venerdì 20 marzo 2020

Giovanni De Angelis, Direttore Generale ANICAV: "In questi giorni dai clienti esteri sono pervenute richieste di certificazioni aggiuntive alle aziende della trasformazione riguardo la sicurezza e salubrità dei nostri prodotti, in particolare per quanto riguarda il rischio infezione da Covid-19. Certificazioni aggiuntive sono da ritenersi assolutamente inutili, in quanto il pomodoro trasformato è un prodotto perfettamente sicuro grazie ai particolari processi industriali di trasformazione e grazie alle tecniche utilizzate nelle fasi di lavorazione. Inoltre l’intero processo di lavorazione della materia prima - dalla raccolta all’inscatolamento – è controllato e garantito secondo i protocolli igienico sanitari, con personale sottoposto a rigidi protocolli per la sicurezza e avviene con ausilio di alte temperature, in ambienti di lavorazione sanificati e con l’utilizzo di macchinari sterilizzati. Inoltre, non sussistono pericoli di contaminazione per il prodotto che, essendo naturalmente acido, crea vita difficile alla proliferazione di microrganismi. Infine, dopo la chiusura, ogni scatola è sottoposta a ulteriore sterilizzazione con l’inattivazione microbiologica ed enzimatica del contenuto".
"In questi giorni anche l’EFSA" aggiunge De Angelis "ha dichiarato che non ci sono prove che il cibo sia fonte o via di trasmissione probabile del virus. Il pomodoro italiano rappresenta un’eccellenza ed è da sempre considerato un prodotto simbolo del Made in Italy nel mondo, la cui bontà e salubrità è universalmente riconosciuta".

L’ANICAV, Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali, nata a Napoli il 5 febbraio 1945, è la più grande associazione di rappresentanza delle imprese di trasformazione di pomodoro al mondo per numero di imprese aderenti e quantità di prodotto trasformato. Essa associa 80 aziende su 110 operanti sul territorio nazionale che trasformano circa il 70% di tutto il pomodoro lavorato in Italia e la quasi totalità del pomodoro pelato intero prodotto nel mondo, con un fatturato, nel 2019, di 2,5 miliardi di euro (pari ad oltre il 75% del fatturato totale del comparto italiano della trasformazione del pomodoro). Circa il 60% delle produzioni è destinato all’esportazione sia verso l’Europa (Germania, Francia, Regno Unito) che verso gli altri Paesi (USA, Giappone, Australia) facendo del pomodoro un ambasciatore dell’eccellenza del made in Italy nel mondo.

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