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giovedì 8 ottobre 2020

TORINO. Apre anche a Torino Spritzerò, il primo Spritz Bar dedicato all’aperitivo ed agli Spritz, nel centro di San Salvario, tra le principali vie della by-night torinese (Via Giuseppe Baretti, 8eE). Il nuovo spazio, verrà inaugurato venerdi 9 ottobre alle 19, avrà il compito di rafforzare la community di clienti fedeli a Spritzerò e incarnerà a pieno la filosofia aziendale volta a "contribuire al miglioramento della società attraverso lo sviluppo della socialità e la condivisione di momenti di spensieratezza condita da Spritz di qualità".

Dal punto di vista progettuale, il nuovo store si ispira alla cultura milanese, con linee pulite e minimaliste, e ingloba nelle scelte stilistiche il mood dell’aperitivo, come la semplicità, la convivialità e l’informalità.
Il noto format è basato su 10 tipologie di Spritz, serviti in 3 differenti taglie di bicchieri, per andare incontro sia alle possibilità di spesa del cliente che alla reale quantità di bevuta. Quindi tre formati (S - M - PERFECT SERVE) per tre differenti prezzi (2,50€ - 5€ - 7€) con gli immancabili arachidi in guscio serviti gratis, realizzati in un packaging tutto nuovo e customizzato Spritzerò.
"Per lo Spritz Bar di Torino abbiamo pensato di omaggiare la città con due spritz special dedicati ai simboli cittadini, il Toro e la Mole, rispettivamente di colore granata e lilla, entrambi a base di vodka al passion fruit, per meglio identificare la passione dei torinesi" racconta Davide Schiano, fondatore di Spritzerò, che spiega la sua volontà di "andare oltre", porsi continuamente nuove sfide, superare le difficoltà, strabiliare le aspettative, non arrendersi e perseguire sempre con tenacia i propri obiettivi.
"I nostri Spritz Bar sono oramai realtà solide in tutta la Campania e Roma e siamo entusiasti di arrivare a Torino. Con questo nuovo importante store, implementeremo il format con una proposta qualitativa ancora maggiore, infatti utilizzeremo anche un vero e proprio calice. Siamo orgogliosi di aprire il primo store del nord Italia nella città di Torino in questo momento storico così complesso. Vogliamo inviare un messaggio di ottimismo e resilienza perché crediamo fermamente che, a dispetto delle difficoltà di questo periodo, il mondo dell’aperitivo e in generale del food & beverage continuerà ad essere uno dei principali motori dell’economia nazionale".
Mai come in questo periodo di crisi globale, post Coronavirus, l’apertura del primo monomarca nel nord Italia rispecchia in pieno il payoff del brand Spritzerò: "Aperitivo Italiano".
"La presenza di un servizio di sicurezza privato e una chiara segnaletica assicurerà il distanziamento sociale e il rispetto delle misure Covid-19" continua ancora Davide Schiano.
"Siamo consapevoli che i nostri locali nascono per l’aggregazione sociale e faremo ogni cosa affinché non si snaturi mai il concept della condivisione. Non è il primo evento di inaugurazione dopo il lockdown, quindi siamo preparati e assolutamente responsabili e professionali per garantire la salute di tutti. Per presenziare all’evento sarà necessario mettere il like alla pagina ufficiale Spritzerò Torino e cliccare su Parteciperò all’evento di inaugurazione pubblicato su Facebook. Questo ci aiuterà a comprendere anche il numero ipotetico di persone che ci saranno venerdì 9 ottobre".
"Dopo Torino, tra poche settimane apriremo il nostro primo store in Puglia, esattamente nella bellissima Trani. La diffusione del nostro format è in crescita esponenziale e puntiamo ad avere uno store Spritzerò in tutte le regioni italiane più grandi già per la fine del 2021" conclude Davide Schiano.

mercoledì 7 ottobre 2020

"La scelta da parte del ministero degli Affari Esteri di procedere alla ricostituzione di un tavolo di lavoro tecnico dedicato al vino assieme ai rappresentanti del Mipaaf e di Ice nell’ambito delle azioni previste dal Patto per l’Export va nella direzione da noi auspicata e sostenuta. Per questo apprezziamo quanto annunciato oggi dal sottosegretario al Maeci, Manlio Di Stefano e dalla ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, in merito all’avvio di un tavolo strategico per l’internazionalizzazione, che vedrà Unione italiana vini tra gli attori protagonisti". Lo ha detto, oggi nel corso della conferenza di apertura della Milano wine week, il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Ernesto Abbona.

"Il tavolo del vino all’interno del patto per l’export - ha detto il sottosegretario agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano - può essere un esperimento di successo e segue l’esempio, già adottato, di consultazione permanente tra settori che ora vogliamo applicare anche al vino".
Soddisfazione espressa anche dalla ministra alle Politiche agricole, Teresa Bellanova: "Lo specifico tavolo sul sostegno all’internazionalizzazione sarà convocato quanto prima - come da me richiesto - e avrà una natura estremamente operativa. Perché non mi stancherò mai di dire che è dalle imprese che devono arrivare le indicazioni per ottimizzare le strategie e le politiche mirate al settore”. In merito alla strategia di rilancio e in particolare all’aumento, richiesto da Uiv, da 100 a 150 milioni di euro relativo alla misura di Ocm promozione, Bellanova ha assicurato “il massimo impegno anche per predisporre risorse aggiuntive su progetti nazionali. Su questo - ha concluso - ci stiamo lavorando e ribadiamo piena disponibilità al confronto con le Regioni e in condivisione di tutte le parti".
Secondo l’associazione di riferimento per il vino italiano, che interverrà in rappresentanza delle imprese, sarà fondamentale portare al tavolo azioni concrete di rilancio di un export che per la prima volta nel corso degli ultimi 2 decenni sta subendo una flessione a causa dell’emergenza sanitaria. Tra queste, l’implementazione urgente di un piano di comunicazione istituzionale concentrato sui mercati prioritari (es. Usa, Canada, Cina), pianificato e condiviso anche in ottica di rilancio enoturistico. Una regia di sistema, che punti a convogliare le risorse in macroazioni evitando la dispersione in iniziative minori sia nell’impatto che nella portata. Per Uiv, occorrerà predisporre piani integrati in ottica di mercato ma anche di brand awareness in favore del prodotto enologico made in Italy presso mercati strategici ancora culturalmente lontani.

martedì 6 ottobre 2020

La frutta nella sua naturale essenzialità, senza zuccheri aggiunti e in nuovi gusti mixati con una lista corta e semplice di ingredienti. È questo il trend che esprime il consumatore moderno e da Valfrutta arriva una grande risposta di alta qualità, 100% Frullato Valfrutta nel brik da litro. Una nuova linea di prodotti che si affianca ai nettari classici, garantendo la presenza di sola frutta 100% senza zuccheri aggiunti, senza coloranti e conservanti, Vegan OK, con pochi, chiari e semplici ingredienti.

