaming. 

Tra i moltissimi vini in gara ha ottenuto un piazzamento di gran rilievo il Neri Etna Rosso Doc 2018, classificatosi al secondo posto del Gruppo Misto Vini Rossi. La graduatoria è stata stabilita da due giurie, formate da giornalisti e addetti ai lavori italiani o da stranieri che vivono nel nostro Paese, che hanno degustato più di 300 vini che erano stati inviati da oltre 125 aziende provenienti da Sardegna, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia. In tutto sono state premiate 60 bottiglie, con un primo, secondo e terzo classificato per ogni batteria di vino e in aggiunta i migliori tre vini biologici del Sud. "La considerazione principale risultata da questi due giorni di confronto è la splendida forma in cui i giudici hanno trovato i vini degustati, considerando che erano stati inviati ancora nel 2020 per l’edizione che doveva svolgersi a giugno dello scorso anno" ha dichiarato Nicola Campanile, organizzatore della manifestazione "L'ottima conservazione e un tempo di affinamento più lungo hanno fatto emergere un’evoluzione inaspettata – ha proseguito - a dimostrazione del fatto che sia i bianchi che i rosati del Sud hanno grandi potenzialità per un mercato sempre più pronto al consumo di vini invecchiati". Qui tutte le bottiglie premiate.
Il Neri Etna Rosso Doc è un "vino del vulcano", prodotto con amore alla Tenuta Agricola Neri e ottenuto da uve Nerello mascalese di una vecchia vigna ad alberello. Un prodotto per così dire storico, che nasce in un territorio complesso e unico come quello del versante nord-est, dove l’acidità discreta e la struttura delicata concorrono a dare vini di grande equilibrio e rara piacevolezza.
L’atmosfera unica della Tenuta, che offre l’esperienza di una winery autentica a Casa Arrigo, la rende una meta perfetta per un soggiorno enogastronomico. Vengono organizzate visite guidate che consentono di immergersi nel processo produttivo. I percorsi di wine tasting iniziano con una passeggiata tra i vigneti e uliveti dominati da una splendida vista dell’Etna. In seguito si entra nell’antico palmento, con annessa bottaia, dove la proiezione di un cortometraggio apre una finestra sull’evoluzione della tenuta nel tempo.

sabato 6 marzo 2021

Più sono e meglio è. Insetti utili e di buon auspicio, le simpatiche coccinelle vivono nei frutteti della Valle e sono preziose alleate della natura, indispensabili nella lotta contro i parassiti e per realizzare una frutticoltura naturale ed ecologica. Sono dei piccoli portenti.

Non è un caso, quindi, che le coccinelle raccontino i valori di Mela Val Venosta e siano presenti sul suo logo. Le due coccinelle, una gialla e una rossa, sono il simbolo di una produzione naturale e sostenibile, che segue i dettami più rigorosi della lotta integrata mettendo in campo proprio le coccinelle per vincere i parassiti e garantire, dal Paradiso delle Mele, mele dalla qualità superiore.
Il colore delle due coccinelle è portavoce, inoltre, delle varietà di mele venostane gialle e rosse, mele buone e dal gusto inconfondibile.

venerdì 5 marzo 2021

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità oltre 4 italiani over 18 su 10 (46%) sono in sovrappeso o obesi, con l’incidenza che aumenta al crescere dell’età, portando con sé una maggior possibilità di essere colpiti da malattie cardio vascolari, ma anche da virus come il Covid. A preoccupare è soprattutto l’incidenza del fenomeno tra i più giovani: l’eccesso di peso, infatti, riguarda 1 minore su 4.

