sabato 25 luglio 2020

La tradizione che una famiglia si tramanda di generazione in generazione dal 1822, con la stessa immutata passione per la coltivazione di un prezioso cereale, il riso.
Siamo nel pavese, e precisamente a Landriano, dove da oltre 200 anni sorge la Cascina Cirano attorno alla quale si estendono le risaie della famiglia Pozzi.
Qui, per la precisione il 25 maggio 1822, venne eretta la prima pila da riso e oggi, sempre in questi luoghi, si continua la coltivazione del riso Carnaroli nel rispetto dei processi di lavorazione che permettono di ottenere un prodotto naturale e in purezza.
Il rispetto della natura e dei principi di sostenibilità, da sempre impone l’utilizzo di concimi naturali: la terra accoglie il riso e con l’acqua ne garantisce una buona crescita grazie al necessario apporto nutritivo.
Tra settembre e ottobre il riso è maturo per essere raccolto e, ancora grezzo e non ancora pilato, viene trasportato in cascina dove la lavorazione è ridotta al minimo: ciò permette di mantenere intatte le caratteristiche nutritive e gustative del riso.
Si ottiene così un Carnaroli autentico di altissima qualità proveniente dalle migliori sementi certificate 100% Carnaroli dall’Ente Nazionale Risi (che svolge un’intensa attività per tutelare il settore risicolo e controllare il prodotto commercializzato in Italia), che si distingue per il suo colore ambrato caldo e per la sua consistenza, e che viene confezionato nel medesimo anno solare di produzione (e potendosi così definire “giovane”).

Ben si può affermare che il Carnaroli è una varietà storica della risicoltura italiana ed è considerato il “principe” dei risi. Quello prodotto da Pozzi ben ne interpreta le caratteristiche in primis quella della tenuta di cottura – non scuoce! – rendendolo ideale per i risotti. Trattiene inoltre al meglio anche profumi e sapori esaltando al massimo qualsiasi ingrediente.
L’Azienda Pozzi ha dunque optato per una scelta di qualità anche in questo senso: il ciclo vegetativo di questo riso è infatti tra i più lunghi (circa 165 giorni) e i rischi di produzione notevoli in quanto questa varietà di pianta molto alta (circa 175 cm.) - caratterizzata da un baffo molto particolare, sinonimo di purezza - va incontro più facilmente a rischi di caduta o perdita della posizione eretta a causa di vento e piogge o addirittura di mancata maturazione a causa del freddo.
Riso Pozzi rispetta infine tutti i requisiti di tracciabilità varietale - attraverso un sistema riconosciuto anche nell’Unione Europea - così da potersi definire “classico”: tali requisiti identificano il prodotto dalla semina alla commercializzazione per dare al consumatore finale la garanzia di un prodotto di altissima qualità.
Ecco perché gustare Riso Pozzi sulle tavole dei più famosi chef - uno per tutti Davide Figliolini - o su quelle di tutti gli appassionati gourmet significa apprezzare un ingrediente che è stato recentemente selezionato da alcuni punti vendita COOP e IPERCOOP del nord Italia in rappresentanza di alcune tra le migliori eccellenze del nostro territorio.

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