sabato 18 luglio 2020

(foto Cecilia Roma credits Serena Eller)
Forse i nutrizionisti, e anche la maggior parte delle Cesarine, non sarebbero d’accordo con Epicuro che diceva "Non bisogna preoccuparsi di ciò che si mangia, ma con chi si mangia". Ma dopo questo lungo periodo di lockdown dove il cibo, quello della tradizione preparato con amore tra le mura domestiche, è tornato a riempire le nostre vite e soprattutto i nostri social, è giusto dare spazio anche alla "convivialità", una delle cose più preziose che abbiamo - e che più ci è mancata durante i mesi di confinamento. Parliamo delle cene tra amici, delle chiacchiere attorno a un tavolo condividendo cibo e un buon bicchiere di vino.

Ma anche adesso che siamo tornati quasi alla normalità pre-Covid, adesso che bar e ristoranti hanno aperto, siamo tutti pronti per tornare nei locali? Nonostante i numeri siano fortunatamente in calo, il virus sembra essere ancora in giro e certamente occorre fare molta attenzione. Non a caso, nelle ultime settimane si è parlato spesso di sindrome della capanna, un modo colloquiale per indicare una difficoltà a tornare a vivere, dopo l’isolamento forzato. Stare rinchiusi in casa in una condizione innaturale, per un periodo così lungo, ha indebolito, dal punto di vista psicologico, molte persone. È una tendenza legata a volte al timore del contagio, altre alla difficoltà di tornare a vivere. Ma anche quando non si presenta questa sindrome, molti sono ancora un po’ restii a tornare alla vita precedente, spesso vissuta in luoghi affollati e caotici: basti pensare che Corriere della Sera e Ipsos attraverso un sondaggio hanno scoperto che almeno il 36% degli intervistati non se la sente di tornare alla socialità.
Come fare allora? Come godere della convivialità, ma in sicurezza? Sarà questa l’estate delle cene in casa? O ancora meglio in giardino e in balcone? Sicuramente sì. Basta rispettare (o far rispettare, se siamo noi ad aprire la casa agli ospiti) alcune semplici regole. Per qualcuno per cui uscire a mangiare era un’abitudine o un appuntamento fisso settimanale, organizzare una cena in casa può sembrare complicato. Non per chi lo fa "da sempre". Le Cesarine, le cuoche casalinghe della più importante rete di Home Restaurant d'Italia che aprono le porte della propria casa a viaggiatori provenienti da tutto il mondo, offrendo esperienze immersive in location suggestive, sanno già come gestire al meglio e in sicurezza la situazione contingente, perché anche loro hanno ormai riaperto le loro case, balconi e giardini ai tanti appassionati della cucina italiana per cene tra amici, in famiglia o anche per divertenti cooking class di gruppo.
Ecco allora gli otto suggerimenti + 1 per chi vuole organizzare cene in casa:
- mettere a disposizione degli ospiti subito all’ingresso della casa gel disinfettante e salviette monouso, e piccoli asciugamani in bagno;
- chiedere agli ospiti di disinfettare le scarpe con apposito prodotto all’arrivo in casa;
- dove sia possibile allestire una cena all’aperto: balcone, terrazzo o giardino, in soccorso ci viene la bella stagione;
- apparecchiare la tavola lasciando un metro tra ogni ospite (a meno che non si tratti di congiunti);
- niente buffet e finger food. Meglio servire a tavola il cibo già impiattato, evitando piatti comuni da cui servirsi, utilizzando posate di servizio, che toccherebbero tutti;
- servire il pane già tagliato (o usare piccoli panini) in piattini singoli per ogni commensale;
- scegliere una persona incaricata di servire acqua e vino, così che sia sempre la stessa mano a toccare le bottiglie;
- se ci si trova in un ambiente chiuso, evitare di puntare il condizionatore direttamente verso la tavola.
Con questi accorgimenti, organizzare cene a casa sarà più facile e sicuro. E anche chi non se la sente di frequentare i locali pubblici, potrà tornare a mangiare in compagnia. E il nono consiglio? Non ce ne voglia Epicuro ma quando si invitano gli amici è anche importante "preoccuparsi di ciò che si mangia", scegliere prodotti locali, stagionali, cucinarli con amore e con serietà, magari mettendo in pratica quelle tante ricette sperimentate durante il lockdown.
Cesarine è una rete di cuoche e cuochi domestici dislocata su tutto il territorio nazionale e selezionate da Home Food, un’associazione fondata nel 2004 - con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e con la collaborazione dell’Università di Bologna-. Ad oggi sono più di 1.500 le Cesarine – che un tempo era il nome comune dato alle massaie romagnole- che organizzano nelle loro case, in più di 140 località italiane, piccoli e grandi eventi culinari per deliziare il palato di coloro che sono alla ricerca di tradizioni cucinarie spesso dimenticate. Vere e proprie custodi di un patrimonio enogastronomico sommerso, le Cesarine mettono la loro esperienza a disposizione degli ospiti per regalare un’esperienza autentica, all’insegna della qualità e del gusto.

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