L’ultimo Italian Obesity Barometer Report dimostra come negli ultimi 30 anni nel nostro paese si sia assistito ad un generale aumento del peso medio di circa il 30%, spesso dovuto ad alimentazioni sregolate o ad un eccesso di sedentarietà, ma mai come oggi, nel pieno di una pandemia globale, questo dovrebbe suscitare allarme nella popolazione.
Un aiuto per il buon funzionamento dell’intestino, responsabile in buona parte del nostro sistema immunitario, e, al contempo, un aiuto per restare o tornare in forma arriva dall’inulina a catena lunga. Si tratta di un carboidrato di origine vegetale, ricavato dalla cicoria o dal carciofo, che non è digeribile dal nostro organismo e arriva integro nell’intestino dove agisce come prebiotico.
"Purtroppo, si parla molto poco delle potenzialità dell’inulina, e sono ancora troppo poche le persone che l’hanno inserita abitualmente nella propria alimentazione" commenta la dottoressa Chiara Manzi, nutrizionista esperta e ideatrice del Metodo Alimentare Cucina Evolution "Una volta nel nostro intestino, questo straordinario elemento riesce ad aumentare la densità di Bifidobatteri e Lattobacilli, diminuendo la carica di batteri nocivi, favorendo l’assorbimento delle sostanze nutritive e di alcuni minerali, come il magnesio e il calcio, il funzionamento regolare dell’intestino e combattendo lo sviluppo di tumori e patologie intestinali. Inoltre, l’inulina a catena lunga riduce l’assorbimento del colesterolo e dei trigliceridi e i livelli di glicemia".
Grazie agli effetti benefici sull’intestino, l’inulina è un ottimo coadiuvante per stimolare e rafforzare il sistema immunitario, sviluppando una maggior resistenza ai virus. Sempre più ricerche condotte da università di tutto il mondo, infatti, dimostrano il ruolo fondamentale svolto da un intestino sano per il corretto funzionamento delle difese immunitarie. Una tesi supportata anche dall’indagine condotta dalla dott.ssa Chiara Manzi su un campione di 900 persone che avevano inserito l’inulina all’interno della dieta mediterranea da almeno 3 mesi consecutivi. I dati raccolti hanno dimostrato come questo importante prebiotico riesca a ridurre l’incidenza del Covid di ben 3 volte.
Si tratta, dunque, di un elemento prezioso, che dovremmo imparare a conoscere e usare ogni giorno, ma bisogna fare attenzione, poiché spesso la sua lunga catena viene spezzata dall’industria per commercializzare un’inulina dolciastra e più solubile. L’inulina a catena corta presenta caratteristiche moto diverse, si idrolizza facilmente trasformandosi in zucchero, soprattutto se utilizzata in ricette, sottoposta a cotture, lievitazioni e preparazioni acide come un sugo al pomodoro.
L’inulina a catena lunga, al contrario, durante le cotture, lievitazioni, il contatto con l’acqua e con gli enzimi degli alimenti mantiene una struttura chimica sufficientemente lunga, tale da aggiungere ai suoi effetti prebiotici anche la capacità di abbassare l’indice glicemico di pizza, pane e carboidrati raffinati e di farci uno sconto sulle calorie. È pertanto in grado di innescare tutti quei meccanismi che possono portarci a sviluppare un sistema immunitario più forte, riducendo la massa grassa e, soprattutto, i picchi glicemici di alcuni alimenti.
"L’inulina a catena lunga ha un sapore neutro, per questo si presta ad essere aggiunto sia a preparazioni salate, come pasta, pane, pizza o secondi di carne e pesce, sia dolci, dai gelati, alle preparazioni da forno, fino ai dolci al cucchiaio. – Prosegue la dottoressa Chiara Manzi – Un consumo quotidiano di inulina, senza cadere negli eccessi, ci permette di vivere più in salute, aiutando a risolvere problemi di peso perché riduce l’assorbimento di grassi e carboidrati rendendo le pietanze più leggere. Inoltre, è una fibra che disciolta nei liquidi a temperature controllate è in grado di imitare i grassi. Con l’inulina a catena lunga possiamo sostituire burro, panna, tuorli, formaggi nelle ricette, a zero calorie e senza modificare il sapore!".
Nei laboratori del Ristorante Libra Cucina Evolution di Bologna, la dottoressa Chiara Manzi utilizza l’inulina per realizzare la carbonara che ha meno grassi di un cucchiaio di olio senza rinunciare a guanciale e pecorino, pane e pizza con indice glicemico e calorie dimezzate, tiramisù con le calorie di uno yogurt alla frutta.
Ricette che non sono segreta ma pubblicate nel suo ultimo libro, "Cucina Evolution. In forma senza dieta", edito da Art Joins Nutrition, dove la dottoressa Chiara Manzi illustra in modo approfondito come utilizzare questo prezioso ingrediente, con quali tecniche ottenere dei grassi a zero calorie utilizzando l’inulina per sostituire il burro nei biscotti, il mascarpone nel tiramisù, il tuorlo nella carbonara, la panna montata nei dolci.