100% Frullato Valfrutta è proposto in tre ricette speciali che combinano frutta dal ricco sapore e da gustare sorso dopo sorso:
- 100% Frullato Pera-Uva-Banana,
- 100% Frullato Fragola-Mela-Ribes-Mirtillo,
- 100% Frullato Pesca-Uva-Banana.
Tre gustosi consigli ad alto valore nutrizionale, tre succhi calibrati con cura per trasformare una sana abitudine in un piacere da assaporare, con tutto il saper fare di Valfrutta che trasforma orgogliosamente frutta e verdura di qualità in Italia.
100% Frullato Valfrutta in brik da litro è perfetto per la famiglia che già consuma i nettari di frutta e per chi cerca comunque un nutrimento sano e genuino di sempre maggior qualità.
Grazie al formato maxi da litro 100% Frullato Valfrutta è una preziosa riserva di sola frutta che diviene un piacere rigenerante, ma anche uno spezza fame da consumare in ogni momento:
- sia a colazione per iniziare la giornata con tutti i benefici unici della buona frutta da bere al naturale
- sia nei break quotidiani per una ricarica nutriente e molto gustosa.
Il prezzo di vendita consigliato è di 1,96 euro per ogni referenza. La linea 100% Frullato Valfrutta è disponibile nei punti vendita della Grande distribuzione e della Distribuzione organizzata.

lunedì 5 ottobre 2020

(Foto di Jacopo Salvi)
Nella storica location di Via Sant’Eufemia n° 16, lo Chef Eugenio Roncoroni inaugura Al Mercato Steaks & Burgers, evoluzione dell’iconica insegna milanese che rende protagonista la carne ispirandosi alla "vecchia scuola" delle steakhouse americane.

Giunto a una fase più matura della sua carriera, lo Chef si mette in gioco con un nuovo progetto che gli permette di esprimere all’ennesima potenza la sua personalità anticonformista e le sue origini italo-americane, portando in Italia il concetto classico della steakhouse, ma rivisitato e nobilitato.
Il concept di "Al Mercato Steaks & Burgers" si caratterizza per la contaminazione franco-americana che interessa sia la cucina che gli interni del ristorante. Le due anime che prima componevano "Al Mercato", ristorante e burger bar, convergono in una nuova proposta che fa della qualità nella semplicità il suo valore fondamentale. Il servizio di sala si ispira all’eleganza francese, mentre la proposta gastronomica si declina in una serie di piatti iconici.
La carne diventa protagonista del menù, declinata in due versioni: "Steaks", di Black Angus e di Wagyu Australiano, e "Burgers", disponibili in diverse varianti e personalizzabili con ingredienti extra.
La vera sorpresa della carta sono però le verdure, che lo Chef ama e propone sia in qualità di accompagnamento ("Sides"), che come vera e propria alternativa alla carne ("Vegetables").
Grande attenzione è dedicata anche ai lievitati: dal pane in cassetta aromatizzato al tartufo ai "Dessert", che rievocano i sapori del passato con un twist contemporaneo.
Varcando la soglia del ristorante la sensazione è quella di viaggiare oltreoceano per immergersi nel fascino tipico della New York dei primi anni del ‘900. Il progetto di interior design, infatti, armonizza l’esperienza sensoriale della cucina con quella architettonica. Ne deriva uno spazio dalla forte connotazione internazionale in linea con le origini e il temperamento dello Chef.
"Dopo 10 anni di Al Mercato - afferma Eugenio Roncoroni - sentivo il bisogno di un cambiamento, di un nuovo inizio. Ho mantenuto intatta l’anima del progetto, presentando una versione di me più adulta e consapevole".

domenica 4 ottobre 2020

Settore vitivinicolo e bevande spiritose ancora in sofferenza nell’ultimo trimestre del 2020. Questa la conclusione dello studio previsionale che Federvini ha affidato alla società di analisi TradeLab. Si tratta di stime basate su dati attualizzati alla fine di ogni mese, proiettate per i mesi rimanenti dell’anno attraverso il modello dello ‘scenario planning’. L’ultima rilevazione, purtroppo ancora pesantemente negativa, si riferisce agli inizi di settembre.

