lunedì 11 maggio 2020

Bottega S.p.A., cantina e distilleria di Bibano di Godega (TV), ha metabolizzato l’inevitabile calo del fatturato e la riduzione degli ordinativi da parte della clientela, sia in Italia che all’estero. In pochi mesi il mondo è cambiato e anche gli schemi per guardare al futuro e per orientare la ripresa sono inediti. È probabile che s’imponga uno stile di vita diverso, già in gestazione a seguito dei cambiamenti climatici, nell’ambito del quale il consumismo venga progressivamente sostituito dalla consapevolezza che non possiamo più vivere al di sopra delle nostre possibilità, ovvero della disponibilità di risorse che il pianeta può fornirci. Non sarà forse un cambio di passo immediato, ma un cambiamento progressivo che vedrà protagonisti dapprima i paesi più evoluti e poi a seguire tutti gli altri.

In questo contesto il valore della sostenibilità ambientale e sociale rappresenta per Bottega un’importante base di partenza. Per far fronte a questo momento difficile, anche per i propri fornitori, l’azienda ha deciso di fare uno sforzo particolare e di sostenere i contadini e i piccoli coltivatori della zona del Prosecco, impegnandosi ad acquistare le uve ad un prezzo equo, malgrado le difficoltà del mercato e della situazione economica generale. Supportare chi coltiva piccoli appezzamenti, e che in questo modo contribuisce alla manutenzione di un territorio unico, è un modo per restituire alla terra una parte di quanto il fenomeno Prosecco ha contribuito a creare. Valorizzare il Prosecco e la grappa prodotta con le sue stesse uve è sempre stata per l’azienda Bottega una missione primaria, soprattutto da quando nella denominazione sono stati eliminati i glifosati, esempio quasi unico in agricoltura.
Sandro Bottega, presidente di Bottega S.p.A. dichiara: "La ripresa per la nostra azienda e per le altre che lavorano nel settore, passa attraverso la consapevolezza che occorre cambiare il modello di business: troppo consumo di energia, troppi viaggi, troppa carne, troppo cibo, troppa plastica, troppo vino non buono e non sano. I danni all’ambiente e agli ecosistemi richiedono un approccio sostenibile ed etico, che i consumatori saranno sempre più attenti a rilevare prima di fare un acquisto, e noi saremo lì, baluardo di quello in cui abbiamo creduto in 50 anni di impresa e 4 secoli di storia".

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