domenica 28 febbraio 2021

Il Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino non rinuncia all’Anteprima del Chiaretto, ma la ripensa in una veste del tutta nuova. Considerato il perdurare della pandemia, la dodicesima edizione della manifestazione dedicata al vino rosa del lago di Garda veronese, che con la recente modifica del disciplinare della denominazione ha adottato ufficialmente il nome Chiaretto di Bardolino, si articolerà in due fasi. 

La prima, che prenderà il via ad aprile, coinvolgerà la stampa italiana e internazionale, oltre che i blogger e gli influencer del mondo del vino: verrà infatti inviata loro un’ampia campionatura di Chiaretto di Bardolino della nuova annata (intorno alla cinquantina di etichette), ricondizionata in bottigliette di vetro (preferito ad altre soluzioni) del contenuto di 5 cl, ovvero il quantitativo normalmente servito nelle degustazioni professionali. Dopo due mesi di test, il Consorzio ha scelto le bottiglie di Vignon®, il primo servizio italiano di ricondizionamento di vino e alcolici pensato per supportare tutti gli attori impegnati nella formazione, promozione e vendita nel settore beverage. Le Vignon® sono leggere e resistenti ed evitano gli sprechi perché consentono di fare assaggiare la stessa bottiglia contemporaneamente, in condizioni ottimali, a più persone in luoghi diversi. Tutto il processo di ricondizionamento avviene in ambiente protetto per rispettare il lavoro dei produttori e garantire il mantenimento delle caratteristiche organolettiche del prodotto di origine. Assieme ai campioni di Chiaretto di Bardolino, verranno inviati anche degli assaggi di formaggio Monte Veronese Dop e un minilibro dedicato al Chiaretto. La seconda fase dell’Anteprimadel Chiaretto, invece, coinvolgerà i produttori e i ristoranti della città di Verona nel mese di maggio, quando prenderà il via anche la seconda edizione di 100 Note in Rosa, manifestazione che animerà le serate estive della città scaligera, della provincia e della riviera gardesana con i migliori talenti musicali di Verona.
"Nonostante la pandemia e il conseguente deciso calo di presenze turistiche sul lago di Garda – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino – le vendite di Chiaretto di Bardolino si sono mantenute costanti sul mercato: un segnale importante, che dimostra ancora una volta come le scelte del Consorzio siano state lungimiranti, confermando la nostra denominazione come leader tra i vini rosa in Italia. Anche per questo motivo abbiamo deciso di non rinunciare all’Anteprima e alla presentazione dell’annata 2020, ma di ripensare la manifestazione in nuove modalità".
"Le condizioni climatiche del 2020 - conclude Andrea Vantini, responsabile dell’area tecnica del Consorzio - hanno consentito un perfetto sviluppo delle componenti aromatiche fruttate delle uve, che si traducono nel Chiaretto di Bardolino nella presenza soprattutto di agrumi e piccoli frutti di bosco. Le caratteristiche del microclima locale, invece, hanno garantito la presenza di quelle componenti di freschezza e di sapidità che sono tipiche del Chiaretto di Bardolino. Come conferma l’assaggio dei vini che stanno uscendo sul mercato, quella del 2020 è stata una buona annata nonostante il periodo di considerevole cambiamento climatico".