Le informazioni attuali fanno prevedere per i vini una chiusura del 2020 pari al -28%. Tale contrazione, per quanto significativa, risulta essere tuttavia inferiore alla stima effettuata per il mercato fuori casa (-33% per tutte le categorie food&beverage) e in miglioramento di un punto percentuale rispetto alle precedenti previsioni, grazie ad un andamento non così negativo nel mese di agosto.
In particolare, nei pubblici esercizi - il veicolo principale per il comparto - si prevede una chiusura a fine anno migliore, quantomeno per i ristoranti rispetto ad altri canali. Si parla soprattutto dei ristoranti di fascia medio alta, che impattano per circa il 40% del venduto per la categoria vini - rappresentando la quota parte più rilevante - e che hanno una previsione di impatto del -26%. Questo dato ha preso corpo proprio in agosto, dove abbiamo assistito ad una mini-ripresa dei canali ristoranti e pizzerie in particolare nell’occasione della cena.
Sul fronte della domanda, invece, la contrazione del turismo straniero, in particolare quello extra UE, ha avuto un’incidenza decisiva in negativo. L’impatto sui consumi di vino derivanti della domanda turistica straniera è infatti pari al -57%.
Per la categoria spirits si stima una previsione di chiusura del 2020 pari al -33%, anche in questo caso con il miglioramento di un punto percentuale rispetto alla rilevazione di giugno. Tale contrazione è ora comparabile alla media del mercato del fuori casa in generale anche se in termini assoluti parliamo di un ‘pannicello caldo’.
Le difficoltà del settore sono spiegabili dall’andamento dei locali serali e notturni - penalizzati dal distanziamento sociale - e che costituiscono il primo canale nel fuori casa con il 33% dei consumi totali. Ebbene, l’impatto sul comparto spirits rimane devastante: le previsioni di chiusura d’anno sono oggi del -68% per le discoteche e del -30% dei bar serali.
Su una prospettiva annuale, i mesi che hanno registrato gli impatti più rilevanti per gli spirits sono quelli centrali della pandemia con un -97% di contrazione durante il lockdown. Ma pur partendo da questo dato molto basso, le previsioni di crescita sono decisamente più lente rispetto ad altre categorie food&spirits - l’impossibilità di utilizzare gli spazi all’aperto in vista della stagione autunnale è la prima causa - e si attestano ad una contrazione del 15/20% fino alla chiusura del 2020.
"I dati evidenziati dallo studio rimangono molto penalizzanti per vini e spiriti" ha dichiarato Sandro Boscaini, Presidente di Federvini. "L’impegno da parte del decisore politico per supportare l’horeca c’è stato. Tuttavia, le azioni messe in campo per proteggere il valore della produzione non hanno fornito i risultati sperati. La situazione è ancor più negativa per il settore degli spiriti le cui richieste - abolizione del contrassegno di stato e dilazione del pagamento delle accise - sono rimaste al momento inascoltate. È giunto quindi il momento di attuare una visione di prospettiva, andando oltre l’emergenza e considerando la situazione attuale come sostanzialmente strutturale. Per questo motivo è opportuno ragionare considerando le intere filiere in modo sistemico e lavorare per sostenere i consumi con azioni concrete e misurabili tenendo conto dei limiti esistenti" ha concluso Boscaini.

sabato 3 ottobre 2020

Per non dimenticare l’estate e per festeggiare l’arrivo della nuova raccolta di mele, Leni’s propone una squisita ricetta con la Spremuta di Mela Leni’s: il Lenijto.

Lenijto

Occasione: perfetto tutto l’anno, in ogni momento della giornata, per non dimenticare l’estate

Occorrente: highball

Metodo: muddle, build and churn

Guarnizione: foglie di menta

Ingredienti
10-12 foglie di menta
4 ottavi di limette
2 cl sciroppo di zucchero o 2 cucchiaini di zucchero a velo
5 cl rum bianco
qb Spremuta di mela Leni’s
cubetti di ghiaccio o crushed ice

Preparazione:
Metti il lime e lo zucchero nel bicchiere e schiaccia bene in modo da ottenere più succo possibile e combinare i componenti agrodolci. Pesta anche la menta e aggiungila al bicchiere, senza rompere le foglie così da mantenere note fresche ed evitare quelle amare. Ora riempi il bicchiere di ghiaccio, aggiungi il rum e finisci con la spremuta. Mescola tutto delicatamente con un cucchiaio così da non spezzare la menta. Guarnisci a piacere con un po’ di menta fresca.

venerdì 2 ottobre 2020

Degustare, conoscere, apprendere i segreti dell’Aceto Balsamico di Modena ed emozionarsi come se le distanze geografiche non esistessero. Tutto questo senza muoversi da casa. Oggi è possibile, grazie all’innovativo progetto che il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP ha scelto di sviluppare insieme a Digital Mosaik - start up trentina specializzata in realtà virtuale -, con l’obiettivo di utilizzare una tecnologia nuova e in forte crescita come la virtual reality per supportare l’attività educational in Italia e all’estero del prodotto ambasciatore per eccellenza del Made in Italy agroalimentare.

"Quello della realtà virtuale - ha sottolineato Federico Desimoni, Direttore del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP - è un mondo in piena evoluzione e con grandi potenzialità, non solo nel mondo dell’entertainment ma anche a fini commerciali, educativi ed informativi. Abbiamo voluto trasportare l’utente in un piacevole ma dinamico percorso sensoriale, per un’esperienza che punta a fissare, nelle mente del consumatore, le caratteristiche distintive del prodotto autentico".
Grazie a questa nuova tecnologia, diventa possibile in pochi minuti trasferire i valori chiave che il Consorzio diffonde attraverso le sue molteplici attività in ambito internazionale. L’utilizzatore, in qualsiasi luogo del mondo esso si trovi, indossando un visore di realtà aumentata viene trasportato all’interno di un’acetaia modenese per un’esperienza immersiva tra le botti, per osservare il mosto d’uva che cuoce, una città di Modena che si ricrea a partire dal prezioso liquido, con una degustazione virtuale sviluppata su tre livelli: visivo, gustativo ed olfattivo.
"Obiettivo principale di questo progetto - ha spiegato Mariangela Grosoli, Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP - è tutelare gli interessi delle acetaie consorziate ed al contempo dei consumatori, ma anche e soprattutto l’originalità di un prodotto con caratteristiche uniche al mondo. In un contesto in cui diventa difficile spostarsi per le restrizioni alla libera circolazione tra Paesi in tempo di Covid, diventa di fondamentale importanza trovare canali alternativi di promozione, in questo caso avvalendoci della realtà virtuale, per trasferire i valori identificativi e distintivi del prodotto, nonché aiutare il grande pubblico di tutto il mondo a saper apprezzare, riconoscere e cercare il vero Aceto Balsamico di Modena IGP".
Parallelamente all’esperienza in realtà virtuale, un nuovo video a 360°, fruibile anche senza un visore per la virtual reality -comunque consigliato- porterà lo spettatore in un viaggio attraverso Modena, scoprendo i luoghi simbolo della storia dell’Oro Nero, per proseguire poi con un volo sopra le colline e i vigneti e di nuovo all’interno dell’acetaia, con i produttori che ancora oggi portano avanti le ricette sapientemente tramandate di generazione in generazione, per ritrovarsi poi a Modena, in un viaggio tra passato, presente e futuro.
Nel 2018 gli utenti attivi utilizzatori di virtual reality nel mondo erano 171 milioni con un mercato globale stimato di 16,8 miliardi di dollari (fonte: Statista). Solo nel 2019 negli Stati Uniti, primo mercato di riferimento per l’Aceto Balsamico di Modena IGP, dove viene esportato il 26% della produzione totale, hanno utilizzato almeno una volta al mese la realtà virtuale quasi 43 milioni di utenti.
Un potenziale altissimo, che il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP si propone di utilizzare per portare nel mondo non solo la qualità ma anche le emozioni che il prezioso condimento riesce a trasmettere con i suoi profumi, sua vellutata consistenza e il suo gusto unico.

giovedì 1 ottobre 2020

FIRENZE. Una bottiglia di Chianti "Castelli del Grevepesa" in omaggio a tutti coloro che ceneranno in uno dei ristoranti aderenti. È l’iniziativa senza precedenti organizzata da "Castelli del Grevepesa", storica azienda del Chianti Classico, presa per aiutare la ristorazione, afflitta dalla contrazione causata dal Covid-19.

La storica azienda vinicola, di San Casciano Val di Pesa (Firenze), rappresenta la più grande cooperativa del Chianti classico, con oltre 120 conferitori selezionati dal 1965 per qualità e il legame con il territorio e i suoi valori. La sua mission è portare sulla tavola di tutti gli italiani vini di grande qualità dal Chianti Classico e dalla Maremma ad un prezzo equo.
Il progetto, denominato "A cena con Castelli del Grevepesa", nasce dalla volontà di supportare il mondo della ristorazione in un momento così difficile, cercando di riportare le persone a godere del buon vino e della buona cucina nei ristoranti.
Quello della ristorazione è un settore fondamentale non soltanto per il tessuto economico del Paese, ma anche per il ruolo che svolge nel mantenere viva una tradizione che ci rende famosi nel mondo e di cui Castelli del Grevepesa stessa fa parte: la grande tradizione enogastronomica italiana.
Per partecipare all’iniziativa basta iscriversi sul sito di Castelli del Grevepesa (link: www.castellidelgrevepesa.it/a-cena-con-castelli-del-grevepesa) per ricevere un voucher utilizzabile presso uno dei ristoranti segnalati sullo stesso sito (la lista è in continuo aggiornamento).
Si è da poco conclusa l’edizione 2020 del "World Beer Awards", il concorso birrario internazionale che ogni anno seleziona, premia e promuove le migliori birre del mondo suddividendole per tutti gli stili riconosciuti a livello globale. Il World Beer Awards, inoltre, assegna a ciascuna nazione partecipante un titolo di vincitore assoluto per ogni particolare stile birrario, conferendo alla birra in oggetto il premio "Country Winner". Per ogni categoria, infine, possono essere assegnate, a discrezione della giuria, ulteriori medaglie.

Dal 2005 Birra del Borgo diffonde la cultura della birra in Italia ripensando gli ingredienti e le tecniche di produzione nella creazione delle sue birre. Le commissioni di degustazione specializzate, composte da esperti internazionali di birra, hanno valutato gli elementi che definiscono lo stile e il processo produttivo assegnandoci tre importanti riconoscimenti:

CATEGORIA LAGER: Premio "country winner" a LISA, classificata come migliore birra lager internazionale.
Ripensiamo il mondo delle Lager tradizionali portando tutto il carattere e il fascino Italiani. Nel mix di malti utilizziamo un Grano Antico del nostro territorio per donarle intensità e morbidezza. Aggiungiamo scorza d’arancia, un ingrediente atipico per lo stile, per renderla incredibilmente fresca e aggiungere un tocco di italianità.

CATEGORIA BIRRE SPECIALI: Argento a L’Equilibrista, classificata tra le migliori specialità sperimentali del mondo.
Produciamo L’Equilibrista dal 2009. Il mondo del vino e quello della birra fermentano insieme creando uno scambio unico e spumeggiante.

CATEGORIA IPA: La ReAle Extra ci ha fatto conquistare un Bronzo nella categoria IPA, migliore stile americano nel mondo. Una variazione della nostra "Classica" ReAle tutta giocata sul luppolo! Diverse varietà vengono aggiunte tutte negli ultimi 10 minuti di bollitura, in una dose 3 volte superiore rispetto alla ReAle. Il risultato è un’esplosione di profumi che vanno dall’agrumato al resinoso (pino ed incenso).

martedì 29 settembre 2020

I vegetali sono sempre più protagonisti delle scelte dei consumatori, all’interno di un trend che privilegia un’alimentazione sana e naturale. In questo contesto, i legumi svettano nelle preferenze perché sono ricchi di proteine vegetali, fondamentali per chi intende ridurre o eliminare le proteine di origine animale; inoltre, grazie a valori nutrizionali importanti, i legumi sono percepiti dal consumatore come sinonimo di salute e benessere, e riportano ad una cucina semplice e gustosa, legata alla tradizione italiana. 