sabato 27 febbraio 2021

La colomba al pistacchio che suggella la campagna di crowdfunding “Adotta un pistacchio” è la novità per la Pasqua 2021 della Pasticceria Bonfissuto di Canicattì (27,90 euro) in provincia di Agrigento, che si somma a quella della tradizione, tutta siciliana, con mandorla di Agrigento, canditi di arancia di Sicilia e glassa di zucchero (21,90 euro).
La colomba a lievitazione naturale, con copertura di cioccolato bianco e pistacchi siciliani interi, e un vasetto di crema di pistacchio di Sicilia da spalmare è il frutto della campagna di crowdfunding per finanziare un progetto di un pistacchieto di antichi alberi a Canicattì in provincia di Agrigento. Questa piccola riserva d’oro verde sta prendendo vita grazie al contributo di tanti piccoli sostenitori che hanno scelto di sostenere una specie autoctona di pistacchio fortificando il legame tra la terra e i prodotti dolciari del territorio: dall’appassionato di prodotti siciliani alle PMI fino alla grande multinazionale, la campagna ha saputo coinvolgere target eterogenei fra loro con l’obiettivo di salvaguardare e riscoprire gli antichi sapori del territorio.
Dal prossimo anno ogni contributor potrà vedere i propri pistacchi crescere, a km zero, per un totale di cinque piante acquistate. Al progetto hanno aderito 1.137 sostenitori che hanno contribuito con 64.639 € e nei primi 10 giorni la campagna aveva già raggiunto il budget prefissato di 15.000 € e dopo soli 30 giorni è riuscita a raggiungere l'obiettivo di 64.639 €, con un successo clamoroso. E per continuare a finanziare il progetto per il prossimo anno, si può acquistare la colomba al pistacchio a 27,90 €.
I due giovani fratelli della Pasticceria di Canicattì (Ag), Vincenzo e Giulio Bonfissuto nel laboratorio immerso tra i pistacchieti, per ingredienti a km zero rispetto alla produzione, 800 mq in aperta campagna, immersi tra vigneti e mandorleti, puntano sempre più all'internazionalità.

martedì 23 febbraio 2021

Totalmente prodotto con le varietà tradizionali del Chianti, con forte predominanza di Sangiovese, provenienti dai vigneti montalcinesi della tenuta, cuore del tradizionale territorio del Chianti, si fregia della sottozona Colli Senesi.

Il nome del vino, Traversa dei Monti, ci riconduce immediatamente alla strada che collega Montalcino alla costa maremmana, costeggiando anche i vigneti Banfi.
Anche l’etichetta è evocativa del luogo in cui il vino nasce. La Traversa dei Monti, in lamina oro, attraversa i vigneti che al tatto restituiscono la percezione di terra, esaltando la luminosità e la ricchezza del nostro territorio.
Elegante e deciso, il vino si presenta con un colore rosso malva intenso e profondo. Al naso il profumo è complesso e Intenso, spiccano gli aromi di frutta matura e ciliegia marasca accompagnati da sentori di fiori secchi e note speziate. Avvolgente, morbido e potente, con una notevole struttura, chiude con un finale lungo e persistente.

lunedì 22 febbraio 2021

Napoli e la sua tradizione centenaria nell’arte della pizza, una speciale skill nota in tutto mondo (e soprattutto imitata) che ha fatto di questa speciale alchimia di farina e pomodoro un simbolo della bella Italia e dei suoi prodotti sani e genuini.
A continuare e divulgare questa tradizione centenaria nel suo locale a Brescia è un giovane trentenne campano, si chiama Ciro Di Maio. Nel suo sangue scorre un estro creativo unico per la gastronomia, in particolar modo, per la "sacra" pizza. Ma non parliamo della solita pizza napoletana, la sua è unica nel suo genere, perché come un artista crea le sue opere mai uguali tra di loro, anche Ciro sforna le sue pizze gourmet in un modo particolare e un po’ monello. "Le mie pizze devono essere tutte diverse – spiega Di Maio – perché sono fatte artigianalmente a mano e si deve vedere la firma di chi le fa. A me piace tirare le orecchie alle mie pizze, ognuna ha il suo carattere e devono mostrarlo. E così facendo mostrano pure il mio".