I Legumi Senza Sale sono la prima gamma completa di legumi senza sale e zuccheri aggiunti. Si tratta di cinque referenze di qualità, coltivate e selezionate con cura, senza conservanti, 100% naturali, proposte in scatola da 400 gr:
- Piselli Medi senza sale e senza zuccheri aggiunti, naturalmente dolci
- Piselli Fini senza sale e senza zuccheri aggiunti, naturalmente dolci
- Lenticchie senza sale con un tocco di pomodoro 
- Fagioli Rossi senza sale, dolci e saporiti
- Ceci Piccoli senza sale, dolci e croccanti
La linea Legumi Senza Sale Cirio rappresenta una scelta di benessere, con cinque prodotti che intercettano tradizione e innovazione per una proposta correlata alle ultime tendenze evolutive del mercato.
Se i piselli, in tutte le loro varianti, sono i prodotti consolidati della tradizione, i ceci sono al centro di una crescita importante nelle preferenze, con particolare riferimento ai ceci piccoli che rappresentano un nuovo prodotto gourmet.
Le lenticchie confermano totalmente il loro successo, mentre la "famiglia" Cirio accoglie la new entry rappresentata dai fagioli rossi, con un chiaro richiamo alla cucina etnica, apprezzata per il gusto ed i colori. I fagioli rossi sono la varietà di fagioli che piace sempre di più ai consumatori, attirati dalle novità di una cucina internazionale che vivacizza i menu introducendo sapori sfiziosi al palato.
Anche il pack presenta un importante elemento innovativo, con l’azzurro come nuovo codice colore che mette in evidenza il plus della linea. 
La linea Legumi Senza Sale Cirio ha un tempo medio di conservazione di 48 mesi. Il prezzo di vendita consigliato per cluster 3x400 gr è 1.93 euro per ogni referenza. I Legumi Senza Sale Cirio sono disponibili nei punti vendita della Grande Distribuzione e della Distribuzione Organizzata.
Il Gruppo Fini, storico brand nato a Modena nel 1912 e specializzato in pasta fresca, ha deciso di rilanciare sul mercato una propria referenza, appartenente alla famiglia "I Granripieni di Sapore". Si tratta dei "Ravioli Funghi e Provolone" che offrono un connubio di sapori deciso e delicato. Questa nuova edizione avrà l'onore di essere arricchita dall'inconfondibile provolone piccante Auricchio, azienda di fama internazionale con sede a Cremona e che dal 1877 produce, con metodo artigianale, il miglior provolone della tradizione italiana.

Da Settembre la referenza del Gruppo Fini troverà spazio sugli scaffali della GDO attraverso un nuovo pack dedicato e a edizione limitata, progettato per evidenziare la partnership dei due brand che da sempre orientano la propria attività a valori comuni come storicità, territorialità, qualità e tradizione e che per l'occasione hanno deciso di coniugare le proprie eccellenze. Da una parte la sapienza della pasta fresca, lavorata con farine 100% italiane e trafilata al bronzo, dall'altra il provolone autentico e prodotto secondo la tradizione di Don Gennaro, fondatore di Auricchio. Una sintesi di qualità, artigianalità, passione e tradizione che si prepara a regalare al palato di tutti i consumatori un'esperienza gourmet intensa e unica.
La referenza, oggetto della partnership tra le due aziende, appartiene alla famiglia de "I Granripieni di Sapore", linea premium di pasta fresca del Gruppo Fini che, dal 2016 a oggi, ha registrato un notevole apprezzamento da parte del pubblico. La linea, nata per soddisfare un target sofisticato, attento alla ricerca di gusti e sapori autentici, ha riscontrato performance ampiamente positive. A trainare la crescita sono stati capisaldi come premiunizzazione, innovazione e presidio dello scaffale, consentendo a questa linea premium di registrare tassi di crescita costanti negli ultimi anni (+7,9% a valore nel 2019), più che confermati anche nel primo semestre 2020, chiuso con una performance a doppia cifra con un +18,9% a valore.

domenica 27 settembre 2020

La giornata di un bambino è ricca di impegni che richiedono concentrazione e attenzione costante fino a sera. Tra lezioni scolastiche e attività all’aria aperta, è necessario che i più piccoli facciano una buona merenda per restituire energie all'organismo. Per affrontare quindi le avventure pomeridiane con una marcia in più, Nesquik, da sempre alleato delle mamme e dei bambini, amplia la sua gamma con il primo kit merenda del Brand: Nesquik Box Merenda, un prodotto gustoso e nutriente.

Un mix perfetto che unisce il gusto unico di Nesquik Pronto da bere a 3 frollini al cacao con gocce di cioccolato Magretti di Galbusera. Nesquik Pronto da bere, oltre ad essere prodotto con latte italiano, è fonte di calcio, vitamina D, zinco - per il corretto funzionamento del sistema immunitario - e ferro, per lo sviluppo cognitivo dei bambini.
I frollini Magretti sono fatti con farina poco raffinata e sono fonte di fibre. Il prodotto si conserva fuori dal frigo e, grazie alle sue dimensioni ridotte e alla comoda confezione in cartoncino, può essere riposto facilmente all’interno dello zainetto dei bambini.

sabato 26 settembre 2020

Meno ma ottimo. Si preannuncia così il Chianti dell'annata 2020. Le aziende, che sono nel pieno della vendemmia, alcune a metà e altre già al termine, sono soddisfatte: "E' una vendemmia favolosa: la produzione di vino è minore rispetto agli altri anni, ma la qualità è ottima" afferma Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti. "La vendemmia sta proseguendo bene, speriamo che il tempo ci assista anche per i prossimi 10 giorni, poi potremo brindare".

Un calo della produzione era nei programmi. “Avevamo deciso di ridurla del 20% per garantire un equilibrio di mercato, mantenere i prezzi dello sfuso e la remuneratività per le imprese, ma poi non c'è stato bisogno che gli agricoltori facessero nessun intervento nelle vigne”. Ci ha pensato la natura: sulle viti quest'anno sono maturati meno grappoli così la diminuzione è stata spontanea. Segnali positivi arrivano, oltre che dalle vigne, anche dal mercato.
"Al 31 agosto abbiamo registrato a consuntivo un calo solo dello 0,5% rispetto all'anno precedente, mesi fa ci aspettavamo perdite del 5-10%. Invece siamo sostanzialmente in pareggio" afferma Busi. Il Chianti è venduto per il 70-75% nella grande distribuzione e qui ha fatto registrare numeri in aumento nonostante la crisi dovuta alla pandemia Covid-19. "Nella grande distribuzione le vendite sono anche aumentate e hanno compensato le perdite del canale Horeca, che invece è completamente fermo" conclude Busi. Ma le circa 570 aziende del Consorzio che hanno come sbocco commerciale solo il canale Horeca (ristoranti ed enoteche) sono in forte crisi economica. "Durante il lockdown questo canale è rimasto completamente chiuso. Ora sta riaprendo, ma la ripresa è lenta, mentre in campagna i costi, compresi quelli per la vendemmia, sono invariati e non si possono ridurre e l'accesso al credito è difficile" spiega Busi che al governo nazionale e al nuovo governo regionale sollecita "un sostegno importante per traghettare le nostre imprese verso la ripartenza economica salvaguardando mano d'opera e investimenti fatti".