L’indole creativa non è l’unica caratteristica che distingue Ciro, ma anche e soprattutto la sua natura solidale che in questo periodo rallentato dalla pandemia lo ha portato a perfezionare e a concretizzare dei progetti molto importanti che saranno avviati a breve. Uno di questi è in collaborazione col carcere di Brescia: "Farò delle videolezioni ad alcuni detenuti della struttura penitenziaria cittadina per insegnare loro il mestiere di pizzaiolo – racconta Ciro – è un modo per reinserirli nella società attivamente una volta che hanno scontato la loro pena, il lavoro ti salva la vita. A me l’ha salvata".
Ciro ha iniziato a lavorare giovanissimo nel suo paese natio, a Frattamaggiore, in provincia di Napoli, in un quartiere molto povero. Diverse mansioni occasionali, intervallate a qualche anno all’Istituto Alberghiero che dovette abbandonare poi per potersi mantenere. Ma qualcosa gli diceva che la sua strada sarebbe stata un’altra, una passione che cresceva dentro giorno per giorno, il mondo dell’enogastronomia. Ed ecco l’occasione che lo aspettava dietro l’angolo, nel 2015 si trasferisce a Brescia e inizia a lavorare per una nota catena italiana di pizzerie e ristoranti di cucina mediterranea. Sacrificio e impegno sono il suo mantra, purtroppo però non bastano perché l’attività non va come sperato e i soci devono chiudere i battenti. Ciro non si abbatte e con coraggio riesce ad aprire una nuova società, assumendo inoltre tutti i suoi ex colleghi che erano rimasti senza lavoro. Così comincia l’avventura della sua "Pizza Madre".
In breve, le sue pizze speciali dalle orecchie tirate sono le più richieste e a popolare il suo locale arrivano attori e calciatori famosi. "Non ci credevo – racconta Ciro – ho semplicemente realizzato quello che avevo in mente da sempre, l’idea di un’esperienza culinaria genuina e insieme innovativa, un ponte tra passato e contemporaneo con quel fare innocente di un monello".
Olio Dop, Mozzarella di Bufala Campana dop, pomodorino del Piennolo, Ricotta di Bufala omogeneizzata e Porchetta di Ariccia Igp, sono solo alcuni degli ingredienti che personalmente seleziona e utilizza il giovane cuoco. E poi lei, la grande protagonista, la pasta. "Scegliamo ogni giorno il livello esatto di idratazione, in base all’umidità di giornata", spiega. "Ne esce un impasto molto lievitato, morbido, idratato". Una pizza originale da provare? Sicuramente il "battilocchio", la pizza fatta da un impasto fritto nell’olio bollente e subito servito avvolto in carta paglia, una specialità napoletana.

sabato 20 febbraio 2021

Da Dolce è un vino spumante dolce ottenuto da uve 100% malvasia, con processo di vinificazione metodo Charmat. Ha certificazione biologica e vegan.

Gli aromi tipici della malvasia si esprimono con dolcezza e morbidezza, e le bollicine sottili e non invadenti lo rendono un perfetto nettare da degustare a fine pasto. In bocca i profumi floreali e di frutta matura sono intensi e persistono grazie ad una gradazione alcolica equilibrata, con una frivolezza gradevole per ogni palato.
Il vino è nato proprio in concomitanza del 50esimo anniversario dell’azienda fondata da Natalino Bartolomei e sua moglie Anna.

venerdì 19 febbraio 2021

I cambiamenti nello stile di vita dei consumatori fanno crescere produzione e risultati dell’azienda di Meduno (PN) specializzata in prodotti di alta qualità destinati al mercato italiano e internazionale, a marchio proprio e per le MDD. "Nel 2021 puntiamo su novità di prodotto e investimenti per la crescita" spiega l’AD Dario Roncadin.