venerdì 25 settembre 2020

Il Formaggio Piave DOP si rinnova nella tradizione. Un apparente ossimoro che nasconde un grande risultato, diventato ufficiale con la recente approvazione della modifica al disciplinare di produzione, coincisa con i 10 anni della DOP. I cambiamenti apportati vanno nella direzione di valorizzare ancor più il territorio di produzione, con le sue razze autoctone e i piccoli caseifici di montagna, l’anima più autentica di questo prodotto di recente protagonista del reportage fotografico "Versanti di Gusto", realizzato nell’ambito del progetto europeo Nice to Eat-EU.

"La modifica del disciplinare di produzione del Piave DOP ha comportato tempi lunghi e un notevole impegno ma si è rivelata necessaria per adattarsi all'evoluzione delle esigenze produttive dei soci allevatori e a quelle di caseificazione - afferma Chiara Brandalise, Direttrice del Consorzio di Tutela -. Oltre a nuove tecnologie di mungitura importante è stata anche l'innovazione nell'arte casearia e non potevamo non tenerne conto. Abbiamo inoltre introdotto delle modifiche per favorire l'entrata nella filiera del Piave DOP anche di malghe o latterie di piccole dimensioni e inserito la possibilità di utilizzare il latte prodotto da vacche appartenenti alla razza grigio-alpina, una razza tipica montana di queste zone che è stata riscoperta negli ultimi anni".
La modifica del disciplinare (Reg. (UE) n. 2020/1198 del 07/08/2020 - GUUE L 267 del 14/08/2020) riguarda le voci relative a descrizione del prodotto, metodo di ottenimento, alimentazione delle bovine, bonifica termica, caseificazione e salatura. Più precisamente, per quanto riguarda il capitolo "descrizione del prodotto", la modifica definisce in maniera più appropriata il profilo sensoriale del Piave DOP specificando meglio che la colorazione del formaggio varia a seconda della stagionatura (ne esistono ben 5) passando da un colore chiaro ed omogeneo nella tipologia FRESCO per arrivare ad un giallo scuro nelle stagionature più avanzate con una consistenza che diventa più asciutta, granulosa e friabile con il tempo. In riferimento al "metodo di ottenimento", è stata reinserita la razza locale Grigio Alpina perché particolarmente adatta allo sfruttamento delle risorse naturali del territorio. E’ stata inoltre resa esplicita una caratteristica dell’allevamento bovino tipico delle zone montane ovvero la frequente presenza di incroci tra le razze bovine ammesse. È stata poi introdotta la possibilità di effettuare la mungitura per massimo tre giorni consecutivi eliminando il concetto di due o quattro mungiture superate oramai grazie al diffondersi della mungitura automatizzata e perciò il numero di munte consecutive possibili nell’arco della giornata può essere adattato in base alle specifiche esigenze dell’animale. Per quanto riguarda la bonifica termica, la modalità di trattamento termico è stata adeguata alle reali possibilità produttive eliminando i parametri del trattamento perché possono variare a seconda dell’impianto utilizzato, inserendo la facoltà di pastorizzare il latte. La modifica cerca di andare incontro alle richieste di alcune realtà come malghe e piccoli caseifici di montagna che non hanno la possibilità di pastorizzare il latte.
Infine, nel paragrafo "caseificazione" e "salatura" sono stati semplificati alcuni passaggi, lasciando indicate solo le temperature di cottura ed eliminando le tempistiche riferite al processo di caseificazione e togliendo il tempo minimo di immersione in salamoia, tutti vincoli molto limitanti che non consentivano di adeguare tali fasi alle differenti realtà produttive.
Fra gli obiettivi principali del Consorzio di Tutela (www.formaggiopiave.it), vi è la promozione del marchio formaggio Piave DOP e la divulgazione di corrette informazioni sulle specificità del prodotto, oltre alla comunicazione on e offline per favorirne la conoscenza e ampliarne il consumo; Obiettivo che il Consorzio sta perseguendo con il progetto Nice to Eat-EU co finanziato dall’Unione Europea. Attraverso azioni informative e promozionali che vedono protagonista un’eccellenza del made in Italy, Nice to Eat-Eu porta sulle tavole europee tutto il gusto, la tradizione, la certificazione e l’unicità del formaggio Piave DOP e tutti i valori che esso veicola.

giovedì 24 settembre 2020

Questa l’analisi del fine raccolto per il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria. "I vigneti di primitivo nella nostra areale sono apparsi appaiono vigorosi e in ottima salute. - spiega soddisfatto il presidente Mauro di Maggio - La vendemmia ha avuto 12 giorni di ritardo a causa di una primavera fredda e di una estate che ha tardato ad arrivare. Tuttavia dal punto di vista fitosanitario le uve si sono subito presentate buone e, a determinare la giusta maturazione, ci ha pensato il nostro clima caldo con tramontana e la scarsità di piogge. Tutto ciò ha impedito la formazione di peronospora e altre malattie del vigneto".

"La resa è bassa di circa il 35 - 40% in meno rispetto all’annata precedente - continua di Maggio - ma il frutto è di eccellente qualità con un’alta concentrazione di zuccheri. Sicuramente una vendemmia che sarà ricordata come una delle migliori. Si è iniziato dando spazio alla raccolta per gli alberelli che hanno subito presentato un carico basso per poi proseguire nelle zone costiere e, infine, nelle zone dell’entroterra".
"Ci sono tutti i presupposti per trovare nei calici vini ottimi, corposi e con un bouquet tipico del Primitivo di Manduria Dop. - conclude di Maggio - Il lavoro in vigneto si è svolto in questi mesi in modo regolare, compatibilmente con le restrizioni e con le nuove norme emanate per la gestione dell’emergenza Covid-19. Ringrazio tutti i nostri viticoltori per l’impegno che quest’anno è stato ancora più intenso subito dopo il lockdown. Un lavoro che ha garantito la consueta cura dei vigneti e la qualità finale del prodotto. Il merito va soprattutto a loro".

mercoledì 23 settembre 2020

Contrasto. È la parola chiave che meglio descrive l’essenza della cucina thailandese: amaro, dolce, salato, aspro e piccante sono le cinque varianti del gusto che sempre dicono la loro in un piatto Thai, seppure dosati ogni volta in maniera differente.

Ma se veramente vogliamo intendercene della cucina della Thailandia, dobbiamo anzitutto mettere da parte l’idea di "piatto", perché, semplicemente, in questa tradizione, tale concetto non esiste: non è dato che i commensali assaporino ciascuno la propria pietanza, magari nel corso di più portate, bensì l’intero pasto è disposto al centro della tavola, e rigorosamente insieme lo si consuma. Ebbene, protagonista indiscusso di questo rito è il Pad Thai.
Già segnalato nel 2011 al cinquantesimo posto della speciale classifica "Most delicious foods" stilata dalla Cnn, il Pad Thai è un gustosissima miscela, “buona” per tutte le ore e per qualsiasi occasione.
Infatti, si presta alla grande sia come cibo da strada che come ingrediente da tavola al ristorante.
Potrebbe essere diversamente per una ricetta semplice nella sua composizione di base, tagliolini saltati in padella con uova e con tofu, ma aperta alle più svariate possibilità di personalizzazione?
Moltissime e tutte da leccarsi i baffi sono le varianti con cui questo piatto viene solitamente arricchito.
C’è chi, infatti, preferisce impiegare in aggiunta salsa di pesce e succo di tamarindo, e chi invece peperoncino, germogli di soia e gamberetti.
Quasi sempre, nel condimento, non mancano arachidi arrosto sbriciolate e coriandolo, e, perché no, una spruzzata aromatizzante di lime, ma la formula alternativa senza dubbio più curiosa è la ricetta vegetariana: via la salsa di pesce e i gamberi e tanta salsa di soia, a compensare l’assenza degli ingredienti animali.

martedì 22 settembre 2020

Il Consorzio di Tutela Olio DOP Chianti Classico ha incaricato Valoritalia, società leader in Italia nelle certificazioni agroalimentari, di effettuare i controlli sulla produzione dell’Olio DOP Chianti Classico e della verifica del rispetto delle norme previste dal relativo disciplinare di produzione. L’incarico è stato autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole con un Decreto pubblicato lo scorso 31 agosto e avrà durata triennale.

Sin dalla sua costituzione nel 1975, l’obiettivo del Consorzio è stato sempre quello di proteggere e promuovere la denominazione, salvaguardando il territorio e i caratteri del prodotto: buon sapore fruttato con sentori di carciofo crudo ed erba fresca e gradevolmente piccante. Profumi e sapori strettamente legati alle cultivar "Frantoio", "Correggiolo", "Moraiolo" e "Leccino" che possono essere usate da sole o congiuntamente, o unitamente ad altre varietà autorizzate dal disciplinare di produzione per un massimo del 20%.
Realizzare un olio DOP con un elevato valore qualitativo richiede un impegno continuo ed un rigore tecnico che copra tutto il processo produttivo, dal campo al frantoio, perché solo prestando una costante attenzione si riesce a conservare quelle proprietà organolettiche che restituiscono l’identità di un terroir così particolare come quello della DOP Chianti Classico. E’ un’ulteriore garanzia per il consumatore che la certificazione dell’olio DOP Chianti Classico, un prodotto che arricchisce il panorama della cultura del "mangiar bene" italiano, sia affidato ad un ente di certificazione con consolidata esperienza non solo su filiere di qualità affini, ma anche nel biologico e nella sostenibilità.
"La lunga collaborazione con gli enti di certificazione ha permesso ai nostri soci di comprendere che lo 'strumento del controllo' non è soltanto un obbligo imposto dalle leggi, ma è innanzitutto utile alla crescita professionale e tecnica degli operatori. In questi anni le imprese hanno compreso che le verifiche previste dal piano dei controlli sono un’opportunità per migliorare la gestione della tracciabilità e la stessa tutela del prodotto nei confronti del consumatore" afferma Gionni Pruneti, Presidente del Consorzio DOP Chianti Classico.

lunedì 21 settembre 2020

Autunno del gusto nelle Marche, con piatti ricchi di sapori adatti all’avvicinarsi della stagione fresca. Il Brodetto, ad esempio, con la sua carica esplosiva di aromi, sfumature e colori, è pronto a deliziare i palati più esigenti.
Fino a fine novembre, a Porto San Giorgio, è possibile gustare il famoso Brodetto De.Co., ossia la ricetta tradizionale che può fregiarsi della prestigiosa denominazione comunale, scoprendolo nei locali aderenti al circuito cittadino appositamente organizzato.

Nella preparazione del brodetto sangiorgese è vietato l'utilizzo di pesce congelato. Infatti, il pescato utilizzato deve essere rigorosamente dell'Adriatico centrale e vige l'obbligo di utilizzare prodotti ed ingredienti, dal pane all'olio, strettamente locali.
Un’iniziativa che tanto successo ha riscosso in passato e che l’Amministrazione Comunale della nota città rivierasca ha voluto rilanciare come ulteriore stimolo ai consumi fuori casa, in un periodo lontano dai clamori dell’alta stagione, ma anche nell’ottica di un più ampio progetto di promozione turistico-culturale legato alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale della tradizione marinara.
Nel portale www.tipicitaexperience.it e sulla app di Tipicità, le date ed i locali del circuito che propongono la serata dedicata alla succulenta pietanza marinara, patrimonio comune di tutto il bacino adriatico, ma con varianti assai diversificate in ciascuna comunità locale.
Il Circuito del Brodetto De.Co. di Porto San Giorgio è parte del Grand Tour delle Marche, promosso dall’organizzazione di Tipicità in collaborazione con ANCI Marche ed in partenariato progettuale con Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking.

domenica 20 settembre 2020

Il mondo enoico non si è mai fermato e ora ha bisogno di ripartire con il primo evento dedicato - fisico e virtuale -: la Milano Wine Week ( in calendario dal 3 all'11 ottobre). Una piazza prestigiosa di incontro e confronto, di business e relazione, quest’anno ancor di più ampio respiro internazionale. In un contesto così sfidante non poteva mancare il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, portavoce di una "Toscana alternativa" del vino che attrae sempre più l’interesse del mercato e della critica.