Si è chiuso con il segno più il 2020 di Roncadin, azienda di Meduno (PN) specializzata nella produzione di pizze surgelate per i mercati italiani ed esteri. Il fatturato di Roncadin ha infatti raggiunto quota 140 milioni di euro, +16,6% rispetto al 2019, con circa 100 milioni di pezzi prodotti (18 milioni in più rispetto all’anno precedente).
"Un risultato determinato dal forte aumento dei pasti consumati a casa per via dell’emergenza Covid e del conseguente aumento della spesa alimentare – commenta l’amministratore delegato Dario Roncadin –. Questo vale sia per l’estero sia per l’Italia, dove già da anni il consumo di pizza surgelata viveva un trend positivo. Perciò Roncadin ha sostenuto, e continua a sostenere, ritmi molto elevati per via della grande richiesta di prodotti alimentari nella GDO in tutti i mercati di riferimento. I numeri sono senza dubbio incoraggianti, ma non possiamo abbassare la guardia, perché una volta che la pandemia abbasserà la sua pressione, la Grande Distribuzione competerà nuovamente con la ristorazione e altri canali, quindi è necessario essere pronti con prodotti innovativi".
A Meduno Roncadin produce pizze surgelate realizzate con materie prime di alta qualità, procedimenti produttivi all’avanguardia e centinaia di ricette diverse, per prodotti sia a marchio Roncadin, sia destinati alle marche del distributore in tutto il mondo (la quota export è del 70%). "Con la pandemia abbiamo dovuto fronteggiare un’emergenza sugli ordini, che hanno iniziato ad arrivare con tassi tripli rispetto al previsto – prosegue Dario Roncadin –. Soddisfare in linea con i tempi richiesti le commesse è stata una grandissima sfida, che ha richiesto uno sforzo congiunto fra logistica, pianificazione produttiva e approvvigionamenti delle materie prime, che in alcuni momenti scarseggiavano". Il rispetto delle misure di distanziamento in azienda ha inoltre causato modifiche organizzative che hanno richiesto grande attenzione nella gestione degli oltre 700 dipendenti che, sottolinea Roncadin, "Si sono comportati con grande senso di responsabilità e dedizione. Per questo abbiamo ritenuto opportuno offrire anche degli incentivi economici e vari benefit a chi, soprattutto nei reparti produttivi e in particolare nel periodo del primo lockdown, ha garantito la sua presenza consentendoci di onorare gli ordini".
Nonostante le difficoltà, e con parte dei dipendenti operativi da remoto, Roncadin ha continuato a lavorare sul fronte ricerca e sviluppo, creando nuovi prodotti il cui lancio è previsto per il 2021: in particolare nuovi formati rettangolari e di grandi dimensioni, sempre più richiesti dai consumatori. Inoltre l’azienda proseguenella strada intrapresa dell’efficientamento produttivo dello stabilimento e nello sforzo verso la sostenibilità, "componenti che saranno sempre più strategiche nelle industrie del futuro" sottolinea Dario Roncadin. L’azienda intende identificare e rendicontare in modo sempre più preciso i dati e i consumi, con l’obiettivo di fissare obiettivi di medio e lungo periodo con standard valutabili in tutti gli aspetti produttivi: riduzione dell’uso della plastica di imballaggio, della materie prime, dei consumi energetici.
Proseguono inoltre i progetti legati alla valorizzazione delle eccellenze del territorio di cui Roncadin fa parte. Da una parte ci sono stati ingenti investimenti per migliorare il sistema di approvvigionamento idrico (uno dei punti di forza di Roncadin è l’utilizzo di acqua proveniente dalle sorgenti di montagna circostanti), dall’altra, a marzo 2020, l’azienda ha risposto all'appello della regione Friuli Venezia Giulia per 'salvare' il latte friulano, il cui consumo attraverso il canale Horeca era enormemente calato. "In partnership con l’agenzia di cluster Agrifood Fvg – spiega Dario Roncadin – abbiamo messo a punto un progetto per utilizzare mozzarella prodotta con latte munto in regione per coprire una parte del nostro fabbisogno settimanale".
Nelle ultime settimane l’azienda ha dovuto fare i conti anche con l’avvio della Brexit. "A dicembre l’incertezza causata dalla situazione ci ha causato notevoli ritardi nelle consegne e fra i camion fermi a Dover qualcuno era anche carico delle nostre pizze – racconta Dario Roncadin –. Anche se non sono stati introdotti dazi, sono cresciuti i costi operativi. Ogni anno inviamo 550 camion nel Regno Unito e quella che era considerata una spedizione ordinaria ora comporta molta documentazione e pratiche burocratiche aggiuntive". Le esportazioni in UK valgono circa il 20% del fatturato di Roncadin e l’azienda ha moltiplicato gli sforzi per continuare a servire al meglio questo mercato strategico. "Tuttavia – conclude l’amministratore delegato – l’emergenza dovuta alla novità della Brexit sembra ora essere alle spalle. Le incognite per il futuro sono più legate all’evolversi della pandemia e alle ripercussioni che potrebbe avere sulla GDO nei prossimi mesi".
Per quel che riguarda Roncadin SpA, con sede a Meduno (Pordenone), nasce nel 1992 per la produzione di pizza italiana di qualità per la grande distribuzione nazionale ed internazionale. Oggi in azienda lavorano circa 750 persone, il fatturato 2020 ha raggiunto i 140 milioni di euro e si producono 100 milioni di pezzi all’anno. Pizze e snack sono realizzati con un esclusivo metodo brevettato e con l'impiego del 100% di energia sostenibile certificata.