"Il lockdown ha ridisegnato le dinamiche di partecipazione alle fiere anche per il mondo del vino" afferma Francesco Mazzei, presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana. "Si è puntato molto sugli eventi digital, sulle degustazioni a distanza, sull’implementazione dell’e-commerce. Ma il confrontarsi quotidianamente con il proprio mercato, i propri competitor e il proprio target è per il nostro settore fondamentale. La Milano Wine Week rappresenta per noi lo strumento perfetto che mette a disposizione un contesto reale, in presenza ma in piena sicurezza, e un’amplificazione virtuale attraverso una piattaforma che ci consente di rivolgerci anche a un pubblico internazionale".
Il Consorzio sarà così protagonista di tre masterclass che si terranno in presenza presso Palazzo Bovara. Gli appuntamenti sono in agenda il 5 Ottobre e tratteranno focus differenti: si va dal Viaggio tra i Rossi autoctoni della Maremma Toscana, un vero e proprio itinerario per conoscere i vini rossi da vitigni autoctoni (ore 14:00). Si scoprirà così che la Toscana oltre che un territorio ricco di storia, vanta anche un’antica tradizione viticola dalla notevole biodiversità, dove non esiste solo il Sangiovese. Degustazione perfetta per palati curiosi. Segue alle 16 l’appuntamento dal titolo: Otto motivi per apprezzare i grandi vitigni rossi internazionali della Maremma Toscana, terra di tradizione certamente, ma dove un terzo della superficie vitata è impiantata con varietà rosse da vitigni internazionali, utilizzate poi in purezza o in blend per dare vita ai super Tuscan! Ideale per i metodici che vogliono argomentare le scelte. Infine l’ultima masterclass è dedicata a uno dei protagonisti dell’estate 2020. Il fenomeno Vermentino: alla scoperta della TOP 10 del Vermentino Grand Prix 2020. Un vitigno che è diventato l’emblema dei vini bianchi della Maremma Toscana. A Luglio si è tenuta la prima edizione del Vermentino Grand Prix e questa è l’occasione per scoprire la fantastica Top Ten dei Vermentini DOC Maremma. Appuntamento alle ore 20:45 per consentire anche il collegamento con New York dove saranno coinvolti buyer, importatori, esperti di settore e giornalisti.
Oltre agli eventi su invito per la stampa e gli addetti ai lavori, la Maremma Toscana sarà protagonista anche con un banco d’assaggio il 7 Ottobre dalle 16 alle 20, al Babila Building - nell’omonima piazza in Corso Venezia 2 - dedicato a professionisti del settore ma anche ai wine lovers per degustazioni in piena sicurezza, dove sarà possibile assaggiare i vini raccontati durante le masterclass.
Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana - nato nel 2014 - conta oggi 313 aziende associate che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini - per un totale di circa 6 milioni di bottiglie prodotte all’anno. E tra i suoi obiettivi ha anche quello di promuovere la qualità dei suoi vini. Per raggiungere tale finalità seleziona anno dopo anno gli eventi più significativi per il mondo del vino. Nel 2020 la Milano Wine Week è indubbiamente uno strumento funzionale: alla sua terza edizione torna trasformandosi in una Digital Wine Fair con un incremento di contenuti e con l’obiettivo di connettere professionisti e buyers di tutto il mondo.

sabato 19 settembre 2020

Al via la vendemmia del Sangiovese di Romagna tra i filari di Poggio della Dogana, l’azienda che sorge a Castrocaro Terme - Terra del Sole, nel cuore del territorio romagnolo, direttamente sul poggio nel quale si ergeva la dogana di passaggio di confine storico, territoriale e culturale tra Romagna Pontificia e Granducato di Toscana nel lontano 1584.

Una raccolta delle uve "sartoriale" che rispetta i ritmi della natura e le diverse tempistiche dei cloni presenti all’interno della tenuta, in linea con la filosofia di valorizzazione dei Cru che l’azienda si propone.
Dopo la raccolta delle uve Albana e Trebbiano, l’azienda guidata dai fratelli Aldo e Paolo Rametta e da Cristiano Vitali si concentra ora sulle vigne che danno vita ai quattro Sangiovese firmati Poggio della Dogana: I Quattro Bastioni, Santa Reparata, Arlesiana e Poggiogirato.
"È stata un’annata con poca pioggia e con escursioni termiche poco significative tra giorno e notte, soprattutto a Castrocaro - affermano i Rametta e Vitali -. Questo ha portato ad una maturazione anticipata e, in alcuni casi, l’uva rossa ha anticipato quella bianca nello sviluppo che ha portato alla vendemmia. Fortunatamente, dopo un lunghissimo periodo di stop delle piogge, le precipitazioni hanno garantito il giusto punto di maturazione per l’Albana: le uve - già cariche di colore e di zuccheri e con acini abbastanza disidratati - hanno potuto reidratarsi per la raccolta avvenuta a fine agosto".
Dalla prossima settimana è prevista la raccolta delle uve Sangiovese. Una vendemmia da osservare, con un calice in mano, tra saliscendi ameni ricamati di vigneti. La sua posizione rende Poggio della Dogana, che produce solo vini in regime biologico, meta di interesse per gli amanti del vino ma anche per i turisti diretti verso il litorale romagnolo. Su prenotazione si può partecipare a un tasting dei vini nella nuova struttura che accoglie i wine lovers tra i filari di Sangiovese (Per info e prenotazioni: [email protected]).

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