giovedì 18 febbraio 2021

Quanto a Regina Colomba, nel 2016 e nel 2017 hanno avuto luogo due sue edizioni all’interno dell’evento La primavera è dolce, tenutosi a Saint-Vincent (AO), mentre nel 2018 il premio si è svolto durante una serata dedicata a Milano, presso il Teatro Filodrammatici.

La novità è costituita da Regina Pastiera, competizione che per prima, fra gli eventi sotto l’egida di Re Panettone®, celebra un dolce non lievitato. L’organizzatore ha ritenuto possibile e auspicabile l’abbinamento con la colomba, sia per la finezza del dolce campano, nato sì dalla tradizione, ma affinato nella sua forma definitiva dalla nobile cucina di monastero, sia per la sua relativa diffusione anche fuori dalla Campania, il tutto con lo scopo di ampliarne ulteriormente la conoscenza e l’apprezzamento in tutt’Italia. Questo gemellaggio tra la lombarda colomba e la campana pastiera avviene, tra l’altro, in occasione di un importante anniversario per tutti noi italiani: i centosessant’anni dall’Unità del nostro Paese (17 marzo 1861).
Venendo al regolamento, la condizione per partecipare posta dall’organizzatore è che i prodotti vengano realizzati solo con ingredienti naturali e tecniche artigianali e, in particolare la colomba, con vero lievito madre.
Sabato 20 marzo, presso un albergo milanese, si riuniranno a porte chiuse le due giurie:

PASTIERA
- Renato Andreolassi (Teletutto di Brescia)
- Andrea Aprea (Chef Ristorante Vun Hotel Park Hyatt, Milano)
- Daniel Canzian (Chef Ristorante DanielCanzian, Milano)
- Viviana Varese (Chef Ristorante Viva, Milano)
- giurato ancora da confermare

COLOMBA
- Antonio Guida (Chef Ristorante Seta Hotel Mandarin, Milano)
- Roberta Rampini (Il Giorno)
- Claudio Sadler (Chef Ristorante Sadler, Milano)
- Alberto Paolo Schieppati (giornalista e critico gastronomico, già direttore di Artù)
- Achille Zoia (Chef Pasticceria La Boutique del Dolce, Concorezzo, MB e Cologno Monzese, MI)

Al termine delle valutazioni la proclamazione dei vincitori verrà effettuata alle 19.30 della stessa giornata dall’organizzatore, Stanislao Porzio, in diretta Facebook sulla pagina di Re Panettone®.
L’organizzatore, Stanislao Porzio, ringrazia i sostenitori del premio – il Molino Dallagiovanna, sponsor dalla prima ora di Re Panettone®, e la Giuso, che fornirà anche i premi ai vincitori – per aver facilitato anche in questo momento così difficile la realizzazione di quest’attività.

I dolci protagonisti

La colomba

Ci sono almeno tre leggende che collocano l’origine del dolce in Lombardia, due collegate rispettivamente alle figure di Alboino e Teodolinda (Alto Medioevo), una al Carroccio e alla battaglia di Legnano (Tardo Medioevo). I trattatisti gastronomici ottocenteschi come il Sorbiatti, il Vialardi e l’Artusi, però, non danno alcuna notizia di un dolce definito colomba.
Secondo la Storia del panettone di Massimo Alberini (1981), invece, il luogo e la data d’origine della colomba sarebbero perfettamente identificabili: l’ufficio marketing della Motta degli anni Trenta del secolo scorso. La sua invenzione si dovrebbe alla genialità del pubblicitario Dino Villani, che anni dopo avrebbe lanciato il concorso di Miss Italia.
Che prima della Motta fosse già oppure no un dolce tradizionale, la colomba lo è diventato, visto che oggi per tutti è il pendant pasquale del panettone. D’altronde anche la ricetta avvalora quest’immagine, perché è praticamente la stessa del dolce natalizio, con il quale condivide quasi tutto, a partire dalla lievitazione naturale. Oltre che per la forma, ne differisce per la copertura con ghiaccia a base di mandorle e granella di zucchero, e per l’assenza di uvetta, sostituita da una quantità più massiccia di scorzette d’arancia candite. In ogni caso, la ricetta base di quello che oggi per legge può chiamarsi “colomba” è regolata dal decreto legislativo del 22 luglio 2005.
Il punto più alto della sua storia la colomba lo sta raggiungendo oggi, grazie al suo rilancio nell’ambito della pasticceria artigianale. Perfetto contraltare pasquale del recente panettone artigianale, non ha mai contenuto tanto burro, tante uova, tante mandorle.

La pastiera

I Cerealia erano antiche feste che i Romani dedicavano in primavera ai frutti della terra che portavano il loro nome. Secondo alcuni la pastiera avrebbe origine come offerta agli dei prodotta per questa circostanza.
Altre fonti attesterebbero, invece, una nascita legata a usanze latine di nozze, che prevedevano il consumo di pani di grano e farro, farciti di ricotta.
Secondo un’altra leggenda, riportata dal libro di Luciano Pignataro, I dolci napoletani, l’offerta sarebbe stata fatta da alcune mogli di pescatori al dio del mare. Avevano portato sulla sua riva ceste con ricotta, frutta candita, grano, uova e fiori d’arancio per far sì che i mariti tornassero sani e salvi dalla pesca. Al mattino, tornate sulla spiaggia per riabbracciare i mariti, scoprirono che le onde avevano lambito le ceste mescolando il loro contenuto. Il dolce pasquale partenopeo sarebbe nato così.
Come che sia, almeno secondo L’Italia dei dolci, Slow Food (2003), la ricetta avrebbe avuto la sua formulazione definitiva tra il XVIII e il XIX secolo presso il monastero di San Gregorio Armeno a Napoli, adiacente alla strada resa celebre dalle botteghe degli artigiani del presepe.
D’altronde i monasteri femminili partenopei sono stati le fucine per la creazione di diversi capisaldi della pasticceria cittadina. I raffioli, le sfogliatelle, gli struffoli, i susamielli si devono alle nobili cure delle monache. Nobili, perché molte di esse venivano dalla migliore aristocrazia delle due Sicilie. Costrette a vivere in un hortus conclusus, amavano trasformarlo per quanto possibile in un luogo di delizie.
La ricetta della pastiera prevede un involucro di pasta frolla in cui si adagia una crema composta di grano, ricotta, agrumi canditi, uova e fior d’arancio, sul quale vengono disposte strisce di pasta a creare losanghe.

Ricette - 4you Gratis

Archivio CN

I più letti